
{"id":10302,"date":"2010-11-05T07:25:33","date_gmt":"2010-11-05T06:25:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10302"},"modified":"2010-11-06T18:42:21","modified_gmt":"2010-11-06T17:42:21","slug":"quale-modello-per-le-relazioni-industriali-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10302","title":{"rendered":"QUALE MODELLO PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI IN ITALIA?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">LA VICENDA FIAT HA SEGNATO UN PUNTO DI SVOLTA FONDAMENTALE NELLA CRISI DEL VECCHIO SISTEMA CENTRATO SUL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE RIGIDAMENTE INDEROGABILE &#8211; E&#8217; ORMAI INDISPENSABILE UNA CULTURA SINDACALE PIU&#8217; MATURA ED UN SINDACATO CHE SAPPIA E VOGLIA VALUTARE I PIANI INDUSTRIALI INNOVATIVI E L\u2019AFFIDABILIT\u00c0 DELL\u2019IMPRENDITORE CHE LI PROPONE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Ketty Areddia\u00a0pubblicata\u00a0su<\/em> TopLegal,<em> novembre 2010<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/tl_novembre10_231.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/tl_novembre10_231.pdf\" target=\"_blank\"> Scarica la prima pagina dell&#8217;intervista<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/tl_novembre10_24.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/tl_novembre10_24.pdf\" target=\"_blank\">Scarica la seconda pagina dell&#8217;intervista<\/a><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/tl_novembre10_24.pdf\" target=\"_blank\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p><!--more--><strong><\/strong><\/p>\n<p>Un diritto di propriet\u00e0. Cos\u00ec Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Pd, definisce il criterio dell&#8217;eredit\u00e0 del posto di lavoro adottato da molte aziende.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; il sistema delle relazioni industriali italiane il motivo per cui gli stranieri fanno fatica a investire in Italia?<\/strong><br \/>\nLe cause della nostra pessima <em>performance<\/em> nel mercato globale dei capitali sono molteplici: il difetto grave di efficienza delle nostre amministrazioni pubbliche e in primo luogo di quella della giustizia; i difetti delle nostre infrastrutture di trasporto e comunicazione; il difetto generale, nel nostro Paese, di diffusione e radicamento della cultura delle regole, e nel Mezzogiorno il potere esercitato di fatto dalla criminalit\u00e0 organizzata. Ma tra le cause principali va annoverato anche il nostro sistema delle relazioni industriali inconcludente, nel quale, se non sono d\u2019accordo tutti i sindacati maggiori non si pu\u00f2 stipulare efficacemente un contratto aziendale che si discosti dal modello definito dal contratto collettivo nazionale. Infine va menzionata l\u2019illeggibilit\u00e0 e non traducibilit\u00e0 in inglese della nostra legislazione in materia di lavoro: occorre una grande opera di semplificazione.<\/p>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>In che maniera si stanno modificando, secondo lei, le relazioni sindacali?<\/strong><br \/>\nLa vicenda della Fiat e in particolare l\u2019accordo di Pomigliano hanno segnato una svolta, aprendo la crisi del vecchio sistema centrato sul contratto collettivo nazionale rigidamente inderogabile. Come usciremo da questa crisi, nessuno pu\u00f2 dirlo in modo preciso. La sola cosa certa \u00e8 che il baricentro del sistema si sposter\u00e0 ulteriormente verso la periferia.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Ma questo non era gi\u00e0 stato sancito dall\u2019accordo interconfederale del 2009? <\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal;\"><br \/>\nQuell\u2019accordo era ancora troppo timido, nel decentramento della contrattazione collettiva: considerava ancora le deroghe come eccezioni, soggette al controllo delle parti negoziatrici centrali. Cos\u00ec, alla prima prova importante, appena un anno dopo la sua stipulazione, il nuovo sistema \u00e8 andato in crisi: l\u2019accordo di Pomigliano si \u00e8 rivelato incompatibile con quel nuovo ordinamento, che pertanto ora deve essere modificato di nuovo.<\/span><\/strong><span style=\"font-family: &quot;Courier New&quot;; font-size: 14pt;\"> <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Che cosa dovrebbe migliorare nel sistema attuale e nel dialogo imprese-sindacato?<\/strong><br \/>\nOccorrono innanzitutto delle regole ispirate al principio di democrazia sindacale, che consentano di evitare che il dissenso tra sindacati provochi la paralisi della contrattazione, o l\u2019inefficacia parziale o totale del contratto. Poi occorrerebbe la maturazione di una nuova cultura sindacale: la contrattazione vera e propria dovrebbe essere preceduta da una sessione tecnica volta a definire il quadro condiviso dei vincoli entro cui ci si dovr\u00e0 muovere e degli obiettivi produttivi che si intende perseguire; come accade nei Paesi scandinavi, in Germania, in Olanda.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Il rischio del dare maggior spazio alla contrattazione di secondo livello non \u00e8 quello del progressivo assottigliamento delle tutele sindacali? <\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 l\u2019idea oggi dominante nel nostro Paese, dalla quale deriva la scelta dell\u2019inderogabilit\u00e0 pressoch\u00e9 assoluta del contratto collettivo nazionale. Ma nella realt\u00e0 ci sono deroghe aziendali al contratto nazionale di due tipi: quelle tendenti soltanto a ridurre gli standard, e quelle che producono aumenti di produttivit\u00e0 del lavoro e dei trattamenti dei lavoratori. Noi oggi, per paura delle prime, ci precludiamo anche le seconde. O comunque le rendiamo molto pi\u00f9 difficili. Col risultato di frenare la crescita della nostra economia. Con questa sua vischiosit\u00e0, il nostro sistema delle relazioni industriali non rende un buon servizio ai lavoratori.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Il caso Pomigliano e l&#8217;aut-aut di Marchionne \u00e8 stato criticato anche da giuslavoristi di grandi aziende; qual \u00e8 la sua posizione?<\/strong><br \/>\nL\u2019accordo di Pomigliano prevede, s\u00ec, un appesantimento dei turni di lavoro. Ma non \u00e8 questo il motivo dell\u2019opposizione della Cgil: la Cgil ha rifiutato l\u2019accordo sostenendo che esso lederebbe diritti fondamentali dei lavoratori, violando la legge italiana e addirittura la Costituzione. A me sembra che questo non sia vero: in questo accordo non vedo nessuna violazione di legge, bens\u00ec soltanto alcune deroghe al contratto nazionale. Ma sono deroghe destinate a produrre aumento di produttivit\u00e0 e miglioramento del trattamento dei lavoratori.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Il ruolo del Governo, in questa fase \u00e8 venuto a mancare? Si poteva fare di pi\u00f9?<\/strong><span style=\"color: #373737;\"><br \/>\nIn una situazione come quella dello stabilimento di Pomigliano, dove si manifestano gli effetti della concorrenza dei lavoratori dei Paesi emergenti nella fascia professionale pi\u00f9 bassa, lo Stato pu\u00f2 rendersi utile facendo tre cose: innanzitutto ridurre drasticamente l\u2019Irpef sui primi 1000 euro di reddito di lavoro mensile; inoltre, dettare in via sussidiaria le regole di democrazia sindacale necessarie per la validit\u00e0 dell\u2019accordo sul piano industriale, visto che il sistema della contrattazione collettiva non riesce a darsele da solo; infine migliorare le infrastrutture circostanti e i servizi all\u2019impresa, a partire da quelli di riqualificazione professionale dei lavoratori. A me sembra che a Pomigliano il Governo non abbia fatto e non stia facendo nessuna di queste tre cose: anzi, il ministro del Lavoro teorizza la necessit\u00e0 di non intervenire in alcun modo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Quale potrebbe essere a suo parere un buon modello di relazioni sindacali a cui ispirarsi per un&#8217;eventuale riforma?<\/strong><span style=\"color: #373737;\"><br \/>\nNon ne sceglierei uno in particolare. Abbiamo molte cose da imparare dal modello scandinavo, da quello tedesco, ma anche da alcune esperienze anglosassoni. \u00a0L\u2019importante \u00e8 che ci dotiamo di una cornice di regole che consentano a visioni e strategie sindacali diverse di confrontarsi e anche competere tra loro, senza paralizzarsi a vicenda. Poi occorre un sindacato-intelligenza collettiva dei lavoratori che sappia e voglia guidarli nel difficile compito di \u201cingaggiare\u201d e portare in casa loro il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale. Per questo occorre un sindacato che sappia e voglia valutare i piani industriali innovativi e l\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019imprenditore che li propone; e, se la valutazione \u00e8 positiva, sappia guidare i lavoratori nella scommessa comune su quei piani.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VICENDA FIAT HA SEGNATO UN PUNTO DI SVOLTA FONDAMENTALE NELLA CRISI DEL VECCHIO SISTEMA CENTRATO SUL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE RIGIDAMENTE INDEROGABILE &#8211; E&#8217; ORMAI INDISPENSABILE UNA CULTURA SINDACALE PIU&#8217; MATURA ED UN SINDACATO CHE SAPPIA E VOGLIA VALUTARE I PIANI INDUSTRIALI INNOVATIVI E L\u2019AFFIDABILIT\u00c0 DELL\u2019IMPRENDITORE CHE LI PROPONE Intervista a cura di Ketty Areddia\u00a0pubblicata\u00a0su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-10302","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10302\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}