
{"id":12246,"date":"2011-01-17T11:41:55","date_gmt":"2011-01-17T10:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12246"},"modified":"2011-01-18T12:42:15","modified_gmt":"2011-01-18T11:42:15","slug":"boeri-dopo-il-referendum-tutti-devono-rimboccarsi-le-maniche-e-cambiare-qualche-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12246","title":{"rendered":"BOERI: DOPO IL REFERENDUM TUTTI DEVONO RIMBOCCARSI LE MANICHE E CAMBIARE QUALCHE COSA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL NOSTRO SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI: COPRE SEMPRE MENO LAVORATORI, INTERVIENE SEMPRE PI\u00d9 IN RITARDO E ACCENTUA, ANZICH\u00c9 GESTIRE, I CONFLITTI \u2013 SENZA UNA RAPIDA RIFORMA NON E\u2019 PENSABILE CHE LA TANTO AUSPICATA &#8220;NUOVA ERA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI&#8221; DIVENTI REALTA\u2019<\/span><\/p>\n<p><em>Testo integrale di un articolo <strong>di Tito Boeri<\/strong> che <\/em>la Repubblica<em> ha pubblicato il 16 gennaio 2011 con alcuni\u00a0tagli <\/em><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nInvece dell\u2019accordo storico abbiamo avuto un disaccordo senza precedenti. Non sar\u00e0 facile governare gli impianti a Mirafiori con il 50 per cento di operai favorevoli e il 50 per cento di contrari. Sar\u00e0 una sfida in pi\u00f9 per Marchionne. Sembra quasi che se la sia cercata con i suoi toni scontrosi, inutilmente polemici. Singolare atteggiamento per chi dovrebbe motivare dal primo all\u2019ultimo dipendente al raggiungimento di obiettivi molto ambiziosi. Meglio, comunque, sospendere il giudizio sull\u2019operato di Marchionne. Ci sono stati troppi premi e celebrazioni e troppi processi sommari in questi giorni. I manager vanno giudicati dai risultati e non dalle intenzioni. Potremo fra due o tre anni fare un bilancio della sua gestione. Nel frattempo, bene che gli azionisti rivedano gli schemi di remunerazione del management in modo tale da incentivare il raggiungimento di obiettivi di lungo periodo. Bene anche che il governo si schieri a favore del paese, anzich\u00e9 della Fiat o di questo o quel sindacato, spingendo affinch\u00e9 tra questi obiettivi di lungo periodo ci sia anche la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali in Italia senza ulteriori aiuti di Stato (a parte la Cassa Integrazione gi\u00e0 prevista durante la ristrutturazione degli impianti a Mirafiori), incrementi salariali per i lavoratori in linea con i miglioramenti di produttivit\u00e0 (la nuova organizzazione del lavoro porter\u00e0 a produrre circa 50 autovetture in pi\u00f9 a turno) e, soprattutto, il mantenimento a Torino del cuore delle fasi di progettazione, quelle in grado di avere ricadute produttive sull\u2019intero sistema produttivo.<br \/>\nIl referendum a Mirafiori \u00e8 stato salutato dal nostro Ministro del Lavoro come una nuova era nelle relazioni industriali. Ci sembra invece che dimostri, una volta di pi\u00f9, che va riformato in tempi rapidi. Il nostro sistema di relazioni industriali fa acqua da tutte le parti: copre sempre meno lavoratori, interviene sempre pi\u00f9 in ritardo e accentua, anzich\u00e9 gestire, i conflitti come si \u00e8 visto a Mirafiori, contribuendo non poco a tenere bassa la produttivit\u00e0, dunque i salari. Costringe a creare una nuova azienda e ad uscire dalle associazioni di categoria per fare contrattazione a livello decentrato, diventa cos\u00ec ancora meno governabile. Le riforme pi\u00f9 urgenti riguardano le regole sulle rappresentanze sindacali, i livelli della contrattazione, la copertura delle piccole imprese, i minimi inderogabili e i confini fra contrattazione collettiva e politica. Vediamole una per una.<br \/>\n<strong>Sulle rappresentanze<\/strong> si \u00e8 gi\u00e0 scritto. Nel confronto su Mirafiori la frattura tra i sindacati si \u00e8 ulteriormente accentuata. Occorrono regole che permettano la contrattazione \u2013 il che significa prendere impegni con la controparte e rispettarli \u2013 anche quando il sindacato \u00e8 diviso. E che non condizionino come a Mirafiori la rappresentanza dei lavoratori alla firma del contratto. A proposito: \u00e8 fin troppo evidente che a Mirafiori non si pu\u00f2 non concedere rappresentanza, nel senso di diritto a permessi e accesso ai locali sindacali, a quel 50 per cento che ha votato contro.<br \/>\n<strong>I livelli della contrattazione<\/strong>. Nelle aspre polemiche di questi giorni, i sindacati si sono rinfacciati di avere sottoscritto accordi ben pi\u00f9 onerosi per i lavoratori in altre imprese. Alla Sandretto la Fiom (non la Fim!) ha firmato per deroghe al ribasso dei minimi salariali fissati dal contratto nazionale, pur di salvaguardare i livelli occupazionali, quando l&#8217;impresa era in amministrazione straordinaria. Alla STM, alla Micron e alla Exside, Fim, Fiom e Uilm hanno accettato turni che impongono il lavoro notturno molto pi\u00f9 di frequente e con maggiorazioni salariali inferiori a quelle previste alla Fiat. E ci sono molte piccole e medie imprese nel metalmeccanico (e anche grandi imprese nel siderurgico come la Tenaris) in cui si accettano condizioni di lavoro ancora pi\u00f9 pesanti in quanto a turni e pause. Non c\u2019\u00e8 nulla di male se un sindacato accetta queste condizioni in un\u2019azienda e non in un\u2019altra. Pu\u00f2 farlo perch\u00e9 i lavoratori hanno preferenze diverse, perch\u00e9 le caratteristiche delle mansioni sono differenti, perch\u00e9 le condizioni del mercato e il potere contrattuale dei lavoratori cambiano a seconda dell\u2019impresa e delle condizioni del mercato del lavoro locale. Tutto questo dovrebbe suggerire maggiore cautela a chi commenta accordi come quelli di Mirafiori con toni apodittici, descrivendoli come una \u201demancipazione dell\u2019economia dai vincoli democratici\u201d e una \u201cvittoria della Fiat sul Paese\u201d. Ma soprattutto dimostra che c\u2019\u00e8 bisogno di contrattazione azienda per azienda. E\u2019 l\u2019unica che permetta al sindacato di salvaguardare posti di lavoro in aziende in difficolt\u00e0 o di rinunciare ad aumenti salariali per fare assumere pi\u00f9 lavoratori. A livello nazionale si pu\u00f2 solo contrattare sui salari, non sui livelli occupazionali. Chi si oppone al rafforzamento del secondo livello della contrattazione, rinuncia di fatto a tutelare i posti di lavoro.<br \/>\n<strong>La contrattazione aziendale<\/strong> <strong>\u00e8 difficile in aziende medio-piccole<\/strong>. Dove non si svolge la contrattazione di secondo livello, non potr\u00e0 che continuare a valere il contratto nazionale. Oltre a dare copertura contro l\u2019inflazione bene che questo fissi delle regole retributive pi\u00f9 che dei livelli salariali uniformi da imporre in realt\u00e0 tra di loro molto differenziate. Ad esempio, si pu\u00f2 stabilire che una quota minima dell\u2019incremento della redditivit\u00e0 di un\u2019azienda sia trasferita ai lavoratori sottoforma di maggiorazione salariale.<br \/>\nUn sindacato che continua a lasciare da soli i lavoratori delle <strong>piccole imprese<\/strong> nel loro tentativo di partecipare agli incrementi di produttivit\u00e0 non ha futuro nella stragrande maggioranza delle imprese italiane. Come evidenziato anche dalla composizione del voto a Mirafiori (il turno di notte, che otterr\u00e0 maggiori incrementi retributivi, ma anche i pi\u00f9 forti aggravi del carico di lavoro, ha votato a larga maggioranza a favore del s\u00ec, al contrario degli altri reparti) oggi molti lavoratori italiani sono disposti a lavorare di pi\u00f9 e in condizioni pi\u00f9 pesanti pur di guadagnare di pi\u00f9. Non sorprende data la stagnazione dei salari negli ultimi 15 anni.<br \/>\nQuesto ci porta ai<strong> minimi inderogabili<\/strong>. Bene definirli con precisione e preoccuparsi di farli rispettare per tutti, non solo per chi \u00e8 sotto i riflettori dei media. Ci vogliono dei minimi al di sotto dei quali nessun contratto \u2013 collettivo o individuale \u2013 pu\u00f2 scendere. Devono essere per forza di cosa essere fissati per legge e valere per tutti, anche per chi lavora nel sindacato, nei partiti o nel volontariato. Ci vuole un salario minimo orario. Ma ci vogliono anche un\u2019assicurazioni sociale di base, a partire da quella contro la disoccupazione. Sorprendente che la retorica sui diritti fondamentali violati non tenga conto che gli 800.000 precari che hanno perso il lavoro dall\u2019inizio della recessione non abbiano ricevuto alcun sostegno al loro reddito.<br \/>\nInfine <strong>i confini tra contrattazione e politica<\/strong>. Troppi politici hanno perso in queste settimane un\u2019ottima occasione per stare zitti, pronunciandosi a favore o contro l\u2019accordo Mirafiori, come se questa scelta riguardasse loro e non invece i lavoratori di Mirafiori e le loro famiglie. E\u2019 una ingerenza fastidiosa, inaccettabile, e hanno fatto bene i leader confederali a denunciarla. Ma bisogna ammettere che troppe volte \u00e8 proprio il sindacato a chiamare in causa la politica. Lo ha fatto anche a Mirafiori. Bene che si smetta di farlo. Come tutti sanno, la politica non si fa certo pregare quando si tratta di invadere terreni su cui non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL NOSTRO SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI: COPRE SEMPRE MENO LAVORATORI, INTERVIENE SEMPRE PI\u00d9 IN RITARDO E ACCENTUA, ANZICH\u00c9 GESTIRE, I CONFLITTI \u2013 SENZA UNA RAPIDA RIFORMA NON E\u2019 PENSABILE CHE LA TANTO AUSPICATA &#8220;NUOVA ERA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI&#8221; DIVENTI REALTA\u2019 Testo integrale di un articolo di Tito Boeri che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-12246","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12246\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}