
{"id":12495,"date":"2011-01-29T13:35:29","date_gmt":"2011-01-29T12:35:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12495"},"modified":"2011-01-30T21:02:22","modified_gmt":"2011-01-30T20:02:22","slug":"libero-intervista-parallela-a-cazzola-e-ichino-sulla-svolta-fiat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12495","title":{"rendered":"LIBERO: INTERVISTA PARALLELA A CAZZOLA E ICHINO SULLA SVOLTA FIAT"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DA DUE VISUALI POLITICHE CONTRAPPOSTE UNA VISIONE IN PARTE DISCORDANTE, MA IN PARTE SIGNIFICATIVAMENTE CONCORDANTE, DELLA VICENDA CHE SEGNA UNA TAPPA IMPORTANTISSIMA NELL\u2019EVOLUZIONE DEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti, pubblicata da <\/em>Libero <em>il 28 gennaio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">Il referendum tra gli operai di Mirafiori ha soddisfatto tutti. Chi ha vinto, perch\u00e9 ha vinto. Chi ha perso, per come ha perso. Ma quale sar\u00e0 ora il futuro del nuovo contratto di lavoro Fiat, contro il quale la Fiom ha minacciato di ricorrere ai tribunali? E soprattutto, l\u2019esempio\u00a0 di Marchionne \u00e8 destinato a rimanere un\u2019eccezione o aprir\u00e0 la strada a un nuovo modello di relazioni industriali? Lo abbiamo chiesto al giuslavorista <strong>Pietro Ichino<\/strong>, senatore Pd, e a <strong>Giuliano Cazzola<\/strong>, deputato PdL e vicepresidente della Commissione lavoro della Camera.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Vi ha sorpreso il risultato del referendum di Mirafiori? Non era preventivabile una pi\u00f9 netta vittoria del s\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;Il risultato del referendum non mi ha sorpreso: tutti i sindacalisti torinesi con cui ho parlato nelle due settimane precedenti, sia della Cgil sia della Cisl e della Uil, prevedevano un risultato molto incerto fino all\u2019ultimo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;Mi aspettavo un risultato pi\u00f9 o meno simile a quello di Pomigliano. Mirafiori \u00e8 uno stabilimento difficile, abituato a bocciare gli accordi. Tutto sommato, considerando la veemenza delle polemiche, la vittoria del s\u00ec mi pare sufficientemente netta&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Ora sono in molti a dire di aver vinto: Marchionne, i sindacati sostenitori dell\u2019accordo, ma anche la Fiom, la cui linea dura in fondo ha intercettato il malessere della met\u00e0 degli operai torinesi. A uscire sconfitta \u00e8 solo la minoranza Fiom \u2013 e, quindi, la segretaria Cgil Camusso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;Forse il senso di soddisfazione manifestato in qualche misura dai commenti di tutti nasce dall\u2019esperienza straordinaria di democrazia sindacale cui i lavoratori di Mirafiori hanno dato vita, come gi\u00e0 in precedenza quelli di Pomigliano. A ben vedere, un\u2019esperienza di democrazia sindacale come questa \u00e8 un gioco a somma positiva che giova anche a chi rimane in minoranza: gli consente almeno di far sentire la propria voce&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;Le vittorie hanno sempre molti padri. La setta di visionari che si \u00e8 impadronita della Fiom\u00a0 \u00e8 abituata a trasformare in vittorie le sconfitte. A perdere &#8211; sia pure di una certa misura &#8211; \u00e8 stata la Fiom. La Cgil avrebbe potuto approfittarne per portare avanti il confronto dialettico che aveva iniziato con la segreteria della Fiom, ma si \u00e8 fatta abbacinare dal 46 per cento di no&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>La Fiom preannuncia ricorsi in carta bollata. Ha margini reali per creare qualche grattacapo all\u2019azienda?<\/strong><br \/>\nICHINO: &#8220;Come ho scritto fin dall\u2019inizio sul mio sito, c\u2019\u00e8 una unica clausola dell\u2019accordo sulla quale mi sembra che un ricorso della Fiom potrebbe essere accolto: quella che esclude la qualificabilit\u00e0 dell\u2019intera operazione in termini di &#8216;trasferimento d\u2019azienda&#8217;. La questione non influisce sulle posizioni individuali dei lavoratori, cui sono comunque garantiti l\u2019anzianit\u00e0 e i diritti precedentemente acquisiti; ma riguarda la necessit\u00e0 di una procedura preventiva di consultazione sindacale, che non ritarderebbe l\u2019operazione e che la Fiat farebbe comunque bene a esperire&#8221;.<br \/>\nCAZZOLA: &#8220;Purtroppo s\u00ec. I magistrati orientati secondo una particolare cultura giuridica sorda alle istanze della impresa sono tanti. Ma non \u00e8 detta l&#8217;ultima parola. Ricorda il caso di Melfi? Sembrava che Marchionne avesse violato, con la mancata reintegra nel posto di lavoro, tutte le norme vigenti, poi di quella vicenda oggi non parla pi\u00f9 nessuno&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Federmeccanica propone di estendere il modello Fiat (contratto aziendale alternativo a quello nazionale) ma si scontra con la freddezza di Cisl e Uil. Se le parti sociali non la rilanciano, la \u201crivoluzione Marchionne\u201d non rischia di restare un\u2019eccezione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;In realt\u00e0, il passaggio al &#8216;modello Fiat&#8217; \u00e8 gi\u00e0 in atto, come dimostrano appunto gli accordi Fiat, ma anche alcune altre esperienze analoghe di aziende che fanno meno notizia. Credo che convenga a tutti \u2013 Cgil, Cisl e Uil comprese \u2013 fare in modo che questa scelta possa essere compiuta in via ordinaria, nel rispetto di alcune regole minime e rimanendo dentro il sistema nazionale delle relazioni industriali. Se non ci si arriver\u00e0 con un accordo interconfederale, le associazioni imprenditoriali potranno comunque ottenere lo stesso effetto unilateralmente, con una semplice modifica del proprio statuto, evitando cos\u00ec che si moltiplichino i casi di rifiuto dell\u2019iscrizione da parte di altre imprese. Ma in ogni caso \u00e8 urgente <a title=\"D.d.l. 11.11.09 n. 1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">una legge<\/a> che garantisca alla coalizione sindacale maggioritaria il potere di stipulare un accordo aziendale efficace nei confronti di tutti e al sindacato minoritario il diritto di rappresentanza in azienda anche se non firma&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;In Italia i cambiamenti sono sempre difficili e contrastati. Ma questa volta si \u00e8 messo in moto un processo importante&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Si pu\u00f2 ipotizzare che singole aziende seguano in futuro l\u2019esempio dell\u2019ad Fiat?<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;Non credo che, nell\u2019immediato, questo esempio verr\u00e0 seguito da un numero rilevante di aziende a capitale e management italiano. Ma la vicenda Fiat lancia un messaggio che ad altre grandi multinazionali straniere potrebbe interessare. Se questo accadesse, credo che avremmo solo di che rallegrarcene&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;Molte aziende hanno preceduto la Fiat. Bisognerebbe conoscere meglio la realt\u00e0. Altre comunque seguiranno l&#8217;esempio della Fiat, specie le imprese multinazionali se torneranno ad investire in Italia.&#8221;<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Si va verso una contrattazione spostata dal centro alla periferia. Quest\u2019ultima, per\u00f2, non \u00e8 solo quella aziendale. Secondo alcuni, la contrattazione territoriale \u00e8 preferibile, perch\u00e9 evita discriminazioni tra lavoratori che svolgono la stessa mansione, abitano a pochi chilometri di distanza, ma, lavorando in aziende diverse, riceverebbero trattamenti diversi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;Occorre evitare l\u2019errore, molto diffuso tra i sindacalisti vecchia maniera, di confondere la funzione del contratto collettivo con quello della legge. Alla legge compete di dettare regole uguali per tutti e tendenzialmente stabili nel tempo; il contratto, invece, ha per sua stessa natura la funzione di consentire di adattare la regola alle circostanze, alla peculiarit\u00e0 del singolo caso. Sulle materie di competenza della contrattazione collettiva, dunque, \u00e8 fisiologico \u2013 e anche molto sano sul piano macro-economico \u2013 che le regole applicabili si adattino alle condizioni ed esigenze di ciascuna impresa, se questa ha la fortuna di avere una controparte sindacale abilitata e disposta a stipulare il contratto come un vestito su misura. Dove la contrattazione aziendale non arriva, l\u00ec deve potersi applicare il contratto nazionale o territoriale; ma solo come disciplina di default, applicabile in mancanza di una disciplina validamente contrattata a un livello pi\u00f9 vicino al luogo di lavoro. Il contratto nazionale per i metalmeccanici in Germania oggi si applica ancora nella maggioranza dei casi \u2013 1,7 milioni di lavoratori \u2013, mentre in 2500 imprese del settore, per un totale di 320 mila lavoratori, si applica solo quello aziendale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;Il livello territoriale merita di essere sviluppato adeguatamente, specie a livello di distretto e nelle aree in cui esiste una rete diffusa di Pmi. Ma tutta la contrattazione decentrata influenza il mercato del lavoro di una determinata area, perch\u00e9 contribuisce ad indicare i livelli salariali che i lavoratori possono conseguire in quel particolare contesto. Ricordo poi che il governo ha previsto una tassazione agevolata per le quote di retribuzione collegate alla produttivit\u00e0 senza porre la condizione della sussistenza di un accordo sindacale. In sostanza anche le erogazioni unilaterali dei datori sono detassate&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\"><strong>Si elogia il modello tedesco in riferimento non solo alla contrattazione aziendale, ma anche alle buste paga. <\/strong><strong>Ma fino a pochissimo tempo fa si criticava quel modello perch\u00e9, troppo concentrato sull\u2019export, deprimeva i consumi interni con la moderazione salariale\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">ICHINO: &#8220;Se \u00e8 per questo, il modello tedesco \u00e8 fatto anche di <em>Mitbestimmung<\/em>, quella cogestione delle grandi imprese che venne imposta dagli Alleati all\u2019indomani della Liberazione per punire gli industriali corresponsabili dei crimini del regime nazista. Solo la capacit\u00e0 dei tedeschi di fare squadra ha potuto trasformare la punizione in una marcia in pi\u00f9 del loro sistema; ma, certo, questa parte del loro modello non \u00e8 suscettibile di trapianto in Italia, se si escludono alcuni casi particolari. Mi sembrano invece pi\u00f9 adatte alle nostre tradizioni e cultura altre forme di partecipazione dei lavoratori in azienda, che possono e devono essere promosse, anche con una legge che elimini alcuni ostacoli normativi e fiscali. C&#8217;\u00e8 in Commissione Lavoro al Senato <a title=\"Testo unificato dei d.d.l. sulla partecipazione, maggio 2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2981\" target=\"_blank\">un testo unificato dei disegni di legge sulla partecipazione<\/a>\u00a0che raccoglie consensi <em>bi-partisan<\/em>:<em> <\/em>se il ministro Sacconi togliesse il veto, potrebbe camminare molto speditamente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">CAZZOLA: &#8220;In una economia globalizzata le esportazioni costituiscono la chiave di volta dello sviluppo. I tedeschi per giunta hanno un mercato interno ampio, solido e affezionato ai prodotti nazionali, anche perch\u00e9 sono tra i migliori al mondo. Bisognerebbe che venissero sfatate certe convinzioni sulla Germania, un Paese che ci d\u00e0 delle lezioni non solo sul terreno della occupazione stabile, ma anche su quello della flessibilit\u00e0 e dell&#8217;impegno nell&#8217;accollarsi dei sacrifici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 15pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA DUE VISUALI POLITICHE CONTRAPPOSTE UNA VISIONE IN PARTE DISCORDANTE, MA IN PARTE SIGNIFICATIVAMENTE CONCORDANTE, DELLA VICENDA CHE SEGNA UNA TAPPA IMPORTANTISSIMA NELL\u2019EVOLUZIONE DEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti, pubblicata da Libero il 28 gennaio 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-12495","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12495\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}