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IL SEGRETO DEL NAVIGLIO GRANDE

«Ci deve essere un motivo non ancora scoperto per cui fin dal medioevo a Milano, nel triangolo fra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese e negli immediati dintorni, si è avuta una concentrazione singolare di attività artigianali in qualche modo collegate alle arti della pittura, della scultura, dell’architettura»

 

[1]Due famiglie arrivano a Milano all’inizio del Novecento, entrambe in cerca di lavoro. I Pedroli cattolici, i Corsini socialisti. Gli uni se la cavano in modo un po’ rocambolesco, gli altri trovano subito il lavoro regolare e un welfare d’avanguardia. Una figlia adolescente dei Corsini viene sedotta da un Pedroli un po’ avventuriero e cacciata di casa; entrambi muoiono di tisi, lasciando al mondo un bimbo di due anni. Ma è ancora la grande città a prendere quel bimbo per mano, educarlo, dargli un lavoro, scoprirne il talento. E sarà lui, da adulto, a scoprire e restituire alla città il tesoro che si nasconde in uno dei suoi quartieri più popolari.

Classe 1932, Gigi Pedroli è cresciuto insieme a Milano, condividendone le fatiche e i successi: dalle paure della guerra alle speranze del boom economico, alla grandeur patinata degli anni Ottanta fino alla Milano del Terzo Millennio. E negli ultimi quarant’anni lo ha fatto da una posizione che per un milanese può ben dirsi privilegiata: quella del quartiere dei Navigli, con il suo intreccio secolare di tradizioni popolari e di cultura artistica e artigiana. Qui il suo percorso di grafico – “creativo” ante litteram – sfocia nella pittura e nell’incisione. Qui nascono le sue acqueforti e i personaggi della sua “umanità quotidiana” raffigurati nella loro quieta e normale deformità. Qui dà forme e materie diverse al suo genio visionario e a tratti profetico. Qui esprime con la musica e le canzoni in milanese la sua ironia benevola verso il genere umano, il suo affetto riconoscente per questa città e il suo ottimismo, tuttora indomabile. Guido Piovene, celebre milanese d’adozione, diceva che «per capire Milano bisogna tuffarvisi dentro, non guardarla come un’opera d’arte». È tuffandosi nel Naviglio Grande che Gigi Pedroli ha scoperto il cuore della città; e da lì ce la restituisce ogni giorno nelle molte forme della sua arte.

(dalla quarta di copertina del libro: Il segreto del Naviglio Grande. Gigi Pedroli, una storia milanese, Tralerighe, 2019, pp. 136, € 14)

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Indice

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1. Come el pòr Gigino viene al mondo ……………………….. 7

2. A piedi nudi per le strade di Milano ……………………… 31

3. L’importanza del tram 12 ……………………………………… 59

4. Il segreto del Naviglio Grande ……………………………… 77

     Opere …………………………………………………………………. 113

5. La terra creta e la calce viva …………………………….. 121

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L’Editrice

Tralerighe s.n.c. [2]
Copyright © 2019
via A. Tantardini, 7 – 20136 Milano
Tel. 02/36577292 – Fax 02/92877149
info@tralerighe.biz – www.tralerighe.biz

 

Presentazioni del libro

A Milano, 18 settembre 2019 (sul Barcon de Milan, ormeggiato all’Alzaia del Naviglio Grande davanti al Centro dell’Incisione); A Milano, 14 novembre 2019 (nell’ambito della manifestazione Book-City, presso il Centro dell’Incisione, Alzaia del Naviglio Grande 66, h. 19); A Lodi, 14 dicembre 2019 (BPL Arte, via Polenghi Lombardo 13, h. 16).

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Nella foto qui a sinistra e sopra, il pubblico che affolla il Barcon de Milan, ormeggiato sull’Alzaia davanti al Centro dell’Incisione, durante la presentazione del 18 settembre; in basso a sinistra l’intervento di Gigi Pedroli; a destra lo stesso Pedroli firma copie del libro alla fine dell’incontro

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Recensioni e commenti

La biografia di un artista che si trasforma in un omaggio a Milano [7], recensione di Stefano Carrer pubblicata sul sito de Il Sole 24 Ore il 19 settembre 2019:
“Una città che come poche altre sa accogliere e sostenere i più deboli, ma anche valorizzare i talenti; dove un bimbo privato a due anni di entrambi i genitori, pur facendo la fame ha trovato istruzione e lavoro, ma soprattutto humus fertilissimo per il seme del suo genio artistico”.

 

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La pagina del quotidiano la Repubblica del 18 settembre 2019

Sul Naviglio Grande con un po’ di vino sfuso e una chitarra [9], lettera di R.M.B. pervenuta il 14 settembre 2019:
“[…] Mi ha riportato a luoghi della vecchia Milano che ben ricordo ancora e agli anni della gioventù, in cui si passavano le serate fra amici […] mi ha fatto rivivere parti della mia vita…”.

Milano, città fortunata, generosa e vivacissima [10], recensione di G.L. pubblicata su questo sito:
Quello che Milano ha in più rispetto a tante altre città italiane, piccole e grandi, e che le consente di essere un terreno dove la maggior parte dei semi portati dal vento attecchisce e germoglia con facilità: come i Pedroli e i Corsini all’inizio del secolo scorso, ognuno che arriva trova il modo di mettere a frutto il proprio talento.

Le arti di Gigi Pedroli, il suo stupore e il suo entusiasmo per le cose più semplici

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Gigi Pedroli in una sala della sua mostra al Castello di Caprese Michelangelo

Un amore mansueto e intelligente, per l’umanità e il mondo che la circonda, nutrito dell’umorismo e dell’autoironia di chi sa che l’assoluto non è di questa terra e neppure dei sentimenti umani: il mio discorso per l’inaugurazione della mostra di incisioni, olii, affreschi, sculture e ceramiche di Gigi Pedroli [12] a Castel Caprese, nella casa natale di Michelangelo (luglio 2019).

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Immagini

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Gigi Pedroli e la sua scuola di incisione aperta a tutti ogni sabato mattina

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“Milano forever” – Gigi Pedroli, acquaforte

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“Il giro del mondo” – Gigi Pedroli, acquaforte

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“Il cavaliere errante” – Gigi Pedroli, affresco

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La casa incantata che ospita il Centro dell’Incisione, sull’Alzaia del Naviglio Grande

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