
{"id":11560,"date":"2010-12-05T23:14:08","date_gmt":"2010-12-05T22:14:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11560"},"modified":"2011-11-06T11:40:11","modified_gmt":"2011-11-06T10:40:11","slug":"non-rifiutiamo-linnovazione-buona-per-paura-di-quella-cattiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11560","title":{"rendered":"NON RIFIUTIAMO L&#8217;INNOVAZIONE BUONA PER PAURA DI QUELLA CATTIVA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA RICHIESTA DI MARCHIONNE &#8211;\u00a0UN CONTRATTO COLLETTIVO AZIENDALE CHE SOSTITUISCA QUELLO NAZIONALE &#8211;\u00a0NON PUO&#8217; ESSERE LIQUIDATA COME UNA ECCENTRICITA&#8217;, NE&#8217; TANTO MENO COME UN ATTO DI ARROGANZA: ESSA APRE UNA QUESTIONE DI IMPORTANZA DECISIVA PER L&#8217;ALLINEAMENTO DEL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO AL MODELLO PREVALENTE NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI E PER LA SUA APERTURA AGLI INVESTIMENTI STRANIERI<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Lettera sul lavoro&#8221; pubblicata sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 6 dicembre 2010<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 14.25pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto;\"><!--more-->\u00a0 Caro Direttore, a Torino Marchionne pone apertamente sul tavolo la richiesta che anche nello stabilimento di Mirafiori, come in quello di Pomigliano, il lavoro sia regolato soltanto da un contratto aziendale e non dal contratto collettivo nazionale. Non solo i sindacalisti, ma anche i funzionari di Confindustria, quando non gli danno dell\u2019arrogante, gli danno almeno dell\u2019eccentrico: perch\u00e9 mai non dovrebbe valere anche per la Fiat lo stesso contratto nazionale che vale per tutte le altre aziende metalmeccaniche che operano in Italia?<br \/>\n\u00a0\u00a0 Marchionne potrebbe risponderci che, s\u00ec, in Italia per questo aspetto \u00e8 lui l&#8217;eccentrico, ma nel mondo gli eccentrici siamo noi. E almeno in questo avrebbe ragione. In tutti gli altri numerosi Paesi in cui la Fiat opera, dagli U.S.A. al Brasile, dalla Polonia\u00a0alla Serbia, \u00e8 consentito assoggettare le condizioni di lavoro in azienda al solo contratto aziendale e quindi adattarle punto per punto alle esigenze specifiche del singolo piano industriale. Anche in Germania, Paese nel quale il sistema delle relazioni industriali \u00e8 sempre stato imperniato sulla contrattazione collettiva nazionale di settore, oggi \u00e8 consentito e largamente praticato che la singola impresa contratti le condizioni di lavoro in casa propria; e in tal caso \u00e8 soltanto il contratto aziendale ad applicarsi, non quello nazionale.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Cinque anni prima che si aprissero le vertenze di Pomigliano e di Mirafiori ho scritto un libro per mostrare come nell&#8217;ottobre 2000, quando la Fiat annunci\u00f2 la chiusura dello stabilimento Alfa Romeo di Arese, proprio questo nostro sistema di relazioni industriali imperniato sul principio della rigida inderogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale abbia contribuito in modo decisivo a impedire che che quello stesso stabilimento si candidasse per l&#8217;insediamento della produzione della <em>Micra coup\u00e9<\/em> da parte della Nissan (<a title=\"A che cosa serve il sindacato? - Mondadori, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=330\" target=\"_blank\"><em>A che cosa serve il sindacato<\/em><\/a>, Mondadori, 2005). Questo non perch\u00e9 la Nissan intendesse pagare retribuzioni inferiori ai minimi previsti dal nostro contratto nazionale dei metalmeccanici: al contrario, il suo piano industriale prevedeva livelli di produttivit\u00e0 che avrebbero consentito retribuzioni molto pi\u00f9 alte, come gi\u00e0 a Sunderland\u00a0 nel nord-Inghilterra. Il problema era che quel piano prevedeva un&#8217;organizzazione del lavoro &#8211; la c.d. <em>lean production<\/em> &#8211; incompatibile con il sistema di inquadramento professionale previsto dal nostro contratto nazionale; e un sistema di determinazione delle retribuzioni, basato sulla <em>performance review<\/em> individuale (pur con l&#8217;assistenza del sindacalista di fiducia del lavoratore) anch&#8217;esso incompatibile con la struttura della retribuzione stabilita dal nostro contratto nazionale. Cos\u00ec stando le cose, o Cgil Cisl e Uil erano tutte e tre d&#8217;accordo per la deroga (e non lo erano), oppure la deroga non si poteva pattuire. E infatti la trattativa non venne neppure aperta.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il punto \u00e8 che in Italia oggi quasi tutti considerano la &#8220;deroga&#8221; al contratto collettivo nazionale come sinonimo di &#8220;peggioramento delle condizioni di lavoro&#8221;, &#8220;rincorsa al ribasso&#8221;, &#8220;concorrenza tra poveri&#8221;, &#8220;<em>dumping<\/em> sociale&#8221;. Ma le cose non stanno cos\u00ec: la deroga al contratto collettivo nazionale pu\u00f2 anche consistere in una modifica della disciplina dei tempi di lavoro che consente all&#8217;impresa di sfruttare meglio gli impianti e ai lavoratori di guadagnare di pi\u00f9; oppure in una diversa struttura della retribuzione funzionale a un aumento di produttivit\u00e0 di cui saranno i lavoratori per primi a beneficiare; e gli esempi di scostamenti dalla disciplina nazionale potenzialmente vantaggiosi anche per i lavoratori potrebbero moltiplicarsi all&#8217;infinito.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Certo, \u00e8 ben possibile che la deroga al contratto nazionale sia destinata, invece, a rivelarsi dannosa per i lavoratori. Ma non si pu\u00f2, per paura dell&#8217;innovazione cattiva, sbarrare le porte anche a quella buona; a meno che il vero scopo sia quello di proteggere dalle pi\u00f9 dinamiche imprese straniere le imprese nazionali nel loro sonnacchioso tessuto produttivo (questo potrebbe spiegare la tiepida e perplessa accoglienza delle proposte di Marchionne da parte dell\u2019apparato di Confindustria). Se non \u00e8 questo che vogliamo, abbiamo tutti bisogno di un sindacato &#8220;intelligenza collettiva dei lavoratori&#8221; che sia capace di valutare il piano industriale innovativo e l&#8217;affidabilit\u00e0 di chi lo propone; e che, se la valutazione \u00e8 positiva, sappia guidare i lavoratori nella scommessa comune con l&#8217;imprenditore su quel piano, negoziandone le modalit\u00e0 di attuazione a 360 gradi.<br \/>\n\u00a0 \u00a0Dovremmo per questo mandare il contratto collettivo nazionale in soffitta? Niente affatto: esso ben pu\u00f2 \u2013 come in Germania \u2013 conservare la funzione di <em>benchmark<\/em> e di disciplina applicabile per <em>default<\/em>, laddove manchi una disciplina collettiva negoziata da una coalizione maggioritaria a un livello pi\u00f9 prossimo al luogo di lavoro. E chiss\u00e0 che in questo modo, oltre agli investimenti di Marchionne, non riusciamo ad attirare anche quelli di molte altre multinazionali, che finora la vischiosit\u00e0 del nostro sistema di relazioni industriali ha contribuito a tenere alla larga dall&#8217;Italia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 14.25pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RICHIESTA DI MARCHIONNE &#8211;\u00a0UN CONTRATTO COLLETTIVO AZIENDALE CHE SOSTITUISCA QUELLO NAZIONALE &#8211;\u00a0NON PUO&#8217; ESSERE LIQUIDATA COME UNA ECCENTRICITA&#8217;, NE&#8217; TANTO MENO COME UN ATTO DI ARROGANZA: ESSA APRE UNA QUESTIONE DI IMPORTANZA DECISIVA PER L&#8217;ALLINEAMENTO DEL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO AL MODELLO PREVALENTE NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI E PER LA SUA APERTURA AGLI INVESTIMENTI STRANIERI &#8220;Lettera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-11560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11560\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}