
{"id":10434,"date":"2010-10-03T21:27:10","date_gmt":"2010-10-03T20:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10434"},"modified":"2010-10-04T12:23:35","modified_gmt":"2010-10-04T11:23:35","slug":"pomigliano-un-case-study-interessante-sulluso-politico-della-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10434","title":{"rendered":"POMIGLIANO: UN CASE STUDY INTERESSANTE SULL&#8217;USO POLITICO DELLA DISINFORMAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA FIOM\u00a0HA BISOGNO DI SOSTENERE CHE L&#8217;ACCORDO FIRMATO DA FIM, UILM E FISMIC VIOLA LA LEGGE E LA COSTITUZIONE,\u00a0PER EVITARE CHE IL DIBATTITO PUBBLICO ENTRI NEL MERITO DELLA VERA QUESTIONE: QUELLA, CIOE&#8217;, SUL PUNTO SE UN PIANO INDUSTRIALE DELLE DIMENSIONI DI QUELLO PROPOSTO DA MARCHIONNE VALGA O NO UNA CLAUSOLA DI TREGUA E TRE DEROGHE MARGINALI AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE<\/span><\/p>\n<p><em>Comunicazione svolta al seminario promosso dall&#8217;Arel a Roma il 29 settembre 2010, aperto da una relazione di Raffaele De Luca Tamajo, sull&#8217;impatto dell&#8217;accordo di Pomigliano sull&#8217;evoluzione del sistema italiano delle relazioni industriali\u00a0&#8211; Le altre comunicazioni al convegno sono state svolte da Cesare Damiano, Giorgio Santini e Agostino Megale<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La vicenda dell\u2019accordo di Pomigliano merita di essere studiata non soltanto come fatto rilevantissimo nell\u2019evoluzione del nostro sistema delle relazioni industriali, ma anche come <em>case study<\/em> di straordinario interesse sotto il profilo politologico.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Fiom ha motivato il rifiuto di sottoscrivere quell\u2019accordo con l\u2019affermazione secondo cui esso conterrebbe violazioni della legge italiana e addirittura della Costituzione. Tali violazioni sarebbero ravvisabili, in particolare: a) nella disposizione che esclude il pagamento della retribuzione per il giorno di malattia, quando esso coincida con una punta anomala di assenze correlata con un \u201cevento esterno a carattere non epidemico\u201d (per esempio: la partita di calcio del mercoled\u00ec); b) nelle disposizioni mirate a scoraggiare gli scioperi volti a impedire l\u2019attuazione del programma contrattuale. La relazione introduttiva di Raffaele De Luca Tamajo a questo nostro seminario mostra come nessuna violazione di legge \u2013 n\u00e9 tanto meno della Costituzione \u2013 sia ravvisabile in quelle disposizioni. Per quel che riguarda la validit\u00e0 della clausola di tregua, in particolare, l\u2019accordo contrasta soltanto con un orientamento dottrinale e giurisprudenziale vecchio di mezzo secolo \u2013 quello per cui la clausola di tregua vincola solo il sindacato, ma non il singolo lavoratore cui il contratto si applica \u2013, che non ha alcun fondamento testuale n\u00e9 nella Costituzione n\u00e9 nella legge ordinaria; orientamento che, a quanto mi risulta, negli ultimi vent\u2019anni non ha avuto conferme in sede giudiziale e che in sede dottrinale oggi pu\u00f2 considerarsi minoritario.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sta di fatto che, nei molti dibattiti pubblici cui ho partecipato negli ultimi mesi con esponenti della Cgil e della stessa Fiom, alla fine anch\u2019essi hanno sempre convenuto che, in realt\u00e0, il motivo del rifiuto di sottoscrivere l\u2019accordo \u00e8 stato non tanto un suo contrasto con la legislazione vigente, quanto le deroghe che esso comporta rispetto al contratto collettivo nazionale di settore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se le cose stanno cos\u00ec, perch\u00e9 denunciare una violazione della legge, anzi addirittura della Costituzione? Credo che la risposta sia questa: mentre la trincea della difesa della legge e della Costituzione \u00e8 facilmente difendibile, la trincea dell\u2019inderogabilit\u00e0 rigida del contratto collettivo nazionale in questo caso lo sarebbe stata molto meno. Convincere l\u2019intera opinione pubblica nazionale della necessit\u00e0 di respingere un piano industriale da 20 miliardi, in una situazione di crisi economica gravissima, in omaggio all\u2019intangibilit\u00e0 di un contratto collettivo, sia pur di livello nazionale, appare effettivamente assai problematico. Appare addirittura impossibile quando \u2013 come nel caso di Pomigliano \u2013 le deroghe richieste mirano a combattere fenomeni evidenti e massicci di assenteismo abusivo, oppure consistono nell\u2019aumento del limite annuo del lavoro straordinario per conseguire una maggiore saturazione della capacit\u00e0 produttiva di impianti d\u2019avanguardia e costosissimi, in una regione come la Campania che soffre cronicamente di mancanza di lavoro, dove l\u2019alternativa occupazionale per le migliaia di lavoratori interessati \u00e8 solo il lavoro nero sottopagato, senza diritti e senza sindacati, nel tessuto degradato e infetto dell\u2019economia sommersa controllata dalla camorra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Questa essendo la situazione, l\u2019unico modo per far presa sull\u2019opinione pubblica consisteva nel drammatizzare lo scambio contenuto nell\u2019accordo: la sua rappresentazione corretta in termini di \u201clavoro in cambio di deroghe marginali al contratto nazionale\u201d doveva essere sostituita con \u201clavoro in cambio della rinuncia ai diritti\u201d; anzi, meglio ancora, \u201clavoro in cambio dell\u2019accettazione dell\u2019illegalit\u00e0\u201d. Gli slogan \u201cno alla violazione della legge\u201d o \u201cla Costituzione \u00e8 sacra\u201d hanno ovviamente molto pi\u00f9 appeal degli slogan \u201cno alla derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale\u201d o \u201cno alla tregua sindacale\u201d. Su questi ultimi, anche l\u2019opinione pubblica meno smaliziata avrebbe probabilmente avuto qualche serio dubbio, a fronte della prospettiva di veder svanire un investimento colossale nell\u2019Italia affamata di lavoro e da un quarto di secolo incapace di crescita economica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Ora, si pu\u00f2 anche capire che nelle assemblee di fabbrica, nel fuoco della polemica, il sindacato dissenziente si lasci andare a qualche esagerazione, e anche a qualche forzatura giuridica fuorviante. Quel che d\u00e0 da pensare \u00e8 che la forzatura giuridica fuorviante proposta dalla Fiom sia stata fatta propria \u2013 almeno nelle dichiarazioni pubbliche \u2013 dall\u2019intera Cgil, poi a ruota dagli opinionisti di <em>Repubblica <\/em>(con la sola notevole eccezione di Tito Boeri), dall\u2019<em>Unit\u00e0 <\/em>e da alcuni esponenti di vertice del Partito democratico. I quali non hanno ritenuto di chiedersi neppure per un momento come fosse potuto accadere che altre due grandi confederazioni sindacali avessero firmato un accordo contrastante con la Costituzione e con la legge ordinaria; salvo dopo qualche giorno attestarsi sulla posizione assurda secondo cui \u201cl\u2019accordo di Pomigliano va accettato, purch\u00e9 sia un\u2019eccezione limitata a quel solo stabilimento, non suscettibile di imitazione\u201d. Cosicch\u00e9 da quel momento mezza Italia ha incominciato a pensare che, effettivamente, l\u2019accordo di Pomigliano sia contrario alla legge e costituisca quanto meno un pericoloso precedente di \u201csmantellamento dei diritti dei lavoratori\u201d, sacrificati sull\u2019altare della globalizzazione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">In un Paese nel quale i temi della politica del lavoro sono stati sempre fortemente drammatizzati, al punto che su di essi si \u00e8 ripetutamente versato il sangue dei suoi protagonisti, almeno dal quotidiano di riferimento del centrosinistra ci si dovrebbe poter attendere una maggiore capacit\u00e0 critica di fronte a forzature gravi come questa. E ancor pi\u00f9 ce la si dovrebbe attendere dal partito che aspira a incarnare nella societ\u00e0 civile e in Parlamento l\u2019alternativa di centrosinistra. Se non altro perch\u00e9 queste forzature si ritorcono poi pesantemente contro il partito stesso, impedendogli di affrontare il problema nei suoi termini reali: infatti il Pd sta perdendo l\u2019occasione per una discussione seria sulla questione della derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale, sulla quale \u00e8 costretto a un imbarazzato silenzio. Ma l\u2019indulgente avallo di queste forzature da parte del Partito democratico si ritorce anche contro lo stesso movimento sindacale, accentuandone la spaccatura: perch\u00e9 d\u00e0 una \u201ccopertura\u201d alla tesi secondo cui effettivamente l\u2019accordo viola la legge, rafforzando in seno alla Cgil i sostenitori del <em>non possumus <\/em>e indebolendo i sostenitori di un esame pragmatico della questione sindacale effettiva, ovvero del solo atteggiamento che potrebbe portare a una ricucitura con la Cisl e la Uil.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">In questi ultimi giorni la frattura del fronte sindacale si \u00e8 aggravata con la firma dell\u2019accordo tra Federmeccanica, Fim e Uilm, che allarga notevolmente i confini della derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale rispetto all\u2019accordo interconfederale dell\u2019aprile 2009. Privo di una propria linea su questa materia, il Pd si rifugia in un\u2019insulsa manifestazione di \u201cpreoccupazione per il fatto che su questa materia si stipulino accordi nazionali senza la firma della Fiom\u201d; non rendendosi conto che la frattura, la firma separata, \u00e8 stata favorita proprio dalla condiscendenza del partito stesso nei confronti della falsificazione iniziale dei termini della questione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00c8 evidente, per altro verso, come quella falsificazione influisca anche sul dibattito circa il riassetto dei rapporti tra contratto nazionale e contratto aziendale. Essa, infatti, consente di tenere nettamente separata la questione posta in riferimento all\u2019accordo di Pomigliano (\u201cse sia ammissibile che si accetti la violazione della legge in cambio di posti di lavoro\u201d) dalla questione che \u00e8 oggetto dell\u2019accordo Federmeccanica\/Fim-Uilm (\u201cse e in quale misura sia opportuno rendere derogabile il contratto collettivo nazionale ad opera dei contratti aziendali\u201d). Si osservi come questa separazione sia necessaria alla Fiom nel suo rapporto con l\u2019opinione pubblica: essa infatti permette di mantenere la questione della derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale su di un piano generale e astratto, e di affrontarla sul piano mediatico con una parola d\u2019ordine che vanta quattro quarti di nobilt\u00e0: \u201coccorre difendere la funzione del contratto collettivo nazionale, garanzia di uno standard di trattamento minimo uguale su tutto il territorio nazionale\u201d. Se invece la questione generale della derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale viene affrontata in riferimento a un caso concreto come quello di Pomigliano, senza lo schermo di una inesistente violazione di legge, allora quella nobile parola d\u2019ordine si rivela debole e inefficace, perch\u00e9 anche i non esperti di relazioni industriali colgono facilmente il nocciolo della questione nella sua concretezza: colgono subito, cio\u00e8, l\u2019evidenza del fatto che \u201cderoga al contratto nazionale\u201d non vuol dire necessariamente \u201cderoga per star peggio\u201d, <em>dumping <\/em>sociale, \u201cguerra tra poveri\u201d, poich\u00e9, al contrario, essa pu\u00f2 rendersi necessaria per sperimentare innovazioni positive nell\u2019organizzazione del lavoro, nel sistema di inquadramento, o nella struttura della retribuzione, per aumentare la produttivit\u00e0 e quindi migliorare le condizioni di lavoro, in casi particolari come quello di Pomigliano anche per eliminare sprechi e piccole posizioni di rendita parassitaria.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Guardare al caso concreto aiuta a comprendere ci\u00f2 che ancora la vecchia sinistra politica e sindacale non ha compreso: cio\u00e8 che il nostro ordinamento intersindacale tradizionale, fondato sulla regola della rigida inderogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale, non impedisce soltanto il <em>dumping <\/em>sociale, la concorrenza al ribasso, bens\u00ec impedisce anche l\u2019innovazione che fa star tutti meglio. Quest\u2019ultima non si presenta mai come fenomeno che interessa un intero settore, ma \u2013 direi quasi, per definizione \u2013 si presenta sempre come fenomeno che interessa una singola azienda e che solo in un secondo tempo, quando ne conseguono effetti positivi, tende a essere imitata e quindi a estendersi. Con l\u2019imporre a tutte le imprese del settore la rigida conformit\u00e0 a un modello nazionale unico di organizzazione del lavoro, di inquadramento professionale, di struttura delle retribuzioni, di distribuzione dei tempi di lavoro, ostacoliamo di fatto l\u2019innovazione. Per paura dell\u2019innovazione cattiva, con la regola della rigida inderogabilit\u00e0 del contratto nazionale (derogabile soltanto se tutti i sindacati sono d\u2019accordo) teniamo fuori della porta, o quanto meno freniamo fortemente, anche l\u2019innovazione buona.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Cinque anni fa ho dedicato un libro \u2013 <em><a title=\"A che cosa serve il sindacato? - Mondadori, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=330\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato<\/a><\/em>, Mondadori, 2005 \u2013 a mostrare numerosi casi concreti nei quali questo nostro errore nazionale si \u00e8 manifestato in modo molto evidente; e anche a descrivere (pagg. 117-134) un caso immaginario che presenta somiglianze impressionanti con il caso di Pomigliano. Quel libro \u00e8 stato letto soltanto da qualche decina di migliaia di persone; del caso di Pomigliano, invece, parlano ogni giorno da mesi tutti i giornali e i telegiornali: il rischio che nella sua concretezza esso renda evidente a milioni di italiani l\u2019insostenibilit\u00e0 della regola dell\u2019inderogabilit\u00e0 rigida del contratto collettivo nazionale \u00e8 dunque altissimo. Per questo i difensori di quella regola hanno tentato di bloccare sul nascere il dibattito sull\u2019accordo Fiat demonizzandolo: per porre un diaframma tra la questione che esso solleva e la questione generale della derogabilit\u00e0 del contratto nazionale. Per far questo hanno denunciato violazioni della legge e della Costituzione che non ci sono affatto, contando sul conformismo dell\u2019informazione e della politica nell\u2019area del centrosinistra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA FIOM\u00a0HA BISOGNO DI SOSTENERE CHE L&#8217;ACCORDO FIRMATO DA FIM, UILM E FISMIC VIOLA LA LEGGE E LA COSTITUZIONE,\u00a0PER EVITARE CHE IL DIBATTITO PUBBLICO ENTRI NEL MERITO DELLA VERA QUESTIONE: QUELLA, CIOE&#8217;, SUL PUNTO SE UN PIANO INDUSTRIALE DELLE DIMENSIONI DI QUELLO PROPOSTO DA MARCHIONNE VALGA O NO UNA CLAUSOLA DI TREGUA E TRE DEROGHE [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,11],"tags":[],"class_list":["post-10434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-26-saggi","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10434\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}