
{"id":12930,"date":"2011-02-19T18:24:32","date_gmt":"2011-02-19T17:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12930"},"modified":"2011-02-20T11:34:13","modified_gmt":"2011-02-20T10:34:13","slug":"immigrati-cosa-chiedere-alla-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12930","title":{"rendered":"IMMIGRATI, COSA CHIEDERE ALL&#8217;UNIONE EUROPEA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE RICERCHE DISPONIBILI DIMOSTRANO CHE LE RESTRIZIONI IN INGRESSO AUMENTANO GLI INGRESSI CLANDESTINI O COMUNQUE IRREGOLARI E CHE INVECE LA POLITICA PIU&#8217; REDDITIZIA CONSISTE IN UN\u00a0GOVERNO SELETTIVO DEI FLUSSI, CHE DEVE ESSERE CONDIVISO DA TUTTI I PAESI DELL&#8217;UE &#8211; L&#8217;ITALIA POTREBBE SVOLGERE UN RUOLO IMPORTANTE NEL DELINEARE E ATTIVARE QUESTO IMPEGNO COMUNE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Boeri Tito<\/strong>, pubblicato su <\/em>la Repubblica<em> il 17 febbraio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Da tre giorni non ci sono pi\u00f9 sbarchi di disperati sull&#8217;isola di Lampedusa.\u00a0Ma secondo il ministro Maroni il flusso \u00e8 comunque in aumento ed \u00e8 destinato a portare in poco tempo sulle nostre coste 80.000 persone in cerca di asilo.<br \/>\nSono persone provenienti dai paesi del Nord Africa in rivolta contro i regimi totalitari. Non \u00e8 dato sapere come il Ministro sia arrivato a questa stima. \u00c8 tuttavia significativo che si tratti pi\u00f9 o meno dello stesso numero di rifugiati evacuati dalla Macedonia e trasportati in Germania, Norvegia e Turchia dopo la guerra in Kosovo in quella che \u00e8 stata sin qui la pi\u00f9 grande operazione di &#8220;<em>burden sharing<\/em>&#8220;, condivisione dell&#8217;onere umanitario fra paesi, di fronte ad un&#8217;emergenza umanitaria. Oggi il governo italiano, proprio in nome del <em>burden sharing<\/em>, chiede all&#8217;Europa di farsi carico del problema degli sbarchi a Lampedusa, non solo contribuendo ai costi del pattugliamento delle nostre frontiere, come sta gi\u00e0 facendo con Frontex, ma anche offrendo ospitalit\u00e0 almeno a una parte dei rifugiati arrivati sulle nostre coste. Abbiamo chiesto all&#8217;Ungheria, presidente di turno dell&#8217;Unione, di convocare un vertice straordinario per stabilire i termini e le modalit\u00e0 di questa ripartizione degli oneri legati all&#8217;accoglienza dei rifugiati e all&#8217;accettazione delle domande di asilo. Si noti che molti rifugiati sembrano comunque intenzionati a lasciare il nostro paese. Lo si evince dalle dichiarazioni raccolte sul campo dagli inviati dei giornali e soprattutto dal fatto che normalmente i rifugiati politici, come gli altri immigrati, tendono a concentrarsi nelle aree in cui risiedono gi\u00e0 molte persone che parlano la stessa lingua e che hanno la stessa nazionalit\u00e0. Oggi le pi\u00f9 forti concentrazioni di tunisini e cittadini del Nord Africa si trovano altrove, principalmente in Francia e Spagna.<br \/>\n\u00c8 giusto chiedere l&#8217;intervento dell&#8217;Europa, ma bisogna farlo in modo coerente e guardando al di l\u00e0 dell&#8217;emergenza. La richiesta italiana difficilmente trover\u00e0 ascolto nell&#8217;opinione pubblica di grandi paesi, come la Germania, abituati ad accogliere pi\u00f9 di 10 volte i rifugiati politici che sono oggi da noi. Lo trover\u00e0 ancor di meno in piccoli paesi, come la Norvegia, l&#8217;Olanda e la Svezia che hanno ricevuto negli ultimi vent&#8217;anni flussi di persone in cerca d&#8217;asilo fino a 15 volte superiori ai nostri, in rapporto alla popolazione residente. Bisogna soprattutto sapere cosa chiedere all&#8217;Europa. Oggi non c&#8217;\u00e8 traccia di questa consapevolezza nelle prese di posizione del nostro esecutivo: c&#8217;\u00e8 solo una generica ed estemporanea richiesta di aiuto. Anche nell&#8217;ipotesi in cui venisse raccolta, servir\u00e0 a poco. L&#8217;Europa pu\u00f2 infatti fronteggiare in modo efficace crisi di questo tipo solo se si da per tempo strumenti adeguati per gestire le politiche di asilo, integrandole pi\u00f9 strettamente con le politiche di immigrazione.<br \/>\nCosa chiedere dunque all&#8217;Europa? Innanzitutto una serie riforme delle politiche d&#8217;asilo. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 gestire il problema dei rifugiati politici come se fosse un problema a se stante, di natura diplomatica, nettamente separato dall&#8217;immigrazione di chi cerca un lavoro. I confini fra i due tipi di flussi sono spesso molto labili e l&#8217;andamento delle domande di asilo sembra rispondere di pi\u00f9 a fattori di natura economica (come la disoccupazione o il reddito pro-capite nel paese di destinazione), che alla presenza di guerre o regimi dittatoriali nel paese d&#8217;origine. Inoltre un errore molto grave delle politiche d&#8217;asilo seguite sin qui in Europa \u00e8 stato quello di impedire ai rifugiati politici di lavorare e di scegliere dove risiedere all&#8217;interno di un paese. La <em>ratio<\/em> di queste misure \u00e8 che si vuole scoraggiare un eccessivo numero di domande d&#8217;asilo. Ma i risultati sono del tutto controproducenti. Diverse ricerche documentano come restrizioni di questo tipo non contribuiscano affatto a scoraggiare gli abusi. Al contrario, impedendo di lavorare a chi si \u00e8 visto accettata la domanda d&#8217;asilo si ritarda l&#8217;integrazione economica degli immigrati, aumentando al contempo il peso fiscale dell&#8217;immigrazione sulla popolazione autoctona. Studi recenti condotti da Francesco Fasani e da alcuni economisti inglesi mostrano come i rifugiati politici, costretti a vivere di modesti trasferimenti statali, impossibilitati a lavorare e obbligati a risiedere in aree prestabilite, non scelte da loro, tendano a essere pi\u00f9 facilmente coinvolti nella micro-criminalit\u00e0 degli altri cittadini, inclusi gli immigrati che non hanno statuto di rifugiato. \u00c8 una lezione importante di cui dovremo comunque tenere conto. Volenti o nolenti, ci troveremo nei prossimi anni a gestire una popolazione di rifugiati politici superiore alle 55.000 persone che si sono viste sin qui riconoscere l&#8217;asilo in Italia. \u00c8 una lezione importante anche per le nostre politiche di immigrazione pi\u00f9 in generale. Se &#8220;lasciati liberi di lavorare&#8221;, gli immigrati sono una grande risorsa, quando invece si vuole rendere la loro vita insensatamente difficile (con restrizioni all&#8217;ingresso, alla durata della loro permanenza, al rinnovo dei permessi di soggiorno, al cambiamento di lavoro, etc.) si corre il rischio di convincere almeno parte di loro, che la microcriminalit\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9 allettante di un inserimento lavorativo regolare reso troppo complicato dalla legislazione vigente. Il coordinamento delle politiche di asilo e di quelle migratorie dovrebbe, inoltre, basarsi su criteri trasparenti e condivisi. Oggi diversi paesi europei si avviano ad introdurre sistemi a punti in grado di stabilire priorit\u00e0 ben definite nel concedere permessi di soggiorno e di lavoro. Questi sistemi vengono spesso utilizzati per favorire l&#8217;immigrazione qualificata, di persone maggiormente istruite e in grado di integrarsi pi\u00f9 facilmente nel paese che li accoglie. Nulla vieta di introdurre in questo ambito anche considerazioni di natura umanitaria garantendo accesso prioritario a cittadini di paesi coinvolti in guerre civili o comunque provenienti da paesi in cui la popolazione civile \u00e8 stata vittima di ripetuti episodi di brutalit\u00e0, tortura e incarcerazione arbitraria. Controllo comune delle frontiere, politiche di asilo integrate con quelle dell&#8217;immigrazione economica e basate su principi trasparenti, come nei sistemi a punti, possono diventare i cardini di una politica europea dell&#8217;immigrazione. Il nostro governo dovrebbe attivamente contribuire a questo processo di riforma e, allo stesso tempo, di coordinamento tra paesi perch\u00e9, essendo paese di frontiera, ne possiamo beneficiare pi\u00f9 degli altri. Se lo facesse allontanerebbe anche il sospetto che stia agitando lo spettro degli sbarchi in massa a Lampedusa per raccogliere consensi in vista delle prossime elezioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE RICERCHE DISPONIBILI DIMOSTRANO CHE LE RESTRIZIONI IN INGRESSO AUMENTANO GLI INGRESSI CLANDESTINI O COMUNQUE IRREGOLARI E CHE INVECE LA POLITICA PIU&#8217; REDDITIZIA CONSISTE IN UN\u00a0GOVERNO SELETTIVO DEI FLUSSI, CHE DEVE ESSERE CONDIVISO DA TUTTI I PAESI DELL&#8217;UE &#8211; L&#8217;ITALIA POTREBBE SVOLGERE UN RUOLO IMPORTANTE NEL DELINEARE E ATTIVARE QUESTO IMPEGNO COMUNE Articolo di Boeri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-12930","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12930"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12930\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}