
{"id":12167,"date":"2011-01-14T14:18:27","date_gmt":"2011-01-14T13:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12167"},"modified":"2011-01-17T14:55:05","modified_gmt":"2011-01-17T13:55:05","slug":"provincia-di-como-le-conseguenze-possibili-del-referendum-di-mirafiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12167","title":{"rendered":"PROVINCIA DI COMO: LE CONSEGUENZE POSSIBILI DEL REFERENDUM DI MIRAFIORI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SCELTA CHE I 5000 DIPENDENTI TORINESI DELLA FIAT STANNO COMPIENDO IN QUESTI GIORNI AVRA\u2019 RIPERCUSSIONI MOLTO RILEVANTI PER TUTTO IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI \u2013 MA QUESTA NON E\u2019 UN\u2019ANOMALIA: L\u2019INNOVAZIONE NON SI PRESENTA MAI, INIZIALMENTE, AL LIVELLO DI UN INTERO SETTORE; E A UN GRUPPO RIDOTTO DI LAVORATORI SPETTA DI FARE DA ARGINE O DA BATTISTRADA PER TUTTI GLI ALTRI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Maria Giovanna Della Vecchia, pubblicata sul quotidiano<\/em> La Provincia di Como <em>il 14 gennaio 2011<\/em><\/p>\n<p><a title=\"Intervista La Prov di Como\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/1412010-interv-pietro-ichino-mirafiori.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/1412010-interv-pietro-ichino-mirafiori.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l&#8217;intervista<\/a><\/p>\n<p><!--more--><strong>Superando per un momento le scelte di campo pro o contro l&#8217;accordo di Mirafiori, e al di l\u00e0 dell&#8217;esito del referendum, che seguito \u00e8 destinato a lasciare l&#8217;accordo di Mirafiori sul sistema industriale e delle relazioni sindacali?<br \/>\n<\/strong>Molto dipende dall\u2019esito del referendum. Se dovessero vincere i \u201cno\u201d, l\u2019impatto sul nostro vecchio sistema delle relazioni industriali potrebbe essere contenuto. Se invece vincono i \u201cs\u00ec\u201d \u2013 cosa che in una citt\u00e0 come Torino non si pu\u00f2 proprio dare per scontata \u2013 le conseguenze sull\u2019intero sistema saranno pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p><strong>Quali conseguenze?<br \/>\n<\/strong>Una tendenza netta allo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso la periferia. Il contratto collettivo nazionale conserver\u00e0 una sua funzione, ma questa tender\u00e0 a essere sempre meno quella di uno standard inderogabile e sempre di pi\u00f9 quella di una rete di sicurezza: una \u201cdisciplina di default\u201d, destinata ad applicarsi soltanto quando non ne sia stata negoziata un\u2019altra, da una coalizione sindacale maggioritaria, al livello aziendale.<\/p>\n<p><strong>Ci sono stati tempi in cui l&#8217;asse fra la Fiat e il Paese era molto robusto, ai limiti di una grande identificazione. Ora le cose sono cambiate, per\u00f2 siamo nella situazione in cui con un referendum 5.000 lavoratori creeranno una pesante premessa sulla gestione di tutti i futuri accordi italiani sull&#8217;occupazione. Non le sembra una situazione rischiosa?<br \/>\n<\/strong>Certo, quei 5000 lavoratori si trovano a dover compiere una scelta che avr\u00e0 ripercussioni molto al di l\u00e0 dei confini della loro azienda. Ma questa non pu\u00f2 essere considerata come una anomalia: l\u2019innovazione, direi quasi per definizione, non si manifesta quasi mai su scala nazionale, bens\u00ec quasi sempre al livello della singola azienda. Accade sempre che, di fronte all\u2019innovazione, ci sia qualcuno che deve scegliere se fare da argine o da battistrada per tutti gli altri.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il sistema di tutele dei lavoratori di cui avr\u00e0 bisogno il Paese nel prossimo futuro?<br \/>\n<\/strong>La risposta richiederebbe un discorso lungo. Per rispondere a questa domanda due anni fa ho presentato, con altri 54 senatori, due disegni di legge volti a sostituire l\u2019intera legislazione nazionale in materia sindacale (<a title=\"Ddl 1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1872<\/a>) e di rapporto individuale di lavoro (<a title=\"Ddl 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1873<\/a>) con un Codice del lavoro semplificato, di soli 70 artticoli in tutto. Tutta traducibile in inglese.<\/p>\n<p><strong>Utopia?<br \/>\n<\/strong>Fino a due mesi fa poteva apparire tale. Ma il <a title=\"Senato 10 nov 2010 - semplificazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11112\" target=\"_blank\">10 novembre scorso il Senato <\/a>ha votato a larghissima maggioranza una mozione che impegna il Governo a varare un codice del lavoro semplificato modellato su quel mio progetto.<\/p>\n<p><strong>Per qualche anno Marchionne \u00e8 stato un manager visto in modo favorevole dalla sinistra, come astro nascente dell&#8217;innovazione e manager illuminato. Ora si trova a gestire questa parte del cattivo di turno, che apparentemente ha chiuso i canali di comunicazione col Governo, almeno con quello italiano. Che ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Certo, l\u2019Ad Fiat ci ha messo un po\u2019 del suo per assumere questa immagine arcigna e provocatoria, in quest\u2019ultimo anno di negoziazioni molto tese e di fratture, creandosi nemici sia a sinistra, sia a destra. E\u2019 impressionante, per esempio, la freddezza e talvolta vera e propria diffidenza con cui Marchionne viene trattato anche dal nostro Governo. Ma di una cosa dovremo essergli comunque grati: l\u2019averci fatto riflettere sui difetti gravi del nostro sistema delle relazioni industriali e sull\u2019ostacolo che essi possono costituire per gli investimenti delle grandi multinazionali.<\/p>\n<p><strong>Sono in molti a contestare questa sua affermazione, sostenendo che le sole cause della chiusura del Paese agli investimenti stranieri sono i difetti di funzionamento delle amministrazioni pubbliche e delle infrastrutture.<br \/>\n<\/strong>Anche quei difetti pesano, e molto. Per\u00f2 Marchionne non ha fatto questione n\u00e9 di amministrazioni pubbliche n\u00e9 di infrastrutture: ha denunciato l\u2019inconcludenza del nostro sistema di relazioni sindacali, la mancanza di regole chiare circa il rapporto tra contratto collettivo nazionale e contratto aziendale, l\u2019inefficacia della clausola di tregua, per cui da noi si pu\u00f2 scioperare contro il contratto anche il giorno dopo che lo si \u00e8 stipulato. Se dunque perderemo l\u2019enorme investimento che lui ci ha proposto, sar\u00e0 per questo motivo.<\/p>\n<p><strong>Parafrasando il titolo di un suo libro di qualche anno fa, a cosa serve, oggi, il sindacato?<br \/>\n<\/strong>Nell\u2019era della globalizzazione, il sindacato deve saper agire come l\u2019intelligenza collettiva dei lavoratori, capace di valutare la bont\u00e0 di un piano industriale e l\u2019affidabilit\u00e0 di chi lo propone, da qualsiasi parte del mondo egli o ella venga; e se la valutazione \u00e8 positiva, deve saper guidare i lavoratori nella negoziazione della scommessa comune con l\u2019imprenditore su quel piano e garantirne l\u2019attuazione, compresa la spartizione pattuita dei frutti, se la scommessa comune viene vinta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SCELTA CHE I 5000 DIPENDENTI TORINESI DELLA FIAT STANNO COMPIENDO IN QUESTI GIORNI AVRA\u2019 RIPERCUSSIONI MOLTO RILEVANTI PER TUTTO IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI \u2013 MA QUESTA NON E\u2019 UN\u2019ANOMALIA: L\u2019INNOVAZIONE NON SI PRESENTA MAI, INIZIALMENTE, AL LIVELLO DI UN INTERO SETTORE; E A UN GRUPPO RIDOTTO DI LAVORATORI SPETTA DI FARE DA [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-12167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12167\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}