
{"id":10104,"date":"2010-09-18T21:28:22","date_gmt":"2010-09-18T20:28:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10104"},"modified":"2010-09-18T21:30:42","modified_gmt":"2010-09-18T20:30:42","slug":"immigrazione-dove-occorre-essere-selettivi-e-dove-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10104","title":{"rendered":"IMMIGRAZIONE: DOVE OCCORRE ESSERE SELETTIVI E DOVE NO"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"testo_news\"><span style=\"color: #993300;\">LA QUESTIONE DI UNA\u00a0SELEZIONE ESPLICITA, TRASPARENTE E NON DISCRIMINATORIA DEI CANDIDATI ALL&#8217;IMMIGRAZIONE E&#8217; INELUDIBILE &#8211; MA UN GRANDE PAESE CON RESPONSABILITA&#8217; INTERNAZIONALI E FEDELE A UNA COSTITUZIONE COME LA NOSTRA DEVE APRIRSI PIU&#8217; GENEROSAMENTE ALL&#8217;IMMIGRAZIONE ANCHE PER MOTIVI UNANITARI, CHE PER DEFINIZIONE NON POSSONO RISPONDERE A QUEGLI STESSI CRITERI SELETTIVI<\/span><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_news\"><em>Articolo <strong>di Massimo Livi Bacci<\/strong> tratto dal sito <\/em><a href=\"http:\/\/www.neodemos.it\"><em>www.neodemos.it<\/em><\/a><em>\u00a0(dove compare con il titolo <\/em>Riaprire il dibattito sull&#8217;immigrazione<em>), 15 settembre 2010<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more-->Strano paese, l\u2019Italia. L\u2019immigrazione \u00e8 il fenomeno sociale pi\u00f9 travolgente di questo secolo, ma il dibattito non decolla, rimane prigioniero di slogan di parte, di affermazioni apodittiche, privo di approfondimenti, se non nelle chiuse stanze degli studiosi o nei ristretti circoli degli operatori.\u00a0 Il cittadino si domanda: chi sono gli immigrati? Con quali criteri vengono ammessi? Chi \u00e8 il nuovo vicino di casa, il nuovo compagno di lavoro, il nuovo abitante del quartiere? Quali le garanzie che l\u2019immigrazione non determini il degrado della comunit\u00e0, dei diritti sociali, dei servizi pubblici? La risposta delle parti politiche e sociali pi\u00f9 sensibili al tema appare insufficiente. Si argomenta: \u201csenza immigrazione l\u2019economia soffre e con essa, alla lunga, anche la comunit\u00e0, i servizi pubblici, il sistema di welfare\u201d. Giusta risposta, ma zoppa e asimmetrica. Il degrado della comunit\u00e0 \u00e8 infatti immediatamente percepito e personalmente sofferto; l\u2019economia, invece, \u00e8 un\u2019entit\u00e0 misteriosa e lontana, e del suo andamento, buono o cattivo, nessuno \u00e8 certo di conoscere i fattori.<\/p>\n<p><strong>Selezione, politiche \u201cutilitarie\u201d e \u201cpolitiche umanitarie\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Porre la questione \u201cquali immigrati\u201d significa affrontare esplicitamente il problema della \u201cselezione\u201d: un principio che molti tendono a respingere, avendo dell\u2019immigrazione una visione di segno umanitario. Eppure quasi tutte le politiche migratorie attuate nel mondo hanno dosi pi\u00f9 o meno massicce di selezione. Sono selettive le \u201criserve geografiche\u201d, per le quali alcune provenienze vengono privilegiate rispetto ad altre; lo sono le \u201cquote\u201d riservate a categorie particolari di immigrati \u2013\u00a0 imprenditori, investitori, scienziati, religiosi, operatori sociali, \u201cnazionali\u201d ma cittadini di altro stato, magari emigrati generazioni addietro. Questi sono portatori di capacit\u00e0 imprenditoriali, di capitali, di conoscenze scientifiche, di valori, di abilit\u00e0 di cura, di tradizioni che si ritengono particolarmente rilevanti e tali da meritare un trattamento particolare rispetto ad altri possibili candidati. Esplicita o camuffata c\u2019\u00e8 una selezione, giustificata dalla salvaguardia di quelli che si ritengono essere interessi nazionali, comuni o collettivi\u00a0 del paese ospitante. Insomma, una politica \u201cutilitaria\u201d: quella, cio\u00e8, che viene ritenuta pi\u00f9 utile per il bene comune della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che un paese abbia una politica migratoria \u201cutilitaria\u201d non \u00e8 uno scandalo, anzi \u00e8 la cosa giusta da fare. Ma anche cos\u00ec facendo, non si devono abbandonare i principi umanitari di accoglienza &#8211; l&#8217;altra faccia della medaglia. La politica a carattere umanitario pu\u00f2 essere esplicata, in via generale, con le politiche di aiuto allo sviluppo, purtroppo oggi ridotte al lumicino. Ma essa pu\u00f2 venire attuata con una aperta e generosa politica dell\u2019asilo. Nel nostro paese manca una legge generale, tuttavia le procedure di esame delle domande vengono espletate con buona sollecitudine, ed i programmi di sostegno ed inserimento di chi viene accolto sono ben strutturati, anche se non adeguatamente finanziati. Va anche ricordato che, nel contesto europeo, l\u2019Italia \u2013 che genera il 13 per cento del PIL e contiene il 12 per cento della <a onmouseover=\"boxKeyword('tooltip','Popolazione',document.tooltipForm.glossario_59.value)\" onmouseout=\"return closeBoxKeyword('tooltip');\" href=\"javascript:void(0)\">popolazione<\/a> della UE\u00a0 &#8211; accoglie appena il 3 per cento dei rifugiati; in numero assoluto\u00a0 questi sono, in Italia, un quindicesimo di quelli accolti in Germania, un quinto ed un quarto rispettivamente di quelli accolti in Gran Bretagna ed in Francia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In estrema sintesi: la politica migratoria pu\u00f2 essere selettiva, mentre quella dell\u2019accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo \u00e8, per sua natura, non selettiva. Chiunque si trovi nelle condizioni stabilite dai trattati, dalle convenzioni e dalle leggi deve essere accolto.<\/p>\n<p><strong>Sulle politiche \u201ca punti\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcuni paesi di antica tradizione migratoria (Canada, Australia, Nuova Zelanda) e, recentemente, alcuni paesi europei (Gran Bretagna, Danimarca) hanno adottato regole di ammissione \u201ca punti\u201d. Altri paesi hanno in programma di adottarle. Il principio \u00e8 semplice, e consiste nell\u2019attribuire al candidato un punteggio per ogni caratteristica individuale di una determinata lista, e di farne la somma: chi supera una determinata soglia \u00e8 ammissibile (in funzione delle \u201cquote\u201d o dei \u201ctetti\u201d numerici adottati). Normalmente si prendono in considerazione et\u00e0, stato civile, grado di istruzione, conoscenza della lingua, della cultura o dell\u2019ordinamento, capacit\u00e0 di guadagno o di produrre reddito, specializzazione lavorativa, talenti particolari. Ma si pu\u00f2 immaginare di attrezzarsi per considerare altri elementi: per esempio, la composizione della <a onmouseover=\"boxKeyword('tooltip','Famiglia',document.tooltipForm.glossario_31.value)\" onmouseout=\"return closeBoxKeyword('tooltip');\" href=\"javascript:void(0)\">famiglia<\/a> e le relative caratteristiche, l\u2019esistenza di legami con il paese, eventuali programmi (comprovabili) di inserimento. Naturalmente l\u2019attribuzione del punteggio non deve essere distorta da elementi discriminatori: genere, razza, religione, opinioni, provenienza geografica.<\/p>\n<p>Un sistema di questo tipo ha il vantaggio della trasparenza e dell\u2019obbiettivit\u00e0: la selezione \u00e8 basata su criteri noti e (per quanto possibile) controllabili, al contrario delle politiche \u201cimplicitamente\u201d selettive attuali, opache e a volte arbitrarie. Non \u00e8 manipolabile. Allo stesso tempo \u00e8 necessaria sia un\u2019approfondita e condivisa attribuzione dei punteggi alle varie caratteristiche: preferiamo i giovani agli adulti, i colti agli incolti, gli\u00a0 specializzati ai generici, le persone sole a quelle con <a onmouseover=\"boxKeyword('tooltip','Famiglia',document.tooltipForm.glossario_31.value)\" onmouseout=\"return closeBoxKeyword('tooltip');\" href=\"javascript:void(0)\">famiglia<\/a>? E perch\u00e9? E in che misura? Le risposte a questi quesiti possono darsi del presunto contributo che una determinata \u201cqualit\u00e0\u201d o \u201ccaratteristica\u201d del candidato potrebbe dare allo sviluppo della societ\u00e0 e dell\u2019economia e alla sua capacit\u00e0 di essere partecipe della societ\u00e0 stessa (inclusione, integrazione, interazione&#8230;). Ma, ovviamente, non si tratta di un&#8217;operazione semplice, n\u00e9 neutra o indolore: in funzione delle scelte adottate, alcuni dei migranti che bussano alle nostre porte saranno accolti, e altri respinti.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Aprire la discussione<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel breve termine, occorre sicuramente una riforma della politica delle ammissioni al nostro paese. Nel lungo periodo occorre rispondere ad una domanda non eludibile: questa riguarda non solo la dimensione dei flussi (\u201cquanti\u201d immigrati), ma anche la loro qualit\u00e0, la loro capacit\u00e0 di far parte della societ\u00e0 e di contribuire alla sua crescita. E\u2019 perci\u00f2\u00a0 ineludibile la questione della \u201cselezione\u201d esplicita, trasparente e non discriminatoria, dei candidati all\u2019immigrazione, basata su parametri condivisi.\u00a0 Le politiche \u201ca punti\u201d sono una possibile risposta; esse hanno varianti ed alternative, che vanno discusse apertamente e con coraggio. Ho chiamato questa politica \u201cutilitaria\u201d, perch\u00e9 \u00e8 funzionale alla crescita della societ\u00e0. Ma un grande paese, con responsabilit\u00e0 politiche internazionali, che si fonda sui valori espressi dalla Costituzione, deve aprirsi pi\u00f9 generosamente all\u2019entrata di persone anche sulla base di considerazioni umanitarie, per definizione non selettive. Dall\u2019equilibrio di queste componenti pu\u00f2 scaturire una nuova politica migratoria. L\u2019offerta politica all\u2019opinione pubblica deve essere pi\u00f9 chiara: lo stato ammette, selezionando, chi merita e contribuisce alla crescita della societ\u00e0. Lo stato accoglie, generosamente, chi ha bisogno di aiuto umanitario secondo i principi del diritto internazionale e in accordo con i principi della carta costituzionale. Insomma: vengono ammessi coloro che \u201csono utili alla societ\u00e0\u201d ma anche i perseguitati, le vittime, le persone la cui vita ed incolumit\u00e0 \u00e8 in pericolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA QUESTIONE DI UNA\u00a0SELEZIONE ESPLICITA, TRASPARENTE E NON DISCRIMINATORIA DEI CANDIDATI ALL&#8217;IMMIGRAZIONE E&#8217; INELUDIBILE &#8211; MA UN GRANDE PAESE CON RESPONSABILITA&#8217; INTERNAZIONALI E FEDELE A UNA COSTITUZIONE COME LA NOSTRA DEVE APRIRSI PIU&#8217; GENEROSAMENTE ALL&#8217;IMMIGRAZIONE ANCHE PER MOTIVI UNANITARI, CHE PER DEFINIZIONE NON POSSONO RISPONDERE A QUEGLI STESSI CRITERI SELETTIVI Articolo di Massimo Livi Bacci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-10104","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10104"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10104\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}