
{"id":1070,"date":"2008-12-30T13:13:20","date_gmt":"2008-12-30T12:13:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1070"},"modified":"2009-06-04T13:33:49","modified_gmt":"2009-06-04T12:33:49","slug":"perche-la-cgil-sbaglia-svalutando-i-nuovo-contenuti-del-disegno-di-legge-sulle-amministrazioni-pubbliche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1070","title":{"rendered":"PERCHE&#8217; LA CGIL SBAGLIA, SVALUTANDO I NUOVI CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE SULLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">E&#8217; INTERESSE PRIORITARIO DEL SINDACATO CHE NEL SETTORE PUBBLICO SI DIFFONDA E SI RADICHI LA CULTURA DELLA TRASPARENZA TOTALE, DELLA VALUTAZIONE INDIPENDENTE E DEL <\/span><em><span style=\"color: #993300;\">BENCHMARKING <\/span><\/em><span style=\"color: #993300;\">COMPARATIVO<\/span><\/p>\n<p><em>Trascrizione dalla registrazione dell&#8217;intervento di Pietro Ichino al convegno promosso dalla Fondazione &#8220;Luoghi comuni&#8221; e dalla Cgil Funzione Pubblica a Roma, il 3 dicembre 2008, sul tema <\/em>Il ritorno della legge per dominare il lavoro pubblico. Dove ci portano le (contro)riforme del Governo? <em>Il convegno era stato aperto da una relazione di Pietro Barrera, fortemente critica sul disegno di legge uscito dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.\u00a0Due settimane dopo il convegno,\u00a0il 18 dicembre 2008,\u00a0il <a title=\"Ddl sulle amministrazioni pubbliche: il testo uscito dalla I Commissione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=507\" target=\"_blank\"><em>disegno di legge\u00a0sulle amministrazioni pubbliche<\/em><\/a><em> \u00e8 stato approvato dal Senato: v. l&#8217;<\/em><a title=\"Intervento di P.I. al Senato, 17.12.08\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1009\" target=\"_blank\"><em>intervento di Pietro Ichino nella discussione generale<\/em><\/a><em>, tratto dal <\/em><a title=\"Resoconto della seduta antimeridiana del 17.12.08 del Senato\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/333493.pdf\" target=\"_blank\"><em>resoconto stenografico della seduta<\/em><\/a><em>. Dallo stesso resoconto risulta come\u00a0i <\/em>principi della trasparenza totale,\u00a0dell&#8217;indipendenza della valutazione e del <\/em>benchmarking<em> comparativo,<strong> <\/strong>contenuti originariamente nel <\/em><a title=\"Ddl n. 746\/2008 sulla trasparenza e valutazione nelle p.a.\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=239\" target=\"_blank\"><em>disegno di legge del PD (n. 746\/2008)<\/em><\/a><em>,\u00a0nel testo legislativo varato dal Senato siano stati\u00a0ulteriormente rafforzati.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Pietro ICHINO<\/p>\n<p>Vi ringrazio per questo invito e mi scuso se l\u2019impegno di presenza in Aula per il voto, questa mattina, priver\u00e0 me e Paolo Nerozzi della possibilit\u00e0 di rimanere qui fino alla fine dei lavori.<br \/>\nHo molto apprezzato la relazione di Pietro Barrera per la sua precisione e anche per l\u2019approccio laico che la ispira, ma ho una critica strutturale da muoverle: la relazione individua quattro assi portanti della strategia del ministro Brunetta, ma non individua l\u2019asse portante della strategia dell\u2019opposizione su questo terreno. Questo potrebbe giustificarsi con il fatto che l\u2019opposizione sta all\u2019opposizione e non \u00e8 in grado di incidere sulle scelte compiute dal Parlamento; se non fosse che in questa vicenda in particolare, nel campo su cui incide il disegno di legge di cui stiamo discutendo \u2011 per una serie di circostanze fortunate, tra le quali una forte attenzione dell\u2019opinione pubblica \u2011 l\u2019opposizione ha avuto un suo raro momento di efficacia parlamentare, riuscendo a far prevalere, per un verso, la neutralizzazione o quanto meno un forte depotenziamento di due degli elementi cardine della strategia governativa, come individuata dalla relazione di Barrera, per altro verso la propria impostazione come vero elemento caratterizzante, anzi vero e proprio asse portante, del testo legislativo che \u00e8 uscito dal lavoro di Commissione.<br \/>\nQual \u00e8 questo asse portante? L\u2019asse portante della nostra iniziativa, che si esprime nel disegno di legge n. 746, presentato un mese prima del disegno di legge governativo, \u00e8 costituito da due grandi principi, anzi \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 due e mezzo. Il primo principio \u00e8 quello della valutazione indipendente: l\u00e0 dove non pu\u00f2 e non deve essere il mercato a selezionare le strutture secondo la loro efficienza, a individuare i punti di sofferenza, di inefficienza in una struttura come quella dell\u2019amministrazione pubblica, \u00e8 necessario che ci sia un organo indipendente capace di svolgere una valutazione di efficienza attendibile. Oggi \u00e8 disponibile una grande abbondanza di strumenti, di metodi, di esperienze accumulate in almeno tre decenni nei Paesi pi\u00f9 avanzati del nostro su questo terreno. La valutazione, dicevo, deve essere affidata ad un valutatore di cui sia garantita l\u2019indipendenza, in modo che il suo risultato possa essere immediatamente utile per il governo delle amministrazioni, ma anche per la contrattazione collettiva in seno ad esse e per la cittadinanza interessata al loro buon funzionamento: una valutazione credibile, oggettiva, autorevole, che possa costituire il punto di riferimento per il <em>management<\/em> nella sua attivit\u00e0 organizzativa e direttiva, per i politici nella negoziazione degli obiettivi con il <em>management<\/em> e nella verifica della loro realizzazione, per l\u2019opinione pubblica e la cittadinanza che deve poter chiedere conto del raggiungimento degli obiettivi stessi ai politici e al <em>management<\/em>. Questo \u00e8 il primo punto.<br \/>\nL\u2019altro punto \u00e8 la trasparenza, trasparenza totale: quella che nei Paesi anglosassoni viene chiamata <em>total disclosure<\/em>. Perch\u00e9 trasparenza totale? Perch\u00e9 l\u2019esperienza almeno ventennale dei Paesi pi\u00f9 avanzati \u2013 che sono i Paesi del Nord Europa, ma anche la Nuova Zelanda, l\u2019Australia, il Canada \u2013 ci dice che non c\u2019\u00e8 valutazione autorevole, valutazione oggettiva, valutazione a cui tutte le parti possano fare riferimento con fiducia, se non c\u2019\u00e8 trasparenza totale delle amministrazioni. La trasparenza non deve riguardare soltanto il risultato della valutazione. Badate che gi\u00e0 questo sarebbe un passo avanti enorme perch\u00e9 in Italia il risultato dell\u2019attivit\u00e0 dei nuclei di valutazione, l\u00e0 dove essi esistono e funzionano, non \u00e8 pubblico, non \u00e8 visibile: per esempio, nell\u2019universit\u00e0 nessuno conosce le loro valutazioni sulle singole cattedre, i singoli Dipartimenti, eccetera. Ma la trasparenza deve riguardare immediatamente, fin dal momento della loro prima rilevazione, i dati su cui la valutazione viene esercitata; perch\u00e9, se i dati sono immediatamente disponibili, accessibili per la cittadinanza, questo consente a tutti, alle associazioni degli utenti, ai ricercatori universitari, ai sindacati dei lavoratori, dei lavoratori pubblici come di altri, alla stampa specializzata, di effettuare la stessa valutazione in proprio, quindi consente che le valutazioni prodotte spontaneamente dalla societ\u00e0 civile si confrontino con la valutazione svolta dal valutatore indipendente (ma pur sempre interno all\u2019organizzazione), costituendo cos\u00ec un fattore di verifica e validazione di quest\u2019ultima.<br \/>\nIl momento di confronto tra valutazione interna, l\u2019<em>internal auditing<\/em>, e il <em>civil auditing<\/em>, la valutazione esterna, \u00e8 costituito dalla <em>public review<\/em>, cio\u00e8 da un incontro pubblico nel quale l\u2019organo di valutazione indipendente propone una prima versione della propria relazione annuale, il proprio <em>annual report in progress<\/em>, e gli osservatori qualificati espressi dalla societ\u00e0 civile la discutono. Un confronto, dunque, nel quale eventuali compiacenze, eventuali manifestazioni di non indipendenza effettiva del valutatore interno, o anche semplicemente eventuali difetti involontari della sua valutazione, potrebbero essere evidenziati e contrastati pubblicamente.<br \/>\nDicevo che questi due \u2013 valutazione indipendente e trasparenza totale \u2011 sono i cardini dell\u2019iniziativa del Partito democratico su questo terreno, che nel corso della discussione in Commissione hanno finito col prevalere, come vere e proprie idee-forza. C\u2019\u00e8 poi un altro elemento importante, che in realt\u00e0 \u00e8 un corollario dei primi due: il <em>benchmarking<\/em> comparativo.<br \/>\nSe gli indici di andamento gestionale \u2013 o \u201cindicatori di performance\u201d, come li chiamano nei Paesi anglosassoni \u2011 sono coordinati dal centro, in modo da essere correttamente confrontabili tra loro, se quindi c\u2019\u00e8 un coordinamento di metodo tra tutti i nuclei di valutazione che operano in amministrazioni omologhe, questo consente di mettere le amministrazioni stesse in ordine di efficienza in relazione ai vari indici. Questo consente, dunque, alla cittadinanza, agli utenti di una determinata zona, di esigere che la propria amministrazione, se non \u00e8 tra le pi\u00f9 virtuose, si riallinei almeno alla media; consente, cio\u00e8, di imporre al dirigente un obiettivo misurabile preciso, con scadenze ben determinate. E consente alla cittadinanza di chiedere conto del raggiungimento di questo obiettivo ai politici; e non soltanto al momento delle elezioni, ma anche mese per mese, in tempo reale; la trasparenza \u2013 appunto \u2013 consente di verificare passo per passo se e come l\u2019obiettivo viene raggiunto.<br \/>\nDi tutto questo nel disegno di legge originario del ministro Brunetta non trovate una virgola. Quest\u2019idea non c\u2019era proprio! Era indicato in modo genericissimo l\u2019obiettivo di una valutazione meritocratica, ma era un\u2019enunciazione puramente verbale, priva di qualsiasi strumentazione, quindi velleitaria e non credibile. Il risultato rilevante del lavoro della Commissione in Senato \u00e8 stato, per un verso, di inserire questi principi nel testo legislativo, per altro verso di correggere drasticamente i contenuti originari caratterizzanti dell\u2019iniziativa di Brunetta, in particolare quello che riguardava la divisione dei compiti tra legge e contratto collettivo. E non \u00e8 cosa di poco rilievo: a questo era dedicato l\u2019art. 2 del disegno di legge originario del Governo; ora, di quell\u2019art. 2 non \u00e8 rimasto pi\u00f9 quasi nulla! \u00c8 stato sostituito con un emendamento che \u00e8 citato testualmente nella relazione di Barrera: \u201c\u00e8 riservata alla contrattazione collettiva la determinazione dei diritti e delle obbligazioni pertinenti al rapporto di lavoro\u201d: una formulazione amplissima, che risponde a tutte le preoccupazioni espresse dallo stesso relatore.<br \/>\n\u00c8 vero, rimangono i punti interrogativi che sottolineava Barrera riguardo a questo risultato legislativo per quel che riguarda le progressioni di carriera e per quel che riguarda l\u2019esercizio del potere disciplinare. Sono gli unici punti su cui \u00e8 rimasta nella legge una formulazione vicina a quella originaria. \u00c8 vero; per\u00f2 mettiamoci una mano sulla coscienza, noi che vogliamo difendere il ruolo della contrattazione collettiva: quest\u2019ultima nel decennio passato ha ben meritato nel Paese su queste due materie? Io dico di no, purtroppo il Sindacato e le parti della contrattazione collettiva hanno esercitato male il potere che \u00e8 stato affidato loro dalle riforme Cassese e Bassanini\u2026<br \/>\nVOCE DAL PUBBLICO- Tu diresti che, prima della privatizzazione, la Pubblica Amministrazione era meglio di quella di oggi?<br \/>\nICHINO \u2013 No, dico che in questi ultimi quindici anni l\u2019autonomia collettiva su questi terreni \u00e8 stata esercitata male e, quando si esercita male una prerogativa, prima o poi si paga il conto\u2026<br \/>\nVOCE DAL PUBBLICO- Quando non c\u2019era la contrattazione era peggio!<br \/>\nICHINO\u2013 Certo! Ma qui non \u00e8 stato sancito affatto un ritorno alla situazione di prima. Nel testo legislativo uscito dalla Commissione si dice, anzi, esplicitamente che la contrattazione resta competente in via esclusiva per tutto quanto attiene a diritti ed obblighi derivanti dal rapporto di lavoro. Sul punto delle progressioni di carriera \u2011 questo \u00e8 un punto dolente \u2011 sono d\u2019accordo, c\u2019\u00e8 un punto interrogativo; non c\u2019\u00e8 un vero e proprio ritorno indietro, ma c\u2019\u00e8 un punto sul quale il dubbio di Barrera resta rilevante, non pu\u00f2 considerarsi senz\u2019altro infondato. Ma non \u00e8 facile difendere la competenza esclusiva dell\u2019autonomia collettiva quando questa \u00e8 stata esercitata come lo \u00e8 stata nel recente passato, focalizzandosi esclusivamente sugli interessi economici degli impiegati addetti al singolo comparto, senza alcuna attenzione all\u2019interesse fondamentale del buon funzionamento dell\u2019amministrazione.<br \/>\nQuanto alla materia disciplinare, la contrattazione collettiva ha creato bardature di fatto paralizzanti per l\u2019esercizio del potere disciplinare: procedure tali per cui adottare una sanzione, anche per mancanze gravissime, \u00e8 diventato quasi impossibile. Era inevitabile che questa distorsione, questa anomalia creata dalla contrattazione collettiva generasse una reazione sul piano politico-legislativo; e sostenere che queste anomalie e distorsioni le deve correggere spontaneamente la stessa contrattazione collettiva, secondo me, \u00e8 un po\u2019 velleitario, \u00e8 un po\u2019 intellettualistico. Non possiamo non chiederci se sia credibile che la contrattazione sia capace da sola di fare piazza pulita di quelle bardature. Io non lo credo! Credo, invece, che il sindacato confederale dovrebbe essere molto pi\u00f9 attento nella valutazione dell\u2019impatto negativo che queste distorsioni producono sulla sua immagine di fronte all\u2019opinione pubblica.<br \/>\nIl fatto, allora, che ci sia un intervento correttivo \u2011 d\u2019accordo \u2011 pu\u00f2 suscitare delle preoccupazioni; \u00e8 giusto essere vigili; ma dobbiamo stare molto attenti a che questa vigilanza non assomigli a una difesa ottusa, pregiudiziale, di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto negli ultimi 15 anni, perch\u00e9 questo sarebbe veramente sbagliato, si ritorcerebbe contro il sindacato stesso.<br \/>\nQuesta \u00e8 la critica che muovo alla relazione di Barrera: non ci si pu\u00f2 limitare a sottolineare questi due punti di perplessit\u00e0 sul testo legislativo uscito dalla Commissione, come se essi assumessero un valore negativo cruciale, ignorando i contenuti innovativi positivi che in esso sono stati inseriti. A me sembra che il sindacato non possa compiere questo errore, non possa cio\u00e8 chiudere totalmente gli occhi sulla svolta che in questo passaggio parlamentare \u00e8 avvenuta, con l\u2019assunzione all\u2019interno del disegno di legge, come elementi caratterizzanti, dei principi di valutazione indipendente, trasparenza e <em>benchmarking<\/em> comparativo. Il sindacato non pu\u00f2 ignorare che questi sono elementi fondamentali per una strategia di potenziamento della struttura pubblica, per ridare prestigio alla funzione pubblica, per consentire al sindacato stesso di uscire dai discorsi generici su questo terreno.<br \/>\nQuesto \u00e8 ci\u00f2 che noi traiamo dalle migliori esperienze internazionali con cui possiamo confrontarci: \u00e8 solo attraverso la creazione di strutture di valutazione indipendenti, attraverso la trasparenza e il <em>benchmarking<\/em>, che noi possiamo difendere la struttura pubblica dall\u2019erosione, sia essa attuata attraverso le privatizzazioni o attraverso l\u2019<em>outsourcing<\/em>.<br \/>\nLa convergenza che si \u00e8 determinata sulle nostre proposte tra noi e il presidente della Commissione, Carlo Vizzini, ma anche con il capogruppo del Pdl Maurizio Castro ha costretto il ministro a far buon viso a cattivo gioco. Pi\u00f9 volte la Commissione ha detto: \u201cLa legge si fa in Parlamento, non la fa il Governo\u201d; ed \u00e8 questo che ha consentito la riscrittura quasi integrale del testo legislativo. \u00c8 interesse anche del sindacato valorizzare questa svolta, difendere i nuovi contenuti che in questo modo sono stati introdotti nel testo: non dimentichiamo che esso deve ancora superare il vaglio dell\u2019altro ramo del Parlamento. Sbaglier\u00f2, forse mi fa velo l\u2019impegno speso direttamente e personalmente in questa vicenda; ma mi sembra sbagliato che, sparando a zero sul risultato di questo passaggio parlamentare, noi svalutiamo e quindi indeboliamo proprio quei nuovi contenuti che invece sarebbe interesse vitale del Sindacato difendere.<br \/>\nSenza una valutazione oggettiva e indipendente, senza la disponibilit\u00e0 sistematica di indici di andamento gestionale credibili, non \u00e8 possibile introdurre gli incentivi giusti per il buon funzionamento delle amministrazioni, a tutti i livelli; non \u00e8 possibile differenziare gli investimenti e la distribuzione delle risorse secondo l\u2019effettiva efficienza e produttivit\u00e0 delle strutture. Di questo, invece, abbiamo assoluto bisogno per valorizzare e potenziare le amministrazioni pubbliche. E il sindacato, o per lo meno la parte migliore del movimento sindacale, se non valorizza quello che si \u00e8 ottenuto su questo terreno, rischia di privarsi dell\u2019unica sponda di cui pu\u00f2 disporre per un\u2019azione progressiva e non regressiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; INTERESSE PRIORITARIO DEL SINDACATO CHE NEL SETTORE PUBBLICO SI DIFFONDA E SI RADICHI LA CULTURA DELLA TRASPARENZA TOTALE, DELLA VALUTAZIONE INDIPENDENTE E DEL BENCHMARKING COMPARATIVO Trascrizione dalla registrazione dell&#8217;intervento di Pietro Ichino al convegno promosso dalla Fondazione &#8220;Luoghi comuni&#8221; e dalla Cgil Funzione Pubblica a Roma, il 3 dicembre 2008, sul tema Il ritorno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,10],"tags":[],"class_list":["post-1070","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1070","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1070"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1070\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}