
{"id":11642,"date":"2010-12-11T17:47:11","date_gmt":"2010-12-11T16:47:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11642"},"modified":"2010-12-11T18:56:07","modified_gmt":"2010-12-11T17:56:07","slug":"scuola-italiana-2010-promossi-e-bocciati-ma-tutti-tagliati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11642","title":{"rendered":"UNIVERSITA&#8217;: I TAGLI CHE FAREBBERO MENO MALE (ANZI, FAREBBERO BENE)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">TUTTI I PAESI MAGGIORI SONO COSTRETTI A OPERARE TAGLI NELLA SPESA PUBBLICA, ANCHE IN QUELLA PER L&#8217;ISTRUZIONE; MA I PAESI PIU&#8217; AVANZATI SONO CAPACI DI RECUPERARE RISORSE IN MODO SELETTIVO, COSI&#8217; RIDUCENDO I CONTRACCOLPI NEGATIVI E, ANZI FACENDO DELLA RIDUZIONE DELLA SPESA UN MOMENTO DI RECUPERO DI EFFICIENZA<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Andrea Ichino<\/strong> pubblicato su <\/em>il Sole 24 Ore <em>del 12 dicembre 2010<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Anche Paesi pi\u00f9 solidi del nostro, come il Regno Unito, sono costretti a tagliare pesantemente la spesa pubblica e in particolare i fondi per l&#8217;istruzione e la ricerca. Ma all&#8217;estero, gli atenei hanno margini di flessibilit\u00e0 pi\u00f9 ampi dei nostri per fronteggiare con traumi minori la riduzione dei finanziamenti. In primo luogo, la possibilit\u00e0 di diminuire la spesa complessiva per i dipendenti ossia il &#8220;monte salari&#8221;, che \u00e8 dato dal prodotto di ciascun livello retributivo per il numero di lavoratori che lo percepiscono. In secondo luogo, e ancor pi\u00f9 importante, la possibilit\u00e0 di modificare liberamente, ma in direzioni opposte per il monte salari dato, i livelli retributivi e il numero di lavoratori corrispondenti. Purtroppo, n\u00e9 la riforma Gelmini n\u00e9 le proposte dell&#8217;opposizione affrontano questo problema centrale per il sistema universitario italiano. Senza una sua soluzione, anche i piccoli passi avanti introdotti dalla riforma non potranno generare effetti davvero positivi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Immaginiamo un ateneo che spenda 70 per le retribuzioni dei dipendenti e 30 per tutte le altre funzioni. A causa della crisi, i suoi fondi sono tagliati del 25% e supponiamo che nulla si possa fare per evitarlo o che si preferisca riformare il sistema prima di rifinanziarlo. Alla gravit\u00e0 del taglio si aggiunge, per\u00f2, il fatto che esso deve interamente concentrarsi sul 30 costituito dalle &#8220;altre spese&#8221;, perch\u00e9 le retribuzioni dei dipendenti e il loro numero sono intoccabili. Cos\u00ec l&#8217;ateneo si ritrova a spendere solo 5 per tutto quel che deve fare, oltre ai 70 dell&#8217;invariato monte salari. In particolare non pu\u00f2, come sembrerebbe logico, distribuire i tagli nel modo pi\u00f9 efficiente tra le varie voci di spesa, inclusa quella per i dipendenti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Che senso ha strangolare l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;ateneo limitando la sua flessibilit\u00e0 nella gestione dei tagli, mentre ci sarebbero dipendenti che costano molto e producono poco (un caso purtroppo assai frequente nell&#8217;accademia italiana), e quindi sui quali scaricare i tagli avrebbe effetti molto meno deleteri?<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;intoccabilit\u00e0 del monte salari congiunta alla flessibilit\u00e0 obbligata delle altre voci di bilancio, \u00e8 il motivo per cui oggi gran parte degli atenei italiani si ritrovano con oltre il 90% del loro <em>budget<\/em> bloccato da spese per i dipendenti e sono per questo incapaci di svolgere le loro funzioni. Questo accade anche per gli atenei fino a qualche anno fa ritenuti virtuosi, perch\u00e9 pure per questi, a furia di tagliare solo le altre voci, la spesa per dipendenti \u00e8 l&#8217;unica rimasta.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 di cui gli atenei avrebbero bisogno invece, soprattutto in un momento di contrazione del finanziamento complessivo, sarebbe di poter ridurre anche il monte salari licenziando i cattedratici improduttivi e usando le imponenti risorse che cos\u00ec si libererebbero per assumere e promuovere i migliori (ma solo i migliori) giovani ricercatori. Lo scambio tra minore quantit\u00e0 e maggiore qualit\u00e0, anche se meglio retribuita, potrebbe consentire di contrarre il monte salari con danni meno pesanti per il buon funzionamento degli atenei.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Ma gli studenti sono tanti&#8221;, dir\u00e0 qualcuno. Chi ha detto, per\u00f2, che dobbiamo ammetterli tutti? Nella maggior parte degli altri Paesi l&#8217;accesso all&#8217;universit\u00e0 \u00e8 riservato solo agli studenti che se lo meritano, con aiuti finanzi per i meno abbienti, ai quali serve un&#8217;universit\u00e0 selettiva e di qualit\u00e0, non un inutile pezzo di carta dato a tutti. Anche nel caso degli studenti, quindi, basterebbe scambiare quantit\u00e0 per qualit\u00e0, generalizzando il numero chiuso e abolendo la demagogica liberalizzazione delle ammissioni.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutto questo sarebbe possibile impostando la riforma del sistema universitario (ma anche di quello scolastico) in modo radicalmente diverso da quello che tutti i progetti in discussione, incluso quello Gelmini, propongono. Ossia una riforma basata sul binomio &#8220;autonomia-valutazione&#8221;, che lasci liberi gli atenei di organizzarsi liberamente come meglio preferiscono soprattutto nella gestione delle risorse umane e dell&#8217;offerta formativa, salvo erogare loro i fondi solo sulla base del raggiungimento di risultati soddisfacenti nella ricerca e nella didattica. Una riforma che lasci libero l&#8217;ateneo A di spendere tutto il suo monte salari per pochi ottimi ricercatori che insegnino a pochi ottimi studenti, e all&#8217;ateneo B invece di assumere molti docenti meno interessati alla ricerca di frontiera e pronti ad accettare carichi didattici maggiori per studenti che non siano interessati ad avere e a\u00a0dare il massimo. Stesso <em>budget<\/em>, magari, ma scelte diverse tutte potenzialmente desiderabili purch\u00e9 diano, ciascuna nel proprio campo, buoni risultati.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Senza questi margini di flessibilit\u00e0, gli atenei diventeranno dei falansteri pieni di insegnanti dequalificati e sottopagati e di studenti in parcheggio privi della speranza di trovare lavoro. E tutti, insegnanti e studenti, si guarderanno negli occhi non disponendo nemmeno dei banchi, dei gessi e delle lavagne per fare lezione. \u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 1cm; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 1cm; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TUTTI I PAESI MAGGIORI SONO COSTRETTI A OPERARE TAGLI NELLA SPESA PUBBLICA, ANCHE IN QUELLA PER L&#8217;ISTRUZIONE; MA I PAESI PIU&#8217; AVANZATI SONO CAPACI DI RECUPERARE RISORSE IN MODO SELETTIVO, COSI&#8217; RIDUCENDO I CONTRACCOLPI NEGATIVI E, ANZI FACENDO DELLA RIDUZIONE DELLA SPESA UN MOMENTO DI RECUPERO DI EFFICIENZA Editoriale di Andrea Ichino pubblicato su il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,27],"tags":[],"class_list":["post-11642","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-22-lavoro-pubblico","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11642\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}