
{"id":10548,"date":"2010-10-09T13:32:34","date_gmt":"2010-10-09T12:32:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10548"},"modified":"2010-10-10T22:52:05","modified_gmt":"2010-10-10T21:52:05","slug":"il-segretario-della-fiom-di-napoli-e-la-fiat-a-non-mantenere-i-patti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10548","title":{"rendered":"LA REPLICA DEL SEGRETARIO DELLA FIOM DI NAPOLI E LA MIA CONTROREPLICA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA FIOM INSISTE A DENUNCIARE UNA VIOLAZIONE DELL&#8217;ARTICOLO 40 DELLA COSTITUZIONE NEL PUNTO 15 DELL&#8217;ACCORDO DI POMIGLIANO, CHE\u00a0NON RIGUARDA AFFATTO LO SCIOPERO &#8211; VIENE INVECE ABBANDONATA LA TESI SECONDO CUI LA DISPOSIZIONE CONTRO LE PUNTE DI ASSENTEISMO ABUSIVO VIOLEREBBE LA LEGGE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Amendola<\/strong>, Segretario della Fiom-Cgil di Napoli, pubblicato su <\/em>l&#8217;Unit\u00e0<em> dell&#8217;8 ottobre 2010, in replica al <a title=\"&quot;Lettera sul Lavoro&quot; - Corriere della Sera, 7.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10497\" target=\"_blank\">mio editoriale pubblicato sul <\/a><\/em><a title=\"&quot;Lettera sul Lavoro&quot; - Corriere della Sera, 7.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10497\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a><em><a title=\"&quot;Lettera sul Lavoro&quot; - Corriere della Sera, 7.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10497\" target=\"_blank\"> del giorno precedente<\/a> &#8211; <strong>Segue la mia contro-replica<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\"><!--more-->Egregio Professore, sono un dirigente sindacale della Fiom-Cgil dello stabilimento Giovan Battista Vico di Pomigliano e come tale ho partecipato alla trattativa con Fiat. Mi occupo delle questioni sindacali inerenti allo stabilimento dal 2003 e proprio il 24 aprile 2003 fu siglato un accordo definito \u00abstorico\u00bb, tra la Fiat e tutte i sindacati.<br \/>\nQuell\u2019accordo prevedeva 500 milioni di euro di investimenti annuali per quattro anni. Quindi complessivamente 2 miliardi di euro (altro che gli attuali 700 milioni di euro), nuova occupazione per 1500 addetti, la produzione di tutte le nuove vetture Alfa, oltre ad un fuoristrada chiamato Kamal. Dopo due anni la Fiat ci comunic\u00f2 che quell\u2019accordo non era pi\u00f9 valido e delle produzioni previste si persero le tracce, tranne che per l\u2019Alfa 159.<br \/>\nHo voluto ricordarle quell\u2019accordo perch\u00e9, a Pomigliano, negli ultimi sette anni, spesso i piani presentati hanno sub\u00ecto modifiche e ripensamenti. Capisco che siamo in un periodo di cultura critica debole, ma un po\u2019 di dubbi sulle prospettive del piano Fiat Italia e sui risvolti occupazionali non guasterebbe.<br \/>\nHo letto, professore, con interesse le molte sue interviste ed i suoi interventi su vari quotidiani nazionali e mi hanno molto colpito i termini che lei usa: sabotaggio, guerriglia giudiziaria, tregua, termini che noi sindacalisti della Fiom, massimalisti e conflittuali,non utilizziamo. Se poi lei vuole equiparare il diritto di sciopero al sabotaggio, i ricorsi giudiziari alla guerriglia giudiziaria lo pu\u00f2 fare, ma deve ammettere che lei utilizza argomenti propri della destra illiberale di questo Paese.<br \/>\nMa veniamo al motivo principale di questa lettera. Innanzitutto due considerazioni. La prima: lei sostiene che nell\u2019accordo di Pomigliano c\u2019\u00e8 una clausola di tregua. Una tregua come quella fatta alla Chrysler, negli Usa, da Marchionne con i sindacati. Infatti i sindacati americani non potranno scioperare fino al 2014 per le questioni salariali. Per Pomigliano penso che lei si riferisca alla clausola cosiddetta di responsabilit\u00e0. Bene, ma la clausola successiva (&#8230; la violazione da parte del lavoratore di una delle clausole del presente accordo costituisce infrazione disciplinare&#8230;) cosa c\u2019entra con la tregua? E un lavoratore che sciopera per esempio sul 18\u00b0 turno del sabato incorre o no in un provvedimento disciplinare? E se incorre in un provvedimento disciplinare, c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8 una violazione dell\u2019art. 40 della Costituzione?<br \/>\nSeconda considerazione: se non sbaglio, oltre a essere un famoso professore e giuslavorista lei \u00e8 anche un parlamentare del Pd e di conseguenza non si pu\u00f2 nascondere dietro la \u00abcattedra\u00bb. \u00c8 legittimo che lei e alcuni parlamentari del centro-sinistra sosteniate le ragioni dell\u2019impresa e le sue esigenze di flessibilit\u00e0, ne teniamo conto anche noi nel rapporto con le aziende. Ma non le viene mai in mente che anche i lavoratori hanno delle esigenze. Lasciamo stare i diritti, ma si \u00e8 chiesto cosa penser\u00e0 nel 2012 un lavoratore del montaggio di Pomigliano a cui sono stati tolti 10 minuti di pausa e la mensa spostata a fine turno, inserita nello straordinario obbligatorio?<br \/>\nIl consenso dei lavoratori per il centro-sinistra e per la sinistra \u00e8 un problema. Le analisi sul dopo voto non serviranno pi\u00f9 perch\u00e9 come diceva mio nonno: \u00abla frittata \u00e8 gi\u00e0 fatta\u00bb. Per carit\u00e0 niente a che fare con Pavese, Machiavelli e Marx, mio nonno era solo un contadino del sud.<br \/>\nInfine, egregio professore, spero che questa mia lettera non venga intesa come \u00abuna tecnica di demonizzazione di chi dissente\u00bb. A lei va la mia solidariet\u00e0 per le continue minacce che ha dovuto subire in questi anni ma tra il capitale e il lavoro oggi ad essere demonizzato \u00e8 quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA MIA CONTRO-REPLICA AD ANDREA AMENDOLA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\"><em>In primo luogo ringrazio il Segretario della Fiom di Napoli della sua lettera aperta e anche del suo tono civile e pacato.\u00a0Per maggiore chiarezza e brevit\u00e0, rispondo\u00a0punto per punto.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; il 24 aprile 2003 fu siglato un accordo definito \u00abstorico\u00bb, tra la Fiat e tutti i sindacati\u00a0[&#8230;]\u00a0\u00a0Dopo due anni [&#8230;] delle produzioni previste si persero le tracce, tranne che per l\u2019Alfa 159. [&#8230;] &#8230;un po\u2019 di dubbi sulle prospettive del piano Fiat Italia e sui risvolti occupazionali non guasterebbe&#8221;.<br \/>\n<em>Nel 2003 Sergio Marchionne non era ancora alla guida della Fiat. Se, comunque,\u00a0la Fiom ritiene che anche il piano industriale proposto da Marchionne non meriti fiducia, a causa\u00a0dell&#8217;inaffidabilit\u00e0 di chi lo propone, <strong>questo allora la Fiom deve dire chiaramente: &#8220;non firmiamo accordi con te perch\u00e9 non ci fidiamo della tua parola&#8221;<\/strong>. Ed \u00e8 cosa ben diversa dal dire: &#8220;non firmiamo questo accordo perch\u00e9 viola la legge&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; mi hanno molto colpito i termini che lei usa: sabotaggio, guerriglia giudiziaria, tregua, termini che noi sindacalisti della Fiom, massimalisti e conflittuali, non utilizziamo. Se poi lei vuole equiparare il diritto di sciopero al sabotaggio, i ricorsi giudiziari alla guerriglia giudiziaria lo pu\u00f2 fare, ma deve ammettere che lei utilizza argomenti propri della destra illiberale di questo Paese&#8221;<br \/>\n<em>Non\u00a0ho mai usato il termine <strong>sabotaggio<\/strong>, n\u00e9<strong>\u00a0<\/strong>in riferimento alla battaglia della Fiom contro l&#8217;accordo di Pomigliano, n\u00e9 in riferimento al comportamento di singoli lavoratori. Ho usato, questo s\u00ec,\u00a0il termine <strong>guerriglia giudiziaria<\/strong>; non mi sembra inappropriato, dal momento che la stessa Fiom ha esplicitamente preannunciato una dura battaglia contro\u00a0l&#8217;accordo di Pomigliano proprio sul piano giudiziario, con ricorsi dell&#8217;organizzazione sindacale e dei singoli lavoratori. Quanto al termine <strong>tregua sindacale<\/strong>, con la sola eccezione della Francia esso appartiene da almeno mezzo secolo al linguaggio di tutti i maggiori sistemi di relazioni industriali europei, dalla Svezia alla Germania, all&#8217;Austria, all&#8217;Olanda, alla Danimarca, alla Svizzera, alla Gran Bretagna, alla Spagna, per nominare solo i pi\u00f9 importanti: non mi pare che essi possano essere qualificati tutti come sistemi ispirati a principi di &#8220;destra illiberale&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; i sindacati americani non potranno scioperare fino al 2014 per le questioni salariali&#8221;.<br \/>\n<em>Anche nel sistema statunitense delle relazioni industriali, come in quelli europei appena citati, \u00e8 normale che il sindacato, quando si accorda con l&#8217;impresa sui livelli retributivi per un determinato periodo, si impegni &#8211; a nome proprio e dei lavoratori che rappresenta &#8211; a <strong>non rimettere in discussione quella materia per la durata del contratto<\/strong>. Di questo si parla quando si parla di clausola di tregua sindacale. E aggiungo che negli U.S.A., come in tutti i Paesi nominati sopra, la clausola di tregua non vincola soltanto il sindacato che la stipula ad astenersi dal proclamare lo sciopero, ma vincola anche i lavoratori cui il contratto si applica a non\u00a0 aderire a scioperi proclamati da sindacati diversi. E&#8217; solo in Italia che &#8211; al di fuori del settore dei servizi pubblici essenziali, dove la materia \u00e8 disciplinata dalla legge &#8211; si discute se questo vincolo contrattuale possa essere esteso ai singoli lavoratori oppure no.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;Per Pomigliano penso che lei si riferisca alla clausola cosiddetta di responsabilit\u00e0. Bene, ma la clausola successiva (\u00ab&#8230; la violazione da parte del lavoratore di una delle clausole del presente accordo costituisce infrazione disciplinare&#8230;\u00bb) cosa c\u2019entra con la tregua?&#8221;<br \/>\n<em>Questa clausola, contenuta nel \u00a7 15 dell&#8217;accordo di Pomigliano, \u00e8 stata formulata in questo modo <strong>proprio per non toccare la materia dello sciopero<\/strong>. In proposito il professor Raffaele De Luca Tamajo, consulente della Fiat nella negoziazione dell&#8217;accordo, ha confermato pubblicamente a pi\u00f9 riprese che col termine&#8221;violazioni&#8221; la clausola intende riferirsi ai comportamenti individuali dei lavoratori che possano essere qualificati come inadempimento del contratto e che non si \u00e8 inteso ricomprendervi lo sciopero (perch\u00e9, dunque,\u00a0la Fiom non lo ha preso in parola, firmando proprio con questa motivazione?). Questa scelta si \u00e8 resa necessaria proprio perch\u00e9 in Italia non \u00e8 chiaro se la clausola di tregua possa ritenersi vincolante anche per i singoli lavoratori oppure no.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; E un lavoratore che sciopera per esempio sul 18\u00b0 turno del sabato incorre o no in un provvedimento disciplinare?&#8221;<br \/>\n<em>Come si \u00e8 appena visto, la clausola contenuta nel\u00a0\u00a7 15 non sanziona la partecipazione del lavoratore a uno sciopero &#8211; per esempio uno sciopero sul 18\u00b0 turno &#8211; proclamato da sindacati non firmatari dell&#8217;accordo. E proprio questo \u00e8 uno dei motivi di preoccupazione di Marchionne, il quale denuncia, a questo proposito, un difetto del nostro sistema di relazioni industriali rispetto a quelli di tutto il resto dell&#8217;occidente industrializzato: perch\u00e9 &#8211; si chiede l&#8217;Amministratore delegato della Fiat &#8211; in tutti gli altri Paesi si pu\u00f2 stipulare coi sindacati un contratto avendo la sicurezza che i rispettivi ordinamenti garantiranno l&#8217;efficacia della clausola di tregua, mentre in Italia questo non \u00e8 possibile? E questa non \u00e8 una preoccupazione soltanto teorica, se \u00e8 vero che a Pomigliano \u00e8 stato gi\u00e0 proclamato dai Cobas uno sciopero dello straordinario (quindi anche del 18\u00b0 turno, che \u00e8 &#8220;costruito&#8221; interamente con un&#8217;ora e mezza settimanale media di straordinario, rispetto all&#8217;orario normale di 38 ore e mezza) da oggi fino al 2014. Stante la non opponibilit\u00e0 della clausola di tregua ai singoli lavoratori, questo significa che ciascun dipendente dello stabilimento da qui al 2014 potr\u00e0, aderendo allo sciopero proclamato dai Cobas, sottrarsi in qualsiasi momento all&#8217;applicazione della clausola sul 18\u00b0 turno, che costituisce uno degli elementi essenziali del piano. <strong>Non \u00e8 l&#8217;accordo di Pomigliano che viola il nostro ordinamento; \u00e8 questo nostro ordinamento, ispirato per questo aspetto al modello sindacale della &#8220;conflittualit\u00e0 permanente&#8221; anni &#8217;70, che richiede di essere corretto<\/strong> per adeguarsi agli standard dei Paesi pi\u00f9 civili e avanzati.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; E se [il lavoratore che sciopera per esempio sul 18\u00b0 turno del sabato] incorre in un provvedimento disciplinare c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8 una violazione dell\u2019art. 40 della Costituzione?<br \/>\n<em>Stante la formulazione del \u00a7 15 dell&#8217;accordo,\u00a0come si \u00e8 visto, al lavoratore che\u00a0aderisce &#8211; per esempio &#8211; allo sciopero dei Cobas\u00a0proclamato proprio contro il 18\u00b0 turno non viene comminata alcuna sanzione disciplinare: in quella clausola, semplicemente, non si parla di sciopero.\u00a0Quanto alla clausola di tregua (o &#8220;di responsabilit\u00e0&#8221;) contenuta nel \u00a7 14 dell&#8217;accordo, essa\u00a0vincola soltanto i sindacati firmatari. Questo, a mio modo di vedere, \u00e8 il risultato sbagliato di un sistema che occorre correggere (su questo punto mi sembra proprio che Marchionne abbia ragione e che i sindacati italiani avrebbero tutto l&#8217;interesse a riconoscerlo): non si vede proprio perch\u00e9 in Italia una coalizione sindacale che abbia il sostegno della maggioranza dei lavoratori di un&#8217;azienda non possa stipulare una clausola di tregua contrattuale con la stessa efficacia che questa clausola ha in quasi tutti gli altri Paesi. Qualcuno ha sostenuto che la clausola di tregua violerebbe il principio di libert\u00e0 sindacale, ovvero pi\u00f9 precisamente la libert\u00e0 di sciopero di chi non aderisce al sindacato che ha firmato il contratto;\u00a0ma questa tesi non regge,\u00a0perch\u00e9 <strong>il principio di libert\u00e0 sindacale non comprende soltanto il diritto di sciopero, ma anche il diritto di autonomia collettiva, ovvero di stipulare contratti collettivi validi ed efficaci<\/strong>; il contemperamento tra queste due espressioni del principio di libert\u00e0 sindacale non pu\u00f2 che fondarsi sul principio di democrazia sindacale: in caso di contrasto insanabile tra associazioni dei lavoratori, deve essere la coalizione maggioritaria a poter decidere. Oggi, invece, \u00e8 il sindacato minoritario a poter porre il veto &#8211; proclamando appunto lo sciopero contro il contratto appena stipulato &#8211; sulle scelte della coalizione maggioritaria.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; oltre ad essere un famoso professore e giuslavorista lei \u00e8 anche un parlamentare del Pd e di conseguenza non si pu\u00f2 nascondere dietro la \u00abcattedra\u00bb&#8221;<br \/>\n<em>Non mi nascondo affatto. Anche perch\u00e9\u00a0quando, nella primavera 2008, il Pd mi propose di candidarmi al Senato, me lo propose <strong>proprio invitandomi a portare in Parlamento e nel Paese le mie idee, il frutto del mio studio e delle mie ricerche<\/strong> svolte fino a quel momento in universit\u00e0. E&#8217; quanto ho fatto negli ultimi due anni e mezzo in Senato, sulle pagine dei giornali, nelle trasmissioni televisive e quotidianamente in questo sito, sempre qualificandomi come parlamentare del Pd, oltre che come professore di diritto del lavoro; e sempre comunque rispettando la disciplina del mio\u00a0Gruppo nel voto in Parlamento, anche quando non ne ho condiviso le scelte.\u00a0Le\u00a0mie idee, del resto,\u00a0non sono cos\u00ec eccentriche rispetto a quelle del Pd, se la mia <a title=\"Interrogazione urgente - 29.7.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9580\" target=\"_blank\">interrogazione urgente del luglio scorso sulla vicenda di Pomigliano d&#8217;Arco<\/a> \u00e8 stata sottoscritta, oltre che\u00a0da tutti i senatori Pd della Commissione Lavoro, anche dai tre vice-presidenti del Gruppo.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; non le viene mai in mente che anche i lavoratori hanno delle esigenze?&#8221;<br \/>\n<em>Se la Fiom avesse\u00a0motivato il rifiuto dell&#8217;accordo di Pomigliano con l&#8217;eccesso di pesantezza della nuova organizzazione del lavoro, non mi sarei mai sognato di interloquire sul punto: si sarebbe trattato di materia di esclusiva competenza sindacale. Ma non \u00e8 andata cos\u00ec. Anzi, la Fiom ha ripetutamente dichiarato che tutte le questioni inerenti all\u2019organizzazione e\u00a0ai tempi di lavoro erano e restano superabili. Essa ha invece motivato il rifiuto\u00a0drastico\u00a0sostenendo la tesi secondo cui <strong>l\u2019accordo violerebbe la legge<\/strong> con la clausola tendente a combattere un fenomeno particolare di assenteismo abusivo (anche se\u00a0dall&#8217;intervento del suo Segretario napoletano parrebbe che questa tesi sia stata abbandonata); e violerebbe addirittura la Costituzione con la clausola di tregua. Come giuslavorista, ma anche\u00a0come parlamentare preoccupato per lo sviluppo del mio Paese e in particolare del Mezzogiorno, mi sono sentito in dovere di dire &#8211; e qui lo ripeto &#8211; che: <\/em>a) <em><strong>nessuna di queste due affermazioni sta in piedi sul piano giuridico<\/strong>; <\/em>b)<em> pertanto nessuna di queste due affermazioni pu\u00f2 giustificare n\u00e9 la frattura gravissima con\u00a0gli altri sindacati verificatasi a Pomigliano e poi\u00a0su scala nazionale,\u00a0n\u00e9 il rifiuto di un piano industriale come quello proposto dalla Fiat.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; si \u00e8 chiesto cosa penser\u00e0 nel 2012 un lavoratore del montaggio di Pomigliano a cui sono stati tolti 10 minuti di pausa e la mensa spostata a fine turno, inserita nello straordinario obbligatorio?&#8221;<br \/>\n<em>Mi sono chiesto, soprattutto, che cosa penser\u00e0 quel lavoratore se, per opporci alla riduzione dei minuti di pausa da 40 a 30, lo condanneremo a lavorare, invece che nello stabilimento di Pomigliano, nell&#8217;economia sommersa controllata dalla camorra, per dieci ore al giorno a 700 euro al mese, senza sindacato e senza diritti di alcun genere. Perch\u00e9 questa oggi \u00e8 la sola alternativa, nella zona. D&#8217;altra parte, <strong>l&#8217;unico modo per avere alternative serie alla Fiat \u00e8 imparare a negoziare sui piani industriali innovativi a 360 gradi<\/strong> e senza nascondere la propria paura del nuovo dietro la denuncia di violazioni di legge che non ci sono.<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\">&#8220;&#8230; Il consenso dei lavoratori per il centro-sinistra e per la sinistra \u00e8 un problema. Le analisi sul dopo voto non serviranno pi\u00f9 perch\u00e9 come diceva mio nonno: \u00abla frittata \u00e8 gi\u00e0 fatta\u00bb&#8221;.<br \/>\n<em>S\u00ec, \u00e8 gi\u00e0 fatta. Qui al nord, <strong>nelle aziende industriali, da tempo\u00a0sei lavoratori dipendenti su dieci votano per il centro-destra<\/strong>.\u00a0Non\u00a0conosco con precisione analitica gli orientamenti\u00a0elettorali \u00a0dei lavoratori campani. Ma credo che non sia interesse neanche loro respingere un piano di investimenti come quello proposto dalla Fiat a Pomigliano solo perch\u00e9 i minuti di pausa giornaliera sono ridotti da 40 a 30 (in ogni caso, sulle condizioni di lavoro deve essere la coalizione maggioritaria a poter decidere). Di una cosa, per\u00f2 sono certo: che una parte sempre maggiore dei lavoratori italiani, al\u00a0nord come al sud,\u00a0si allontaner\u00e0 da chi rifiuta un grande investitimento sulla base di pretesi motivi giuridici che, visti da vicino, si rivelano inconsistenti.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><em>(p.i.)<\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 14.25pt;\"><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA FIOM INSISTE A DENUNCIARE UNA VIOLAZIONE DELL&#8217;ARTICOLO 40 DELLA COSTITUZIONE NEL PUNTO 15 DELL&#8217;ACCORDO DI POMIGLIANO, CHE\u00a0NON RIGUARDA AFFATTO LO SCIOPERO &#8211; VIENE INVECE ABBANDONATA LA TESI SECONDO CUI LA DISPOSIZIONE CONTRO LE PUNTE DI ASSENTEISMO ABUSIVO VIOLEREBBE LA LEGGE Articolo di Andrea Amendola, Segretario della Fiom-Cgil di Napoli, pubblicato su l&#8217;Unit\u00e0 dell&#8217;8 ottobre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-10548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10548"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10548\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}