
{"id":10018,"date":"2010-09-10T18:56:12","date_gmt":"2010-09-10T17:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10018"},"modified":"2010-09-12T22:52:43","modified_gmt":"2010-09-12T21:52:43","slug":"a-che-cosa-serve-il-sindacato-nel-mondo-che-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10018","title":{"rendered":"A CHE COSA SERVE IL SINDACATO, NELL&#8217;ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CI SONO INNOVAZIONI BUONE E CATTIVE, MA NON POSSIAMO PRECLUDERCI QUELLE BUONE PER PAURA DELLE CATTIVE: ABBIAMO BISOGNO DI UN SINDACATO CHE ABBIA L&#8217;INVESTITURA NECESSARIA DEI LAVORATORI INTERESSATI E CHE, AZIENDA PER AZIENDA,\u00a0SAPPIA VALUTARE E DISTINGUERE TRA LE UNE E LE ALTRE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Pierluigi Mele, pubblicata da <\/em><a title=\"RaiNews24.it\" href=\"http:\/\/www.rainews24.rai.it\" target=\"_blank\">RaiNews24.it<\/a> <em>l&#8217;11 settembre 2010 &#8211; <\/em><a title=\"A che cosa serve il sindacato? - Mondadori, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=330\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato?<\/a><em> \u00e8 anche il titolo del libro che, su questi stessi temi, ho pubblicato nel 2005<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong><!--more-->Professor Ichino, quali conseguenze produrr\u00e0 la decisione di Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale quadriennale del 2008?<br \/>\n<\/strong>Sul piano pratico, questo atto di Federmeccanica non produce alcun effetto immediato: al di l\u00e0 delle disquisizioni giuridiche, i rapporti di lavoro nel settore metalmeccanico restano comunque regolati dal contratto triennale stipulato nel 2009, anche se su questo manca la firma della Cgil. \u00c8 evidente, per\u00f2, che questo atto di Federmeccanica segna ufficialmente l\u2019apertura della crisi del nostro sistema di relazioni industriali centrato su di un contratto nazionale rigidamente inderogabile.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>In questo modo non si rischia una \u201cbalcanizzazione\u201d, come dice la Cgil, delle relazioni industriali?<br \/>\n<\/strong>Parlerei piuttosto di differenziazione delle discipline applicabili: questo s\u00ec. Ma, quando gli standard fissati dalle direttive europee e dalla legge nazionale siano rispettati, la possibilit\u00e0 di una maggiore differenziazione, contrattata da chi rappresenti la maggioranza dei lavoratori interessati, costituisce un fatto positivo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 solo in questo modo ci si apre all\u2019innovazione nell\u2019organizzazione del lavoro, nella struttura della retribuzione, nella distribuzione dei tempi di lavoro. Certo, non tutte le innovazioni sono buone. Ma non possiamo precluderci le innovazioni buone per paura di quelle cattive. E a giudicare pu\u00f2 essere soltanto, caso per caso, la coalizione sindacale pi\u00f9 rappresentativa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Vede un nuovo \u201cautunno caldo\u201d alle porte?<br \/>\n<\/strong>Non mi preoccupa tanto un aumento della conflittualit\u00e0 sindacale, quanto l\u2019inerzia del Governo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Nonostante i proclami della politica \u201cdel fare\u201d, oggi \u00e8 il tempo della \u201cpolitica debole\u201d. Altri attori, esempio Marchionne, si \u201cfanno\u201d, a volte in modo spregiudicato, e si \u201cdanno\u201d le risposte alla globalizzazione. La politica invece sembra assente.<br \/>\n<\/strong>Spesso la politica si occupa di quello di cui non dovrebbe, invadendo il campo di competenza esclusiva delle relazioni sindacali. E non fa invece quello che deve, nei campi di competenza propria.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Quali campi?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto quello fiscale: \u00e8 urgente dare sostegno alla parte pi\u00f9 debole dei lavoratori, quelli che guadagnano mille euro al mese e che soffrono sempre di pi\u00f9 la concorrenza dei lavoratori dei Paesi in via di sviluppo: occorre ridurre drasticamente l\u2019Irpef sulle loro buste paga. Che su quei mille euro lo Stato se ne prenda 110 di imposta, come accade oggi, \u00e8 davvero scandaloso.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>La politica non deve occuparsi delle relazioni industriali?<br \/>\n<\/strong>Oggi mi sembra che debba occuparsi anche di queste: se il sistema delle relazioni industriali non \u00e8 in grado di darsi da solo le regole indispensabili, deve essere il legislatore a farlo, sia pure soltanto in via sussidiaria e provvisoria. Su questo terreno, invece, il Governo \u00e8 totalmente assente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Quale dovrebbe essere secondo lei il nuovo assetto della contrattazione collettiva?<br \/>\n<\/strong>Il disegno di legge n. 1872, che ho presentato nel novembre scorso con altri 54 senatori dell\u2019opposizione, attribuisce al contratto collettivo la funzione di dettare lo standard applicabile dovunque manchi un contratto pi\u00f9 vicino al luogo di lavoro, stipulato dalla coalizione sindacale che rappresenti la maggioranza dei lavoratori interessati.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>In questo modo il contratto nazionale conserverebbe la sua funzione di \u201ccopertura\u201d dell\u2019intero settore?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ma come disciplina di default: dove ce ne sono i presupposti, si lascia al sindacato in azienda la possibilit\u00e0 di valutare i piani industriali innovativi e, se la valutazione \u00e8 positiva, la possibilit\u00e0 di guidare e assistere i lavoratori nella scommessa comune con l\u2019imprenditore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Stiamo assistendo a una stagione non brillante del movimento sindacale italiano: divisioni strategiche, una competizione che a volte sfocia in sterili personalismi, insomma\u00a0 un sindacato che fa fatica a essere protagonista del cambiamento sociale. Quali sono, per lei, i punti di forza, se vi sono, e i punti di debolezza da superare per tornare ad essere attore fondamentale del processo sociale?<br \/>\n<\/strong>La rissosit\u00e0 del confronto dipende in larga parte dall\u2019assenza di regole chiare su chi sia abilitato a contrattare scostandosi dagli standard o dai modelli contrattati in precedenza. Il nostro progetto mira invece a consentire che visioni e prassi sindacali diverse possano confrontarsi e competere tra di loro, in un quadro di regole di democrazia sindacale, che consenta di stabilire con chiarezza chi ha titolo per contrattare con efficacia per tutti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 91.75pt 10pt 0cm; tab-stops: 219.75pt;\"><strong>Dunque \u00e8 tramontato, secondo lei, il sogno di un\u2019unit\u00e0 sindacale?<br \/>\n<\/strong>La nostra Costituzione garantisce il pluralismo sindacale. Questo significa che non dobbiamo considerare come un\u2019anomalia il fatto che nel movimento sindacale ci siano dei dissensi, delle fratture anche insanabili. Quello che \u00e8 grave \u00e8 che non ci siano le regole necessarie per dirimere il contrasto. Di queste c\u2019\u00e8 urgente bisogno: la vicenda Fiat-Federmeccanica lo mostra con evidenza. E, ripeto, se sindacati e imprenditori non sono in grado di darsele da soli, spetta al legislatore colmare provvisoriamente la lacuna.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CI SONO INNOVAZIONI BUONE E CATTIVE, MA NON POSSIAMO PRECLUDERCI QUELLE BUONE PER PAURA DELLE CATTIVE: ABBIAMO BISOGNO DI UN SINDACATO CHE ABBIA L&#8217;INVESTITURA NECESSARIA DEI LAVORATORI INTERESSATI E CHE, AZIENDA PER AZIENDA,\u00a0SAPPIA VALUTARE E DISTINGUERE TRA LE UNE E LE ALTRE Intervista a cura di Pierluigi Mele, pubblicata da RaiNews24.it l&#8217;11 settembre 2010 &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-10018","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10018\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}