
{"id":11979,"date":"2010-12-29T22:48:10","date_gmt":"2010-12-29T21:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11979"},"modified":"2010-12-29T22:48:10","modified_gmt":"2010-12-29T21:48:10","slug":"panebianco-la-nostalgia-dei-conservatori-di-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11979","title":{"rendered":"PANEBIANCO: LA NOSTALGIA DEI CONSERVATORI DI SINISTRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SINISTRA SEGNA L&#8217;ENNESIMO AUTO-GOAL:\u00a0INCASTRATA TRA\u00a0IDEALIZZAZIONI E CONSERVATORISMO NON RIESCE A\u00a0PROPORRE UNA NUOVA PROSPETTIVA POLITICA, PERDE LA GRINTA SEGNATA DAL RIFORMISMO DELL&#8217;INIZIO PD E NON ATTRAE L&#8217;ELETTORATO NONOSTANTE IL GENERALE MALCONTENTO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Angelo Panebianco <\/strong>pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera, 29 dicembre 2010<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa che accomuna l&#8217;opposizione della Fiom all&#8217;accordo Fiat-sindacati su Mirafiori e quella del Partito democratico alla riforma Gelmini dell&#8217;universit\u00e0, appena varata dalla maggioranza di governo. Sono le due pi\u00f9 recenti manifestazioni di quella strenua difesa dello <em>status quo<\/em> in qualunque ambito della vita sociale, politica, istituzionale, che \u00e8 ormai da tempo la pi\u00f9 evidente caratteristica della sinistra italiana, nella sua espressione sindacale come in quella politico-parlamentare. Si tratti di scuola, di rapporti di lavoro, di magistratura, di revisioni costituzionali o quant&#8217;altro, non c&#8217;\u00e8 un settore importante della vita associata in cui il conservatorismo della sinistra non si manifesti con forza.<\/p>\n<p>Forse ci\u00f2 aiuta a spiegare una circostanza che sarebbe altrimenti incomprensibile: il fatto che l&#8217;opposizione di sinistra non si sia minimamente avvantaggiata in questi anni, stando ai sondaggi, delle gravi difficolt\u00e0 di un governo che ha dovuto fronteggiare le conseguenze della crisi mondiale e che \u00e8 stato inoltre investito da scandali e furibonde divisioni. Tanto \u00e8 vero che tutti continuano a prevedere, in caso di elezioni, una vittoria (quanto meno alla Camera) del centrodestra.<\/p>\n<p>La domanda che la sinistra italiana dovrebbe porsi \u00e8 la seguente: perch\u00e9 nemmeno la forte disillusione di tanti italiani nei confronti di Berlusconi, il fatto che ormai pi\u00f9 nessuno creda nella \u00abrivoluzione liberale\u00bb sempre promessa e mai attuata spostano a sinistra l&#8217;asse politico del Paese? Pu\u00f2 essere che la risposta giusta sia la seguente: dovendo scegliere fra ci\u00f2 che ritiene un male (Berlusconi) e ci\u00f2 che ritiene un male ancora maggiore (la sinistra), il grosso degli italiani continua a optare per la minimizzazione del danno, per il male minore. Una delle ragioni, forse, \u00e8 che, tolta una cospicua ma minoritaria area di conservatori a oltranza, la maggioranza relativa degli italiani pensa che stare fermi condannerebbe il Paese alla decadenza economica e sociale e che risposte magari insufficienti, o anche sbagliate, ai problemi collettivi, siano comunque preferibili alle non risposte.<\/p>\n<p>Ci sono due modi per fare opposizione a un governo. Il primo consiste nel contrapporre ai progetti governativi di modifica pi\u00f9 o meno profonda dell&#8217;esistente, proposte diverse, che ovviamente si giudicano migliori, di modifica altrettanto o anche pi\u00f9 profonda. Il secondo consiste nel difendere l&#8217;esistente. Quest&#8217;ultima \u00e8 stata la scelta della sinistra in quasi tutti i campi di interesse collettivo. Ne \u00e8 derivata una paurosa mancanza di idee nuove sul che fare, una mancanza di idee che ha fatto subito appassire la rosa appena sbocciata del Partito democratico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile ricostruire le cause del conservatorismo della sinistra. Forse, una delle pi\u00f9 importanti, \u00e8 l&#8217;evidente nostalgia per la cosiddetta Prima Repubblica, che poi altro non \u00e8 se non nostalgia per i tempi in cui la sinistra era rappresentata da un grande partito, il Pci, rispettato e temuto da tutti, capace, pur dalla opposizione, di influenzare potentemente la vita pubblica e i costumi collettivi. Non avendo mai fatto davvero i conti con la storia comunista, la sinistra italiana, o ci\u00f2 che ne resta, non ha saputo nemmeno fare i conti con tutto ci\u00f2 che non andava nella Prima Repubblica. Ha finito per idealizzarla. Solo cos\u00ec si spiega il fatto che la sua opposizione alla destra sia sempre stata improntata al seguente ritornello: sono arrivati i barbari, i quali stanno distruggendo tutto ci\u00f2 che di buono avevamo. Ma davvero era cos\u00ec buono ci\u00f2 che avevamo? No, non lo era. Quasi tutti i problemi che ci attanagliano oggi (ne cito tre: debito pubblico, cattiva qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione, cattivo funzionamento della giustizia) sono il frutto di pessime scelte della troppo mitizzata classe politica della Prima Repubblica, almeno dagli anni Settanta in poi. Il punto \u00e8 che quella mal riposta nostalgia ha finito per alimentare una ideologia conservatrice, che si traduce nella pura e semplice difesa dalle minacce portate dai barbari di ci\u00f2 che la Prima Repubblica ci ha lasciato in eredit\u00e0. C&#8217;\u00e8 poi, certamente, a spiegazione del conservatorismo, una ragione pi\u00f9 generale. Fronteggiare i nuovi problemi, dall&#8217;invecchiamento della popolazione alla immigrazione, alla accresciuta competizione internazionale, significa dare risposte creative che rimettano in discussione molte soluzioni del XX secolo che si ritenevano a torto definitivamente acquisite.<\/p>\n<p>Non essendo in grado di trovare risposte creative, la sinistra si \u00e8 ridotta a giocare solo sulla difensiva. C&#8217;\u00e8 chi pensa che il conservatorismo della sinistra venga da lontano, sia una eredit\u00e0 di quella incapacit\u00e0 di fare i conti con la modernit\u00e0 che caratterizzava il vecchio Partito comunista: fu proprio in polemica col Pci, oltre che con la Dc, che i socialisti craxiani si appellarono allora a una idea di modernit\u00e0 che avrebbe dovuto far circolare in Italia aria nuova. Ma \u00e8 vero che ci sono stati anche momenti (diverse importanti decisioni del primo governo Prodi ne sono un esempio) in cui la sinistra ha saputo, sia pure con fatica, uscire dal recinto della conservazione sociale. E, comunque, non ha mai potuto perseguire la vocazione conservatrice, sua o del suo elettorato, senza pagare il prezzo di aspri conflitti interni. Ci\u00f2 forse spiega anche la sua nota schizofrenia: finch\u00e9 si tratta di gestire, assieme alla maggioranza, nel chiuso delle commissioni parlamentari, certi provvedimenti, la sinistra pu\u00f2 anche esibire fervore riformista. \u00c8 costretta per\u00f2 a metterlo da parte (il caso della riforma Gelmini \u00e8 esemplare) non appena deve fare i conti con le sollecitazioni della parte pi\u00f9 chiusa e conservatrice del suo elettorato. Forse il discorso di Walter Veltroni al Lingotto, con il quale si inaugur\u00f2 la segreteria del neonato Partito democratico, \u00e8 stato l&#8217;ultimo tentativo (poi fallito come a suo tempo fall\u00ec il tentativo craxiano)\u2009di disegnare i contorni di una sinistra non conservatrice. Dopo di che, il nulla. In altri Paesi, sinistre messe alle corde sono state capaci di reagire e di rinnovarsi, di inventarsi idee nuove e proposte. La sinistra italiana ne sembra incapace. Continua a denunciare i barbari per evitare di parlare a se stessa e al Paese di progetti per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SINISTRA SEGNA L&#8217;ENNESIMO AUTO-GOAL:\u00a0INCASTRATA TRA\u00a0IDEALIZZAZIONI E CONSERVATORISMO NON RIESCE A\u00a0PROPORRE UNA NUOVA PROSPETTIVA POLITICA, PERDE LA GRINTA SEGNATA DAL RIFORMISMO DELL&#8217;INIZIO PD E NON ATTRAE L&#8217;ELETTORATO NONOSTANTE IL GENERALE MALCONTENTO Articolo di Angelo Panebianco pubblicato sul Corriere della Sera, 29 dicembre 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-11979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11979\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}