
{"id":10858,"date":"2010-10-24T22:51:21","date_gmt":"2010-10-24T21:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10858"},"modified":"2010-10-25T09:57:45","modified_gmt":"2010-10-25T08:57:45","slug":"frosini-la-riforma-elettorale-non-e-la-priorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10858","title":{"rendered":"FROSINI: LA RIFORMA ELETTORALE NON E&#8217; LA PRIORITA&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">COL REFERENDUM DEL 18 APRILE 1993 GLI ITALIANI HANNO SCELTO A GRANDE MAGGIORANZA DI PRIVILEGIARE LA POSSIBILITA&#8217; DI SCELTA DEL GOVERNO E LA &#8220;GOVERNABILITA'&#8221; RISPETTO ALLA PROPORZIONALITA&#8217; DELLA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE DELLE DIVERSE FORZE POLITICHE &#8211; LA LEGGE ELETTORALE VIGENTE, PUR CERTAMENTE PERFETTIBILE, E&#8217; PIENAMENTE COERENTE CON QUELLA SCELTA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Articolo di <strong>Tommaso Edoardo Frosini<\/strong>, professore di diritto pubblico comparato nell&#8217;Universita di Napoli &#8220;Suor Orsola Benincasa&#8221;, pubblicato originariamente sul sito <\/em>loccidentale.it <em>il 20 ottobre 2010 &#8211; L&#8217;intervento fa seguito a quelli di <a title=\"Carlo Fusaro\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10286#more-10286\" target=\"_blank\">Carlo Fusaro<\/a>, <a title=\"Fulco Lanchester\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10291#more-10291\" target=\"_blank\">Fulco Lanchester<\/a>, <a title=\"Mario Patrono\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10262#more-10262\" target=\"_blank\">Mario Patrono<\/a>, <a title=\"Giovanni Guzzetta\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10355\" target=\"_blank\">Giovanni Guzzetta<\/a>, <a title=\"Augusto Barbera\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10279#more-10279\" target=\"_blank\">Augusto Barbera<\/a>, <a title=\"Valerio Zanone\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10524\" target=\"_blank\">Valerio Zanone<\/a>, <a title=\"Angelo Panebianco\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10615\" target=\"_blank\">Angelo Panebianco<\/a>, <a title=\"Giovanni Sartori\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9874#more-9874\" target=\"_blank\">Giovanni Sartori<\/a>, <a title=\"Mario Barbi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10599#more-10599\" target=\"_blank\">Mario Barbi<\/a>, <a title=\"Umberto Croppi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10670#more-10670\" target=\"_blank\">Umberto Croppi<\/a>, tutti disponibili in questo sito nella sezione &#8220;Riforma elettorale&#8221;<\/em><\/p>\n<p><!--more--> Per iniziare una discussione sul sistema elettorale occorre, a mio avviso, partire dalla seguente domanda: a cosa serve il sistema elettorale? Due sono le risposte: a fare una maggioranza e un governo; a rappresentare i sentimenti di una collettivit\u00e0. Nelle due risposte ci sono, implicitamente, le due grandi formule elettorali: il maggioritario, che esalta la governabilit\u00e0; il proporzionale, che valorizza la rappresentativit\u00e0. Della seconda, ovvero l\u2019eccesso di rappresentativit\u00e0, l\u2019Italia non ha potuto fare a meno di adottarla a partire dal 1948, cio\u00e8 fin dalla nascita della democrazia repubblicana, che aveva bisogno di crescere e rafforzarsi anche attraverso la plurima rappresentanza dalle varie forze politiche. Questo processo di rappresentativit\u00e0 si \u00e8 per\u00f2 esaurito all\u2019inizio degli anni Novanta, complice una continua, snervante e dannosa ricaduta negativa sulla durata dei governi e \u2013quindi\u2013 sull\u2019incapacit\u00e0 di produrre un indirizzo politico stabile, in grado di programmare un\u2019attivit\u00e0 di governo per l\u2019intero mandato di legislatura. E\u2019 possibile fissare il giorno in cui gli italiani hanno fortemente deciso che la governabilit\u00e0 doveva prevalere rispetto alla rappresentativit\u00e0 e, soprattutto, che il loro voto doveva \u201ccontare di pi\u00f9\u201d, perch\u00e9 oltre a quello sulla rappresentanza parlamentare ci doveva essere quello a favore dell\u2019investitura del governo. Come ormai da tempo avviene nelle grandi democrazie occidentali. Il giorno \u00e8 quello del 18 aprile 1993, quando 11 milioni e 662 elettori (su 14 milioni e 573, quindi l\u201983,30 per cento) votarono a favore del referendum per abrogare significative parti della legge elettorale del Senato, e consentire cos\u00ec che questa potesse trasformarsi, grazie alla normativa di risulta, da una legge sul sistema proporzionale a una che introduce un sistema elettorale a prevalenza maggioritario. Quella domenica di primavera di tredici anni fa \u00e8 stata e rimane un evento straordinario. Come partecipazione, come esito e come fatto giuridico. C\u2019\u00e8 chi vide proprio in quel referendum il veicolo di apparizione del potere costituente al servizio dei diritti e delle libert\u00e0 pubbliche. Sia chiaro un punto: quel voto referendario non volle, n\u00e9 poteva, scegliere un preciso sistema elettorale, ma piuttosto indicava chiaramente una filosofia del voto: ovvero, l\u2019affermarsi di qualunque metodo che potesse consegnare agli elettori la libert\u00e0 di scegliere una maggioranza e un governo. E cos\u00ec fu. Sia concessa una breve parentesi: il nuovo sistema elettorale venne subito definito, con formula giornalisticamente felice ma volutamente dispregiativa, \u201cMattarellum\u201d. Credo che l\u2019abuso di questa espressione non abbia certo aiutato una corretta e imparziale valutazione del sistema elettorale; perch\u00e9 marchiandolo come \u201cMattarellum\u201d lo s\u00ec \u00e8, vuoi pure inconsapevolmente, finito col giudicare negativamente \u201ca prescindere\u201d. E lo stesso vale per il \u201cTatarellum\u201d, altro conio lessicale, prodotto dalla stessa penna e riferito al sistema elettorale regionale; a maggior ragione, poi, il discorso vale per l\u2019attuale legge elettorale, che viene definita addirittura \u201cPorcellum\u201d, solo perch\u00e9 in un\u2019intervista l\u2019on. Calderoli defin\u00ec la legge una \u201cporcata\u201d. Chiusa parentesi. Quindi: i cittadini italiani nel 1993 vollero affermare l\u2019esigenza di avere una legge elettorale in grado di produrre una maggioranza e un governo, e quindi uno sviluppo del sistema politico in senso bipolare. Cos\u00ec come si \u00e8 verificato ogniqualvolta si \u00e8 andati a elezioni: nel 1994, nel 1996, nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Qualcuno dice che si tratta di un \u201cbipolarismo conflittuale\u201d (\u00e8 difficile per\u00f2 immaginare un bipolarismo \u201camicale\u201d\u2026.), ma \u00e8 un bipolarismo grazie al quale si \u00e8 potuto cos\u00ec \u2013 finalmente, \u00e8 il caso di dire \u2013 consentire all\u2019elettore italiano di fare quello che gli elettori delle democrazie occidentali fanno gi\u00e0 da tempo, e cio\u00e8 di scegliere i propri governanti; quindi designare il governo votando per la sua maggioranza parlamentare, sulla base di un programma elettorale, che poi \u00e8 destinato a divenire l\u2019attivit\u00e0 di indirizzo politico per la durata della legislatura. Si \u00e8 cos\u00ec riusciti a portare l\u2019Italia in Europa, con riferimento al metodo del governare. Infatti: il panorama europeo delle forme di governo \u2013al di l\u00e0 del \u201cmodellino\u201d parlamentare o semipresidenziale\u2013 \u00e8 a larga prevalenza fondato sulla legittimazione diretta dei governi, in cui il corpo elettorale \u00e8 messo in condizione di scegliere chi deve governare. In tal modo, \u00e8 come se stia venendosi a formare un patrimonio costituzionale europeo anche in tema di forma di governo, oltrech\u00e9, come noto, in tema di diritti di libert\u00e0; e che questo patrimonio costituzionale europeo \u00e8 quello del buon governo, scelto dal corpo elettorale e responsabile di fronte a esso. Un governo soggetto al giudizio degli elettori, che possono agire su di esso per il tramite del voto, che pu\u00f2 essere di premio o di sanzione, ovvero di rinnovo o di negazione della fiducia. Ancora: si \u00e8 potuto, sia pure con differenze, completare il disegno e lo svolgimento istituzionale degli esecutivi a livello comunale, provinciale e regionale, che prevedono la scelta immediata da parte degli elettori del Presidente e della sua maggioranza consiliare che lo sostiene fiduciariamente (peraltro sotto l\u2019usbergo del simul stabunt simul cadent). Se il governo a livello locale \u00e8 scelto direttamente dagli elettori non si vede perch\u00e9 altrettanto non dovrebbe farsi a livello nazionale, sia pure con il metodo dell\u2019investitura piuttosto che dell\u2019elezione diretta. Quindi, \u00e8 con l\u2019assunzione del principio maggioritario che si viene a produrre un nuovo modo di governare e di fare l\u2019opposizione. Certo, principio maggioritario da approntare nel suo duplice volto: come \u201cregola per eleggere\u201d, che attiene alle modalit\u00e0 di funzionamento della formula elettorale maggioritaria, ovvero a effetto maggioritario, e come \u201cregola per governare\u201d, che valorizza il principio di responsabilit\u00e0 politica e con esso il ruolo che il corpo elettorale assume ai fini della scelta del Governo. Con l\u2019obiettivo di assicurare il formarsi di un governo stabile, efficace, che duri per l\u2019intero corso della legislatura e che risponda del suo operato presso il corpo elettorale. Infatti, un Governo \u00e8 stabile non solo in base alla sua durata in carica, ma anche quando la sua durata \u00e8 periodicamente verificata e confermata da libere elezioni; un Governo, inoltre, \u00e8 efficace quando le sue decisioni rispondono alle esigenze degli elettori, i quali possono confermare o sostituire quel Governo, creando cos\u00ec un regime di alternanza. Alla base di questo sistema c\u2019\u00e8 un processo di valorizzazione della sovranit\u00e0 popolare, la quale, in quanto corpo elettorale, \u00e8 chiamata ad eleggere dei rappresentanti nella consapevolezza di eleggere anche i governanti. Il popolo-corpo elettorale, allora, prima di votare viene a conoscenza del programma di governo e degli uomini che lo attueranno; \u00e8 messo in condizione di conoscere, preventivamente all\u2019esito elettorale, quale indirizzo politico verr\u00e0 perseguito qualora dovesse vincere (ovvero, qualora dovesse avere la maggioranza) uno schieramento politico oppure l\u2019altro; \u00e8 in grado di confermare col voto un Governo oppure far s\u00ec che risulti vincitore il Governo alternativo, il quale si sar\u00e0 organizzato svolgendo un\u2019opposizione costruttiva. \u00c8 questa anche una nuova forma di libert\u00e0, riconducibile al principio della sovranit\u00e0 popolare: ovvero la libert\u00e0 di essere associati nell\u2019elaborazione delle decisioni; la libert\u00e0 di partecipare direttamente e attivamente al formarsi della politica nazionale, attraverso la scelta \u201cimmediata\u201d del titolare dell\u2019indirizzo politico e, parimenti, la libert\u00e0 di cambiare i governanti qualora abbiano demeritato. Detto tutto ci\u00f2, un\u2019ulteriore domanda: l\u2019attuale legge elettorale consente il corretto esercizio del metodo maggioritario, il rafforzarsi del bipolarismo e l\u2019investitura del governo da parte degli elettori? La risposta \u00e8 senz\u2019altro s\u00ec. Anzi: l\u2019attuale legge elettorale esalta, meglio di altri meccanismi elettorali, la governabilit\u00e0 e il potere di scelta del governo da parte dei cittadini. Valori che in una democrazia matura sono imprescindibili. Certo, \u00e8 una legge perfettibile: per esempio eliminando il premio regionale per l\u2019elezione del Senato e introducendo, anche l\u00ec come alla Camera, il premio nazionale, che \u00e8 senz\u2019altro compatibile con la Costituzione e in particolare con l\u2019art. 57 nella parte in cui recita \u201cIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto a base regionale\u201d, che si riferisce alla divisione dei collegi e non certo al risultato elettorale. Si pu\u00f2, altres\u00ec, immaginare di cambiare il meccanismo delle cd. \u201cliste bloccate\u201d (presente per\u00f2 in altri ordinamenti come la Germania), ma allora occorrerebbe reintrodurre le preferenze, che non pochi problemi ha procurato in termini di tenuta \u201cmorale\u201d delle elezioni\u2026 Ci sono tanti sistemi elettorali nel mondo; anzi, ogni Paese ha il suo. E\u2019 come se in materia elettorale ci fosse una sovranit\u00e0 assoluta esercitata attraverso l\u2019individuazione di un proprio sistema elettorale che non copia e riproduce modelli altrui. Si pensi alla Francia del doppio turno, alla Gran Bretagna dell\u2019uninominale, alla Germania della clausola di sbarramento, alla Spagna dei collegi provinciali ristretti. Anche l\u2019Italia ha un suo sistema elettorale, il cui intento \u00e8 quello di riuscire a ottenere, di pi\u00f9 e meglio di altri sistemi, quello che oggi serve alle democrazie in crisi per effetto della globalizzazione: avere una maggioranza e un governo, scelto e legittimato attraverso il voto degli elettori.<\/p>\n<p style=\"line-height: 14.4pt;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COL REFERENDUM DEL 18 APRILE 1993 GLI ITALIANI HANNO SCELTO A GRANDE MAGGIORANZA DI PRIVILEGIARE LA POSSIBILITA&#8217; DI SCELTA DEL GOVERNO E LA &#8220;GOVERNABILITA&#8217;&#8221; RISPETTO ALLA PROPORZIONALITA&#8217; DELLA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE DELLE DIVERSE FORZE POLITICHE &#8211; LA LEGGE ELETTORALE VIGENTE, PUR CERTAMENTE PERFETTIBILE, E&#8217; PIENAMENTE COERENTE CON QUELLA SCELTA Articolo di Tommaso Edoardo Frosini, professore di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-10858","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10858"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10858\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}