
{"id":12089,"date":"2011-01-08T22:01:50","date_gmt":"2011-01-08T21:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12089"},"modified":"2011-01-09T23:42:07","modified_gmt":"2011-01-09T22:42:07","slug":"tinagli-ai-ragazzi-diciamo-solo-arrangiatevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12089","title":{"rendered":"TINAGLI: AI RAGAZZI DICIAMO SOLO &#8220;ARRANGIATEVI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL GOVERNO DOVREBBE AVERE IL CORAGGIO DI RICONOSCERE IL FALLIMENTO DI UNA POLITICA DEL LAVORO CHE HA CONSENTITO CHE ORMAI QUASI UN GIOVANE SU TRE SIA DISOCCUPATO, IN UN MERCATO DEL LAVORO CHE AI GIOVANI OCCUPATI RISERVA COMUNQUE SOLO LE POSIZIONI PEGGIORI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Irene Tinagli<\/strong>\u00a0pubblicato su <\/em>la Stampa<em> dell&#8217;8 gennaio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ancora una volta potr\u00e0 dire \u00abl\u2019avevo detto\u00bb. Due giorni fa il ministro Tremonti metteva in guardia contro facili ottimismi sulla fine della crisi, e ieri i dati Istat sull\u2019occupazione confermano un quadro tutt\u2019altro che positivo. Non accenna a diminuire la disoccupazione complessiva, restando inchiodata all\u20198,7%, il dato pi\u00f9 alto dal 2004, e riprende a salire quella giovanile, che arriva al 28,9%. Certamente questi dati non vanno letti isolatamente, ma assieme a quelli che, per esempio, indicano come anche l\u2019occupazione sia parallelamente cresciuta (+0,1% rispetto a novembre) e a quelli che indicano che un maggior numero di persone si \u00e8 rimesso attivamente alla ricerca di un lavoro, andando a ingrossare le statistiche sulla disoccupazione. Ma cercare di nascondersi dietro uno zero virgola in pi\u00f9 porta all\u2019unico risultato di non affrontare un problema strutturale e molto grave del nostro Paese, ovvero l\u2019incapacit\u00e0 di crescere (da questo punto di vista i dati sull\u2019occupazione andrebbero letti assieme a quelli del Pil, che stenta a ripartire, e a quelli della produttivit\u00e0, ancora ferma) e, problema ancor pi\u00f9 grave, l\u2019incapacit\u00e0 di coinvolgere le giovani generazioni nel tessuto economico e produttivo del Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante continui a essere ignorata e sminuita dal nostro governo, la questione della disoccupazione giovanile in Italia \u00e8 ormai da tempo un problema di assoluta gravit\u00e0, che mortifica l\u2019entusiasmo di milioni di giovani e delle loro famiglie e che frena la ripresa economica del Paese. Un problema al quale nessuno in Italia \u00e8 stato capace di dare una risposta concreta. Uno scenario politico senza idee, diviso tra chi ha fatto leva sul disagio dei giovani semplicemente per cercare di indebolire il governo (compensando cos\u00ec un difetto dell\u2019opposizione), e chi invece, all\u2019interno del governo, ha liquidato la questione con dichiarazioni tanto incredibili quanto poco costruttive. Come l\u2019ultima del ministro Sacconi, che durante le feste natalizie ha rimarcato come la disoccupazione giovanile sia colpa di cattivi genitori che li spingono a studiare e laurearsi quando invece potrebbero imparare un mestiere e adattarsi meglio alle esigenze del mercato. Chiss\u00e0 se \u00e8 venuto in mente al ministro che il mercato del lavoro \u00e8 anche frutto delle politiche economiche e sociali che un Paese persegue.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E che \u00e8 il governo di un Paese che dovrebbe mirare ad adattare il proprio sistema economico e sociale alle dinamiche internazionali in modo da tenerlo competitivo, non i giovani che devono adattarsi al declino del Paese e all\u2019incapacit\u00e0 dei politici di rimetterlo in moto. No, non \u00e8 incitando i ragazzi ad accaparrarsi gli ultimi lavori da elettricisti o falegnami rimasti che risolveremo il problema della disoccupazione giovanile, ma intervenendo in maniera pi\u00f9 incisiva sia su una effettiva riforma del mercato del lavoro (in modo da eliminarne la dualit\u00e0 che oggi marginalizza milioni di giovani), sia su politiche economiche lungimiranti. Politiche di sviluppo orientate a far s\u00ec che in Italia arrivino o nascano nuove imprese, in particolare imprese innovative, ad alta vocazione internazionale, capaci di far emergere nuovi settori e generare nuova occupazione. Certo, non sono interventi semplici, soprattutto in tempi di crisi, e anche altri Paesi hanno mostrato di fare degli errori di fronte alla crisi e di non riuscire sempre a ottenere i risultati sperati. Ma le cose si muovono, e sono pochi quelli che restano fermi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dopo aver investito gran parte di inizio mandato a riformare aspetti importanti del sistema di protezione sociale americano, Obama \u00e8 passato a pi\u00f9 aggressive misure di sviluppo, varando nel corso del 2010 un consistente pacchetto di incentivi alle imprese per supportare le nuove assunzioni e nuovi investimenti, con paralleli tagli alle tasse, per un totale di 150 miliardi di dollari. Sar\u00e0 un caso, ma negli ultimi mesi l\u2019occupazione negli Stati Uniti ha registrato continui miglioramenti. Proprio ieri i dati hanno indicato la creazione di oltre 100.000 posti di lavoro nel mese di dicembre \u2013 meno di quanto era stato precedentemente stimato, ma comunque un dato positivo soprattutto se lo si somma ai posti che erano stati creati a ottobre e novembre (210.000 e 71.000), nettamente al di sopra delle aspettative. La Germania, a sua volta, pur cercando di contenere il deficit con uno dei tagli di spesa del settore pubblico pi\u00f9 pesanti dal dopoguerra, ha rilanciato il proprio sistema produttivo investendo in ricerca e sviluppo, negoziando con le imprese migliaia di posti di formazione per i giovani, orientando molti incentivi economici verso nuovi settori e le \u00abindustrie creative e culturali\u00bb (alla faccia di chi pensava che i tedeschi fossero solo interessati a costruire la propria potenza su macchinari e tecnologie), e finanziando numerose attivit\u00e0 di supporto per le imprese orientate all\u2019esportazione.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il programma tedesco \u00abHermes\u00bb, che offre garanzie di credito alle imprese esportatrici, nel 2009 ha emesso garanzie per 22,4 miliardi di euro, un record storico per la Germania. Una politica i cui risultati sono, fino a oggi, sotto gli occhi di tutti. In Italia oggi molti politici litigheranno su come leggere gli ultimi dati, ma se si avesse il coraggio di ammettere il fallimento di una politica che lascia quasi un terzo dei propri giovani senza lavoro e senza prospettive, e se si avesse davvero la forza di attivare politiche di sviluppo utili, e non solo predire o minimizzare disgrazie, forse un giorno potremmo dire a questi giovani qualcosa di pi\u00f9 emozionante e utile di un semplice \u00abarrangiatevi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL GOVERNO DOVREBBE AVERE IL CORAGGIO DI RICONOSCERE IL FALLIMENTO DI UNA POLITICA DEL LAVORO CHE HA CONSENTITO CHE ORMAI QUASI UN GIOVANE SU TRE SIA DISOCCUPATO, IN UN MERCATO DEL LAVORO CHE AI GIOVANI OCCUPATI RISERVA COMUNQUE SOLO LE POSIZIONI PEGGIORI Editoriale di Irene Tinagli\u00a0pubblicato su la Stampa dell&#8217;8 gennaio 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-12089","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12089","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12089"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12089\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}