A TESTA BASSA CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO: LA STORIA SI RIPETE

GIÀ NEGLI ANNI ’90 CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO, POI NEGLI ANNI 2000 CONTRO LA LEGGE BIAGI, UNA PARTE DELLA SINISTRA POLITICA E SINDACALE SI È SCAGLIATA A TESTA BASSA, SALVO POI DIMENTICARE DEL TUTTO QUELLE BATTAGLIE DOPO AVERLE DEFINITIVAMENTE PERSE – OGGI LA STORIA SI RIPETE

Articolo pubblicato sul Sole 24 Ore il 10 gennaio 2017 – In argomento v. anche Referendum sul Jobs Act: un’arma impropria, pubblicato su lavoce.info il 22 dicembre 2016, e i numerosi altri interventi e documenti reperibili nella sezione Lavoro di questo sito  
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VOUCHER: LO STUDIO DI ANASTASIA, BOMBELLI E MASCHIO SULL’ANDAMENTO 2008-2015

L’UNICA FONTE ATTENDIBILE, A TUTT’OGGI, CIRCA L’UTILIZZAZIONE EFFETTIVA DEI BUONI-LAVORO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI PER I QUALI SI DISPONE DEI DATI COMPLETI – IN QUATTRO CASI SU CINQUE L’UTILIZZO DI QUESTO STRUMENTO NON PRESENTA ASPETTI DI PARTICOLARE CRITICITÀ

buono lavoro

Saggio di Bruno Anastasia, Saverio Bombelli e Stefania Maschio, pubblicato nei WorkInps Papers, settembre 2016 – In argomento v. anche I buoni-lavoro come bandiera di una nuova battaglia tutta ideologica, e i link cui da quella pagina si può risalire in sequenza     Continua…

I BUONI-LAVORO COME BANDIERA DI UNA NUOVA CROCIATA TUTTA IDEOLOGICA

IL REFERENDUM PROMOSSO DALLA CGIL PORTERÀ ALLA RADICALIZZAZIONE DELLO SCONTRO; PECCATO CHE CON I VOUCHER IL CONFLITTO D’INTERESSI PADRONE/LAVORATORE C’ENTRI POCO: LA VERA CONTRADDIZIONE DA METTERE A FUOCO È QUELLA CITTADINO/BUROCRAZIA

Editoriale telegrafico di Michele Serra, pubblicato su Repubblica del 30 dicembre 2016 nella rubrica l’Amaca – In argomento v. anche Voucher: giusto impedirne l’abuso, eliminarli produrrebbe un danno grave    Continua…

LA VERA STORIA DEI VOUCHER

IL 55% DEI PERCETTORI DI BUONI-LAVORO SI DIVIDE TRA CHI HA UN ALTRO LAVORO E PERCETTORI DI AMMORTIZZATORI SOCIALI; IL 10% SONO PENSIONATI, IL 14% GIOVANI INOCCUPATI – È SACROSANTO CONTROLLARE IL RESTANTE 20% E STANARE GLI ABUSI; MA  ABOLIRE I BUONI-LAVORO VORREBBE DIRE CONDANNARE QUASI TUTTI AL LAVORO NERO

Articolo di Filippo Taddei, pubblicato su l’Unità il 22 dicembre 2016 – In argomento v. anche Referendum sul Jobs Act: un’arma impropria    Continua…

REFERENDUM SUL JOBS ACT: UN’ARMA IMPROPRIA

IL QUESITO IN TEMA DI LICENZIAMENTI PRESENTA DUE PROFILI DI INAMMISSIBILITÀ, PER DIFETTO DI UNITARIETÀ E PER IL CONTENUTO NON SOLTANTO ABROGATIVO, MA ANCHE SOSTANZIALMENTE PROPOSITIVO; QUELLO SUI VOUCHER GETTA IL BIMBO INSIEME A (POCA) ACQUA SPORCA

Articolo pubblicato su lavoce.info il 22 dicembre 2016 – In argomento v. anche Referendum Cgil: non torniamo indietro di trent’anni!
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ANCORA UN EPISODIO DI PESSIMA INFORMAZIONE SUL MERCATO DEL LAVORO

L’INSPIEGABILE COMPORTAMENTO DEL QUOTIDIANO LA STAMPA, CHE PUBBLICA UN ARTICOLO VISTOSAMENTE POCO ACCURATO, SOTTO UN TITOLO GRAVEMENTE FUORVIANTE, E POI RIFIUTA, SENZA ALCUNA MOTIVAZIONE, DI PUBBLICARE UN INTERVENTO DI DISSENSO E RETTIFICA

Domenica scorsa – 11 dicembre 2016 – ho scritto una lettera al Direttore del quotidiano la Stampa, il giorno stesso in cui è uscito il paginone riprodotto qui sotto, contenente un articolo di Giacomo Galeazzi intitolato Effetto Jobs Act, crescono i licenziamenti disciplinari.

Stampa 11XII16

La Stampa, 11 dicembre 2016, pagine 12 e 13

Ho poi ripetutamente cercato di parlare con il Direttore stesso o un Vicedirettore, o un Caporedattore di turno, per tutta la settimana successiva, senza mai riuscire a superare il filtro della Segreteria e senza che alcuno di essi mi richiamasse, se non altro per comunicarmi il rifiuto del mio intervento. Poiché  a tutt’oggi, 17 dicembre 2016, la mia lettera non è stato pubblicata, né in tutto né in parte, non mi resta che pubblicarla su questo sito. Con lo stupore per il comportamento, a me incomprensibile, della Direzione di un quotidiano che considero al vertice dell’eccellenza nel panorama della stampa italiana, e che oltretutto – pur senza esservi in alcun modo tenuto – ha sempre mostrato attenzione nei confronti delle mie idee, pubblicando negli ultimi anni diversi miei interventi e interviste. Un caso precedente di informazione giornalistica gravemente scorretta sulle dinamiche del lavoro dopo la riforma è quello del quotidiano Libero dell’11 maggio di quest’anno, il quale però pubblicò immediatamente, il giorno dopo, il mio intervento di rettifica, sia pure con una replica del Direttore, e per giunta il 4 novembre successivo pubblicò sullo stesso tema una mia ampia intervista sotto il titolo 1,2 milioni di assunzioni in più in due anni, due terzi stabili.  Sul tema delle dinamiche del mercato del lavoro dopo la riforma v. anche l’editoriale di mio fratello Andrea, pubblicato sul Corriere della Sera del 5 dicembre scorso, Che cosa dicono veramente i dati Inps sugli effetti del Jobs Act. Continua…

REFERENDUM CGIL – IL PAESE NON DEVE RIMANERE IN MEZZO AL GUADO

LA RIFORMA HA INCOMINCIATO A DARE BUONI FRUTTI: DIAMOLE IL TEMPO DI ANDARE A REGIME ED EVITIAMO DI DARE L’IMMAGINE DI UN PAESE INDECISO A TUTTO

Intervista a cura di Giovanni Villino, pubblicata sul Giornale di Sicilia il 16 dicembre 2016 – In argomento v. anche la scheda tecnica sui tre quesiti referendari, che ho messo on line il giorno prima, e i miei due interventi precedenti sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil in materia di lavoro: Non è più la Cgil dei Lama e dei Trentin, e Il codice semplificato del lavoro della Cgil Continua…

REFERENDUM CGIL: NON TORNIAMO INDIETRO DI TRENT’ANNI!

IL REFERENDUM MIRA AD AZZERARE UN’EVOLUZIONE CHE È INCOMINCIATA CON LA LEGGE TREU DEL 1997 E ADDIRITTURA A ESTENDERE L’INGESSATURA DEI RAPPORTI DI LAVORO ANCHE ALLE PICCOLE IMPRESEMA MEGLIO IL REFERENDUM CHE AZZOPPARE LA RIFORMA: LA COSA PEGGIORE CHE POSSA ACCADERE AL PAESE È FERMARSI IN MEZZO AL GUADO

Testo integrale dell’intervista a cura di Giovanna Casadio, pubblicata da la Repubblica il 16 dicembre 2016 con alcuni piccoli tagli dovuti a motivi di spazio (e con un cappello contenente una piccola forzatura indebita e dunque qui omesso: v. in proposito la mia lettera al Direttore) – In argomento v. anche la scheda tecnica sui tre quesiti referendari promossi dalla Cgil, pubblicata su questo sito il giorno prima; inoltre i miei interventi precedenti sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil in tema di lavoro:  Non è più la Cgil dei Lama e dei Trentin, e Il codice semplificato del lavoro della Cgil            Continua…

APPUNTI SUI REFERENDUM PROMOSSI DALLA CGIL IN MATERIA DI LAVORO

IL PRIMO DEI TRE MIRA AD ABROGARE LE NORME SUI LICENZIAMENTI DELLA LEGGE FORNERO 2012 E DEL JOBS ACT 2015, NEL CONTEMPO ESTENDENDO L’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 18 A TUTTI I DATORI DI LAVORO CON PIÙ DI 5 DIPENDENTI – MA IN QUESTO MODO NON È PIÙ UN REFERENDUM SOLO ABROGATIVO, BENSÌ ANCHE PROPOSITIVO

Sono qui riprodotti i testi dei tre quesiti referendari sui quali la Cgil ha raccolto tre milioni di firme, per l’abrogazione di due parti della riforma del lavoro del 2015 e due della legge Fornero n. 92/2012: la nuova disciplina dei licenziamenti (compresa la riforma Fornero del 2012), la nuova disciplina dei buoni-lavoro o vouchers, e la nuova disciplina della responsabilità solidale tra committente e appaltatore – Il testo di ciascun quesito è preceduto da una mia nota evidenziata dal paragrafo rientrato e dal carattere corsivo e blu, mirata a chiarire la portata pratica del quesito, discuterne l’ammissibilità sul piano costituzionale e proporne una valutazione nel merito – In argomento v. Non è più la Cgil dei Lama e dei Trentin, e Il codice semplificato del lavoro della Cgil
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LA PAGELLA AL GOVERNO RENZI SUL LAVORO

VOTI ECCELLENTI SU DIVERSE PARTI MOLTO IMPORTANTI DEL JOBS ACT; BUONI ANCHE SU INCENTIVI ALLA PRODUTTIVITÀ E AL WELFARE AZIENDALE; MA ALCUNI VOTI NEGATIVI DOVE SI È LASCIATA LA PENNA IN MANO AI NEMICI DELLA SEMPLIFICAZIONE; E UN VOTO PESSIMO PER L’IMPLEMENTAZIONE DEL CAPITOLO SUI SERVIZI PER L’IMPIEGO

Una valutazione analitica dei provvedimenti legislativi adottati dal Governo Renzi nei suoi tre anni di vita, 9 dicembre 2016 – In argomento v. anche i documenti e gli interventi raccolti nella seconda parte del Portale della riforma del lavoro     Continua…

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