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UNA LEGGE BIPARTISAN SU VALUTAZIONE E TRASPARENZA: SI PUO’ FARE

IL MINISTRO OMBRA PER LA FUNZIONE PUBBLICA COMMENTA L’ELABORAZIONE E APPROVAZIONE AL SENATO DELLA LEGGE PER L’EFFICIENZA DELLE AMMINISTRAZIONI.

Articolo di Linda Lanzillotta pubblicato sul quotidiano Europa il 18 novembre 2008.

          La commissione affari costituzionali del Senato ha concluso ieri l’esame del cosiddetto disegno di legge Brunetta. “Cosiddetto” perché del testo originario è rimasto poco o nulla: forse per la prima volta dall’inizio della legislatura si è svolto infatti, in parlamento, un confronto vero sul merito delle questioni.          Il ddl riguarda temi fondamentali per il buon funzionamento delle amministrazioni pubbliche: un sistema serio e moderno di valutazione dell’efficienza delle singole amministrazioni pubbliche perché ciascuna di esse sia valutata sulla base di metodologie e parametri certificati e verificati da un’Agenzia indipendente e con il coinvolgimento degli utenti.
          Per garantire una maggiore qualità dei servizi a cittadini e imprese, ma anche per valutare chi è fannullone senza demagogiche generalizzazioni, ma sulla base di indicatori oggettivi. E ancora: trasparenza assoluta sul modo di operare delle amministrazioni; nessun ritorno ai vecchi metodi con la rilegificazione delle norme sul pubblico impiego ma tutela della privatizzazione e del ruolo della contrattazione.
          Sono state dunque accolte pressoché integralmente le tesi del Partito democratico ed è stata radicalmente corretta l’originaria impostazione del governo. Con un riconoscimento al patrimonio di cultura e di esperienza che i Democratici sanno esprimere sul tema delle riforme amministrative.
          Tutto questo grazie al grande lavoro portato avanti con pazienza e autorevolezza dai nostri senatori della Commissione e anche – è doveroso riconoscerlo – alla conduzione del Presidente Vizzini. Certo, si tratta di una delega e dunque il giudizio rimane parzialmente sospeso e vigile fino a quando i decreti delegati (che saranno comunque vagliati dalle Commissioni parlamentari) non confermeranno la coerenza dell’intero disegno.
          Ma è stato giusto rivendicare intanto con il voto in Commissione il frutto positivo di questo lavoro su un tema – quello della pubblica amministrazione – che, come accaduto anche in passato, deve essere per quanto possibile affrontato senza ottica partigiana perché si tratta di un sistema complesso che – specie nell’ottica di una struttura federalista e multilivello – appartiene a tutti ed esige meccanismi efficienti di trasparenza, di misurazione e di valutazione.
          Un sistema che, per lavorare al meglio, ha bisogno di stabilità, di serenità, di coesione e di coinvolgimento di tutti coloro che vi operano. Nell’interesse dei cittadini e del Paese. Cioè quell’interesse nazionale che deve guidare le scelte e il metodo della nostra azione politica.
          Anche se il comportamento del governo, che in modo miope e sciagurato tenta di dividere le forze sociali, non meriterebbe alcuna disponibilità. Ma nonostante lo scontro sociale irresponsabilmente alimentato da governo e maggioranza, il PD deve stare al merito delle questioni e, in piena autonomia , orientare la propria bussola nella direzione della crescita economica, della competitività, della qualità della vita dei cittadini.
          Tanto più nel momento in cui si prospetta una crisi gravissima di cui fatichiamo forse a misurare il drammatico impatto sociale e di fronte alla quale i cittadini chiedono alla politica, a tutta la politica, di farsi carico, concretamente, dei loro problemi.