
{"id":12176,"date":"2011-01-14T11:26:54","date_gmt":"2011-01-14T10:26:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12176"},"modified":"2011-01-19T11:21:23","modified_gmt":"2011-01-19T10:21:23","slug":"tempi-intervista-sul-lavoro-e-le-relazioni-industriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12176","title":{"rendered":"TEMPI: 2011, L&#8217;ANNO DELLA RIFORMA DEL LAVORO?"},"content":{"rendered":"<p><em><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">NEL 2010 IN MATERIA DI LAVORO E DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI SUL PIANO LEGISLATIVO E&#8217; ACCADUTO POCO DI RILEVANTE, SE NON CONSIDERIAMO TALE IL &#8220;COLLEGATO-LAVORO&#8221; &#8211; IL 2011 POTREBBE ESSERE UN ANNO DI SVOLTA, SE VERRA MENO IL VETO FINORA OPPOSTO DAL MINISTRO SACCONI A QUALSIASI SERIO CONFRONTO <em>BI-PARTISAN<\/em> SU QUESTO TEMA<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #993300;\">I<\/span>ntervista a cura di Giuseppe Sabella e Luigi Degan, pubblicato su <\/em><a title=\"Tempi - intervista testo integrale\" href=\"http:\/\/www.tempi.it\/riforma-del-lavoro-bilancio-di-fine-anno-col-senatore-pietro-ichino-pd\" target=\"_blank\">Tempi<\/a>, <em>gennaio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->L\u2019anno 2010 \u00e8 stato caratterizzato dal perdurare della crisi economica, almeno nella prima parte, e dalle conseguenze sul lavoro nel rapporto individuale, nella contrattazione collettiva e nelle relazioni sindacali.<\/p>\n<p><strong>Quali sono stati, a suo modo di vedere, gli argomenti e i momenti salienti per il lavoro, il sindacato e le relazioni sindacali in questo 2010?<br \/>\n<\/strong>Sul piano legislativo \u00e8 accaduto ben poco: il \u201cCollegato-lavoro\u201d \u00e8 una legge caotica che non produrr\u00e0 risultati apprezzabili. La vicenda Fiat, invece, ha rivoluzionato dal basso il sistema delle relazioni industriali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019instabilit\u00e0 del mercato del lavoro, con flussi di espulsi anche critici per dimensioni, non chiede di conseguenza agli operatori e ai servizi per l\u2019orientamento professionale una crescita importante per facilitare la riqualificazione e la ricollocazione di tali lavoratori?<br \/>\n<\/strong>Certo che s\u00ec. E sono convinto che per attivare gli incentivi giusti che producano questa crescita sia necessario responsabilizzare le imprese circa la sorte occupazionale dei lavoratori che esse licenziano.<\/p>\n<p><strong>Questo non avrebbe l\u2019effetto di aggravare i costi per le imprese dell\u2019aggiustamento industriale, quindi di aumentare la rigidit\u00e0 del sistema produttivo e la vischiosit\u00e0 del mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 questo problema. La mia proposta \u00e8 di risolverlo offrendo in cambio alle imprese l\u2019esenzione dal controllo giudiziale sul motivo economico od organizzativo del licenziamento: \u00e8 il \u201cprogetto flexsecurity\u201d, delineato nei<a title=\"Ddl 1481\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2511\" target=\"_blank\"> disegni di legge n. 1481 <\/a>e <a title=\"Ddl 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">1873<\/a>, presentati nel 2009 con altri 54 senatori di opposizione.<\/p>\n<p><strong>La crisi economica ha determinato grosse difficolt\u00e0 per le aziende meno tecnologizzate e, quindi, molti dei lavoratori espulsi dal mercato hanno competenze inadatte alle attuali richieste. Cosa si potrebbe fare per questi lavoratori stante la difficolt\u00e0, se non la impossibilit\u00e0, di qualificarli?<br \/>\n<\/strong>La difficolt\u00e0 della riqualificazione non \u00e8 una condanna divina: \u00e8 l\u2019effetto della mancanza di servizi adeguati nel mercato. Se si attivassero gli incentivi giusti, questa difficolt\u00e0 potrebbe essere superata.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i problemi concreti dell\u2019orientamento professionale in Italia?<br \/>\n<\/strong>Il primo problema \u00e8 che questo servizio manca. Nei Paesi pi\u00f9 civili, i guidance services, o career services, raggiungono capillarmente ogni ragazzo all\u2019uscita di ciascun ciclo scolastico, gli propongono un bilancio delle sue competenze e gli forniscono tutte le informazioni indispensabili per una scelta ragionata della direzione in cui muoversi appena conseguito il diploma o la laurea. Da noi, dove il servizio di orientamento funziona \u00e8 ancora soltanto un\u2019eccezione, o un esperimento pilota.<\/p>\n<p><strong>L\u2019orientamento professionale quale servizio pubblico in Italia potrebbe migliorare o le risorse investite per esso potrebbero essere destinate ai privati?<br \/>\n<\/strong>Vedrei positivamente l\u2019introduzione generalizzata da parte delle Regioni \u2013 che hanno la competenza legislativa e amministrativa su questa materia \u2013 di un sistema di vouchers che consentisse a ciascun istituto scolastico di scegliere il servizio di orientamento da offrire ai propri allievi: questo attiverebbe opportunamente in questo campo un meccanismo di mercato.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla formazione. Il rapporto Isfol 2009 evidenziava come il livello di investimento delle aziende in Italia \u00e8 molto basso. Al di l\u00e0 di un problema di costi, non si tratta soprattutto di un problema culturale?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 anche un problema culturale. Non dimentichiamo, per\u00f2, che quello della formazione professionale \u00e8 universalmente studiato come caso tipico di \u201cfallimento del mercato\u201d. Il fallimento \u00e8 dovuto al timore delle imprese di perdere l\u2019investimento, se al termine dell\u2019intervento formativo il lavoratore si fa ingaggiare da un\u2019altra impresa. Poich\u00e9 il problema non pu\u00f2 essere risolto con gravi limitazioni della libert\u00e0 professionale dei lavoratori, la soluzione pu\u00f2 consistere soltanto in un intervento pubblico o un coordinamento tra le imprese di ciascun settore.<\/p>\n<p><strong>Hanno incidenza le dimensioni delle imprese nello scarso investimento sulla formazione?<br \/>\n<\/strong>Certamente s\u00ec: questo \u00e8 uno dei costi derivanti dal nanismo dominante nel nostro tessuto produttivo.<\/p>\n<p><strong>Ritiene che l\u2019apprendistato, cos\u00ec come \u00e8 regolamentato, sia una reale opportunit\u00e0 per l\u2019inserimento dei giovani nel mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, anche se non condivido la tesi del ministro Sacconi e del suo consigliere Tiraboschi, secondo cui l\u2019apprendistato potrebbe e dovrebbe diventare il canale normale di ingresso nel tessuto produttivo: nei maggiori Paesi industrializzati \u00e8 normale che la maggior parte degli ingressi avvenga con un contratto di lavoro ordinario. Che l\u2019apprendistato in Italia non abbia le prospettive di espansione teorizzate dal ministro, del resto, \u00e8 dimostrato in modo molto esplicito anche dai dati sulla diffusione dell\u2019apprendistato in Italia negli ultimi anni.<\/p>\n<p><strong>Che cosa dicono i dati disponibili?<br \/>\n<\/strong>Dopo avere raggiunto la punta massima nel 2007, anno in cui il 9,6 per cento delle assunzioni \u00e8 avvenuta in forma di apprendistato, negli anni successivi la percentuale si \u00e8 progressivamente ridotta, fino all\u20198,1 per cento del 2010. Va detto, comunque, che anche la punta del 9,6 per cento era di molto inferiore rispetto alle percentuali di assunzioni di apprendisti in Paesi come la Germania, l\u2019Austria o l\u2019Olanda.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 le imprese italiane utilizzano in misura cos\u00ec ridotta questo contratto \u201ca causa mista\u201d, di lavoro e formazione?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto perch\u00e9 la sua normativa \u00e8 troppo ipertrofica e caotica. Nel lavoro di preparazione del disegno di <a title=\"Ddl 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">legge n. 1873<\/a> di cui ho parlato prima, per il nuovo Codice del Lavoro semplificato, abbiamo calcolato che la legislazione di fonte statuale oggi in vigore in materia di apprendistato consta di ben 45 articoli, sparsi tra Codice civile, legge n. 25\/1955 e legge Biagi del 2003. A questa deve poi aggiungersi la legislazione di fonte regionale, che in alcuni casi \u00e8 ancora pi\u00f9 voluminosa. Per assumere un giovane come apprendista occorre l\u2019avvocato. Nel nostro progetto, l\u2019intera disciplina di fonte statuale \u00e8 ridotta a un solo articolo del Codice, di 414 parole; e non occorre altro. Ma non ci sono soltanto i costi di transazione a ostacolare la diffusione di questo tipo di contratto.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019altro?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 anche il fatto che si tratta di un rapporto tradizionalmente legato al settore artigiano e al lavoro manuale; occorrerebbe un restyling che lo svincolasse da questa origine e gli desse un\u2019immagine pi\u00f9 consona al contesto attuale, nel quale due terzi degli occupati operano nel settore terziario.<\/p>\n<p><strong>A proposito dello Statuto dei Lavori, ritiene che vi siano punti condivisibili in questa bozza di ddl delega presentata dal ministro Sacconi alle parti sociali l\u201911 novembre scorso?<br \/>\n<\/strong>Sicuramente condivisibile \u00e8 l\u2019idea di un testo unico semplificato della legislazione del lavoro, che il ministro ha raccolto dal disegno di legge n. 1873 che ho menzionato prima.<strong> <\/strong>Per\u00f2 mi sembra davvero troppo generico e affrettato il contenuto del disegno di legge: come \u00e8 pensabile che il contenuto di una riforma dell\u2019intero ordinamento del lavoro sia sufficientemente delineata in due sole cartelle? Quel testo ha pi\u00f9 l\u2019aria di una dichiarazione di intenti che di un vero disegno di legge.<\/p>\n<p><strong>Sempre in relazione alla legge 300\/1970, come valuta il metodo adottato dal ministro Sacconi, mutuato dall\u2019Unione Europea, della partecipazione delle parti sociali alla costruzione delle regole del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Sarebbe il metodo giusto, se il ministro lo avesse davvero adottato. Ma, su questo terreno, Sacconi non ha fatto nulla nei primi due anni e mezzo della legislatura, salvo annunciare il suo \u201cStatuto dei lavori\u201d per quattro o cinque volte senza seguito, e poi svegliarsi soltanto l\u201911 novembre scorso, con le due paginette di cui si diceva prima, solo perch\u00e9 il giorno prima il Senato aveva approvato a larghissima maggioranza una mozione che impegnava il governo a varare un <a title=\"Semplificazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">Codice del lavoro semplificato <\/a>redatto sulla base del mio disegno di legge n. 1873. Comunque, l\u2019esperienza del protocollo Ciampi-Giugni del 1993 mostra che l\u2019accordo tra le parti sociali su questo terreno va in qualche misura promosso e costruito con una raffinata azione di mediazione del Governo. Azione che fin qui, invece, \u00e8 mancata quasi del tutto.<\/p>\n<p><strong>In merito alle relazioni industriali, il caso Pomigliano rompe schemi ed equilibri consolidati. Quali potrebbero essere le conseguenze dell\u2019isolamento da un lato della Cgil e dall\u2019altro di Confindustria?<br \/>\n<\/strong>Non parlerei di \u201cisolamento\u201d, n\u00e9 della Confindustria n\u00e9 della Cgil. A rischiare l\u2019isolamento, semmai, \u00e8 la Fiom. Per Cgil, Confindustria, e in generale tutte le grandi confederazioni sindacali e imprenditoriali, vedo semmai la prospettiva di una riduzione del ruolo degli apparati centrali nazionali, a vantaggio degli apparati periferici: questi ultimi saranno quelli pi\u00f9 sollecitati, nell\u2019auspicabile fase di sviluppo della contrattazione aziendale sui piani industriali innovativi.<\/p>\n<p><strong>Ritiene che Cgil e Confindustria, cos\u00ec come si sono delineate nel corso dei decenni, debbano rivedere il loro approccio alle relazioni sindacali e, quindi, modificare anche i loro strumenti di azione?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, nel senso che dicevo ora, cio\u00e8 del potenziamento dei servizi per la negoziazione della scommessa comune tra imprese e lavoratori sui piani industriali innovativi, che richiedono contratti aziendali che si discostino dai contratti nazionali di settore, su organizzazione del lavoro, inquadramento professionale, struttura della retribuzione, tempi di lavoro e molto altro ancora.<\/p>\n<p><strong>Nel 2010, dopo lungo dibattere soprattutto in sedi tecniche e accademiche, \u00e8 stato presentato un Codice della partecipazione dei lavoratori ai risultati di impresa con il fine di avviare un percorso condiviso nella costruzione di una via italiana alla partecipazione dei lavoratori ai risultati di impresa. Come valuta il merito di questo cd. Codice?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 una raccolta di documentazione su questa materia che pu\u00f2 essere utile. Ma mi sembra sbagliato l\u2019intendimento esplicitato dal ministro nel pubblicarlo: cio\u00e8 quello di evitare qualsiasi intervento legislativo su questa materia. \u00c8 giusto ribadire il principio che qualsiasi forma di sperimentazione deve nascere da un contratto aziendale; ma se si vuol davvero promuovere la sperimentazione di alcune forme di partecipazione dei lavoratori nell\u2019impresa alcuni aggiustamenti legislativi sono necessari. Per esempio, in materia di partecipazione dei lavoratori al consiglio di sorveglianza, nelle societ\u00e0 per azioni che optano per la governance duale; oppure in materia fiscale, in riferimento alle forme di partecipazione agli utili o di azionariato dei lavoratori.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 un esponente della sinistra riformista e ha presentato un progetto per la riforma dell\u2019art. 18 dello Statuto dei lavoratori, prevedendo una tutela solo obbligatoria e non pi\u00f9 reale in caso di licenziamento per motivi economici od organizzativi. Come ha accolto la sinistra pi\u00f9 resistente al riformismo e la stessa Cgil questa sua proposta? E come potrebbe accoglierne l\u2019eventuale discussione?<br \/>\n<\/strong>Il progetto, che si \u00e8 concretato in due disegni di legge (uno \u2013 il d.d.l. n. 1481\/2009 \u2013 per la sperimentazione; l\u2019altro \u2013 il n. 1873 \u2013 per la riforma di carattere generale della materia) \u00e8 stato firmato con me da altri 54 senatori, pi\u00f9 della met\u00e0 del Gruppo democratico al Senato. Inoltre esso ha avuto un avallo pieno e convinto dai leader delle due minoranze interne al Pd, Walter Veltroni e Ignazio Marino. Gi\u00e0 questo mi sembra un risultato molto lusinghiero. Poi, il 10 novembre scorso, il Senato ha approvato a larghissima maggioranza (solo 26 voti contrari o di astensione), col voto favorevole di tutta l\u2019opposizione, una mozione di Francesco Rutelli che impegna il Governo a promuovere il varo di un Codice del lavoro semplificato redatto sulla base del disegno di legge n. 1873, oltre che di eventuali altri (che per\u00f2 attualmente non ci sono): questo significa che quel progetto oggi, pur con tutti i distinguo che si sentono fare a destra e a sinistra, \u00e8 di fatto al centro dell\u2019agenda politica.<\/p>\n<p><strong>Il Piano triennale per il lavoro ha suscitato molto interesse. Ritiene che vi siano dei punti condivisibili?<br \/>\n<\/strong>Qualche punto condivisibile sicuramente s\u00ec. Altri molto meno. Ma, soprattutto mi sembra che questo piano non affronti i difetti pi\u00f9 gravi del nostro ordinamento del lavoro e delle relazioni industriali. Manca la visione generale di una riforma, che invece c\u2019\u00e8 \u2013 ma in forma assolutamente troppo generica \u2013 nel disegno di legge-delega per lo \u201cStatuto dei lavori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Premesso che il mercato del lavoro \u00e8 in continua evoluzione, cosa manca in questo momento alla riforma per dirsi compiuta?<br \/>\n<\/strong>Manca una riforma della disciplina del rapporto di lavoro che tenda al superamento del dualismo del mercato del lavoro, tra protetti e non protetti. Difetta gravemente l\u2019efficienza dei servizi di informazione, orientamento, formazione e riqualificazione professionale. Il sistema del sostegno del reddito a chi perde il posto di lavoro manca del requisito dell\u2019universalit\u00e0 \u2013 intere grandi categorie di lavoratori ne sono escluse \u2013 e in esso \u00e8 totalmente in effettivo il principio della condizionalit\u00e0: cio\u00e8 il principio per cui il sostegno pu\u00f2 essere erogato soltanto a chi sia realmente disponibile a partecipare attivamente a tutte le attivit\u00e0 ragionevolmente necessarie per trovare una nuova occupazione; oltre che disponibile per l\u2019occupazione stessa, ovviamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEL 2010 IN MATERIA DI LAVORO E DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI SUL PIANO LEGISLATIVO E&#8217; ACCADUTO POCO DI RILEVANTE, SE NON CONSIDERIAMO TALE IL &#8220;COLLEGATO-LAVORO&#8221; &#8211; IL 2011 POTREBBE ESSERE UN ANNO DI SVOLTA, SE VERRA MENO IL VETO FINORA OPPOSTO DAL MINISTRO SACCONI A QUALSIASI SERIO CONFRONTO BI-PARTISAN SU QUESTO TEMA Intervista a cura di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9,11],"tags":[],"class_list":["post-12176","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12176"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12176\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}