
{"id":11970,"date":"2010-12-29T13:21:45","date_gmt":"2010-12-29T12:21:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11970"},"modified":"2011-01-08T22:17:13","modified_gmt":"2011-01-08T21:17:13","slug":"le-nuove-relazioni-industriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11970","title":{"rendered":"RELAZIONI INDUSTRIALI: COME L&#8217;ITALIA PUO&#8217; E DEVE RISPONDERE ALLA SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DALLA GRAVE CRISI DEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI OCCORRE USCIRE CON UNA RIFORMA CAPACE DI CONIUGARE L&#8217;EFFETTIVITA&#8217; ED EFFICACIA DEI CONTRATTI SUI PIANI INDUSTRIALI INNOVIATIVI &#8211; NECESSARIA PER APRIRE IL PAESE AGLI INVESTIMENTI STRANIERI &#8211; CON IL PLURALISMO SINDACALE<\/span><\/p>\n<p><em>Documento sottoscritto da Augusto Barbera, Antonello Cabras, Stefano Ceccanti, Sergio Chiamparino, Paolo Giaretta, Pietro Ichino, Claudia Mancina, Ignazio Marino, Enrico Morando, Alessia Mosca, Magda Negri,\u00a0Nicola Rossi, Francesco Tempestini, Giorgio Tonini, parlamentari del Pd &#8211;\u00a029 dicembre 2010 &#8211; V. anche il <a title=\"Documento Fassina-morgando-Bragantini, 29.12..10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12071\" target=\"_blank\">documento firmato da Stefano Fassina con il segretario piemontese e la segretaria torinese del Pd<\/a> e pubblicato nello stesso giorno<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>A pi\u00f9 di sessant\u2019anni dall\u2019abrogazione dell\u2019ordinamento corporativo e dall\u2019entrata in vigore della Costituzione, il sistema italiano delle relazioni industriali \u00e8 ancora privo di una cornice compiuta di norme di fonte statuale, attuativa di quanto previsto dall\u2019articolo 39 della Carta; ma \u00e8 anche privo di una cornice compiuta di norme di fonte collettiva. Tale esso \u00e8 rimasto anche dopo l&#8217;Accordo di concertazione del 23 luglio 1993, pur decisivo per l&#8217;accesso del Paese al sistema dell&#8217;Euro: quello stesso Accordo, infatti, rinviava a interventi legislativi, anche di livello costituzionale, in materia di contrattazione collettiva e relativa efficacia, che non sono stati poi attuati.<\/p>\n<p>Resta in particolare largamente indeterminata la disciplina di materie di importanza cruciale, in un regime come il nostro di pluralismo sindacale, quali quelle<br \/>\n&#8211; della misurazione della rappresentativit\u00e0 di ciascun sindacato nei luoghi di lavoro,<br \/>\n&#8211; dell\u2019efficacia soggettiva dei contratti collettivi,<br \/>\n&#8211; dei rapporti tra contratti collettivi di diverso livello,<br \/>\n&#8211; dell\u2019esercizio del diritto di sciopero,<br \/>\n&#8211; dell\u2019efficacia della clausola di tregua sindacale,<br \/>\nle quali attualmente sono oggetto soltanto di orientamenti giurisprudenziali resi incerti dall\u2019assenza di qualsiasi disciplina di fonte legislativa o collettiva.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo decennio si \u00e8 aperta una crisi del sistema, che \u00e8 venuta progressivamente aggravandosi. \u00c8 la crisi di un \u201cmodello contrattuale\u201d affermatosi nei fatti, che per le sue caratteristiche strutturali produce un effetto depressivo sui livelli retributivi: <em>a)<\/em> ancorando i livelli della parte pi\u00f9 forte e dinamica del tessuto produttivo nazionale a quelli della parte pi\u00f9 debole; <em>b)<\/em> ostacolando gli investimenti stranieri abbinati a piani industriali innovativi. Quest\u2019ultimo effetto \u00e8 conseguenza della mancanza di un criterio che consenta di dirimere il dissenso tra i sindacati, quando esso si manifesta in sede aziendale nella negoziazione di piani industriali innovativi: questa situazione di anomia produce una marcata vischiosit\u00e0 del sistema di relazioni industriali, attribuendo di fatto un potere di veto alle formazioni minoritarie. La vicenda del progetto Fiat per la \u201cFabbrica Italia\u201d ha posto in evidenza questa vischiosit\u00e0 e i difetti dell\u2019ordinamento attuale che la determinano, rendendo l\u2019opinione pubblica consapevole dei costi altissimi che ne derivano per il Paese, in termini di chiusura agli investimenti delle grandi multinazionali.<\/p>\n<p>Superare questa vischiosit\u00e0 del sistema delle relazioni industriali \u00e8 indispensabile per un Paese come il nostro la cui crescita economica \u00e8 bloccata da molti anni e che non dispone di altra leva, per tornare a crescere, che quella dell\u2019aumento drastico del flusso degli investimenti provenienti dall\u2019estero. Effetti depressivi su quel flusso sono esercitati anche da altre cause strutturali, quali i difetti delle nostre amministrazioni pubbliche e delle nostre infrastrutture, i costi pi\u00f9 alti che altrove dei servizi alle imprese dovuti a difetto di concorrenza dei rispettivi mercati; ma una fluidificazione del nostro sistema delle relazioni industriali pu\u00f2 avere un effetto positivo sul flusso degli investimenti in entrata anche prima che gli altri difetti vengano efficacemente corretti.<\/p>\n<p>In particolare, \u00e8 necessario aprire spazi \u2013 assai pi\u00f9 ampi degli attuali \u2013 di valutazione degli scostamenti rispetto ai modelli nazionali di organizzazione del lavoro, struttura delle retribuzioni, articolazione dei tempi di lavoro, portati dai nuovi piani industriali, nella consapevolezza che non giova a nessuno, n\u00e9 imprese n\u00e9 lavoratori, un sistema chiuso, per paura delle innovazioni cattive, anche alle innovazioni buone. \u00c8 dunque questo il filo che proponiamo di tirare subito per avviare nel Paese un grande processo di modernizzazione.<\/p>\n<p>La via maestra per il riassetto del sistema delle relazioni industriali dovrebbe essere quella di un accordo interconfederale sottoscritto da tutte le confederazioni imprenditoriali e sindacali maggiori, nel quale le cinque materie cruciali indicate sopra trovino compiuta disciplina: compito della legge, a quel punto, sarebbe soltanto quello di intervenire a sostegno dell\u2019efficacia dell\u2019accordo sindacale. Dove, per\u00f2, il sistema mostri di non essere in grado di dotarsi di questa cornice di norme universalmente condivise, determinando il rischio di paralisi, spetta al legislatore intervenire in via sussidiaria e provvisoria, con una normativa snella, che sia il meno possibile intrusiva e il pi\u00f9 possibile volta a rafforzare l\u2019autonomia collettiva. L&#8217;obiettivo non \u00e8 sottrarre materie alla libera contrattazione. Al contrario: si tratta di cambiare forme, protagonisti e tempi della contrattazione, per renderla pi\u00f9 penetrante, pervasiva ed efficace.<\/p>\n<p>Un esempio di come questa normativa legislativa pu\u00f2 essere delineata \u00e8 offerto dal <a title=\"ddl 1872\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1872<\/a>, presentato da 55 senatori del Pd nell\u2019autunno 2009, il cui contenuto pu\u00f2 sintetizzarsi come segue:<br \/>\n1. una disciplina molto semplice e lineare della <strong>rappresentanza sindacale<\/strong> nei luoghi di lavoro consente di individuare il sindacato o coalizione sindacale titolare della maggioranza dei consensi, al livello aziendale e ai livelli superiori fino a quello nazionale;<br \/>\n2. a questo sindacato o coalizione viene attribuito il potere di stipulare un contratto collettivo \u2011 ivi compresa la<strong> clausola di tregua <\/strong>in riferimento alle materie regolate nel contratto stesso \u2011 con<strong> efficacia generale <\/strong>nell\u2019ambito di sua competenza;<br \/>\n3. il <strong>contratto collettivo nazionale<\/strong> stipulato dal sindacato o coalizione maggioritaria resta la disciplina applicabile per <em>default<\/em> in tutta la categoria che il contratto stesso definisce;<br \/>\n4. \u00e8 fatta, per\u00f2, salva la possibilit\u00e0 che <strong>a un livello inferiore<\/strong> \u2011 regionale o aziendale \u2011 un sindacato o coalizione maggioritaria stipuli efficacemente un altro contratto di contenuto diverso, che in tal caso prevale sulla disciplina collettiva di livello nazionale;<br \/>\n5. qui il progetto prevede che si attivi un <strong>\u201cfiltro\u201d ulteriore, per limitare la derogabilit\u00e0 del contratto nazionale<\/strong> da parte di quello di livello inferiore: il requisito che il sindacato stipulante in deroga sia radicato in almeno quattro regioni (ma si possono utilizzare e anche combinare tra loro tecniche di limitazione diverse, con diverso grado di restrittivit\u00e0).<\/p>\n<p>Come la relazione al <a title=\"ddl 1872\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1872\/2009<\/a> avverte, la parte della riforma riguardante l\u2019efficacia <em>erga omnes<\/em> del contratto collettivo nazionale richiede una riforma degli ultimi tre commi dell\u2019articolo 39 della Costituzione. Nulla vieta tuttavia che, in attesa di questa modifica costituzionale, si escluda dalla nuova disciplina legislativa la (sola) materia dell\u2019efficacia <em>erga omnes<\/em> dei contratti collettivi nazionali, limitando la riforma alle materie della rappresentanza sindacale nei posti di lavoro, alla contrattazione collettiva aziendale (ivi compresa la clausola di tregua) e ai suoi rapporti con il contratto collettivo nazionale: tutte queste materie, infatti, sono esenti dal vincolo risultante dagli attuali ultimi tre commi dell\u2019articolo 39 della Costituzione.<\/p>\n<p>Augusto BARBERA, Antonello CABRAS, Stefano CECCANTI, Sergio CHIAMPARINO, Paolo GIARETTA, Pietro ICHINO, Claudia MANCINA, Ignazio MARINO, Enrico MORANDO, Alessia MOSCA, Magda NEGRI,\u00a0Nicola ROSSI, Francesco TEMPESTINI, Giorgio TONINI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DALLA GRAVE CRISI DEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI OCCORRE USCIRE CON UNA RIFORMA CAPACE DI CONIUGARE L&#8217;EFFETTIVITA&#8217; ED EFFICACIA DEI CONTRATTI SUI PIANI INDUSTRIALI INNOVIATIVI &#8211; NECESSARIA PER APRIRE IL PAESE AGLI INVESTIMENTI STRANIERI &#8211; CON IL PLURALISMO SINDACALE Documento sottoscritto da Augusto Barbera, Antonello Cabras, Stefano Ceccanti, Sergio Chiamparino, Paolo Giaretta, Pietro Ichino, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,11],"tags":[],"class_list":["post-11970","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11970"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11970\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}