
{"id":11700,"date":"2010-12-23T09:08:26","date_gmt":"2010-12-23T08:08:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11700"},"modified":"2010-12-26T13:44:51","modified_gmt":"2010-12-26T12:44:51","slug":"un-welfare-per-i-lavoratori-autonomi-di-seconda-generazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11700","title":{"rendered":"UN WELFARE PER I LAVORATORI AUTONOMI DI SECONDA GENERAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IN MATERIA DI LAVORO AUTONOMO LA LEGISLAZIONE SOCIALE OGGI NON PUO\u2019 PRESCINDERE DA UNA DISTINZIONE TRA CHI OPERA DAVVERO COME LIBERO PROFESSIONISTA E CHI INVECE OPERA IN UNA POSIZIONE DI MONOCOMMITTENZA E BASSO REDDITO, QUINDI DI SOSTANZIALE DIPENDENZA ECONOMICA DALL\u2019AZIENDA CON CUI COLLABORA: I PROBLEMI DI PROTEZIONE SOCIALE SONO DIVERSI NEI DUE CASI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Andrea Telara, in corso di pubblicazione sul<\/em> Giornale delle Partite Iva, <em>gennaio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Due disegni di legge e un confronto intenso con le associazioni di categoria, compresa Acta. E&#8217; l&#8217;impegno degli ultimi due anni messo in campo da Pietro Ichino, noto giuslavorista e senatore del Partito Democratico, per rispondere ai problemi dei professionisti emergenti. Ichino \u00e8 senza dubbio d&#8217;accordo con alcune rivendicazioni del Manifesto del lavoro autonomo di seconda generazione, ma avverte: sarebbe un errore creare per tutti i lavoratori autonomi lo stesso sistema di welfare: &#8220;Occorre distinguere tra i veri liberi professionisti e quelli che operano in condizioni di dipendenza economica&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel <a title=\"Manifesto Acta - ottobre 2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=10875\" target=\"_blank\">manifesto di Acta<\/a>, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 innanzitutto la richiesta di una riduzione delle aliquote pensionistiche. Cosa ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Effettivamente, L\u2019aliquota contributiva del 27% circa, prevista per gli iscritti alla gestione separata Inps a cui sono iscritti questi lavoratori, \u00e8 indubbiamente elevata si giustifica solo per quelli che sono sostanzialmente equiparabili ai lavoratori subordinati, non per i veri liberi professionisti. Per questo, nel 2009 ho presentato due disegni di legge, il n. 1540 e il n. 1873, che prevedono una netta distinzione tra la disciplina applicabile ai \u201cfalsi autonomi\u201d, cio\u00e8 ai collaboratori che lavorano di fatto con un solo committente e guadagnano meno di 40.000 euro annui, e quella applicabile ai veri autonomi, cio\u00e8 a tutti gli altri. Per questi ultimi, con il ddl. n. 1540 propongo di applicare lo stesso regime previdenziale vigente oggi per gli artigiani, in attesa di una riforma di carattere pi\u00f9 generale.<br \/>\n<strong>Ma questa distinzione tra i veri e i \u201cfalsi\u201d lavoratori autonomi, quelli che operano per un solo committente, \u00e8 stata discussa e condivisa dalle parti interessate, oppure \u00e8 frutto soltanto di una elaborazione teorica?<\/strong><br \/>\nA dire il vero, i requisiti della monocommittenza sono gi\u00e0 stati sperimentati in alcuni ordinamenti stranieri, per esempio in Spagna, per la delimitazione di alcune protezioni. Prima e dopo la presentazione dei miei due disegni di legge, si \u00e8 discusso molto sul concetto di lavoro economicamente dipendente, sia con le associazioni dei lavoratori autonomi come Acta, sia con le maggiori confederazioni sindacali come Cgil Cisl e Uil.<br \/>\n<strong>Com&#8217;\u00e8 andata?<\/strong><br \/>\nI sindacati chiedevano che il limite di reddito annuo, per la definizione di lavoro economicamente dipendente, venisse fatto coincidere con il confine tra la retribuzione lorda di un quadro e quella di un dirigente di fascia bassa, cio\u00e8 attorno ai 60.000 euro annui. Acta invece chiedeva di ridurlo a 24.000 euro.<br \/>\n<strong>Risultato?<\/strong><br \/>\nCon gli altri firmatari dei disegni di legge ho concordato di porre il limite a 40.000 euro annui, pi\u00f9 che altro per includere nell\u2019area della dipendenza economica alcune importanti figure professionali che oggi vengono fatte passare scorrettamente come lavoratori autonomi. \u00c8 il caso, per esempio, dei paramedici e dei medici di livello medio-basso, oppure di molti redattori e giornalisti che operano nelle case editrici.<br \/>\n<strong>Non \u00e8 un po\u2019 troppo alto il limite di 40.000 euro? Di solito un giovane che inizia un&#8217;attivit\u00e0 di libero professionista guadagna molto meno&#8230;<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Difatti, in entrambi i disegni di legge, sono previste delle eccezioni: per i primi due anni di attivit\u00e0, per esempio, il limite dei 40mila euro viene dimezzato. Di conseguenza, se un giovane inizia un&#8217;attivit\u00e0 di libero professionista e guadagna fin dall\u2019inizio circa 30.000 all&#8217;anno, viene considerato a tutti gli effetti un lavoratore autonomo che non necessita di protezioni simili a quelle di un dipendente; e questo anche se opera in regime di monocommittenza.<br \/>\n<strong>I lavoratori autonomi di nuova generazione avanzano un&#8217;altra richiesta importante: la riduzione della pressione fiscale. E&#8217; d&#8217;accordo?<\/strong><br \/>\nSu alcuni punti hanno indubbiamente ragione<br \/>\n<strong>Su quali?<\/strong><br \/>\nPer esempio quando chiedono che l\u2019acconto fiscale di novembre venga determinato con una percentuale inferiore rispetto a quella di oggi. Sarebbe un provvedimento giusto, per tenere conto delle possibili fluttuazioni del reddito annuale che, nel caso dei lavoratori autonomi di nuova generazione, sono molto pi\u00f9 marcate rispetto ad altre categorie. Ma ritengo condivisibile anche la richiesta di detrarre dal reddito alcune importanti voci di costo, come quelle per la formazione e l&#8217;aggiornamento professionale.<br \/>\n<strong>I professionisti emergenti vorrebbero anche un migliore sistema di <em>welfare<\/em>, basato ad esempio su forme di assistenza sanitaria o sostegni alla maternit\u00e0. Qual \u00e8 la sua opinione in proposito?<\/strong><br \/>\nAnche su questa materia deve valere la distinzione tra i lavoratori autonomi veri e quelli che si trovano in una posizione di sostanziale dipendenza. Per questi ultimi, dovrebbe essere garantito un sistema di welfare sostanzialmente equivalente, se non perfettamente uguale, a quello previsto per i lavoratori subordinati.<br \/>\n<strong>E per i veri lavoratori autonomi?<\/strong><br \/>\nAnche a loro dovrebbero essere offerte alcune apprezzabili garanzie di sostegno al reddito in caso di maternit\u00e0 o di malattia. Ma sarebbe un errore estendere a questa categoria di lavoratori un sistema di protezione modellato su quello previsto per i dipendenti.<br \/>\n<strong>In definitiva, senatore Ichino, cosa ne pensa della crescita delle professioni emergenti? Rappresentano una risorsa per il sistema produttivo italiano, o sono un punto debole?<\/strong><br \/>\nL\u2019alto numero di nuove partite Iva non deve essere considerato in modo acritico: nell\u2019ultimo decennio il suo aumento \u00e8 in larga parte imputabile alla dissimulazione di rapporti di lavoro sostanzialmente dipendente. Prima della legge Biagi era pi\u00f9 frequente che questa dissimulazione avvenisse nella forma della collaborazione coordinata e continuativa autonoma; ma da quando, nel 2003, quella legge ha posto delle regole pi\u00f9 rigide per le collaborazioni continuative, la fuga dal diritto del lavoro ha preso quest\u2019altra strada. Ci\u00f2 non toglie che, invece, tra le nuove partite Iva ci siano anche molti \u201clavoratori autonomi di seconda generazione\u201d, senza ordini o albi e senza casse di previdenza, le cui caratteristiche e i cui interessi sono poco conosciuti e poco studiati; e che invece devono incominciare a essere considerati dai <em>policy makers<\/em> per la peculiarit\u00e0 della loro posizione socio-economica e delle loro esigenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IN MATERIA DI LAVORO AUTONOMO LA LEGISLAZIONE SOCIALE OGGI NON PUO\u2019 PRESCINDERE DA UNA DISTINZIONE TRA CHI OPERA DAVVERO COME LIBERO PROFESSIONISTA E CHI INVECE OPERA IN UNA POSIZIONE DI MONOCOMMITTENZA E BASSO REDDITO, QUINDI DI SOSTANZIALE DIPENDENZA ECONOMICA DALL\u2019AZIENDA CON CUI COLLABORA: I PROBLEMI DI PROTEZIONE SOCIALE SONO DIVERSI NEI DUE CASI Intervista a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,31],"tags":[],"class_list":["post-11700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11700\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}