
{"id":10839,"date":"2010-10-24T12:31:40","date_gmt":"2010-10-24T11:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10839"},"modified":"2010-10-25T18:37:52","modified_gmt":"2010-10-25T17:37:52","slug":"il-punto-sulla-disoccupazione-e-i-modi-migliori-in-cui-combatterla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10839","title":{"rendered":"IL PUNTO SULLA DISOCCUPAZIONE E I MODI MIGLIORI IN CUI COMBATTERLA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">MENTRE I DATI SUL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO SI FANNO SEMPRE PIU&#8217; ALLARMANTI, OCCORRE CHIARIRSI LE IDEE SUI MODI CONCRETI IN CUI E&#8217; POSSIBILE, PER UN VERSO, AUMENTARE LA DOMANDA DI LAVORO, PER ALTRO VERSO FACILITARE UN INCONTRO FRA DOMANDA E OFFERTA SUL QUALE SI RILEVANO DIFFICOLTA&#8217; MAGGIORI RISPETTO AGLI ALTRI PAESI, SOPRATTUTTO IN RIFERIMENTO AL SEGMENTO GIOVANILE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Lorenzo Torrisi, pubblicata su <\/em>il Sussidiario.net<em>, 25 ottobre 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: 6pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\"><strong> <\/strong><\/span><strong>La disoccupazione sta salendo negli ultimi mesi rispetto allo scorso anno. Cosa fare per aumentare l\u2019occupazione?<br \/>\n<\/strong>Occorre agire nello stesso tempo su due piani: quello dell\u2019aumento della domanda di lavoro e quello del miglioramento dei canali di incontro fra domanda e offerta nel mercato. Ce lo insegnano proprio i tre economisti che hanno ricevuto il premio Nobel nei giorni scorsi: Diamond, Mortensen e Pissarides.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Incominciamo dal primo. Come possiamo aumentare la domanda di lavoro in Italia?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto evitando di far scappare le imprese multinazionali che sarebbero disponibili a investire nel nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Si riferisce al piano Marchionne per la \u201cFabbrica Italia\u201d?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ovviamente. Ma la questione \u00e8 pi\u00f9 generale: l\u2019Italia \u00e8 penultima in Europa per capacit\u00e0 di attrarre investimenti stranieri. Peggio di noi fa soltanto la Grecia. Se soltanto fossimo capaci di recuperare il distacco rispetto ai Paesi di mezza classifica, questo significherebbe la possibilit\u00e0 di avere decine di miliardi di investimenti in pi\u00f9 sul nostro territorio. Investimenti che porterebbero non soltanto domanda aggiuntiva di lavoro, ma anche innovazione, che significa aumento della produttivit\u00e0 e quindi anche possibilit\u00e0 di miglioramento delle condizioni di lavoro.<\/p>\n<p style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Quindi rafforzamento di tutti i lavoratori nel mercato.<br \/>\n<\/strong>Certo. Qualsiasi sindacato serio dovrebbe mobilitarsi per questo obiettivo. Cinque anni fa ho scritto un libro \u2013 <em><a title=\"A che cosa serve il sindacato? - Mondadori, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=237\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato<\/a><\/em> \u2013 proprio per proporre e spiegare questa idea.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Che cosa possiamo fare per aumentare la nostra attrattivit\u00e0 nel mercato globale dei capitali?<br \/>\n<\/strong>Tra le cause della nostra scarsa attrattivit\u00e0 ci sono, certo, i difetti delle nostre amministrazioni pubbliche, prima fra tutte quella della giustizia; poi i difetti delle nostre infrastrutture stradali e di comunicazione; e i costi troppo alti dei servizi alle imprese, per difetto di concorrenza nei relativi mercati. Ma tra quelle cause di scarsa attrattivit\u00e0 ci sono anche la illeggibilit\u00e0 della nostra legislazione in materia di lavoro, caotica e ipertrofica; e l\u2019inconcludenza del nostro sistema delle relazioni industriali, nel quale o tutti i sindacati sono d\u2019accordo, oppure non si possono stipulare efficacemente contratti aziendali che prevedano piani industriali incisivamente innovativi rispetto ai vecchi modelli. Questi ultimi due ostacoli potrebbero essere rimossi a costo zero per le casse dello Stato e in tempi brevissimi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Veniamo al secondo piano di intervento che lei menzionava all\u2019inizio: quello del miglioramento dei canali di incontro fra domanda e offerta.<br \/>\n<\/strong>Proprio in questi giorni sono stati pubblicati i dati sugli <em>skill shortages<\/em> nel nostro Paese: le qualifiche professionali per le quali si registra una diffusa mancanza di offerta di manodopera. Sono centinaia di migliaia di posti di lavoro, che restano scoperti pur in presenza di un alto numero di disoccupati e di giovani in cerca di prima occupazione: posti di impiantista, installatore di infissi, falegname, ebanista, panificatore, tappezziere, elettricista, macellaio, esperto informatico, idraulico, e cento altre qualifiche ancora.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Un problema specifico riguarda i giovani: precariet\u00e0 e alto tasso di disoccupazione. Che cosa possiamo fare per loro?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto attivare un buon servizio di orientamento scolastico e professionale, che in Italia esiste ancora soltanto in forma embrionale. Se fosse efficiente e capillare, capace di raggiungere ogni giovane all\u2019uscita da ciascun ciclo scolastico, consentirebbe un pi\u00f9 facile incontro fra domanda e offerta per tutti i posti di lavoro scoperti di cui si \u00e8 detto prima.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>E i giovani che cosa possono fare per loro stessi?<br \/>\n<\/strong>Aumentare la loro mobilit\u00e0 professionale e geografica, imparare a conoscere meglio il mercato del lavoro, per affinare le loro strategie occupazionali. Certo, per questo avrebbero bisogno anche di un servizio di orientamento professionale che li aiutasse, li istruisse, li informasse.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>C\u2019\u00e8 sempre un balletto sui dati ufficiali e reali della disoccupazione in Italia. Lei che idea si \u00e8 fatto? Stiamo meglio o peggio degli altri Paesi europei? \u00c8 corretto il dato dell\u2019Istat dell\u20198 per cento disoccupati, o il dato della Banca d\u2019Italia, che porta il tasso all\u201911 per cento?<br \/>\n<\/strong>La questione sta tutta nel fatto che l\u2019Istat non computa tra i disoccupati n\u00e9 i lavoratori in Cassa integrazione, poich\u00e9 formalmente il rapporto di lavoro di cui essi sono titolari non \u00e8 cessato, ma soltanto temporaneamente sospeso, n\u00e9 coloro che non manifestano la propria disponibilit\u00e0 al lavoro cercando un\u2019occupazione. La Banca d\u2019Italia, invece, bada pi\u00f9 alla sostanza che alla forma, computando tra i disoccupati anche coloro che hanno perso il posto e non ne cercano un altro perch\u00e9 \u201cscoraggiati\u201d, dopo aver trovato troppe porte chiuse; inoltre, computa anche i cassintegrati a zero ore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Secondo lei quale dei due dati \u00e8 quello da considerare?<br \/>\n<\/strong>Gli \u201cscoraggiati\u201d, certo, sono sostanzialmente dei disoccupati: computarli come tali \u00e8 necessario, se si vuole avere una visione realistica della quantit\u00e0 di posti di lavoro che sono andati perduti nel biennio di recessione che abbiamo alle spalle.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>E i cassintegrati?<br \/>\n<\/strong>Qui il discorso \u00e8 pi\u00f9 complesso: se la legge venisse generalmente rispettata da imprese e sindacati, essi non dovrebbero essere computati come disoccupati: per legge la Cassa potrebbe erogare l\u2019integrazione salariale soltanto nei casi in cui sia ragionevolmente prevedibile la ripresa del lavoro al termine dell\u2019intervento. Nella realt\u00e0, per\u00f2, \u00e8 molto diffusa la prassi di chiedere \u2013 e di concedere \u2013 l\u2019intervento della Cassa anche in situazioni nelle quali \u00e8 certo che la ripresa del lavoro nella stessa azienda non ci sar\u00e0. Questo \u00e8 il motivo per cui gli analisti della Banca d\u2019Italia considerano come disoccupati anche i cassintegrati a zero ore. In questo modo, certo, il dato sulla disoccupazione si avvicina di pi\u00f9 alla realt\u00e0. \u00c8 vero che esso cos\u00ec finisce coll\u2019inglobare anche lavoratori il cui rapporto di lavoro \u00e8 soltanto temporaneamente sospeso, ma \u00e8 anche vero che il tasso di disoccupazione viene calcolato cos\u00ec anche in molti altri Paesi, come gli U.S.A., dove ai fini statistici non si fa differenza tra i lavoratori laid off temporaneamente e quelli laid off definitivamente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>\u00c8 stato approvato il \u201ccollegato-lavoro\u201d: cosa le piace e cosa non le piace di questo provvedimento?<br \/>\n<\/strong>Mi piace la norma che rende pi\u00f9 precisa la definizione del principio della trasparenza totale nelle amministrazioni pubbliche, rispetto a quella contenuta su questa materia nella legge Brunetta dell\u2019anno scorso. \u00c8 nata da un emendamento concordato da me con il relatore. Per il resto, disapprovo recisamente questo modo di legiferare caotico e disorganico, che aggrava l\u2019illeggibilit\u00e0 della nostra legislazione del lavoro di cui parlavo prima.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Cosa pensa in particolare della parte della nuova legge relativa all\u2019arbitrato?<br \/>\n<\/strong>A causa di quella caoticit\u00e0 e disorganicit\u00e0 prevedo che anche la nuova disciplina dell\u2019arbitrato non avr\u00e0 alcuna apprezzabile applicazione: troppo costoso districarsi tra quei quaranta commi e sottocommi; troppo rischioso azzardarsi ad attivare un arbitrato in quel contesto normativo irto di vincoli e trappole procedurali. Se si voleva davvero promuovere l\u2019arbitrato in modo efficace, sarebbe bastata una norma di tre righe, che attribuisse alla contrattazione collettiva la possibilit\u00e0 di vincolare le parti all\u2019arbitrato su tutte le materie di competenza esclusiva della contrattazione stessa. Ho proposto un emendamento che conteneva quelle tre righe: sarebbe stato il modo per fare davvero dell\u2019arbitro \u201cla voce del contratto collettivo\u201d. Ma maggioranza e Governo lo hanno respinto, senza spiegare perch\u00e9.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Cosa pensa invece dello <em>Statuto dei lavori<\/em> preannunciato dal ministro Sacconi?<br \/>\n<\/strong>Non ne posso pensare niente, dal momento che \u00e8 stato annunciato a pi\u00f9 riprese, dall\u2019inizio di questa legislatura, ma non se ne \u00e8 mai vista neppure una prima bozza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Pensa che a 40 anni di distanza servano delle modifiche allo <em>Statuto dei lavoratori<\/em> del 1970?<br \/>\n<\/strong>A me sembra evidente che quella legge vada in larga parte riscritta, innanzitutto per adattarla a un contesto completamente mutato: basti pensare che, quando lo <em>Statuto<\/em> venne emanato, nelle nostre aziende non c\u2019erano i personal computer, non c\u2019era <em>Internet<\/em>, non c\u2019era la posta elettronica; ma non c\u2019erano neppure i fax e le fotocopiatrici. Lo <em>Statuto<\/em> va riscritto, poi, anche per consentirne un\u2019applicazione pi\u00f9 universale: oggi, quella legge nella sua interezza si applica a meno di met\u00e0 dei lavoratori in posizione di sostanziale dipendenza dall\u2019azienda per cui lavorano.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Quali sono le modifiche principali che lei apporterebbe?<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Il discorso qui sarebbe troppo lungo. Ho presentato con altri 54 senatori del Pd <a title=\"Portale della Semplificazione e della Flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">due disegni di legge \u2013 n. 1872 e 1873 dell\u201911 novembre 2009 \u2013<\/a> contenenti un nuovo <em>Codice del lavoro<\/em> semplificato: tutta la nuova legislazione del lavoro contenuta in 70 articoli di semplice lettura e facilmente traducibili in inglese, in sostituzione di 200 vecchie leggi, che dovrebbero essere contestualmente abrogate. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>\u00c8 necessaria una riforma degli ammortizzatori sociali?<br \/>\n<\/strong>Anche questa \u00e8 delineata in modo molto chiaro e semplice nel nuovo <em>Codice del lavoro<\/em> che ho elaborato e proposto al Senato: l\u2019idea \u00e8 di ricondurre la Cassa integrazione guadagni alla sua funzione originaria e nello stesso tempo di rafforzare e universalizzare il sostegno nel mercato del lavoro a chi perde il posto. Il modello \u00e8 quello della <em>flexsecurity<\/em> scandinava.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Tornando alle relazioni industriali, Pomigliano pu\u00f2 essere un modello per tutte le altre imprese italiane?<br \/>\n<\/strong>Non avrebbe senso considerare l\u2019accordo stipulato in quello stabilimento come un modello per imprese di dimensioni diverse e di altri settori. Per\u00f2 le questioni che Marchionne ha posto a Pomigliano e a cui quell\u2019accordo d\u00e0 un inizio di risposta positiva hanno portata generale. In particolare, la questione della validit\u00e0 ed efficacia della clausola di tregua sindacale: il modello di relazioni industriali ispirato al principio della \u201cconflittualit\u00e0 permanente\u201d anni \u201970 pu\u00f2 e deve essere superato, nell\u2019interesse di entrambe le parti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Cosa pensa del clima sindacale oggi in Italia?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 molto teso, a causa della spaccatura fra le confederazioni maggiori. Contribuirebbe fortemente a distenderlo un accordo interconfederale, firmato da tutti, sui criteri di verifica della rappresentativit\u00e0 nei luoghi di lavoro, che detti una disciplina chiara della legittimazione a negoziare al livello aziendale modifiche alla disciplina contenuta nel contratto collettivo nazionale. \u00c8 proprio l\u2019assenza di una disciplina chiara della materia la causa principale di quel difetto del nostro sistema di relazioni industriali di cui abbiamo parlato all\u2019inizio: la sua inconcludenza, il potere di veto attribuito di fatto ai sindacati minoritari.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Il comportamento della Fiom sta mettendo a rischio le relazioni industriali?<br \/>\n<\/strong>La metterei in un altro modo: il comportamento della Fiom corrisponde a una visione e strategia sindacale diversissima rispetto a quelle di Cisl e Uil; e anche di un\u2019altra parte, assai rilevante, della Cgil. In un regime di pluralismo sindacale, quale \u00e8 il nostro, non dovrebbe essere considerato patologico il fatto che visioni e strategie diverse si confrontino e competano tra loro. Il problema, oggi, \u00e8 che il sistema non \u00e8 attrezzato per dirimere il contrasto, proprio per la mancanza di quella regola di democrazia sindacale di cui si \u00e8 appena detto; cosicch\u00e9, dove il contrasto si manifesta, esso genera paralisi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>I sindacati italiani dovrebbero, come qualcuno ha detto, guardare al modello tedesco di relazioni industriali?<br \/>\n<\/strong>Se ci riferiamo al modello della <em>Mitbestimmung<\/em>, ovvero della codecisione nelle aziende di grandi dimensioni, penso che esso difficilmente potrebbe essere trapiantato nella maggior parte delle nostre imprese. Quello che dobbiamo imparare dai tedeschi, ma anche dagli svedesi, dagli olandesi e da tanti altri Paesi del Nord-Europa, \u00e8 la cultura industriale, che consente di far precedere a qualsiasi negoziato una sessione di confronto tecnico, dalla quale esce un quadro condiviso da entrambe le parti dei vincoli da rispettare e degli obiettivi da perseguire. A quel punto la trattativa sull\u2019organizzazione del lavoro e sulla ripartizione dei suoi frutti tra salari e profitti \u00e8 molto pi\u00f9 facile e ha una probabilit\u00e0 molto maggiore di portare a risultati effettivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MENTRE I DATI SUL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO SI FANNO SEMPRE PIU&#8217; ALLARMANTI, OCCORRE CHIARIRSI LE IDEE SUI MODI CONCRETI IN CUI E&#8217; POSSIBILE, PER UN VERSO, AUMENTARE LA DOMANDA DI LAVORO, PER ALTRO VERSO FACILITARE UN INCONTRO FRA DOMANDA E OFFERTA SUL QUALE SI RILEVANO DIFFICOLTA&#8217; MAGGIORI RISPETTO AGLI ALTRI PAESI, SOPRATTUTTO IN RIFERIMENTO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-10839","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10839"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10839\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}