- Pietro Ichino - http://www.pietroichino.it -

GIORGIO TONINI: LA SOCIETA’ APERTA E I SUOI NEMICI

UNA DIAGNOSI PRECISA DELLE RADICI DELLA SCONFITTA REFERENDARIA (IN PARTICOLARE IL GRAFICO “A ELEFANTE” CHE INDICA CHI HA GUADAGNATO E CHI HA PERSO IN UN DECENNIO DI GLOBALIZZAZIONE), ALCUNE CONSIDERAZIONI ILLUMINANTI SU QUELLO CHE CI ATTENDE NEL FUTURO PROSSIMO E ALCUNE INDICAZIONI SUL CHE FARE

Slides della relazione svolta da Giorgio Tonini, presidente della Commissione Bilancio del Senato, all’incontro di LibertàEguale, Roma, 10 febbraio 2017   .
.

Giorgio Tonini

Giorgio Tonini

icona-dwl8 Scarica le slides della relazione di Giorgio Tonini in formato pdf [1]

 

Segnalo in particolare la settima slide, nella quale è riportato il cosiddetto “Elefante di Milanovic”, ossia il grafico a forma di elefante proposto dall’economista Branko Milanovic, che aiuta a capire chi sono i vincenti e chi i perdenti della globalizzazione. Per un approfondimento su questo grafico, il suo vero significato e la discussione in proposito, v. una mia nota e un articolo del settimanale The Economist [2].

Inoltre l’undicesima slide, che riproduco qui integralmente:

                                   Tre numeri sbagliati: 45, 98, 2
Il principale problema che il sistema della spesa pubblica europea oggi evidenzia
è il divario tra le sue dimensioni e i suoi risultati. L’Unione europea è l’area del
mondo con la più elevata incidenza della spesa pubblica sul PIL: circa il 45 per
cento, una decina di punti più degli USA. E tuttavia, nonostante le dimensioni di
questa gigantesca spesa pubblica, sono molte e importanti le questioni, le
domande, i bisogni collettivi ai quali né gli Stati membri né l’Unione riescono a
dare risposta.
Nel medio periodo, una revisione della spesa pubblica europea, operata alla luce
del principio di sussidiarietà, non potrà non produrre un riequilibrio
quantitativo tra la spesa statale e quella federale: tra l’assetto degli USA (50 per
cento di spesa statale e 50 di spesa federale) e quello attuale dell’UE (98-2) ci
sono ampi spazi intermedi.