
{"id":10552,"date":"2010-10-09T14:31:43","date_gmt":"2010-10-09T13:31:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10552"},"modified":"2010-10-09T19:09:51","modified_gmt":"2010-10-09T18:09:51","slug":"che-cosa-tiene-bassi-i-salari-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10552","title":{"rendered":"CHE COSA TIENE BASSI I SALARI ITALIANI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">PER APRIRE IL NOSTRO PAESE AGLI INVESTIMENTI STRANIERI, CHE PORTANO DOMANDA DI LAVORO E INNOVAZIONE, QUINDI ANCHE MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO, OCCORRE CERTO CURARE I GRANDI DIFETTI STRUTTURALI DEL NOSTRO SISTEMA, DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ALLE INFRASTRUTTURE; MA AVREBBERO UN EFFETTO POSITIVO IMMEDIATO ANCHE UNA BUONA RIFORMA DEL SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI CHE LE RENDESSE MENO INCONCLUDENTI E LA SOSTITUZIONE DI DUEMILA PAGINE DI LEGGI ILLEGGIBILI CON UN CODICE DEL LAVORO SEMPLIFICATO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Alessandro Da Rold pubblicata su <\/em><a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/articolo-breve\/234\/senza-riforme-salari-al-palo.htm\" target=\"_blank\">Lettera 43.it<\/a><em> il 27 Settembre 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Come si arriva a questi dati cos\u00ec sconfortanti per il mercato del lavoro italiano?<\/strong><br \/>\nChe le retribuzioni dei lavoratori dipendenti italiani siano nettamente pi\u00f9 basse rispetto a i nostri maggiori partner europei non \u00e8 una novit\u00e0: \u00e8 noto da tempo.<\/p>\n<p><strong>Risulta anche a lei questa situazione?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Tra le cause metterei al primo posto la minore produttivit\u00e0 del lavoro nelle aziende italiane: questo \u00e8 il problema cruciale. Ma va considerato anche, sia pure in minore misura, il contenuto assicurativo pi\u00f9 elevato, che caratterizza i contratti di lavoro subordinato italiani rispetto a quelli degli altri maggiori Paesi europei: in altre parole, i lavoratori italiani pagano un \u201cpremio assicurativo\u201d implicito pi\u00f9 alto, per una copertura assicurativa pi\u00f9 estesa rispetto ai loro colleghi di oltr\u2019Alpe.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una responsabilit\u00e0 da parte delle politiche di governo di centrodestra e di centrosinistra degli ultimi dieci anni?<\/strong><br \/>\nLa responsabilit\u00e0 maggiore che imputo a entrambi gli schieramenti, nell\u2019ultimo quarto di secolo, \u00e8 quella della chiusura del nostro sistema agli investimenti stranieri, che potrebbero portare domanda aggiuntiva di lavoro e innovazione, la quale porta con s\u00e9 aumento della produttivit\u00e0. Su questo terreno siamo il fanalino di coda in Europa: peggio di noi nell\u2019ultimo decennio ha fatto soltanto la Grecia. E siamo distanziati di molte lunghezze anche dai Paesi che su questo terreno fanno registrare una performance media.<\/p>\n<p><strong>All&#8217;estero qual&#8217;\u00e8 la situazione?<\/strong><br \/>\nNegli altri maggiori Paesi europei non ci si limita a subire la parte \u201ccattiva\u201d della globalizzazione, cio\u00e8 le delocalizzazioni e la concorrenza dei Paesi emergenti nella fascia professionale bassa del mercato del lavoro, ma si cerca in tutti i modi di beneficiare della parte buona: cio\u00e8 della possibilit\u00e0 di attirare sul proprio territorio il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale e i suoi capitali.<\/p>\n<p><strong>Cosa bisogna fare per invertire questa tendenza?<\/strong><br \/>\nInnanzitutto ridurre l\u2019Irpef sui redditi di lavoro fino a 1000 euro al mese. Poi aprirci agli investimenti stranieri: se noi riuscissimo ad allinearci alla media europea, per capacit\u00e0 di attirarli, questo vorrebbe dire poter contare su decine di miliardi di investimenti in pi\u00f9 sul nostro territorio ogni anno. A impedircelo stanno, certo, alcune nostre tare strutturali che richiederanno molti anni per essere eliminate: i difetti di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, i difetti delle nostre infrastrutture, il costo troppo alto dei servizi alle imprese, dovuto a un difetto di concorrenza nei rispettivi mercati. Ma tra le cause principali della nostra pessima performance vanno individuate anche l\u2019inconcludenza del nostro sistema delle relazioni industriali e l\u2019illeggibilit\u00e0 e incomprensibilit\u00e0 per gli stranieri del nostro diritto del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Quali provvedimenti dovrebbe adottare il governo?<\/strong><br \/>\nAbbassare l\u2019Irpef sui redditi di lavoro va fatto, anche se \u00e8 difficile nel contesto attuale. Ma ci sono anche due riforme che non costerebbero nulla. Innanzitutto, dettare le regole necessarie perch\u00e9 la coalizione sindacale maggioritaria possa contrattare validamente in azienda un piano industriale innovativo, anche quando questo comporta una deroga rispetto al contratto collettivo nazionale: se il sistema delle relazioni industriali non riesce a darsi da solo queste regole, occorre che intervenga il legislatore, sia pure soltanto in via provvisoria e sussidiaria. Poi la semplificazione del diritto del lavoro. Un esempio di come entrambe le misure potrebbero essere formulate \u00e8 costituito dai disegni di legge n. 1872 e 1873, che ho presentato nel novembre 2009 con altri 54 senatori: \u00e8 un \u201cCodice del lavoro\u201d composto di soli 70 articoli, che pu\u00f2 sostituire immediatamente 200 leggi oggi vigenti. Norme semplici, comprensibili per tutti i milioni di persone chiamate ad applicarle, e traducibili in inglese.<\/p>\n<p><strong>I sindacati hanno delle responsabilit\u00e0 su questa situazione?<\/strong><br \/>\nE\u2019 l\u2019intero sistema delle relazioni sindacali che, per eccesso di centralismo e per paura delle innovazioni cattive, si \u00e8 chiuso anche a quelle buone. In questo hanno una responsabilit\u00e0 i sindacati dei lavoratori, ma ne hanno anche le associazioni imprenditoriali e la Confindustria in particolare. Su questi temi ho trovato sovente resistenze e sordit\u00e0 maggiori nell\u2019apparato confindustriale che in quello delle confederazioni sindacali maggiori, Cgil compresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER APRIRE IL NOSTRO PAESE AGLI INVESTIMENTI STRANIERI, CHE PORTANO DOMANDA DI LAVORO E INNOVAZIONE, QUINDI ANCHE MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO, OCCORRE CERTO CURARE I GRANDI DIFETTI STRUTTURALI DEL NOSTRO SISTEMA, DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ALLE INFRASTRUTTURE; MA AVREBBERO UN EFFETTO POSITIVO IMMEDIATO ANCHE UNA BUONA RIFORMA DEL SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI CHE LE RENDESSE MENO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-10552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10552\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}