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SULL’EGUAGLIANZA AL RIBASSO NELLE SCUOLE MATERNE

CRITICA DI UNA DELIBERA COMUNALE MILANESE CHE VIETA NEGLI ASILI CON FAMIGLIE PIÙ AGIATE LE INIZIATIVE EXTRA-CURRICOLARI A PAGAMENTO, SUL PRESUPPOSTO CHE GLI ALTRI ASILI NE RESTANO PRIVI: MEGLIO, PIUTTOSTO, IMPORRE UN REGIME SOLIDARISTICO NEL QUALE I PIÙ RICCHI PAGHINO ANCHE PER I PIÙ POVERI

Corsivo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 12 dicembre 2016 – Gli altri editoriali e interventi dello stesso autore in materia di politica scolastica pubblicati su questo sito sono raccolti nella sezione Scuola [1]    .
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Andrea Ichino

Se negli asili frequentati da famiglie abbienti queste finanziano attività extra scolastiche che famiglie meno abbienti non possono permettersi, impedire ogni attività extra scolastica è la soluzione peggiore che il Comune di Milano possa adottare. Ottiene il risultato di privare tutti i bambini della possibilità di fare esperienze utili di apprendimento, senza peraltro ridurre di una briciola il vantaggio che i figli dei ricchi hanno rispetto ai figli dei poveri. Pensiamo, per esempio, ad una attività finalizzata ad avvicinare i bambini a una lingua straniera, molto più facile da imparare a 3-5 anni che in seguito. Impedire questa attività in una scuola in cui alcuni genitori siano disposti a finanziarla non impedisce certo a quei genitori di assumere insegnanti privati di inglese o francese per i loro figli. Al tempo stesso, sicuramente non avvicina di un millimetro a questa opportunità gli altri bambini meno abbienti di quella e di altre scuole, lasciando quindi l’ineguaglianza economica e sociale del tutto invariata.

Se al Comune di Milano stanno davvero a cuore le pari opportunità, la soluzione è semplice: lasciare che i genitori che possono farlo finanzino le attività extra scolastiche nelle scuole dei loro figli, prelevando però una parte di questi fondi per devolverli al finanziamento delle stesse attività in scuole nelle quali i genitori non si possono permettere lo stesso contributo. Per esempio, se una scuola ha 100 e l’altra zero, si faccia in modo che abbiano tutte e due 50. È possibile che i genitori che possono offrire 100 riducano il contributo se una parte di esso finisce ad una scuola diversa. Questo accade in ogni sistema fiscale redistributivo, ma credo che a Milano pochi lo farebbero. Resta una soluzione di certo migliore di quella che priva i poveri di una opportunità senza impedire ai ricchi di goderne da soli.

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