
{"id":13008,"date":"2011-02-22T10:59:10","date_gmt":"2011-02-22T09:59:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13008"},"modified":"2011-02-22T22:31:13","modified_gmt":"2011-02-22T21:31:13","slug":"disoccupazione-rivolte-e-immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13008","title":{"rendered":"DISOCCUPAZIONE, RIVOLTE E IMMIGRAZIONE"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\">LA DEBOLEZZA DEGLI STATI NORDAFRICANI A STRUTTURA MILITARE-CLANISTICA,\u00a0FONDATI SULLA REPRESSIONE, EMERGE IN QUESTO TEMPO DI CRISI ECONOMICA MONDIALE: LA REPRESSIONE HA COSTI ALTISSIMI, ORA NON PIU&#8217; SOSTENIBILI \u2013 AUMENTERANNO LE ONDATE MIGRATORIE VERSO UN\u2019EUROPA INCAPACE DI INTEGRARE LA NUOVA MANODOPERA,\u00a0GIOVANISSIMA, CULTURALMENTE QUALIFICATA, NAZIONALISTA <\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Giulio Sapelli <\/strong>pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 19 febbraio 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Sono convinto da molto tempo che i moti tunisini, egiziani, giordani, libici, siano l\u2019avvisaglia di profonde scosse sociali che attraverseranno l\u2019Europa, a partire dal Sud del nostro continente. Sull\u2019altra sponda del Mediterraneo, un lungo ciclo viene a compimento. \u00c8 un ciclo politico-economico e di riproduzione delle forze costitutive di Stati che non sono ci\u00f2 che appaiono a prima vista: ossia Stati forti. Questi Stati, invece \u2014 e mi riferisco ad Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Arabia Saudita, Giordania, Siria, Irak e agli Emirati del Golfo (il Libano \u00e8 un caso a s\u00e9) \u2014, sono molto deboli: incapaci di reggersi sul consenso, debbono riprodursi solo grazie alla repressione. Ma la repressione si esercita pagando un caro prezzo ed essi non sono pi\u00f9 in grado di sostenere i costi altissimi che il terrore porta con s\u00e9. Di qui la loro intrinseca debolezza che, non a caso, appare evidente proprio ora, in tempo di crisi economica mondiale. \u00c8 una crisi ancora attiva e operante nonostante le timide altalenanti riprese a singhiozzo. \u00c8 questa la verit\u00e0 che i generosi, intensi e differenti uno dall\u2019altro, moti giovanili che trascinano con s\u00e9 tutta la societ\u00e0 civile hanno reso e renderanno manifesto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0L\u2019Egitto ne \u00e8 la prova lampante, con la Tunisia e la Giordania: il monopolio della forza non pu\u00f2 riprodursi sino a impedire l\u2019emergere del conflitto e il ristabilimento di un nuovo ordine. Ma di questo nuovo ordine i militari, non a caso, saranno ancora l\u2019asse portante. Perch\u00e9? Perch\u00e9 essi costituiscono la spina dorsale di questi Stati altrimenti invertebrati, ectoplasmatici, fondati sulla spartizione del sovrappi\u00f9 economico prodotto per via delle rendite naturali (ecco il petrolio, per esempio) da parte di clan, di famiglie allargate. I militari danno a questa radice storico-tribale la possibilit\u00e0 di intercettare la storia globale che corre attorno a loro, sospinta dall\u2019Occidente. Infatti consentono a strutture antichissime di accedere alla modernit\u00e0 di patrimoni tecnologici altrimenti irraggiungibili. Inoltre sono l\u2019unica forma di vera e propria mobilit\u00e0 sociale verso l\u2019alto delle masse, una volta integrate nelle truppe. Ma ne costituiscono, nel contempo, il fattore di dominazione e di repressione. E anche questo emerge con chiarezza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0Ancora: tutti questi Stati sono oggi classificabili secondo il pi\u00f9 o meno accentuato grado di occidentalizzazione delle loro \u00e9lite militari. E il discrimine non \u00e8 pi\u00f9, adesso, la fedelt\u00e0 o l\u2019infedelt\u00e0 a Mosca, ma l\u2019alleanza militare o l\u2019appoggio operativo a Israele. Risultato in gran parte raggiunto, se non fosse per il pericolo sciita che l\u2019Iran diffonde controllando il Libano e assicurandosi la neutralit\u00e0 operosa della Siria rispetto al dominio che la Persia esercita sul \u00abPaese dei cedri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Vi \u00e8 tuttavia un\u2019altra caratteristica recentemente sotto gli occhi di tutti e fondamentale di questi Stati militari-clanistici a forte influenza islamici: hanno favorito coscientemente la diffusione dell\u2019istruzione superiore a livello di massa per disperdere le tensioni sociali che possono prodursi per via della disoccupazione a fronte dell\u2019esplosione demografica ininterrotta. Essa dilaga continuamente nell\u2019intero Mediterraneo del Sud ed \u00e8 alla radice di ogni rivolta recente e di quelle future. Questo serbatoio di ribellione, pericoloso per la stabilit\u00e0 sociale degli stati militar-clanistici, \u00e8 altrettanto pericoloso per l\u2019Europa intera. Per due motivi: l\u2019ondata migratoria che aumenter\u00e0 sempre pi\u00f9 per via della debolezza repressiva di lungo periodo di codesti Stati; l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Europa di oggi di continuare ad assorbire immigrazione in presenza di una crisi economica non ancora superata e che si superer\u00e0, in ogni caso, aumentando la produttivit\u00e0, contenendo la produzione e quindi dando vita a una disoccupazione strutturale cronica. Immaginiamo cosa potr\u00e0 accadere, quindi, con l\u2019arrivo in Europa, e in primis nell\u2019Europa del Sud, di mano d\u2019opera potenziale assai diversa da quella che era disponibile sino alla met\u00e0 degli anni Settanta. Quella odierna \u00e8 qualificata, culturalmente non deferente, giovanissima, fiera del proprio nazionalismo. Per\u00f2 neppure nelle terre europee trover\u00e0 lavoro: lo choc distruttivo che ci\u00f2 provocher\u00e0 sar\u00e0 fortissimo, come gi\u00e0 dimostrano le rivolte francesi che infiammano le notti delle periferie.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00c8 in questa luce che occorre affrontare e comprendere il rifiuto del cosiddetto multiculturalismo ora dilagante in Europa. Ha iniziato Cameron nel Regno Unito, ha proseguito in Germania la Merkel, con la gioia di Sarkozy che mai ha creduto da buon francese post-illuminista che si potesse permettere la creazione di nuclei autoriferiti, chiusi, di popolazione, sul sacro suolo repubblicano. Per coloro che sono contrari a ogni ipotesi di convivenza multiculturale distinta di pi\u00f9 appartenenze nazionali sotto il tetto di uno stesso Stato, la sola cittadinanza attiva e operante permessa \u00e8 quella che si costituisce aderendo all\u2019ethos dello Stato di accoglienza. Ma aderire all\u2019ethos nazionale dello Stato in cui l\u2019immigrato s\u2019insedia \u00e8 possibile solo con un radicamento occupazionale e con un\u2019integrazione culturale attivamente ricercata. Gi\u00e0 oggi non siamo di fronte n\u00e9 all\u2019una n\u00e9 all\u2019altra. Immaginiamoci, quindi, cosa potr\u00e0 succedere in futuro con altre ondate immigratorie.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA DEBOLEZZA DEGLI STATI NORDAFRICANI A STRUTTURA MILITARE-CLANISTICA,\u00a0FONDATI SULLA REPRESSIONE, EMERGE IN QUESTO TEMPO DI CRISI ECONOMICA MONDIALE: LA REPRESSIONE HA COSTI ALTISSIMI, ORA NON PIU&#8217; SOSTENIBILI \u2013 AUMENTERANNO LE ONDATE MIGRATORIE VERSO UN\u2019EUROPA INCAPACE DI INTEGRARE LA NUOVA MANODOPERA,\u00a0GIOVANISSIMA, CULTURALMENTE QUALIFICATA, NAZIONALISTA Articolo di Giulio Sapelli pubblicato sul Corriere della Sera del 19 febbraio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-13008","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13008\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}