
{"id":12026,"date":"2011-01-05T21:52:12","date_gmt":"2011-01-05T20:52:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12026"},"modified":"2011-01-05T21:54:40","modified_gmt":"2011-01-05T20:54:40","slug":"veltroni-tutti-devono-cambiare-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12026","title":{"rendered":"VELTRONI: TUTTI DEVONO CAMBIARE QUALCOSA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL FONDATORE DEL PD &#8211; OGGI LEADER DEL &#8220;MOVIMENTO DEMOCRATICO&#8221; &#8211; PRENDE POSIZIONE IN MODO MOLTO NETTO E PUNTUALE A SOSTEGNO DELLE MIE TESI E DEL PROGETTO DI RIFORMA DEL DIRITTO SINDACALE CONTENUTO NEL DDL N. 1872\/2009<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Lettera <strong>di Walter Veltroni<\/strong> al Direttore de <\/em>la Stampa<em>,<\/em> <em>pubblicata dal quotidiano torinese il 5 gennaio 2011<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more-->Caro direttore, i progressisti possono essere quelli che, per contrastare la cattiva innovazione, scelgono di opporsi a qualsiasi innovazione, chiudendosi a difesa dell\u2019esistente. Cos\u00ec per\u00f2 rischiano di condannarsi al minoritarismo e di non essere in grado di tutelare le ragioni stesse della loro identit\u00e0. Per questo, l\u2019ho detto pi\u00f9 volte e come me Sergio Chiamparino, la parola chiave del centrosinistra non pu\u00f2 essere \u201cdifendere\u201d, deve essere \u201ccambiare\u201d. Seguirono questa regola i riformisti della FIOM, guidati da un giovanissimo Bruno Buozzi, quando nel 1923 \u2013 di fronte alla prospettiva della grande trasformazione ford-tayloristica della fabbrica \u2013 firmarono con Giovanni Agnelli un accordo che concedeva al padrone maggiori spazi di iniziativa nella riorganizzazione del lavoro e delle sue condizioni, in cambio del riconoscimento al sindacato della piena capacit\u00e0 di rappresentanza dei lavoratori. Fu l\u2019accordo che apr\u00ec la strada al contratto collettivo di lavoro: una rivoluzione nelle relazioni sindacali di allora.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono passati quasi cento anni. Ma oggi la sfida si ripropone, con impressionanti analogie: costruire un nuovo modello di relazioni sindacali per renderle capaci di \u201cregolare\u201d il rapporto e la prestazione di lavoro nella fase di investimenti reclamati dalla competizione globale e dall\u2019innovazione tecnologica. Le regole della rappresentanza da ridefinire, per fare non meno, ma pi\u00f9 contrattazione, in un contesto sicuro di diritti e di doveri: chi, scelto come, pu\u00f2 firmare impegnando tutti, con qualsiasi clausola di responsabilit\u00e0, esigibili sia da parte dei lavoratori, sia da parte dell\u2019azienda.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Marchionne ha posto con chiarezza, durezza e per tempo il problema: come ha scritto Berta (<em>Sole 24 Ore<\/em> del 14 dicembre) \u201cla FIAT intende dar seguito ai programmi di investimento solo se i regimi di orario e le condizioni di lavoro garantiranno massima efficienza\u201d. Non si tratta della proposta di abolire la contrattazione, o di ridimensionarne l\u2019ambito e l\u2019oggetto: \u00e8 per\u00f2 certo che le tradizionali relazioni industriali, tutte incentrate sul contratto nazionale di categoria, non sono in gradi di \u201cospitare\u201d il confronto tra le parti in modo tale da renderlo capace di fornire una risposta positiva alle esigenze di grandi e piccoli insediamenti produttivi nell\u2019Europa del nuovo millennio. Ci vuole un contratto di lavoro costruito pi\u00f9 a ridosso dell\u2019organizzazione aziendale. Lo ha detto con parole chiare il Presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi: \u201coggi ogni impresa ha sempre pi\u00f9 caratteristiche sue proprie per tecnologia, organizzazione produttiva, prodotto, mercato. Ed anche, sottolineo, per realt\u00e0 e stile di gestione delle relazioni industriali\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La contrattazione nazionale potr\u00e0 mai rispondere pienamente a queste caratteristiche? No. E l\u2019incertezza che ne consegue non solo potrebbe indurre la FIAT a non dar corso agli investimenti gi\u00e0 programmati con Fabbrica Italia, ma \u00e8 forse il principale fattore (con le cattive performance della PA, giustizia civile in particolare) che tiene lontane le grandi multinazionali dal realizzare investimenti importanti nel nostro Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ce ne mostravamo consapevoli gi\u00e0 nei primi mesi del 2008, quando scrivemmo, nel Programma elettorale del PD, a proposito della necessaria riforma del Patto di Luglio del \u201993: \u201cora serve un nuovo modello, con un nuovo obiettivo: l\u2019incremento della produttivit\u00e0 totale dei fattori, introducendo fortissime dosi di innovazione nel nostro sistema economico ed aprendolo agli investimenti stranieri\u2026 Tutti devono \u201ccambiare\u201d comportamenti e capacit\u00e0 di rappresentanza: la politica, certo. Ma anche le forze sociali, per le quali diventa urgente (per renderle protagoniste della contrattazione di secondo livello, dove si pu\u00f2 agire sulla produttivit\u00e0), una (auto)riforma delle regole della rappresentanza\u201d. Non ho cambiato idea, di fronte alle pur grandi difficolt\u00e0 poste dalla scelta di Marchionne di usare la normativa in vigore per escludere, in modo che non pu\u00f2 essere accettato, la FIOM dalla rappresentanza: il modello contrattuale \u201cdi fatto\u201d vigente, produce un effetto depressivo sui livelli retributivi e ostacola gli investimenti stranieri abbinati a piani industriali innovativi. Esso, dunque, va profondamente cambiato, affermando la centralit\u00e0 della contrattazione di secondo livello \u2013 azienda, distretto, filiera e territorio. Come hanno scritto <a title=\"Documento sulle rel. ind. - 29.12.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11970\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #6699cc;\">in un loro documento\u00a0 Ichino e altri esponenti del PD<\/span><\/a>, diversamente collocati nella dialettica dell\u2019ultimo Congresso del partito, \u201cla via maestra per il riassetto del sistema delle relazioni industriali dovrebbe essere quella di un accordo interconfederale sottoscritto da tutte le confederazioni imprenditoriali e sindacali maggiori, nel quale trovino compiuta disciplina i cinque temi cruciali: misurazione della rappresentativit\u00e0 di ciascun sindacato nei luoghi di lavoro; efficacia soggettiva dei controlli collettivi; rapporti tra contratti collettivi di diverso livello; esercizio del diritto di sciopero; efficacia della clausola di tregua sindacale\u201d. Ma, se a questo accordo non si giunge in tempi brevi e prefissati, non si pu\u00f2 riconoscere a nessuno il diritto di bloccare tutto, col suo veto. Si dovrebbe proporre una soluzione legislativa, come quella da tempo delineata dal <a title=\"Riforma del diritto sindacale - artt. 2063-2078\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #6699cc;\">disegno di legge 11 novembre 2009 n. 1872<\/span><\/a>, presentato in Senato da 55 senatori del PD.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adottando questo insieme di soluzioni, si offre una risposta semplice e lineare al problema della pretesa (da FIAT) esclusione della FIOM dalla rappresentanza sindacale aziendale. Si tratta dell\u2019esito inaccettabile (e per certi versi paradossale) di una ennesima vicenda di ordinario conservatorismo: le regole in vigore-allora immaginate dal sindacato per escludere i cobas- che avrebbero dovuto essere cambiate da tempo e non lo sono state perch\u00e9 \u201cguai a chi tocca il sistema dei diritti\u201d, riconoscono rappresentanza solo a chi firma accordi. \u00c8 proprio vero che le regole fatte per fotografare un\u2019esigenza del presente, trovano sempre il modo di ribaltarsi, nel futuro, contro i loro autori. Ma una disciplina molto semplice e lineare della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro deve consentire ai lavoratori di definire col voto il sindacato o la coalizione sindacale titolare della maggioranza dei consensi, dal livello aziendale fino a quello nazionale, cos\u00ec stabilendo chi \u00e8 in grado di firmare contratti applicati erga omnes, e quindi impegnativi anche per le minoranze, con annesse clausole di responsabilit\u00e0 e di tregua sindacale, con riferimento alle materie regolate dal contratto stesso.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma \u00e8 anche il momento di affrontare un tema per troppo tempo rimosso e che invece considero, non diversamente da Eugenio Scalfari che ne ha scritto domenica su Repubblica, una delle nuove frontiere della innovazione e della giustizia sociale, l\u2019una e l\u2019altra cos\u00ec urgentemente necessarie al nostro paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parlo della partecipazione dei lavoratori nell\u2019impresa. Scrivevamo nel gi\u00e0 citato Programma elettorale: \u201cImprenditore e lavoratore sono legati da un comune destino. \u00c8 quindi necessario dare avvio a forme pi\u00f9 avanzate di democrazia economica, anche per consentire ai lavoratori di partecipare ai profitti dell\u2019impresa: (1) partecipazione finanziaria\u2026 con un mercato di capitali \u201cda lavoro dipendente\u201d, con l\u2019azionariato dei dipendenti e un pi\u00f9 forte ruolo dei fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva; (2) il modello duale della governance d\u2019impresa, anche prevedendo al presenza dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza; (3) forme negoziate tra le parti di costruzione di un legame diretto tra componenti della retribuzione e utili di impresa\u2026\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 un tema sul quale si deve discutere, senza i fantasmi del passato. Ci torneremo sopra alla prossima Assemblea del Lingotto (22 gennaio), perch\u00e9 credo che tutti \u2013 a partire dai lavoratori della FIAT \u2013 abbiano il diritto-dovere di rispondere un chiaro S\u00ec alle richieste di Marchionne di modernizzazione delle relazioni sindacali italiane, anche mutuando le soluzioni da esperienze di altri Paesi, a partire dalla Germania. Ma allo stesso modo penso che Marchionne, AD di un\u2019impresa , fuori dall\u2019Italia, che ha come maggiore azionista un sindacato, mentre chiede di applicare il modello tedesco della clausola di tregua, non potr\u00e0 certo rispondere, alla domanda di forme nuove e incisive di partecipazione dei lavoratori nella impresa, con un rinvio alla \u201cpeculiarit\u00e0\u201d della situazione italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL FONDATORE DEL PD &#8211; OGGI LEADER DEL &#8220;MOVIMENTO DEMOCRATICO&#8221; &#8211; PRENDE POSIZIONE IN MODO MOLTO NETTO E PUNTUALE A SOSTEGNO DELLE MIE TESI E DEL PROGETTO DI RIFORMA DEL DIRITTO SINDACALE CONTENUTO NEL DDL N. 1872\/2009 Lettera di Walter Veltroni al Direttore de la Stampa, pubblicata dal quotidiano torinese il 5 gennaio 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,11],"tags":[],"class_list":["post-12026","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12026\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}