
{"id":11148,"date":"2010-11-12T12:08:45","date_gmt":"2010-11-12T11:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11148"},"modified":"2010-11-14T23:58:56","modified_gmt":"2010-11-14T22:58:56","slug":"sulla-previdenza-un-voto-bi-partisan-alla-camera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11148","title":{"rendered":"SULLA PREVIDENZA UN VOTO BI-PARTISAN ALLA CAMERA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">IL SISTEMA PENSIONISTICO EUROPEO \u00c8 SOTTO PRESSIONE A CAUSA DELL&#8217;INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO CHE RISULTA DA UN AUMENTO DELLA LONGEVIT\u00c0 E LA DIMINUZIONE DEL TASSO DELLE NASCITE<\/span> <span style=\"color: #993300;\">&#8211; PER QUESTO MOLTI STATI MEMBRI HANNO MODIFICATO I LORO SISTEMI PENSIONISTICI PER POTER AFFRONTARE LA SFIDA, CHE LA CRISI HA RESO ANCOR PI\u00d9 URGENTE<\/span><\/p>\n<p><em>Mozione approvata dalla Commissione Lavoro della Camera all&#8217;unanimit\u00e0, con la sola astensione dell&#8217;Italia dei Valori, il 10 novembre 2010, sul\u00a0<\/em><a title=\"Sito ue press release\" href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/pressReleasesAction.do?reference=MEMO\/10\/302&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en\" target=\"_blank\"><em>Libro verde: Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa <\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><!--more-->DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE<\/strong><\/p>\n<p>La XI Commissione,<\/p>\n<p>esaminato, ai sensi dell\u2019articolo 127 del Regolamento, il Libro verde: \u201cVerso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa\u201d (COM(2010)365def.), del 7 luglio 2010;<\/p>\n<p>tenuto conto, in particolare:<\/p>\n<p>delle conclusioni del Consiglio occupazione e affari sociali del 7 giugno 2010 sull\u2019invecchiamento attivo;<\/p>\n<p>della \u201cStrategia dell\u2019Unione europea per la crescita e l\u2019occupazione (Europa 2020)\u201d, adottata dal Consiglio europeo del 17 giugno 2010 e delle Linee guida per le politiche dell\u2019occupazione degli Stati membri approvate in tale ambito dal Consiglio del 21 ottobre 2010;<\/p>\n<p>della proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sull\u2019Anno europeo dell\u2019invecchiamento attivo 2012 (COM(2010)462 def.), del 6 settembre 2010;<\/p>\n<p>della Strategia per la parit\u00e0 tra donne e uomini 2010-2015 (COM(2010)491) e della risoluzione del Parlamento europeo del 19 ottobre 2010 sulle lavoratrici precarie;<\/p>\n<p>della risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010 \u201cIl ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povert\u00e0 e nella promozione di una societ\u00e0 inclusiva in Europa\u201d, nella quale, tra l\u2019altro, si afferma che le pensioni di vecchiaia devono permettere ai pensionati che hanno lavorato tutta la vita di percepire un importo dignitoso;<\/p>\n<p>della raccomandazione 92\/441\/CEE, la quale riconosce \u201cil diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignit\u00e0 umana\u201d, insistendo affinch\u00e9 l\u2019obiettivo centrale dei regimi di sostegno del reddito debba essere quello di far uscire le persone dalla povert\u00e0, consentendo loro di vivere dignitosamente, comprese le pensioni di invalidit\u00e0 e di anzianit\u00e0 dignitose;<\/p>\n<p>delle due iniziative complementari della Commissione europea: \u201cRapporto 2010 sulla cittadinanza\u201d (COM(2010) 603 fin.), del 27 ottobre 2010, e Comunicazione \u201cVerso un atto per il mercato unico\u201d (COM(2010)608 fin.), del 27 ottobre 2010, che mirano a superare la frammentazione esistente dell\u2019Unione europea in ambiti che riguardano strettamente i cittadini e segnatamente l\u2019economia sociale, laddove, in particolare, tra le 50 azioni proposte nella medesima comunicazione vi sono la revisione della direttiva in materia di attivit\u00e0 e sorveglianza dei fondi pensione (proposta n. 31), nonch\u00e9 la previsione di eventuali altre proposte che potranno emergere dal dibattito sul documento in esame, quali quelle finalizzate alla rimozione degli ostacoli alla mobilit\u00e0, anche di natura fiscale (proposta n. 42);<\/p>\n<p>delle conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 ottobre 2010 che, nell\u2019approvare la relazione della <em>task force <\/em>sulla <em>governance <\/em>economica, invita il Consiglio dell\u2019UE ad accelerare i lavori su come tener conto dell&#8217;impatto della riforma dei regimi pensionistici nell&#8217;attuazione del patto di stabilit\u00e0 e crescita e a riferirne al Consiglio europeo di dicembre, riconoscendo l&#8217;importanza delle riforme pensionistiche sistemiche e segnalando che occorre assicurare condizioni di parit\u00e0 all&#8217;interno del patto di stabilit\u00e0 e crescita;<\/p>\n<p>delle considerazioni svolte nella relazione \u201c<em>Ageing Report 2009<\/em> (<em>Economic and budgetary projections for the EU-27 Member States &#8211; 2008-2060<\/em>)\u201d;<\/p>\n<p>tenuto altres\u00ec conto:<\/p>\n<p>degli importanti elementi di valutazione e di conoscenza acquisiti dalla XI Commissione nel corso delle audizioni svolte con rappresentanti delle istituzioni competenti e delle forze sociali interessate, che, oltre ad essere un utile strumento di conoscenza e di raccolta di dati relativi alle realt\u00e0 nazionali all\u2019esito della consultazione, hanno rappresentato un\u2019occasione per riflettere e approfondire gli aspetti evidenziati a livello nazionale;<\/p>\n<p>dell\u2019esigenza che il presente documento finale sia trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea nell\u2019ambito del dialogo politico, unitamente al parere approvato dalla XIV Commissione, onde fornire una risposta ai quesiti proposti per la consultazione pubblica, che si chiuder\u00e0 il prossimo 15 novembre;<\/p>\n<p>esprime le seguenti valutazioni:<\/p>\n<p><em>Sul piano generale (quesiti da 1 a 4 e 14):<\/em><br \/>\n<strong>a. <\/strong>\u00e8 sicuramente auspicabile ed importante che l\u2019Unione europea assuma un ruolo di indirizzo pi\u00f9 efficace ed operativo rispetto alle esperienze pur significative fino ad ora seguite attraverso il Metodo del coordinamento aperto, basato sostanzialmente su pratiche di \u201cmoral suasion\u201d, dal momento che la materia della previdenza \u00e8 riservata alle politiche dei singoli Stati. Le indicazioni della UE agli Stati membri dovranno riguardare sia l\u2019adeguatezza dei trattamenti (derivante dal concorso della previdenza obbligatoria a ripartizione e di quella privata a capitalizzazione), sia la sostenibilit\u00e0 dei sistemi, essendo questa la condizione necessaria (anche se non sufficiente) per affrontare le sfide delle trasformazioni demografiche ed occupazionali che tanto preoccupano \u2013 soprattutto alla luce della crisi economica e finanziaria \u2013 l\u2019Unione, come risulta non solo dal Rapporto sull\u2019invecchiamento del 2009 e nello stesso Libro verde;<br \/>\n<strong>b. <\/strong>ferme restando le prerogative e la competenza dei singoli Stati nell\u2019adottare le misure di riordino e modernizzazione dei sistemi pensionistici in base alle diverse situazioni esistenti, la costituzione, a livello dell\u2019Unione, di una<br \/>\nche promuova i medesimi obiettivi strategici, tramite la piena valorizzazione del metodo della concertazione sociale, e persegua un\u2019effettiva solidariet\u00e0 intergenerazionale, rappresenterebbe un utile momento di trasparenza e consentirebbe, attraverso il contemporaneo coinvolgimento dei principali attori interessati alla definizione delle politiche previdenziali (governi, parti sociali, gestori dei fondi pensioni, <em>stakeholders<\/em>), di meglio coordinare le riflessioni e gli scambi di informazioni sulla materia, evitando la duplicazione di strutture e la dispersione di energie, ma razionalizzando e sfruttando le potenziali sinergie tra quelle gi\u00e0 esistenti e sollecitandone di nuove;<br \/>\n<strong>c. <\/strong>per quanto concerne l\u2019adeguatezza dei trattamenti, occorre tenere presenti \u2013 oltre a misure di carattere fiscale \u2013 l\u2019opportunit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 di forme di solidariet\u00e0 di contenuto assistenziale (pensione di base, integrazione al minimo o reddito minimo) &#8211; nei casi in cui il montante contributivo non assicuri un trattamento pensionistico \u201cdignitoso\u201d e un tasso di sostituzione \u201cadeguato\u201d alle peculiarit\u00e0 dei singoli Stati membri &#8211; a favore, soprattutto, di coloro che hanno avuto una vita lavorativa caratterizzata da rapporti di lavoro discontinui, stagionali e precari. Appare comunque utile la definizione a livello europeo, condivisa con gli Stati membri, di criteri omogenei per la definizione (nazionale) di livelli minimi di adeguatezza; a questo proposito, nel corso della consultazione effettuata dalla XI Commissione \u00e8 stato fatto osservare che nell&#8217;ambito del cosiddetto \u201cProtocollo del <em>welfare<\/em>\u201d del 2007 era stata indicata l&#8217;ipotesi di un tasso di sostituzione pari almeno al 60%;<br \/>\n<strong>d. <\/strong>allo stesso modo, deve essere affrontata la questione della salvaguardia, nel tempo, del valore della pensione (rispetto al tasso iniziale di sostituzione), che non pu\u00f2 essere affidata soltanto alla difesa del potere d\u2019acquisto, ma deve in qualche modo partecipare agli incrementi della produttivit\u00e0 complessiva del Paese, mediante un collegamento operativo alla dinamica delle retribuzioni dei lavoratori attivi;<br \/>\n<strong>e.<\/strong> il ruolo che il Libro verde affida ai temi della previdenza privata e ai fondi professionali rappresenta un riconoscimento del carattere strategico che il secondo pilastro pu\u00f2 e deve svolgere in una prospettiva di riforma del settore e di riconoscimento di una fiscalit\u00e0 agevolata. Un sistema a due pilastri, con un adeguato coinvolgimento delle parti sociali nella sua definizione e nella sua gestione \u2013 proprio perch\u00e9 sia sulla finanza pubblica sia sui mercati finanziari \u2013 \u00e8 certamente una delle risposte di contenuto strategico agli obiettivi di sostenibilit\u00e0 e di adeguatezza dei sistemi pensionistici;<br \/>\n<strong>f.<\/strong> l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 effettiva di pensionamento era una indicazione programmatica gi\u00e0 coerente con la Strategia di Lisbona, la quale aveva assunto, ai fini degli obiettivi occupazionali previsti nel 2010, il conseguimento di un tasso di impiego pari al 50% per le persone in et\u00e0 compresa tra 55 e 64 anni. Le indicazioni del Consiglio di Barcellona, nel 2002, avevano reso coerenti gli aspetti attinenti al mercato del lavoro con quelli riguardanti i sistemi pensionistici (e il loro equilibrio a fronte della impennata costante e progressiva dell\u2019attesa di vita), preconizzando interventi che allungassero di 5 anni, entro il 2010, l\u2019et\u00e0 media effettiva di pensionamento. Le riforme hanno sicuramente ritardato l\u2019uscita dal mercato del lavoro, sia delle lavoratrici che dei lavoratori, ma si rimane lontani dall\u2019obiettivo indicato, il cui raggiungimento \u00e8 stato riformulato nell\u2019ambito della strategia \u00abEuropa 2020\u00bb. Si ritiene utile prevedere, come indicazione della UE, meccanismi di adeguamento automatico dell\u2019et\u00e0 pensionabile all\u2019evoluzione demografica. Per garantire in termini di sostenibilit\u00e0 e di adeguatezza l\u2019evoluzione dei sistemi pensionistici rimane fondamentale, tuttavia, il conseguimento di una congrua crescita economica, in grado di consentire l\u2019incremento della occupazione e, in particolare, di quella dei giovani;<br \/>\n<strong>g.<\/strong> per quanto riguarda l\u2019ipotesi, avanzata dalla Commissione europea, di prevedere meccanismi di adeguamento automatico dell\u2019et\u00e0 pensionabile all\u2019attesa di vita, si fa notare che il Parlamento italiano ha votato \u2013 a maggioranza \u2013 una norma analoga, che entrer\u00e0 in vigore a partire dal 2015;<br \/>\n<strong>h. <\/strong>si considera, altres\u00ec, necessario indicare \u2013 a partire da una soglia minima adeguata rispetto agli andamenti demografici \u2013 l\u2019opportunit\u00e0 di meccanismi di pensionamento flessibile, in grado di rispondere anche a differenti propensioni delle persone, ovviamente in un contesto in cui vi sia un\u2019effettiva corrispondenza tra l\u2019importo della pensione e l\u2019ammontare dei contributi versati durante l\u2019intera vita lavorativa. Il buon esito dell\u2019obiettivo del prolungamento della vita attiva dei lavoratori anziani non pu\u00f2 dipendere solamente da nuove e pi\u00f9 rigorose regole in materia pensionistica, ma deve trovare un\u2019adeguata risposta in misure contrattuali riguardanti l\u2019orario, le politiche formative e di organizzazione del lavoro, allo scopo di consentire l\u2019impiego effettivo e proficuo degli anziani, rimuovendo o attenuando, innanzi tutto, gli effetti di eventuali normative discriminatorie (mediante misure di pensionamento parziale e graduale in corrispondenza con l\u2019impiego dei giovani), in base all\u2019et\u00e0 sul mercato del lavoro, solitamente definite attraverso l\u2019attenuazione o addirittura l\u2019esclusione di ogni forma di tutela giuridica nel caso di licenziamento di lavoratori che abbiano gi\u00e0 maturato il diritto a pensione. Vanno previste misure di anticipo del pensionamento per i lavoratori addetti a mansioni usuranti e forme particolari di tutela per i casi di inabilit\u00e0 e invalidit\u00e0;<br \/>\n<strong>i.<\/strong> al contempo, \u00e8 senza dubbio condivisibile l\u2019individuazione di agevolazioni a favore delle imprese per diffondere forme di lavoro che facilitino il passaggio graduale dalla fase attiva a quella di quiescenza;<br \/>\n<strong>j. <\/strong>si ritiene altres\u00ec necessario che le misure di innalzamento dell\u2019et\u00e0 di pensionamento debbano trovare compensazione nella definizione di politiche di tutela della specificit\u00e0 del lavoro femminile, riconoscendo alle lavoratrici periodi di contribuzione figurativa legati alla maternit\u00e0 e al lavoro di cura, pur nel quadro di un riequilibrio dei ruoli all\u2019interno della coppia, anche attraverso l\u2019istituzione di permessi obbligatori per la paternit\u00e0, secondo le recenti direttive dell\u2019Unione europea;<br \/>\n<strong>k.<\/strong> inoltre, al fine di consentire il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di portare il tasso di occupazione al 75 per cento (come stabilito dalla strategia \u00abEuropa 2020\u00bb), appare sempre pi\u00f9 necessario attuare una politica economica diretta a rafforzare le prospettive di crescita. Al fine di assicurare la maggiore organicit\u00e0 e coerenza degli strumenti esistenti, sar\u00e0 necessario seguire un approccio integrato nel quadro europeo delle politiche per l\u2019occupazione, atteso che la stabilit\u00e0 previdenziale \u00e8 un indicatore della sostenibilit\u00e0 degli equilibri macroeconomici;<br \/>\n<strong>l.<\/strong> nel quadro europeo l\u2019UE potrebbe aiutare gli Stati membri nel monitoraggio delle modifiche legate all\u2019aspettativa di vita, considerando tutte le variabili \u2013 non solo demografiche \u2013 che incidono sul fenomeno. L\u2019Ue potrebbe essere il luogo dove mettere in comune storie ed esperienza per addivenire utilmente ad un sistema che tenga conto sia delle variabili attuariali sia delle esigenze di solidariet\u00e0 e di protezione sociale, soprattutto a favore dei soggetti pi\u00f9 deboli del mercato del lavoro. Un aspetto sul quale sarebbe opportuno riflettere \u00e8 la necessit\u00e0 di indicazioni operative da parte dell\u2019UE agli Stati membri, dopo avere acquisito dati utili e comparabili, per addivenire ad una quantificazione dei concetti di sostenibilit\u00e0 e adeguatezza, atteso che per ciascun sistema pensionistico ci possono essere differenze significative.<\/p>\n<p><em>In relazione a quesiti pi\u00f9 specifici concernenti, in particolare, le questioni riferite alla previdenza complementare:<\/em><br \/>\n\u2022<span style=\"text-decoration: underline;\">Attivit\u00e0 transfrontaliera dei fondi pensione<\/span> (quesito n. 5). E\u2019 sicuramente necessario favorire la mobilit\u00e0 dei lavoratori all\u2019interno dell\u2019Unione; anche l\u2019attivit\u00e0 transfrontaliera dei fondi pensione pu\u00f2 contribuire a tal fine, sempre ponendo particolare attenzione all\u2019esigenza di evitare comportamenti opportunistici. Questo \u00e8 proprio uno degli scopi della vigente Direttiva europea in materia di fondi pensione occupazionali, ma essa \u00e8 in vigore ancora da poco per poterne giudicare appieno l\u2019adeguatezza a questo riguardo. Si ritiene, pertanto, che sia opportuno dare ulteriore corso alla sperimentazione della direttiva, prima di prevederne modifiche, anche al fine di meglio valutare gli interventi da apportare.<br \/>\n\u2022<span style=\"text-decoration: underline;\">Mobilit\u00e0 delle pensioni <\/span>(quesiti n. 6 e n. 7). Il problema della mobilit\u00e0 transfrontaliera delle pensioni (ossia la portabilit\u00e0 del montante in caso di mobilit\u00e0 del lavoratore al di fuori dei confini del Paese di appartenenza) si pone soprattutto per le forme a beneficio definito, che in Italia sono poche, confinate ai casi preesistenti alle riforme, dal momento che si \u00e8 compiuta, per le forme di nuova istituzione, la scelta della contribuzione definita. Peraltro, \u00e8 senz\u2019altro utile garantire ai lavoratori che intendano muoversi all\u2019interno dell\u2019Unione che non vengano intaccati i propri diritti anche per quanto riguarda le pensioni complementari (la cosa \u00e8 gi\u00e0 sostanzialmente risolta per le pensioni di base).<br \/>\nSarebbe quindi opportuno che siano superati i limiti che tuttora impediscono a chi cambia lavoro di portare con s\u00e9 quanto accantonato in un eventuale fondo professionale. In Italia ci\u00f2 \u00e8 in larga misura gi\u00e0 stato realizzato. Riguardo all\u2019Europa, ove non fosse possibile garantire un\u2019adeguata portabilit\u00e0 del montante versato si potrebbe almeno pensare ad una forma di totalizzazione, evitando che alcuni periodi di iscrizione e di versamento possano andare perduti, come oggi pu\u00f2 ancora avvenire in alcuni paesi. E\u2019 senza dubbio condivisibile l\u2019idea della creazione di uno spazio unico e virtuale sul web, in cui siano disponibili, per gli istitutori di fondi che intendono svolgere attivit\u00e0 transfrontaliera informazioni attendibili circa le legislazioni nazionali materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale.<br \/>\n\u2022<span style=\"text-decoration: underline;\">Ampliamento degli spazi d\u2019intervento della direttiva<\/span> (quesito n. 8). L\u2019attuale Direttiva IORP regola soltanto i fondi occupazionali autonomi, e non quelli interni, tra cui i cosiddetti \u201cpatrimoni separati di destinazione\u201d, n\u00e9 i piani meramente individuali. E\u2019 forte l\u2019interesse dell\u2019Italia, allo scopo di una migliore tutela dei lavoratori interessati, che l\u2019ambito della Direttiva sia esteso, in particolare a tipologie come i Piani individuali pensionistici (Pip), i Fondi aperti ad adesione individuale e le forme pensionistiche a rendimento garantito, anche tenendo in considerazione il modello italiano, che vede una disciplina il pi\u00f9 possibile uniforme rispetto alle diverse tipologie di piani pensioni in essere, al fine di favorirne la comparabilit\u00e0 e consentire lo sviluppo di un mercato pi\u00f9 ampio e competitivo dei servizi previdenziali.<br \/>\n\u2022 <span style=\"text-decoration: underline;\">Fondi a contribuzione definita <\/span>(quesito n. 9). Per questi fondi, i pi\u00f9 importanti nella realt\u00e0 italiana, la vigente direttiva non detta regole specifiche. Peraltro, potrebbe risultare utile fissare a livello europeo la predisposizione di codici di buone pratiche in materie quali la gestione e il controllo dei rischi di investimento. Al riguardo, al fine di elevare al probabilit\u00e0 di conseguire rendimenti adeguati ma al contempo limitare il rischio di investimento (che nei fondi a contribuzione definita grava sugli iscritti), andrebbe favorita l\u2019adozione da parte dei fondi di schemi di tipo life-cycle, che consentano agli iscritti di usufruire di una riallocazione automatica della loro posizione previdenziale da investimenti azionari a impieghi pi\u00f9 prudenziali. Tali schemi dovrebbero essere adottati come soluzione di default, in modo tale da fungere da punto di riferimento per gli iscritti, ferma peraltro restando la possibilit\u00e0 per gli stessi di compiere liberamente scelte diverse. Inoltre, un sistema di tutele efficace non pu\u00f2 prescindere da una vigilanza forte e dall\u2019individuazione di strumenti che sappiano coniugare le aspettative di crescita e di redditivit\u00e0 ad un contenimento dei rischi efficace, tenendo presente quindi la distinzione tra investimenti finanziari e risparmio di natura previdenziale, che risponde ad un bisogno sociale, prima ancora che economico. A livello di Unione europea potrebbe essere utile ragionare sulle tipologie di intervento idonee a ridurre rischi, nonch\u00e9 sugli investimenti cosiddetti istituzionali, orientati verso opere infrastrutturali che possono fare dei fondi negoziali un veicolo di sviluppo e di ammodernamento, non solo dei singoli Stati ma anche delle infrastrutture dell\u2019UE.<br \/>\n\u2022 <span style=\"text-decoration: underline;\">Regime di solvibilit\u00e0 dei fondi a beneficio definito<\/span> (quesiti n. 10 e n. 11). Si ritiene che per i fondi pensione sia pi\u00f9 utile ed opportuno un modello specifico, diverso e pi\u00f9 semplificato di quello previsto per le assicurazioni e per gli istituti di credito. In tal senso si ritiene positiva anche la definizione di un sistema di fondi di garanzia su indicazione europea. Sarebbe altres\u00ec auspicabile un intervento chiarificatore a livello europeo, della portata dell\u2019articolo 8 della direttiva 80\/987 in materia d\u2019insolvenza dei datori di lavoro alla luce degli orientamenti della Corte di giustizia, nonch\u00e9 un monitoraggio da parte della Commissione delle misure adottate dagli Stati membri al fine di garantire l\u2019effettiva e corretta applicazione della direttiva.<br \/>\n\u2022<span style=\"text-decoration: underline;\">Informazione sui prodotti pensionistici <\/span>(quesito n. 12). Ogni rafforzamento delle prescrizioni minime di informazione \u00e8 senz\u2019altro auspicabile. \u00c8 opportuno salvaguardare la differenziazione tra investimento previdenziale e finanziario. Il Libro verde fa riferimento all\u2019educazione finanziaria, ma sarebbe opportuno porre al centro dell\u2019attenzione l&#8217;educazione previdenziale, attesa l\u2019esigenza manifestata da lavoratrici e lavoratori di conoscere, oltre che il funzionamento di quello obbligatorio, il sistema di previdenza complementare, di riuscire a gestire la propria posizione previdenziale.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di un adeguato modello di trasparenza rappresenta uno degli elementi fondamentali di un efficace sistema di tutela degli iscritti ad un regime pensionistico, sia esso di base o complementare, tuttavia occorre evitare l\u2019eccessiva produzione documentale, che appesantirebbe l\u2019operativit\u00e0 dei fondi pensione, senza peraltro migliorare la conoscenza degli iscritti; in tale contesto iniziative a livello europeo volte all\u2019individuazione e alla promozione di <em>best practices<\/em> possono rappresentare uno strumento prezioso.<br \/>\n\u2022<span style=\"text-decoration: underline;\">Opzioni di \u201c<em>default<\/em>\u201d<\/span>(quesito n. 13). Come gi\u00e0 osservato al n. 9, si ritiene opportuno che vi siano degli orientamenti comuni rivolti ad applicare ai lavoratori iscritti le soluzioni in linea di principio per loro pi\u00f9 convenienti \u2013 in ragione delle specifiche condizioni di et\u00e0 e di reddito di ciascuno &#8211; rispetto all\u2019iscrizione ai fondi, alla contribuzione, e alla tipologia degli investimenti. Ci\u00f2 senza peraltro negare loro la possibilit\u00e0 di decidere diversamente qualora essi ritengano che la soluzione fissata come \u201cdefault\u201d (in difetto di una loro scelta) sia da loro considerata inadeguata.<br \/>\nUn obiettivo che l\u2019UE dovrebbe perseguire di concerto con i Governi nazionali dovrebbe essere sensibilizzare gli aderenti alle questioni dell\u2019invecchiamento della popolazione e le sue conseguenze sui sistemi pensionistici, al fine di stimolare comportamenti virtuosi dei lavoratori, specie delle giovani generazioni.<\/p>\n<p><em>Sul piano nazionale:<\/em><br \/>\nsi sottolinea la necessit\u00e0 di proseguire la riflessione sugli aspetti peculiari concernenti il sistema previdenziale italiano, che \u2013 anche alla luce della complessa attivit\u00e0 conoscitiva svolta dalla XI Commissione \u2013 appaiono pi\u00f9 delicati, anche al fine di definire la posizione dell\u2019Italia nella fase ascendente rispetto alle iniziative preannunziate, sulla materia, dalla Commissione europea nel programma legislativo e di lavoro per il 2010 (COM(2010)135), con particolare riferimento alla presentazione del Libro bianco, che recher\u00e0 soluzioni strutturali e formuler\u00e0 raccomandazioni sui sistemi pensionistici, nonch\u00e9 nella gi\u00e0 richiamata Comunicazione \u201cVerso un atto per il mercato unico\u201d. A tal fine, appare importante che il Governo italiano accolga l\u2019invito rivolto agli Stati membri a fornire i propri contributi nell\u2019ambito delle predette proposte, tenendo conto anche di quanto emerso nell\u2019esame del presente documento, e che esso mantenga costantemente informato il Parlamento sull\u2019andamento dei negoziati a livello europeo per la definizione delle iniziative conseguenti ai richiamati documenti comunitari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SISTEMA PENSIONISTICO EUROPEO \u00c8 SOTTO PRESSIONE A CAUSA DELL&#8217;INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO CHE RISULTA DA UN AUMENTO DELLA LONGEVIT\u00c0 E LA DIMINUZIONE DEL TASSO DELLE NASCITE &#8211; PER QUESTO MOLTI STATI MEMBRI HANNO MODIFICATO I LORO SISTEMI PENSIONISTICI PER POTER AFFRONTARE LA SFIDA, CHE LA CRISI HA RESO ANCOR PI\u00d9 URGENTE Mozione approvata dalla Commissione Lavoro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-11148","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11148"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11148\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}