
{"id":11589,"date":"2010-12-07T11:26:59","date_gmt":"2010-12-07T10:26:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11589"},"modified":"2010-12-08T23:02:32","modified_gmt":"2010-12-08T22:02:32","slug":"uscire-dal-regime-di-apartheid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11589","title":{"rendered":"USCIRE DAL REGIME DI APARTHEID"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI LAVORATORI DI SERIE B, C E D NESSUNO E\u2019 DISPOSTO A INVESTIRE: RISCHIAMO DI PERDERE UN\u2019INTERA GENERAZIONE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Marzio Fatucchi, pubblicata sul<\/em> Corriere fiorentino <em>del 7 dicembre 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>A Firenze, 350 lavoratori di \u00abOpera\u00bb, la societ\u00e0 che ha vinto l\u2019appalto per i servizi di <em>bookshop<\/em>, vigilanza e prenotazione-biglietteria degli Uffizi, rischiano di trovarsi da un giorno all\u2019altro senza lavoro: \u00e8 in corso il bando, non ci sono clausole sociali nel loro contratto (in questo caso, del commercio).<\/p>\n<p><strong>Pietro Ichino, giuslavorista e deputato Pd: come \u00e8 possibile che si\u00a0faccia un bando di gara senza tener minimamente conto di questo aspetto?<\/strong><br \/>\nNon solo \u00e8 possibile: questa \u00e8 la regola del nostro sistema. Lo si chiama &#8220;mercato del lavoro duale&#8221;, proprio perch\u00e9 si basa su di un regime di vero e proprio <em>apartheid <\/em>tra lavoratori protetti e lavoratori poco o per niente protetti. Mentre questi ultimi portano tutto il peso della flessibilit\u00e0 di cui il sistema ha bisogno, i primi godono \u2014 soprattutto nel settore pubblico \u2014 di una sorta di regime di <em>job property<\/em>, (cio\u00e8 quasi un diritto di propriet\u00e0 sul posto di lavoro, ndr) che talvolta genera anche posizioni di rendita.<\/p>\n<p><strong>Lo stesso problema si vede sempre di pi\u00f9 in altri settori, considerati da sempre a tutti gli effetti lavori \u00abpubblici\u00bb. Basti pensare alla scuola (gli ex bidelli), persino alle aziende dei servizi pubblici (il gas). \u00c8 stata una scelta consapevole o \u00e8 stata la politica ormai scollegata alla realt\u00e0, alla vita delle persone?<\/strong><br \/>\n\u00c8 difficile sostenere che i <em>policy makers<\/em> non ne siano consapevoli. Questo regime di <em>apartheid<\/em> \u00e8 studiato approfonditamente dagli economisti e dai sociologi del lavoro da almeno un quarto di secolo: la cosiddetta teoria <em>insider<\/em>\/<em>outsider<\/em> \u00e8 dei primi anni \u201980. E poi, oggi \u00e8 sotto gli occhi di tutti il fatto che il costo della grande crisi economica dell\u2019ultimo biennio l\u2019ha pagato quasi interamente la met\u00e0 dei lavoratori di serie B, C o D: gli 800 mila che hanno perso il posto sono quasi tutti titolari di contratti a termine, dipendenti di piccole imprese e cooperative appaltatrici di servizi, lavoratori a progetto, collaboratori autonomi, falsi &#8220;liberi professionisti&#8221; con partita Iva che lavoravano continuativamente per un unico committente a 800 o mille euro al mese.<\/p>\n<p><strong>Aziende e associazioni di categoria (anche la Confesercenti) di fronte alla crisi, hanno chiesto maggiore flessibilit\u00e0: ma pu\u00f2 essere una risposta alla crisi?<\/strong><br \/>\nCerto che pu\u00f2 esserlo. A condizione che da qui in avanti il peso della flessibilit\u00e0 sia ripartito equamente; e che a tutti i nuovi assunti sia garantito ci\u00f2 che oggi la maggior parte dei lavoratori italiani non vede neanche da lontano: cio\u00e8 la sicurezza nel mercato del lavoro. La sicurezza che \u00e8 data da un buon sostegno del reddito in caso di perdita del lavoro e da servizi efficienti di assistenza nella ricerca della nuova occupazione e di riqualificazione mirata a sbocchi realmente esistenti.<\/p>\n<p><strong>Un elemento tipico di altri sistemi di welfare, come quello anglosassone. Ma si tiene in scarso conto la ricaduta sociale della flessibilit\u00e0; e c\u2019\u00e8 un evidente ritardo della politica a pensare ad un nuovo <em>welfare<\/em> per i meno tutelati.<\/strong><br \/>\nPer\u00f2 \u00e8 &#8220;politica&#8221; anche il &#8220;progetto <em>Flexsecurity<\/em>&#8221; contenuto nel disegno di legge 1873\/2009, che ho presentato nel novembre del 2009 con altri 54 senatori: un progetto che mira proprio a superare questo <em>apartheid<\/em>. Non si toglie nulla a chi oggi lavora in posizioni di &#8220;serie A&#8221;; ma si ridisegna il diritto del lavoro e il sistema di sicurezza nel mercato per tutti coloro che verranno assunti da qui in avanti: tutti a tempo indeterminato, tutti protetti contro le discriminazioni, ma nessuno inamovibile; l\u2019impresa pu\u00f2 licenziare per motivi economici o organizzativi, ma deve assicurare a tutti i licenziati un trattamento complementare di disoccupazione e un servizio efficiente di <em>outplacement<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Ma la politica italiana \u00e8 in grado di fare questo passo rivoluzionario?<\/strong><br \/>\nTre settimane fa il Senato ha approvato a larghissima maggioranza \u2014 255 voti a favore, 26 soli contrari \u2014 una mozione che impegna il governo a varare un nuovo testo unico delle norme sul lavoro ispirato proprio a quel mio disegno di legge. Ce ne sono dunque non solo le condizioni tecniche, ma anche quella politiche.<\/p>\n<p><strong>Durante la tre giorni fiorentina dei \u00abrottamatori\u00bb del Partito democratico, alcuni economisti hanno proposto un\u2019altra rivoluzione per i lavoratori atipici: pagare di pi\u00f9 chi \u00e8 flessibile rispetto a chi ha contratti a tempo indeterminato. Pu\u00f2 essere una soluzione?<\/strong><br \/>\nFinch\u00e9 ci saranno i lavoratori di serie A in regime di <em>job property<\/em>, ci saranno necessariamente anche i lavoratori di serie B, C e D, sui quali si scaricher\u00e0 il peso della flessibilit\u00e0 necessaria al tessuto produttivo. Limitarsi ad aumentare il costo del lavoro di questi ultimi pu\u00f2 produrre l\u2019effetto-beffa di lasciarli non protetti e per di pi\u00f9 ridurre le loro retribuzioni.<\/p>\n<p><strong>La nuova segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, riferendosi alle lotte delle tessili inglesi raccontate nel film <em>We want sex<\/em>, ha sostenuto che potrebbe nascere qualcosa di simile, una lotta \u00abinnovativa\u00bb, proprio dai precari.<\/strong><br \/>\nL\u2019analogia tra le due situazioni mi sembra molto tenue. Anche perch\u00e9 non vedo alcun segno di un movimento di lotta dei lavoratori delle serie inferiori che possa paragonarsi alle lotte a cui pensa Susanna Camusso. La soluzione verr\u00e0 soltanto dalla consapevolezza, da parte dell\u2019intera societ\u00e0 civile, dell\u2019enorme spreco di capitale umano prodotto da questo assetto del mercato del lavoro: sulla formazione professionale dei lavoratori di serie B, C e D nessuno \u00e8 disposto a investire. Rischiamo di perdere un\u2019intera generazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI LAVORATORI DI SERIE B, C E D NESSUNO E\u2019 DISPOSTO A INVESTIRE: RISCHIAMO DI PERDERE UN\u2019INTERA GENERAZIONE Intervista a cura di Marzio Fatucchi, pubblicata sul Corriere fiorentino del 7 dicembre 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-11589","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11589"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11589\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}