
{"id":10497,"date":"2010-10-07T22:07:47","date_gmt":"2010-10-07T21:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10497"},"modified":"2010-10-10T10:38:47","modified_gmt":"2010-10-10T09:38:47","slug":"il-falso-fa-piu-male-dei-candelotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10497","title":{"rendered":"IL FALSO FA PIU&#8217; MALE DEI CANDELOTTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA TESI SECONDO CUI L&#8217;ACCORDO DI POMIGLIANO VIOLEREBBE LA LEGGE SERVE SOLO A DEMONIZZARLO IMPEDENDO IL DIBATTITO SULLA VERA QUESTIONE SINDACALE: SE CIOE&#8217; UN INVESTIMENTO DI 20 MILIARDI VALGA TRE DEROGHE MARGINALI AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE E UNA CLAUSOLA DI TREGUA<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Lettera sul lavoro&#8221;\u00a0 pubblicata sul<\/em> Corriere della Sera <em>il 7 ottobre 2010 &#8211; V. in proposito anche <a title=\"Replica di A. Amendola, 8.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10548\" target=\"_blank\">la replica del Segretario della Fiom di Napoli, pubblicata su <\/a><\/em><a title=\"Replica di A. Amendola, 8.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10548\" target=\"_blank\">l&#8217;Unit\u00e0<em> del giorno seguente, con la mia contro-replica<\/em><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Caro Direttore, un\u2019aggressione come quella di ieri contro la Cisl sarebbe un atto incivile e insensato anche se fosse vero che \u2013 come sostiene la Fiom-Cgil \u2013 l\u2019accordo firmato dalla Cisl con la Fiat per lo stabilimento di Pomigliano violi la legge. Il fatto \u00e8 che questa violazione di legge non esiste proprio. Per questo aspetto, la vicenda dell\u2019accordo di Pomigliano merita di essere studiata non soltanto come evento rilevantissimo nell\u2019evoluzione del nostro sistema delle relazioni industriali, ma anche come un <em>case study<\/em> di straordinario interesse sotto il profilo politologico.<br \/>\n<!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Fiom non ha motivato il rifiuto di sottoscrivere quell\u2019accordo con un dissenso insuperabile su questioni inerenti all\u2019organizzazione o ai tempi di lavoro, e neppure su questioni inerenti alle retribuzioni. Lo ha motivato con la tesi secondo cui l\u2019accordo violerebbe la legge con la clausola tendente a combattere un fenomeno di assenteismo abusivo verificatosi in passato nello stabilimento di Pomigliano in modo particolarmente frequente; e violerebbe addirittura la Costituzione con le clausole di tregua, tendenti a garantire che l\u2019accordo stesso non sia vanificato da scioperi volti a impedirne l\u2019applicazione. Sul piano giuridico, n\u00e9 l\u2019una affermazione n\u00e9 l\u2019altra sono sostenibili. La materia del trattamento di malattia \u00e8 interamente demandato dalla legge alla contrattazione collettiva. Quanto al diritto di sciopero, la Costituzione ne affida la regolazione alla legge ordinaria, la quale nulla dice sulle clausole di tregua; per altro verso, in quasi tutti i Paesi dell\u2019occidente industrializzato gli accordi collettivi contengono normalmente clausole di tregua che ne garantiscono l\u2019effettivit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019accordo di Pomigliano non presenta alcun attrito con la legge: lo presenta soltanto, e per alcuni aspetti molto marginali, con il contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se le cose stanno cos\u00ec, perch\u00e9 la Fiom denuncia una violazione della legge e non soltanto un contrasto con il contratto nazionale? Il motivo \u00e8 questo: mentre \u00e8 facile mobilitare l\u2019opinione pubblica per difendere la legge, e ancor pi\u00f9 per difendere la Costituzione, \u00e8 invece molto pi\u00f9 difficile mobilitarla per difendere la rigida inderogabilit\u00e0 di un contratto collettivo nazionale. Convincere l\u2019intera opinione pubblica\u00a0della necessit\u00e0 di respingere un piano industriale da 20 miliardi, in una situazione di crisi economica gravissima, in omaggio all\u2019intangibilit\u00e0 di un contratto collettivo appare gi\u00e0 di per s\u00e9 assai problematico; ma appare addirittura impossibile quando \u2013 come nel caso di Pomigliano \u2013 le deroghe richieste mirano a combattere fenomeni evidenti e massicci di assenteismo abusivo, oppure consistono nell\u2019aumento del limite annuo del lavoro straordinario per conseguire una maggiore saturazione della capacit\u00e0 produttiva di impianti d\u2019avanguardia e costosissimi, in una regione come la Campania che soffre cronicamente di mancanza di lavoro, dove l\u2019alternativa occupazionale per le migliaia di lavoratori interessati \u00e8 solo il lavoro nero sottopagato, senza diritti e senza sindacati, nel tessuto degradato e infetto dell\u2019economia sommersa controllata dalla camorra.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando si discute con loro a tu per tu, i dirigenti della Fiom denunciano il rischio del \u201cpiano inclinato\u201d: \u201csi incomincia con queste deroghe marginali e non si sa dove si va a finire\u201d. Essi non considerano che l\u2019argomento del \u201cpiano inclinato\u201d \u00e8 sempre stato il cavallo di battaglia di tutti i conservatorismi. E che oggi, per paura dell\u2019innovazione cattiva o pericolosa, l\u2019Italia si sta chiudendo anche all\u2019innovazione buona, quella che consente di aumentare la produttivit\u00e0 e quindi anche di migliorare le condizioni di lavoro.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Comunque, nessun rischio di piano inclinato giustifica la falsit\u00e0 della denuncia di una violazione della legge e della Costituzione, finalizzata a evitare il dibattito di merito sulla questione sindacale. E ancor meno \u00e8 giustificabile l\u2019avallo che a quella falsit\u00e0 \u00e8 stato dato acriticamente sulla stampa e nelle trasmissioni televisive da opinionisti autorevoli e persino professori di diritto del lavoro, col risultato (voluto) di indurre mezza Italia a pensare che, effettivamente, l\u2019accordo di Pomigliano violi la legge e configuri un primo passo verso lo \u201csmantellamento dei diritti fondamentali dei lavoratori\u201d. E il risultato (non voluto, ma prevedibile) di indurre qualche testa calda a tirare candelotti contro la Cisl.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo, i candelotti non sono pistole. Ma in un Paese nel quale i temi della politica del lavoro sono stati sempre fortemente drammatizzati, al punto che su di essi si \u00e8 ripetutamente versato il sangue, ci si dovrebbe poter attendere da parte di tutte le persone responsabili una maggiore capacit\u00e0 critica di fronte a forzature gravi, evidenti e pericolose come questa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA TESI SECONDO CUI L&#8217;ACCORDO DI POMIGLIANO VIOLEREBBE LA LEGGE SERVE SOLO A DEMONIZZARLO IMPEDENDO IL DIBATTITO SULLA VERA QUESTIONE SINDACALE: SE CIOE&#8217; UN INVESTIMENTO DI 20 MILIARDI VALGA TRE DEROGHE MARGINALI AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE E UNA CLAUSOLA DI TREGUA &#8220;Lettera sul lavoro&#8221;\u00a0 pubblicata sul Corriere della Sera il 7 ottobre 2010 &#8211; V. 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