
{"id":10262,"date":"2010-09-30T07:51:53","date_gmt":"2010-09-30T06:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10262"},"modified":"2010-10-02T18:45:29","modified_gmt":"2010-10-02T17:45:29","slug":"luninominale-politicamente-possibile-qualche-riflessione-al-riguardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10262","title":{"rendered":"PATRONO: L&#8217;UNINOMINALE POLITICAMENTE POSSIBILE: QUALCHE RIFLESSIONE AL RIGUARDO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">QUATTRO DIVERSE BUONE RAGIONI PER CUI UNA RIFORMA ELETTORALE E&#8217; INDISPENSABILE, E PER CUI E&#8217; AUSPICABILE L&#8217;ADOZIONE DELL&#8217;UNINOMINALE A TURNO UNICO (EVENTUALMENTE CON &#8220;VOTO ALTERNATIVO&#8221;, CIOE&#8217; CON POSSIBILITA&#8217; PER L&#8217;ELETTORE DI INDICARE LA SECONDA SCELTA)<\/span><\/p>\n<p><em>Contributo dI <strong>Mario Patrono<\/strong>, ordinario di Diritto pubblico presso l&#8217;Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, in preparazione del seminario su \u201cL\u2019uninominale possibile\u201d che si \u00e8 svolto a Roma, a Palazzo Giustiniani, il 29 settembre 2010<\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Una riforma elettorale \u00e8 indispensabile per quattro diverse buone ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>La prima<\/strong>. La legge 21 dicembre 2005 n. 270, che disciplina il procedimento elettorale per la Camera e per il Senato, stabilisce non una vera &#8220;elezione&#8221;, ma una &#8220;votazione&#8221;. Un\u2019elezione consiste nel fatto che il cittadino\/elettore, attraverso il voto, possa scegliere il candidato da eleggere (e tale sembra essere il senso dei ricorsi alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione irritualmente avanzati nel 2008 e dalla Corte stessa respinti attraverso due ordinanze di inammissibilit\u00e0: la n. 284\/2008 e la 367\/2008). <strong>L\u2019elezione \u00e8 una scelta<\/strong> degli eletti da parte degli elettori. La legge n. 270 del 2005, non consentendo agli elettori di scegliere gli eletti, \u00e8 una votazione. Una votazione che non sia anche elezione \u00e8 compatibile con i sistemi totalitari, mentre non lo \u00e8 con le democrazie.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>La seconda<\/strong> si riferisce al premio di maggioranza pari al 55% dei seggi, previsto dalla legge elettorale in vigore. Nel dare la maggioranza nell\u2019Assemblea ad un partito (o a una coalizione di partiti) che, avendo conseguito la sola maggioranza relativa, \u00e8 in minoranza nel Paese, la legge 270 contrasta con il principio fondamentale della democrazia secondo cui la maggioranza in Parlamento deve corrispondere alla maggioranza nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Terza<\/strong>. La legge n. 270, riconoscendo un premio di maggioranza pari al 55% dei seggi, va ad intaccare il <em>quorum<\/em> di garanzia delle minoranze che la Costituzione repubblicana stabilisce agli articoli 64 (approvazione dei regolamenti parlamentari), 83 u.c. (elezione del Presidente della Repubblica da parte delle Camere riunite, dopo la terza votazione infruttuosa), e 138 (approvazione delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale, salvo richiesta di referendum approvativo).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Quarta<\/strong>. La legge n. 270 \u00e8 disfunzionale rispetto al raggiungimento del suo stesso obiettivo dichiarato, quello cio\u00e8 di stabilizzare il governo. Dato che il premio di maggioranza \u201cfunziona\u201d a livello nazionale per la Camera dei deputati e a livello regionale per il Senato della Repubblica, ne risulta la possibilit\u00e0 di maggioranze diverse presenti nel Senato e nella Camera e conseguente instabilit\u00e0 governativa.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Nella prospettiva di una riforma elettorale, sono favorevole all\u2019uninominale \u201csecca\u201d (a turno unico; vince il candidato che raggiunge il maggior numero di voti, anche se non ha la maggioranza assoluta).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">In primo luogo, considero quella relativa all\u2019uninominale \u201csecca\u201d una proposta accettabile dalla generalit\u00e0 dei partiti. Va notato al riguardo che il sistema dei partiti esistente oggi in Italia si compone di due livelli. Uno \u00e8 quello dei partiti che occupano ufficialmente la scena parlamentare (Pdl, Pd e cos\u00ec via). Un altro, sotterraneo e per\u00f2 pervasivo, \u00e8 costituito da quelli che amo chiamare &#8220;i partiti di diritto divino&#8221;, cio\u00e8 i partiti \u201cstorici\u201d: il partito dei cattolici, il partito socialista, i liberali e cos\u00ec via. L\u2019uninominale \u201csecca\u201d, non richiedendo alcuna operazione di <em>malapportionment<\/em> rispetto alle tradizionali circoscrizioni elettorali (che sarebbe possibile riscrivere al loro interno senza snaturarle), avrebbe carattere \u201cneutro\u201d sia rispetto al primo che al secondo livello di sistema partitico. D\u2019altra parte, anche i &#8220;partiti di diritto divino&#8221; non avrebbero ragione (nella misura in cui dovessero riemergere, in una forma o nell\u2019altra) ad insistere per un ritorno al proporzionale. In realt\u00e0 questo sistema elettorale si giustificava all\u2019interno di una logica di forte temperatura della politica, quando si trattava di favorire la socializzazione in Parlamento di forze politiche fortemente connotate dal punto di vista ideologico, e favorisce la propensione dei partiti a enfatizzare la loro identit\u00e0 ideologica. Tutte cose che appartengono ad una politica <em>ancien r\u00e9gime<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Nel merito, l\u2019introduzione di una formula di maggioranza relativa a un solo turno in collegio uninominale, o, se si preferisce, di un sistema di voto alternativo in collegi uninominali e a maggioranza assoluta, produrrebbe una serie di conseguenze positive in ordine alla forma, alla vita interna e alla politica dei partiti.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Anzitutto, questo sistema \u2013 dato il numero elevato di circoscrizioni elettorali, pari al numero dei seggi (630) presenti nella Camera dei deputati, e date quindi le piccole dimensioni di ciascuna circoscrizione \u2013 afferma un <strong>rapporto di vicinanza<\/strong> tra eletto ed elettori e pertanto favorisce sia il collegamento tra \u201crappresentante\u201d e \u201crappresentati\u201d e cio\u00e8 la rappresentanza dei concreti bisogni e interessi dei cittadini nel loro territorio, sia <strong>il recupero della sfera pubblica<\/strong>, fornendo ai cittadini lo stimolo per una maggiore partecipazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Da qui possono derivare, si diceva, una serie di conseguenze positive. E\u2019 probabile, in primo luogo, che possa determinarsi \u2013 pi\u00f9 o meno rapidamente \u2013 una configurazione \u201ca rete\u201d dei partiti, dove i livelli locali dispongono di forte autonomia rispetto al livello nazionale. La politica dei partiti, in secondo luogo, deriverebbe da una continua mediazione del livello nazionale con i livelli locali, secondo la dinamica delle onde di riflusso, e non sarebbe pi\u00f9, come invece \u00e8 stata sempre in Italia, una <strong>politica eminentemente centralista:<\/strong> decisa cio\u00e8 nel<em>sancta sanctorum<\/em> delle segreterie nazionali dei partiti, e da l\u00ec fatta discendere verso i territori. Si verrebbe a creare, in terzo luogo, uno stretto rapporto fra gruppi parlamentari ed elettori, dovuto al maggiore<em> social control <\/em>sul ceto politico e alla conseguente, pi\u00f9 diretta responsabilit\u00e0 degli eletti nei confronti dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Non \u00e8 chiaro invece fino a che punto l\u2019uninominale \u201csecca\u201d condurrebbe in Italia verso una situazione bipartitica. La tesi che questa specifica legge elettorale avrebbe prodotto un effetto bipartitico fu sostenuta convintamente, negli anni \u201950 del secolo scorso, dal politologo Giuseppe Maranini, in presenza dei caratteri che presentava allora il sistema politico italiano. Oggi questo stesso effetto sembra assai pi\u00f9 dubbio che possa determinarsi. Una riflessione al riguardo si riassume in poche parole. Dove esiste un sistema di partiti gi\u00e0 semplificato all\u2019interno di un quadro politico ormai ben consolidato in tal senso (prima condizione), l\u00e0 \u00e8 vero che la legge elettorale uninominale a un turno pu\u00f2 contribuire a \u201cformattare\u201d il sistema secondo una logica bipartitica, basata sulla possibilit\u00e0 di una compiuta alternanza: dato che, inevitabilmente, uscirebbe dalle urne il rafforzamento di uno o di un altro partito, all\u2019interno di un quadro in cui, pur essendovi pi\u00f9 partiti, due fossero comunque i partiti competitivi pi\u00f9 forti (seconda condizione).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Diversamente, in una situazione frammentata in cui vi sono (o possono facilmente formarsi) partiti di forte consistenza a livello locale, i quali abbiano nel loro territorio un seguito maggiore di quello che hanno i partiti nazionali, pu\u00f2 accadere \u2013 anzi \u00e8 probabile che accada \u2013 un certo sparpagliamento dei partiti, e nasca la conseguente necessit\u00e0 che a livello parlamentare debbano formarsi delle coalizioni. Quindi non \u00e8 affatto cos\u00ec scontato \u2013 in presenza appunto di un sistema maggioritario uninominale a un turno \u2013 che uno dei partiti arriverebbe a conseguire il controllo dominante della Camera.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Si porrebbe a questo punto il problema di come correggere una eventuale situazione di difficolt\u00e0 con riguardo alla formazione e alla stabilit\u00e0 di un governo. Cos\u00ec come si porrebbe l\u2019altro problema di non gettare nel cestino dei rifiuti quello che \u00e8 stato, in termini di democrazia, il passo in avanti compiuto dopo il 1993 e cio\u00e8 il fatto che <strong>le coalizioni si formano prima delle elezioni,<\/strong> non dopo.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Qui emerge la necessit\u00e0, anche da questo punto di vista, della elezione popolare del capo dello Stato quale vertice del potere esecutivo: il quale viene cos\u00ec a funzionare, da un lato, da contrappeso istituzionale strutturalmente unitario, e, dall\u2019altro, da elemento di aggregazione del quadro politico. Pi\u00f9 esattamente, il motivo principale che mi spinge a sostenere l\u2019elezione popolare del Capo dello Stato \u00e8 l\u2019esigenza di fare del Presidente un <strong>fattore di stabilizzazione politica<\/strong>, con il rafforzamento del suo ruolo di garante e di arbitro, non solo rispetto alla patologia del conflitto tra i partiti, ma in generale nei confronti di qualunque esorbitanza dei partiti stessi nella vita politica e istituzionale e cio\u00e8 come correttivo della cosiddetta \u201cpartitocrazia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUATTRO DIVERSE BUONE RAGIONI PER CUI UNA RIFORMA ELETTORALE E&#8217; INDISPENSABILE, E PER CUI E&#8217; AUSPICABILE L&#8217;ADOZIONE DELL&#8217;UNINOMINALE A TURNO UNICO (EVENTUALMENTE CON &#8220;VOTO ALTERNATIVO&#8221;, CIOE&#8217; CON POSSIBILITA&#8217; PER L&#8217;ELETTORE DI INDICARE LA SECONDA SCELTA) Contributo dI Mario Patrono, ordinario di Diritto pubblico presso l&#8217;Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, in preparazione del seminario su \u201cL\u2019uninominale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-10262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}