
{"id":10286,"date":"2010-09-30T10:04:09","date_gmt":"2010-09-30T09:04:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10286"},"modified":"2010-10-02T22:29:03","modified_gmt":"2010-10-02T21:29:03","slug":"promuovere-luninominale-per-assicurare-elezioni-piu-decisive-meno-frammentazione-ed-un-ulteriore-incentivo-al-bipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10286","title":{"rendered":"FUSARO: A CHE COSA SERVE L&#8217;UNINOMINALE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PROMUOVERE L&#8217;UNINOMINALE PER ASSICURARE ELEZIONI DECISIVE, PER RIDURRE LA FRAMMENTAZIONE E RAFFORZARE IL BIPOLARISMO<\/span><\/p>\n<p><em>Contributo dI <\/em><strong><em>Carlo Fusaro<\/em><\/strong><em>, ordinario di diritto pubblico nell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, <\/em><em>in preparazione del seminario su \u201cL\u2019Uninominale possibile\u201d che si \u00e8 svolto a Roma, a Palazzo Giustiniani, il 29 settembre 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">I. <em>Non credo esista alcuna possibilit\u00e0 in questa legislatura di cambiare la legge elettorale nella direzione auspicata dai promotori<\/em> (che condivido). (a) Il PdL ritiene tuttora i collegi uninominali uno svantaggio e il premio di maggioranza indispensabile; per di pi\u00f9 il suo leader ritiene le liste bloccate decisiva per controllare candidati ed eletti di cui poco si fida; (b) il Pd \u00e8 diviso: due (almeno) sono le strategie di fondo presenti nel partito, e due (almeno) e assai diverse sono le formule elettorali considerate coerenti con ciascuna di esse; (c) l&#8217;Udc (e Casini che lo guida) \u00e8 il vero promotore della formula elettorale attuale, e siccome sia Berlusconi sia Bersani guardano all&#8217;Udc \u00e8 difficile pensare che optino platealmente per formule diverse, del tutto incoerenti col progetto centrista di cui l&#8217;Udc \u00e8 portatore (o almeno che lo siano pi\u00f9 dell&#8217;attuale formula che ha portato, dal loro punto di vista, alla reintroduzione di un impianto proporzionale, pur piegato a logica maggioritaria dal premio); (d) gli alleati minori potenziali ed effettivi di entrambi i campi a loro volta tutto vogliono meno che l&#8217;abbandono di formule proporzionali o formule proporzionale con sbarramenti significativi; (e) soprattutto, il sistema politico \u00e8 entrato, dopo una pausa durata meno di due anni, in una nuova fase di notevole agitazione e sommovimenti, con scarse prospettive di stabilit\u00e0 in entrambi i campi del centro-destra e del centro-sinistra: dato che di per s\u00e9, non bastassero gli altri, rende estremamente difficile anche solo immaginare il coagularsi di consensi sufficienti per qualsiasi opzione utile (anche per la fame di visibilit\u00e0 di cui ciascun competitore ha bisogno come dell&#8217;aria che respira). Basti un solo esempio: cosa c&#8217;\u00e8 da attendersi su questo piano dai gruppi parlamentari costituiti dal presidente dell Camera Fini? Ad oggi non ho colto alcuna indicazione chiara.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">II. Intendo perci\u00f2 la promozione al Seminario e la partecipazione ad esso come il contributo che una serie di persone di buona volont\u00e0 ritengono di dare a chiunque voglia farne utilizzo, individuando una via d&#8217;uscita che potrebbe consentire &#8211; il giorno in cui se ne dessero le condizioni politiche &#8211; di migliorare la formula elettorale attuale, pur nella piena consapevolezza che \u00e8 del tutto improbabile tali condizioni politiche possano darsi in tempi brevi, e comunque nell&#8217;attuale legislatura.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">III. <em>Volendo cambiare una legge elettorale (<\/em>rectius<em>: qualsiasi legge!) occorre avere ben chiaro nell&#8217;ordine<\/em>: (a) <em>cosa non va<\/em> della legge vigente; (b) di conseguenza <em>quali sono gli obiettivi prioritari<\/em> da perseguire cambiandola; (c) <em>quali sono i vincoli<\/em> che si intende rispettare. Da ci\u00f2 derivano (d) le <em>innovazioni da proporre e quelle da escludere<\/em>. Dichiaro subito le <em>mie<\/em> opzioni.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">IV. I difetti principali della legge elettorale vigente secondo me sono, nell&#8217;ordine: (a) <em>l&#8217;assurdo costituzionale di due premi di maggioranza<\/em> per due assemblee diverse in un ordinamento nel quale (purtroppo) il governo necessit\u00e0 della fiducia di entrambe quelle assemblee; si tratta di un caso di illogicit\u00e0 legislativa manifesta; (b) il <em>micidiale mix di liste bloccate<\/em> <em>lunghe<\/em> (fossero <em>corte <\/em>fino a 3-4 candidati, non mi scandalizzerei) e possibilit\u00e0 di <em>candidature multiple<\/em> (che consentono il giochetto delle opzioni post-elettorali): il che determina (i) un elevato grado di influenza sugli eletti da parte di chi ha il potere di decidere le candidature e (ii) rottura del legame elettori\/rappresentanti a partire dal momento della campagna elettorale. In effetti, (c), come tutte le leggi elettorali vigenti nel nostro ordinamento, anche la legge 270\/2005 conserva ai soli presentatori (leggi: a chi governa i partiti, nella maggior parte dei casi) il pieno controllo dell&#8217;accesso alle candidature (con l&#8217;aggravante, dal punto di vista della facolt\u00e0 di scelta dell&#8217;elettore, della lista bloccata).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">V. Gli obiettivi da perseguire sono quelli correttamente individuati (e per questo ho aderito) nell&#8217;appello di Pietro Ichino e c.. Qui, pur individuando il collegio uninominale come opzione prioritaria, non ci si impicca (giustamente) ad alcuna formula. Gli obiettivi indicati sono: (a) <em>abolizione delle liste lunghe<\/em>; (b) ristabilimento di un <em>rapporto elettore \/ candidato \/ rappresentante<\/em>. Viene anche indicato l&#8217;obiettivo, invece molto pi\u00f9 difficile, di superare il difetto, sistemicamente ancor pi\u00f9 grave, di cui al punto (b) di IV: eliminare i presupposti strutturali legislativi delle due camere con maggioranze contrapposte. La difficolt\u00e0 sta nei vincoli da rispettare (v. subito dopo, punto XVII).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"text-indent: -18pt; padding-left: 30px;\">VI. Dal mio punto di vista, considero <em>vincoli politico-istituzionali pregiudiziali<\/em>: (a) il <em>mantenimento dei presupposti normativi del bipolarismo<\/em> (che abbisogna tuttora di forti incentivi); (b) il mantenimento se non della certezza giuridica almeno della <em>ragionevolmente alta probabilit\u00e0<\/em> che le elezioni abbiano carattere <em>decisivo<\/em>: in altre parole che esse producano un esito certo conferendo di fatto, cos\u00ec, al corpo elettore il potere di determinare maggioranza e leadership di governo. (Sarebbe del resto paradossale impegnarsi a restituire al cittadino un pi\u00f9 diretto rapporto con uno o pi\u00f9 suoi rappresentanti e privarlo, in cambio, del potere di compiere la fondamentale scelta di governo. Proprio considerando la classe diregente dell&#8217;attuale ceto politico &#8211; affidaread essa tutta intera la formazione post-elettorale dei governi sarebbe a mio avviso buttarsi nella brace dalla padella); (c) <em>evitare formule che rilancino il correntismo<\/em> e le scorribande dei gruppi di interesse e &#8211; per di pi\u00f9 &#8211; costituiscano ostacolo di fatto a una pi\u00f9 equamente distribuita rappresentanza di genere; (d) <em>evitare<\/em> per quanto possibile un <em>rilancio dei costi della politica<\/em>; (e) <em>non incentivare<\/em> ulteriormente la storica, tradizionale propensione alla <em>frammentazione<\/em> della politica italiana e delle assemblee.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1CxSpPrimo\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">VII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>I punti (c) e (d) dei vincoli di cui a (VI) mi fanno <em>escludere qualsiasi ritorno al sistema delle preferenze<\/em>. Rimangono pertanto solo le opzioni fondate su liste corte\/cortissime o sui collegi uninominali. In entrambi i casi resta, va detto, il problema dell&#8217;accesso alle candidature: in proposito l&#8217;unica innovazione che vedo potenzialmente utile ad attribuire (non &#8220;restituire&#8221;) agli elettori voce in capitolo \u00e8 quella di una disciplina legislativa quadro, a maglie larghe, di <em>elezioni primarie<\/em> (a costituzione vigente, necessariamente <em>non obbligatorie<\/em>, <em>vincolanti ma con temperamenti<\/em>).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1CxSpPrimo\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">VIII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>I punti (a) e (b) dei vincoli mi fanno <em>escludere qualsiasi formula<\/em> elettorale, ancorch\u00e9 fondata su collegi uninominali, <em>di impianto proporzionalistico<\/em>. In particolare la formula adottata in Germania (con sempre minor successo, tra l&#8217;altro: se la Germania \u00e8 tuttora ragionevolmente ben governata, ci\u00f2 non dipende certo dalla formula elettorale che in un contesto oramai pluripartitico impone defatiganti trattative postelettorali e continue rinegoziazioni fra gli alleati), applicata in Italia: (i) con ogni probabilit\u00e0 fa (nell&#8217;attuale contesto) saltare il bipolarismo; e (ii) porterebbe, il pi\u00f9 delle volte, a governi fondati su maggioranze post-elettorali. Inoltre spesso si scorda che la formula Geyerhahn affida la met\u00e0 degli eletti a liste bloccate di partito. Infine, proprio nel contesto politico attuale, non solo \u00e8 da escludere la possibilit\u00e0 di introdurre clausole di sbarramento di livello tedesco (5%), ma &#8211; mettendo mano alla legge elettorale &#8211; non sarebbe neppure facile salvaguardare l&#8217;ormai quasi &#8216;classico&#8217; 4% (che infatti la legge 270\/2005 consente di ridurre al 2% ed oltre, con gli effetti che si sono ben visti nel 2006: non nel 2008, in un contesto politico che pare tuttavia, ahim\u00e9, superato).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1CxSpUltimo\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">IX. Potrebbe in teoria essere presa in considerazione una formula di tipo spagnolo (che poi non \u00e8 altro che una formula proporzionale su basi provinciali senza recupero dei resti). Ma a parte il fatto che si caratterizza per liste la cui lunghezza media \u00e8 molto bassa (fra i 6 e 7 eligendi: per cui l&#8217;effetto premia i partiti maggiori e i partiti regionali fortemente insediati in alcune aree del paese), ma che diventano assai &#8216;lunghe&#8217; a Madrid e Barcelona, costituirebbe nel suo funzionamento concreto in Italia un&#8217;incognita, suscettibile di non garantire, salve correzioni e modifiche varie, alcuni degli obiettivi che ci proponiamo n\u00e9 rispettare i principali dei vincoli di cui a VI. Mi pare dunque un&#8217;altra strada da non seguire.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">X. Restano formule ben pi\u00f9 utili, ma la cui praticabilit\u00e0 politica appare, purtroppo, assai bassa.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XI. Un <em>sistema maggioritario uninominale a doppio turno<\/em> possibilmente con accesso al secondo turno limitato ai soli due candidati con pi\u00f9 voti. Unita a una legislazione sulle primarie e a norme che promuovano la rappresentanza di genere tale formula dovrebbe poter funzionare, consentendo di perseguire efficacemente gli obiettivi indicati e rispettare i vincoli indicati. Purtroppo non \u00e8 stato possibile introdurla in contesti politici ben pi\u00f9 promettenti dell&#8217;attuale: e non vedo proprio come ci\u00f2 sia possibile oggi. Inoltre questa formula \u00e8 delicata perch\u00e9 in sede parlamentare \u00e8 concreto il rischio che si finisca con l&#8217;abbassare o eliminare i limiti all&#8217;accesso al secondo turno, con effetti assai controproducenti.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Un <em>sistema maggioritario uninominale a un solo turno<\/em> (sempre unito a una legislazione sulle primarie e a norme che promuovano la rappresentanza di genere): tale formula, tuttavia, oltre che essere di almeno altrettanto incerta praticabilit\u00e0 politica, rischierebbe nei tempi brevi e medi di non consentire il rispetto di alcuni dei vincoli principali prescelti: in particolare la decisivit\u00e0 del voto.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1CxSpPrimo\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XIII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Va anche detto, per amor di obiettivit\u00e0, che sia il maggioritario a doppio turno sia quello a un turno, come il caso italiano dal 1993 ha rivelato, non forniscono garanzie contro la frammentazione ove le forze politiche alleate facciano ricorso al riparto negoziato e proporzionalizzato, magari tenendo conto dei risultati ottenuti in contesti diversi, dei collegi considerati sicuri.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1CxSpUltimo\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XIV.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Il sistema definito <em>uninominale (maggioritario, aggiungerei) a turno unico con indicazione di una prima e di una seconda scelta <\/em>(appunto allegato) costituisce un&#8217;ipotesi affascinante ma da un lato \u00e8 anch&#8217;essa (sia pure in misura inferiore) a rischio di elusione come le altre uninominali maggioritarie (in sede di presentazione delle candidature, v. XIII), dall&#8217;altro come altre formule elettorali costituisce una tale novit\u00e0 da renderla in realt\u00e0 astratta nella sua lontananza da qualsiasi aggancio con le tradizioni elettorali nazionali, di cui pure \u00e8 saggio e doveroso tener conto.<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XV.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Una terza ipotesi, variante di quella immediatamente precedente, potrebbe essere un <em>ritorno alla legge Mattarella<\/em> corretta dall&#8217;abolizione dello scorporo e accompagnata &#8211; ove fosse possibile &#8211; da misure antiframmentazione. La legge Mattarella &#8211; che naturalmente come tutte aveva i suoi bravi difetti &#8211; \u00e8 stata a lungo ingiustamente vituperata il che ha reso pi\u00f9 facile cambiarla quasi senza colpo ferire, a maggioranza semplice, proprio quando stava dimostrando di poter funzionare. Ove la si applicasse con le medesime caratteristiche (per esempio nella formula Senato 1993) ad entrambe le camere potrebbe promettere pi\u00f9 di altre combinazioni di evitare il rischio delle due maggioranze divise e contrapposte. Dev&#8217;esser tuttavia chiaro che con quattro milioni circa di elettori in meno in una camera rispetto all&#8217;altra, dunque con elettorati diversi, e diversi su base generazionale, non vi sarebbe alcuna garanzia di maggioranze conformi. Ulteriore vantaggio di questa ipotesi sarebbe che si tratta di un sistema gi\u00e0 pi\u00f9 volte sperimentato (e dunque solo da correggere, nel riproporlo).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XVI.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Una quarta ed ultima ipotesi potrebbe essere quella di vedere se &#8211; cavando sangue dalle rape, se mi si passa l&#8217;espressione volgare &#8211; si pu\u00f2 <em>intervenire sulla legge attuale<\/em>. Per dirla in due parole, si potrebbe vedere se &#8211; facendo salvo il premio di maggioranza &#8211; si pu\u00f2 immaginare l&#8217;individuazione degli eletti partendo da collegi uninominali collegati fra loro: com&#8217;era al Senato e com&#8217;\u00e8 tuttora nelle elezioni provinciali. La forte differenza (con il modello 1993-2005 al Senato) \u00e8 che le provinciali sono appunto elezioni proporzionali, con collegi uninominali collegati fra loro e premio di maggioranza determinato &#8211; peraltro &#8211; dal potenzialmente distinto voto sul presidente (anche disgiunto), il che non \u00e8 realizzabile a livello parlamentare. Peraltro, entrambi questi sistemi, per il modo come i seggi vengono assegnati ai candidati (dopo il calcolo di quanti ne tocca a ciascun partito) hanno il potenziale difetto di prevedere (inevitabilmente mi pare) la possibilit\u00e0 di collegi uninominali <em>scoperti<\/em> (senza rappresentante) ed altri con <em>pi\u00f9 eletti<\/em>. Inoltre se l&#8217;assegnazione non \u00e8 plurality (o majority a due turni) si d\u00e0 altrettanto inevitabilmente il caso di collegi il cui eletto \u00e8 il candidato di una forza minore (ma con seggi) a fronte di candidati di forza maggiore con molti pi\u00f9 voti, e tuttavia non eletti (per non aver avuto voti sufficienti da essere fra i primi del proprio partito). Ci\u00f2 rischia di ridurre se non eliminare la possibilit\u00e0 effettiva di perseguire l&#8217;obiettivo (b) enunciato al punto V. Peraltro, vista dall&#8217;esterno, una soluzione di questo genere mi pare l&#8217;unica con qualche modestissimo margine di praticabilit\u00e0 politica: sempre che il PD rinunci ad alcune sue opzioni e Berlusconi rinunci alle sue liste bloccate. La formula, oltretutto, non sarebbe incompatibile con clausole di sbarramento (sarebbe sperimentata e nota nei pregi e nei diversi difetti, sarebbe in qualche modo coerente con i sistemi locali e regionali, pur comunque differenziati dalla fondamentale elezione diretta del vertice dell&#8217;esecutivo).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XVII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Quanto infine ai problemi generati dal <em>bicameralismo indifferenziato<\/em> caratterizzato dal <em>monstrum <\/em>del doppio rapporto fiduciario trovare soluzioni che assicurino due votazioni distinte, ma nel contempo decisive e coerenti fra di loro non \u00e8 solo difficile, \u00e8 impossibile. Comunque la si metta, non pu\u00f2 esistere la certezza di ottenere risultati conformi con due votazioni distinte, tanto pi\u00f9, come dicevo, se gli elettorati sono diversi: neppure applicando la stessa identica formula. La soluzione va cercata sul piano costituzionale: (a) prima di tutto attraverso una revisione dell&#8217;art. 94 Cost., che peraltro rimanda appunto a una legge costituzionale (sulla quale il consenso teorico &#8211; a leggere dichiarazioni anche impegnative e anche atti parlamentari &#8211; ci dovrebbe essere: ma si sa che in realt\u00e0 le cose non stanno cos\u00ec); (b) in alternativa &#8211; in attesa di una riforma futura, e questa \u00e8 una proposta che si potrebbe fare, attraverso <em>una convenzione costituzionale<\/em> la quale riconosca di fatto che, cos\u00ec come nell&#8217;Italia statutaria, il Senato non fa crisi: in altre parole le forze politiche principali dovrebbero impegnarsi a non far valere la responsabilit\u00e0 fiduciaria del governo in carica al Senato, per nessun motivo, in nessuna circostanza; la scelta di governo sarebbe rimessa concordemente al solo voto per la Camera (la cui maggior rappresentativit\u00e0 \u00e8 del resto un dato di fatto). Il problema sarebbe rimosso e il Senato potrebbe essere eletto &#8211; ragionevolmente &#8211; con formula che esalti il rapporto territoriale con le Regioni e in quel contesto anche con formula proporzionale (pur non dovendosi sottovalutare il rischio di tornare per questo tramite a dar alimento alla frammentazione). Rimarrebbe aperto, inevitabilmente, il problema &#8211; segnalato in pi\u00f9 occasioni da Barbera &#8211; di come il governo potrebbe conseguire l&#8217;attuazione del proprio programma al Senato. Ma tutto non si pu\u00f2 avere (e la soluzione di problemi del genere va rimessa ad eventuali revisioni costituzionali).<\/p>\n<p class=\"Elencoacolori-Colore1\" style=\"margin-left: 49.65pt; text-indent: -35.45pt;\">XVIII.<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span>Considero l&#8217;ultima frase (&#8220;tutto non si pu\u00f2 avere&#8221;), in realt\u00e0, premessa ineludibile di qualsiasi ragionamento serio: uno dei difetti della legislazione elettorale italiana ed anche di altra legislazione, \u00e8 l&#8217;insopprimibile tendenza a perseguire ventisette obiettivi diversi contemporaneamente (stupendosi poi se non se ne consegue alcuno). Occorre avere nitida la consapevolezza che la prima cosa da fare, seguendo lo schema che mi sono permesso di suggerire, \u00e8 fissare un preciso ordine di limitate priorit\u00e0. Io ho detto con franchezza quali sono le mie (vedi VI). Qualsiasi modifica che non le rispetti non mi vedr\u00e0 favorevole.<\/p>\n<div>\n<hr size=\"1\" \/><\/div>\n<div id=\"ftn1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\"><\/a>Rispetto ad un&#8217;altra iniziativa pro riforma elettorale (a firma Onida, Sartori, Bassanini, Passigli), la quale anche di altro si occupa a partire da quale sarebbe la corretta interpretazione della Costituzione in tema di forma di governo, c&#8217;\u00e8 da dire che essa riprende e torna ad alimentare un equivoco clamoroso: che sistema proporzionale di modello tedesco e sistema uninominale maggioritario a doppio turno di modello francese siano (nel contesto italiano, ovviamente: l&#8217;unica cosa che interessa) ugualmente funzionali a una democrazia dell&#8217;alternanza. Non \u00e8 cos\u00ec (v. dopo).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROMUOVERE L&#8217;UNINOMINALE PER ASSICURARE ELEZIONI DECISIVE, PER RIDURRE LA FRAMMENTAZIONE E RAFFORZARE IL BIPOLARISMO Contributo dI Carlo Fusaro, ordinario di diritto pubblico nell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, in preparazione del seminario su \u201cL\u2019Uninominale possibile\u201d che si \u00e8 svolto a Roma, a Palazzo Giustiniani, il 29 settembre 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-10286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10286"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10286\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}