
{"id":1266,"date":"2009-01-15T13:18:50","date_gmt":"2009-01-15T12:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1266"},"modified":"2009-07-19T16:30:12","modified_gmt":"2009-07-19T15:30:12","slug":"allitalia-manca-una-religione-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1266","title":{"rendered":"AGLI ITALIANI MANCA UNA &#8220;RELIGIONE CIVILE&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA FORZA DI UNA NAZIONE STA NELLA SUA UNITA&#8217;, AL DI LA&#8217; DELLE DIVISIONI POLITICHE. IN ITALIA QUESTA UNITA&#8217; MANCA PERCHE&#8217;\u00a0DIFETTA QUEL\u00a0SENSO CIVICO RADICATO E DIFFUSO CHE, NEGLI ALTRI\u00a0PAESI MAGGIORI, INDUCE CIASCUN CITTADINO A PERCEPIRE IL BENE COMUNE COME PRIORITARIO RISPETTO AL PROPRIO <em>PARTICULARE<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale\u00a0del teologo\u00a0<strong>Vito Mancuso<\/strong> pubblicato su <\/em>la Repubblica<em> il 13 gennaio 2009. Ringrazio l&#8217;Autore e l&#8217;Editore di aver acconsentito alla ripubblicazione dell&#8217;articolo in questo sito.<\/em><\/p>\n<p>Non mi risulta ci sia lingua al mondo che usi l\u2019aggettivo della propria nazionalit\u00e0 per designare qualcosa di imperfetto e di furbesco, come invece facciamo noi italiani dicendo \u201call\u2019italiana\u201d. C\u2019\u00e8 sfiducia verso l\u2019Italia anzitutto da parte degli stessi italiani: quanti di noi oggi, immaginando di scegliere dove poter nascere, sceglierebbero l\u2019Italia?<!--more-->\u00a0La crisi per\u00f2 non dipende dal fatto che valiamo poco, ma dal fatto che valiamo molto, nel senso che la notevole intelligenza degli italiani \u00e8 incapace di trovare un valore-guida comune. Gi\u00e0 nel 1513 Machiavelli scriveva che \u201cin Italia non manca materia da introdurvi ogni forma\u201d: il nostro problema non \u00e8 la materia umana, che c\u2019\u00e8; \u00e8 piuttosto la mancanza di una forma su cui modellare l\u2019esuberanza della materia. Il problema non \u00e8 il valore dei singoli, ma l\u2019armonia tra tanti singoli di valore. Il problema, in altri termini, \u00e8 \u201creligioso\u201d, nel senso etimologico del termine \u201creligio\u201d: in Italia, a differenza degli altri paesi occidentali, manca una religione \u201ccivile\u201d, capace di legare responsabilmente l\u2019individuo alla societ\u00e0. Si tratta, per dirla ancora in altro modo, di capire come mai l\u2019Italia, ai primi posti quanto a pratica religiosa, lo sia anche per corruzione, evasione fiscale, criminalit\u00e0 organizzata e litigiosit\u00e0 della politica. Per argomentare il mio pensiero procedo mediante tre tesi.<\/p>\n<p>1. Prima tesi: Una societ\u00e0 \u00e8 tanto pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 \u00e8 unita, e ci\u00f2 che tiene unita una societ\u00e0 \u00e8 la sua religione.<br \/>\nCon questa tesi non voglio dire che il cattolicesimo in quanto religione istituita del nostro paese sia ci\u00f2 che unisce la societ\u00e0 e che per \u201csalvare l\u2019occidente\u201d anche i non credenti debbano giungere a dirsi culturalmente cattolici, come vogliono gli \u201catei devoti\u201d. Intendo dire, al contrario, che ci\u00f2 che tiene insieme una societ\u00e0 rappresenta <em>de facto<\/em> la religione di quella societ\u00e0, religione da intendersi nel senso etimologico di <em>religio<\/em>, cio\u00e8 legame, principio unificatore dei singoli.<br \/>\nNel suo senso pi\u00f9 profondo, infatti, che cos\u2019\u00e8 la religione? \u00c8 il fatto che talora un individuo avverta un\u2019attrazione irresistibile verso una realt\u00e0 pi\u00f9 grande di lui, nella quale egli, tuttavia, si identifica. Il termine \u201creligione\u201d porta al pensiero questo fenomeno fisico di dipendenza e insieme di identificazione. Chi ne \u00e8 abitato non conosce nulla di pi\u00f9 forte, e se poi condivide con altri questo legame, la struttura che si crea \u00e8 solidissima. Per questo, quanto pi\u00f9 una societ\u00e0 condivide un principio unificatore, tanto pi\u00f9 \u00e8 forte. Il principio unificatore condiviso \u00e8 stato visto dai nostri padri latini e chiamato <em>religio<\/em>, legame dei singoli che trasforma un insieme casuale in un <em>sistema operativo<\/em>. La religione civile \u00e8 la particolare disposizione della mente per cui un antico romano concepiva Roma pi\u00f9 importante di s\u00e9, o per cui i politici americani ripetono <em>God bless America<\/em> sapendo che \u00e8 l\u2019America l\u2019idea che tiene insieme gli americani. \u00c8 superficiale pensare che la societ\u00e0 sia la semplice somma degli individui: l\u2019Impero romano non era la somma dei cittadini romani, e l\u2019America non \u00e8 la somma degli americani. Roma e l\u2019America rappresentano idee in grado di far s\u00ec che i singoli si sommino in modo ordinato, formando un sistema. E pi\u00f9 l\u2019idea \u00e8 unificante, pi\u00f9 il sistema \u00e8 operativo.<\/p>\n<p>2. Seconda tesi: L\u2019Italia non ha una religione civile e questo \u00e8 il suo problema pi\u00f9 grave.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 ai primissimi posti in Europa quanto a corruzione. La corruzione lacera il legame sociale producendo un diffuso senso di sfiducia e sfilacciamento nel paese e un\u2019immagine negativa all\u2019estero. Occorre chiedersi come mai siamo cos\u00ec corrotti e corruttori. Anche senza la retorica degli \u201citaliani brava gente\u201d, io non penso che la causa di tale fenomeno sia che gli italiani, individualmente presi, siano moralmente peggiori degli altri europei. Penso piuttosto che la causa sia la mancanza, all\u2019interno della coscienza comune, di un\u2019idea superiore rispetto all\u2019Io e ai suoi interessi. I danesi, che risultano il popolo meno corrotto d\u2019Europa, come singoli non penso siano moralmente migliori degli italiani; penso piuttosto che essi condividano in misura molto maggiore la convinzione che vi sia qualcosa pi\u00f9 importante del loro <em>particulare<\/em>, per usare la classica espressione di Guicciardini. Questo qualcosa cui l\u2019Io sa cedere il passo \u00e8 la societ\u00e0: il singolo si comporta onestamente verso la societ\u00e0 perch\u00e9 sente che essa \u00e8 pi\u00f9 importante di lui e perch\u00e9 al contempo vi si identifica, secondo la logica di dipendenza e identificazione vista sopra. Viceversa in Italia i pi\u00f9 ritengono che il singolo sia pi\u00f9 importante della societ\u00e0, e per il bene del singolo non si esita a depredare il bene comune della societ\u00e0.<br \/>\nDa qui il tipico male italiano che \u00e8 la furbizia, uso distorto dell\u2019intelligenza. Il furbo \u00e8 un intelligente che sbaglia mira, che non ha un oggetto adeguato su cui dirigere l\u2019intelligenza, che non capisce il primato dell\u2019oggettivit\u00e0 e la dirige solo su di s\u00e9. Al contrario chi sa usare davvero l\u2019intelligenza capisce che la vita contiene valori pi\u00f9 grandi del suo piccolo Io, e di conseguenza vi si dedica. L\u2019intelligente gravita attorno a una stella, il furbo invece fa di se stesso la stella attorno a cui tutto deve ruotare. Con l\u2019ovvio risultato che un insieme di intelligenti \u00e8 in grado di creare un sistema, in questo caso non <em>solare<\/em> ma <em>sociale<\/em>, mentre un insieme di furbi \u00e8 destinato semplicemente al caos e alla reciproca sopraffazione.<br \/>\nNoi italiani siamo pi\u00f9 corrotti perch\u00e9 usiamo in modo distorto la nostra intelligenza, e tale distorsione la si deve alla mancanza di un\u2019idea comune pi\u00f9 grande dell\u2019Io, cio\u00e8 di una religione civile e dell\u2019etica che ne discende. La religione civile \u00e8 ci\u00f2 che consente di rispondere alla seguente domanda: perch\u00e9 devo essere giusto verso la societ\u00e0? Perch\u00e9 devo esserlo anche quando la mia convenienza mi porterebbe a non esserlo? Senza un legame di tipo \u201creligioso\u201d con la societ\u00e0, nessuno sacrifica il suo <em>particulare<\/em>, nessuno sar\u00e0 giusto quando non gli conviene esserlo e pu\u00f2 permettersi di non esserlo. Per questo la formazione di una religione civile \u00e8 d\u2019importanza vitale per il nostro paese.<\/p>\n<p>3. Terza tesi: Una delle condizioni perch\u00e9 in Italia possa sorgere una religione civile \u00e8 che i cattolici mettano la loro fede al servizio del bene comune.<br \/>\nI tentativi di creare un\u2019etica civile in Italia sono stati, e sono, di due tipi: guelfo e ghibellino. Il primo intende l\u2019etica civile come traduzione diretta del cattolicesimo, anche a prescindere dalla fede: \u00e8 l\u2019idea degli atei devoti, guardata con notevole favore dall\u2019attuale gerarchia cattolica. Il secondo ritiene al contrario che un\u2019etica civile potr\u00e0 sorgere solo dal superamento del cattolicesimo, ritenuto il principale responsabile della sua mancanza in Italia soprattutto per la presenza del papato. Io ritengo entrambi i tentativi destinati a fallire, il primo perch\u00e9 non tiene conto della secolarizzazione e della globalizzazione, il secondo della tradizione. La storia ci ha mostrato infatti che una religione civile contrapposta al cattolicesimo non \u00e8 politicamente concepibile in Italia, si pensi al mito risorgimentale della nazione confluito nel fascismo e al mito della societ\u00e0 confluito nel comunismo. Una religione civile, e la conseguente etica di cui l\u2019Italia ha urgente bisogno, potr\u00e0 sorgere solo in unione con il cattolicesimo, non contro di esso.<br \/>\nNon so in quale direzione si debba muovere il pensiero dei laici per contribuire alla nascita di un\u2019etica civile in Italia pari a quella degli altri paesi occidentali. Mi sento per\u00f2 di dire, da teologo, che il lavoro in questa direzione da parte dei cattolici \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 urgenti. Si tratta di porre davvero la fede a servizio del mondo, di questo pezzo di mondo che si chiama Italia, pensandosi come seme che marcisce nel campo o come lievito che scompare nella pasta. Fino a quando il seme vorr\u00e0 preservare la sua identit\u00e0 di seme senza pensarsi in funzione della pianta, verr\u00e0 meno al suo compito; fino a quando il lievito vorr\u00e0 preservare la sua identit\u00e0 di lievito senza pensarsi in funzione della pasta, verr\u00e0 meno al suo compito. Fino a quando i cattolici italiani vorranno preservare la loro identit\u00e0 di cattolici senza pensarsi al servizio della societ\u00e0 italiana, verranno meno al loro compito; e fino a quando la Chiesa tuteler\u00e0 i suoi interessi particolari come una delle tanti lobby senza essere davvero \u201ccattolica\u201d cio\u00e8 universale, non sar\u00e0 fedele al suo compito che \u00e8 spendersi \u201cper la vita del mondo\u201d.<br \/>\nLa situazione del paese richiede a ogni italiano, laico o cattolico, con responsabilit\u00e0 politiche in campo civile o in campo ecclesiastico, di ripensare il proprio rapporto con la societ\u00e0 secondo ci\u00f2 che in termini religiosi si chiama \u201cconversione\u201d. Purtroppo non \u00e8 pi\u00f9 sdolcinata retorica dire che ne va del futuro dei nostri figli.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vito Mancuso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA FORZA DI UNA NAZIONE STA NELLA SUA UNITA&#8217;, AL DI LA&#8217; DELLE DIVISIONI POLITICHE. IN ITALIA QUESTA UNITA&#8217; MANCA PERCHE&#8217;\u00a0DIFETTA QUEL\u00a0SENSO CIVICO RADICATO E DIFFUSO CHE, NEGLI ALTRI\u00a0PAESI MAGGIORI, INDUCE CIASCUN CITTADINO A PERCEPIRE IL BENE COMUNE COME PRIORITARIO RISPETTO AL PROPRIO PARTICULARE Editoriale\u00a0del teologo\u00a0Vito Mancuso pubblicato su la Repubblica il 13 gennaio 2009. 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