
{"id":11264,"date":"2010-11-18T12:27:43","date_gmt":"2010-11-18T11:27:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11264"},"modified":"2011-04-08T09:33:16","modified_gmt":"2011-04-08T08:33:16","slug":"disoccupazione-e-lavoro-irregolare-diagnosi-e-terapie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11264","title":{"rendered":"DISOCCUPAZIONE E LAVORO IRREGOLARE: DIAGNOSI E TERAPIE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">E\u2019 INDISPENSABILE RENDERE PIU\u2019 FLUIDO IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO GARANTENDO LA MASSIMA SICUREZZA AI LAVORATORI NEL PASSAGGIO DALLE AZIENDE CHE CHIUDONO O RIDUCONO IL PERSONALE A QUELLE CHE NE HANNO BISOGNO \u2013 AL TEMPO STESSO APRIRE IL PAESE E SOPRATTUTTO IL MEZZOGIORNO AGLI INVESTIMENTI STRANIERI, CHE PORTANO DOMANDA AGGIUNTIVA DI LAVORO E INNOVAZIONE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Intervista a cura di Riccardo Casini\u00a0pubblicata su <\/em>Dossier<em>, supplemento\u00a0de <\/em>il Giornale<em>, il 29 marzo 2011<\/em><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Dossier\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Ichino-giornale-29-marzo-2011.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0<a title=\"Dossier\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Ichino-giornale-29-marzo-2011.pdf\" target=\"_blank\"><em>Edizione della stessa intervista, marginalmente modificata, su<\/em> Il Giornale &#8211; Dossier <em>del 29 marzo 2011, in formato pdf <\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>Secondo le ultime rilevazioni, la disoccupazione nell\u2019area Ocse \u00e8 all\u20198,5%. Il dato italiano (8,3%) \u00e8 in linea, ma in aumento dello 0,2% rispetto ad agosto. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Ma il dato italiano si pu\u00f2 considerare in linea soltanto se non si computano tra i disoccupati tutti quei cassaintegrati a zero ore per i quali \u2013 e sono la maggior parte \u2013 in realt\u00e0 vi \u00e8 la certezza che non ci sar\u00e0 ripresa del lavoro nella stessa azienda. Poi ci sono gli \u201cscoraggiati\u201d: tutti quelli che hanno perso il posto nella crisi e hanno rinunciato a cercarne uno nuovo. La Banca d\u2019Italia ci avverte che, se contiamo anche tutti questi, il tasso di disoccupazione italiano sale all\u201911 per cento.<\/p>\n<p><strong>Su questo criterio di computo, per\u00f2, il ministro Sacconi non \u00e8 d\u2019accordo.<\/strong><br \/>\nIl ministro Tremonti, invece, su questo punto ha dato ragione al governatore Draghi.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuali sono in Italia i settori pi\u00f9 colpiti?<\/strong><br \/>\n\u00c8 difficile assegnare i disoccupati a un determinato settore produttivo: non \u00e8 detto che chi ha perso il posto in un settore sia destinato a ritrovarlo in quello stesso settore. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire \u00e8 che il problema della disoccupazione in Italia nasce in larga parte proprio dalla nostra incapacit\u00e0 di assistere efficacemente i lavoratori nel passaggio dall\u2019azienda che chiude o riduce gli organici a quella che ha bisogno di assumere.<br \/>\n<strong><br \/>\nInfatti, sempre secondo l\u2019Ocse, \u201cl\u2019Italia \u00e8 caratterizzata da un ordinamento del mercato del lavoro piuttosto rigido e da una mobilit\u00e0 del lavoro limitata\u201d. Quali misure occorrerebbero per sbloccare la situazione e incentivare l\u2019occupazione?<\/strong><br \/>\nNel mio <a title=\"D.d.l. n. 1873, 11.11.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1873<\/a>, presentato un anno fa con altri 54 senatori, la materia del licenziamento e della mobilit\u00e0 interaziendale \u00e8 oggetto di una profonda riforma ispirata al modello nord-europeo della <em>flexsecurity<\/em>, cio\u00e8 mirata a conciliare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza dei lavoratori nel mercato del lavoro.<br \/>\n<strong><br \/>\nQual \u00e8 il meccanismo protettivo delineato nel suo progetto?<\/strong><br \/>\nL\u2019idea \u00e8 di esentare le imprese, per i nuovi rapporti, dal controllo giudiziale sul motivo economico od organizzativo del licenziamento, in cambio della loro responsabilizzazione circa il sostegno nel mercato al lavoratore che perde il posto. Il costo per le imprese \u00e8 largamente compensato dalla possibilit\u00e0 dell\u2019aggiustamento industriale tempestivo. Per il primo anno il trattamento complementare di disoccupazione costerebbe davvero poco, perch\u00e9 il grosso lo paga gi\u00e0 l\u2019Inps: donde un forte incentivo per le imprese ad attivare i servizi di <em>outplacement<\/em> migliori per ricollocare i lavoratori licenziati entro il primo anno, evitando cos\u00ec il costo dei due anni successivi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiezione \u00e8 che il buon trattamento economico potrebbe dissuadere i lavoratori dall\u2019attivarsi per cercare il nuovo lavoro.<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 quello che accade oggi, pacificamente, per effetto dell\u2019uso distorto della Cassa integrazione anche nei casi in cui vi \u00e8 la certezza che il lavoro non riprender\u00e0 pi\u00f9 nella stessa azienda. Per questo occorre correggere drasticamente questo uso distorto della Cassa. Secondo il mio progetto ispirato alla <em>flexsecurity<\/em> scandinava, la disponibilit\u00e0 effettiva dei lavoratori per il processo di riqualificazione e avviamento al nuovo lavoro sar\u00e0 oggetto di un adeguato potere di controllo da parte dell\u2019azienda che gli paga il trattamento complementare di disoccupazione, nel quadro di un vero e proprio \u201ccontratto di ricollocazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quale dovr\u00e0 essere in futuro il ruolo degli ammortizzatori sociali?<\/strong><br \/>\nOccorrer\u00e0, come dicevo, correggere l\u2019abuso della Cassa integrazione, che \u00e8 stato fortemente incrementato in questo periodo di crisi con l\u2019esplosione della \u201cCassa integrazione in deroga\u201d. E sviluppare invece un sistema di sostegno del reddito per chi perde il lavoro fortemente condizionato alla disponibilit\u00e0 effettiva del lavoratore alla ricerca della nuova occupazione: quello che io propongo di realizzare con una combinazione del trattamento Inps con un trattamento complementare posto a carico dell\u2019azienda che licenzia, in cambio della libert\u00e0 di licenziamento per motivi economici od organizzativi.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 possibile attendersi una risalita del livello occupazionale?<\/strong><br \/>\nSe fossimo capaci di mettere meglio in comunicazione domanda e offerta, potremmo averla anche subito: ci sono diversi settori che gi\u00e0 oggi assorbirebbero decine di migliaia di lavoratori qualificati, se li trovassero.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><br \/>\nIl settore del materiale ferroviario, dove potrebbero essere riconvertiti, per esempio, molti dei lavoratori che perderanno il posto nel settore dell\u2019auto. Ma ci sono in ogni regione decine di migliaia di posti scoperti per falegnami, elettricisti, impiantisti, installatori di infissi, tecnici informatici, macellai, panificatori, fabbri, sarti, e l\u2019elenco potrebbe continuare ancora a lungo.<\/p>\n<p><strong>In Italia oggi i lavoratori irregolari sono quasi 700mila, e producono il 17% del Pil. Il dato \u00e8 corretto?<\/strong><br \/>\nCredo che gli irregolari siano molti di pi\u00f9 che 700mila: l\u2019Istat stima il fenomeno al 15 per cento della forza-lavoro. Del resto, non sarebbe possibile che il 3 per cento della forza-lavoro producesse il 17 per cento del Pil.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i settori maggiormente interessati da questo fenomeno e perch\u00e9?<\/strong><br \/>\nL\u2019edilizia, l\u2019agroindustria, la piccola manifattura, i servizi domestici.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 possibile contrastare questo fenomeno?<\/strong><br \/>\nNel centro-nord aumentando i controlli e regolarizzando i lavoratori extracomunitari. Al sud il fenomeno \u00e8 pi\u00f9 esteso e il problema \u00e8 pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p><strong>Quali politiche sono necessarie nel Mezzogiorno?<\/strong><br \/>\nOccorre porre le regioni meridionali in grado di attirare investimenti, italiani e soprattutto stranieri. Per questo occorre un\u2019azione dei poteri pubblici volta a creare un ambiente favorevole agli investimenti, infrastrutture mirate ad agevolare l\u2019insediamento; e un sistema di relazioni industriali che consenta la negoziazione dei buoni piani industriali a 360 gradi, anche secondo standard diversi da quelli fissati dal contratto collettivo nazionale.<\/p>\n<p><strong>Quale deve essere in questo il ruolo dei sindacati?<\/strong><br \/>\nIl loro mestiere dovrebbe consistere nell\u2019operare come intelligenza collettiva dei lavoratori, valutando i piani industriali e, in caso di valutazione positiva, guidando i lavoratori stessi nella scommessa comune con gli imprenditori.<\/p>\n<p><strong>Come giudica attualmente il loro contributo?<\/strong><br \/>\nSu questo terreno siamo ancora molto indietro. La vicenda di Pomigliano ha dato un salutare scossone alla cultura sindacale italiana; ma c\u2019\u00e8 ancora molta strada da fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 INDISPENSABILE RENDERE PIU\u2019 FLUIDO IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO GARANTENDO LA MASSIMA SICUREZZA AI LAVORATORI NEL PASSAGGIO DALLE AZIENDE CHE CHIUDONO O RIDUCONO IL PERSONALE A QUELLE CHE NE HANNO BISOGNO \u2013 AL TEMPO STESSO APRIRE IL PAESE E SOPRATTUTTO IL MEZZOGIORNO AGLI INVESTIMENTI STRANIERI, CHE PORTANO DOMANDA AGGIUNTIVA DI LAVORO E INNOVAZIONE Intervista [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-11264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11264\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}