
{"id":13233,"date":"2011-03-02T11:49:19","date_gmt":"2011-03-02T10:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13233"},"modified":"2011-03-02T14:57:06","modified_gmt":"2011-03-02T13:57:06","slug":"chi-ha-paura-di-dare-un-voto-ai-professori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13233","title":{"rendered":"CHI HA PAURA DI DARE UN VOTO AI PROFESSORI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA VALUTAZIONE NON SERVE TANTO A CAMBIARE CHI NELLA SCUOLA GI\u00c0 OPERA: SERVE SOPRATTUTTO PER ATTIRARE IN ESSA PERSONE PI\u00d9 PREPARATE E PER CONSENTIRE AGLI STUDENTI E ALLE LORO FAMIGLIE DI SCEGLIERE A RAGION VEDUTA<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Fondo\u00a0<strong>di Andrea Ichino<\/strong>, pubblicato su<\/em><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"> il Sole 24 ore<em> il 28 febbraio 2011<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em><\/em>Nel panorama un po&#8217; deprimente della scuola italiana, ci sono ancora, qua e l\u00e0, istituzioni certosine che, con pochissime risorse, riescono a far fare passi avanti al Paese. Una di queste \u00e8 l&#8217;<a title=\"Invalsi\" href=\"http:\/\/www.invalsi.it\/invalsi\/index.php\" target=\"_blank\">Invalsi<\/a>, ossia l&#8217;ente pubblico a cui, tra vari compiti, \u00e8 affidato quello di misurare in modo standardizzato quanto gli studenti italiani apprendono nelle scuole di ogni ordine e grado. In altri paesi misurazioni analoghe forniscono da tempo informazioni essenziali per poter confrontare studenti provenienti da classi diverse.<br \/>\nQuando l&#8217;Invalsi completer\u00e0 il suo lavoro anche per le scuole superiori, le universit\u00e0 avranno uno strumento in pi\u00f9 per decidere meglio chi ammettere ai loro corsi di laurea (e analogamente le imprese per decidere chi assumere). Attualmente \u00e8 impossibile confrontare i voti di maturit\u00e0 di scuole diverse. Proprio questi test (nella versione internazionale Ocse-Pisa) ci hanno fatto capire quanto sospetto sia il primato calabrese di promozioni e &#8220;100 con lode&#8221;, dato che, quando la prova \u00e8 uguale per tutti e uniformemente valutata, gli studenti del sud risultano molto lontani dalla media europea. I veneti invece, che hanno ottimi risultati in questi test, conseguono voti inferiori nell&#8217;esame di maturit\u00e0 nostrano.<br \/>\nPi\u00f9 delicato \u00e8 l&#8217;uso di queste misurazioni per valutare la performance di scuole e insegnanti. Non impensabile, per\u00f2, tenendo conto che, qualora disponessimo di un&#8217;anagrafe della storia scolastica degli studenti e delle famiglie (come in altri paesi), sarebbe possibile distinguere ci\u00f2 che nell&#8217;incremento degli apprendimenti dipende dal contesto sociale e ci\u00f2 che dipende invece solo dalla scuola e dagli insegnanti. Questo non implicherebbe di per s\u00e9 aver deciso quali performance siano da premiare: per esempio, quelle di chi si preoccupa solo degli studenti migliori o quelle che puntano a non lasciare nessuno indietro. Spetta al politico, come interprete dei desideri e necessit\u00e0 della collettivit\u00e0, stabilire che cosa valutare positivamente, ma \u00e8 indubbio che senza misurazioni non potremo farlo mai. E nemmeno potremo aiutare le scuole in difficolt\u00e0 perch\u00e9 non sapremo quali sono.<br \/>\nIl Paese ha incominciato a non prendere sotto gamba questi test (forse anche per questo siamo leggermente migliorati nel panorama internazionale) e ad apprezzare le informazioni che essi forniscono e che alcune scuole da qualche tempo rendono giustamente pubbliche.<br \/>\nMa \u00e8 ancora frequente (soprattutto tra gli insegnanti) un ostruzionismo fondato sull&#8217;idea che la bravura di uno studente e ancor pi\u00f9 quella dei suoi docenti, non possano essere misurate dal numero di risposte giuste in un test a crocette. Forse \u00e8 vero (ma provate a farli prima di giudicare). Comunque nessuno sostiene che questa debba essere l&#8217;unica informazione su cui basare la valutazione. Grazie alla sua oggettivit\u00e0, \u00e8 probabile, per\u00f2, che sia una informazione utile almeno tanto quanto misure qualitative di pi\u00f9 ampia portata, ma necessariamente pi\u00f9 opinabili.<br \/>\nPurtroppo tra questi Scilla e Cariddi stanno le sole alternative possibili. E diventa quindi un po&#8217; sospetta l&#8217;opposizione a 360 gradi di chi critica i test standardizzati perch\u00e9 non possono cogliere la complessit\u00e0 del processo educativo, ma al tempo stesso rifiuta ogni forma di valutazione discrezionale perch\u00e9, quale che sia il valutatore, non si fida della sua correttezza e imparzialit\u00e0.<br \/>\nLe sperimentazioni ministeriali sulla valutazione, che gli insegnanti hanno platealmente rifiutato, puntavano, senza pregiudizi, a verificare nel concreto l&#8217;utilit\u00e0 delle informazioni fornite dai test standardizzati, da ispettori esterni, oppure dalla percezione dei &#8220;pari&#8221; e dell&#8217;utenza all&#8217;interno di ciascuna scuola riguardo alla reputazione e competenza dei singoli docenti. Il fuoco incrociato e pregiudiziale di chi ha obiezioni per tutto e per tutti, ha impedito di capire come ciascuna di queste soluzioni potrebbe funzionare. E anche quanto ciascuna di esse costerebbe, perch\u00e9, per esempio, chi vorrebbe solo ispettori esterni &#8220;autorevoli&#8221; dovrebbe anche spiegare dove e come trovarli in misura sufficiente a valutare le migliaia di scuole italiane e l&#8217;ancor pi\u00f9 numeroso personale che in esse opera.<br \/>\nPu\u00f2 darsi che ci siano scuole in cui qualsiasi tipo di valutazione, comunque fatta, risulterebbe inaffidabile e quindi per questo dovrebbe a buon diritto essere rifiutata dagli insegnanti. Ma non voglio pensare che debba essere cos\u00ec in tutte le scuole (altrimenti ci sarebbe da chiedersi se sia una buona idea affidare ad esse i nostri figli). Non possiamo bloccare il Paese pensando solo a dove le riforme non funzionano, e dimenticandoci di dove invece potrebbero farci iniziare un circolo virtuoso di miglioramento. \u00c8 urgente iniziare a sperimentare le diverse soluzioni, perch\u00e9 ci\u00f2 di cui la scuola italiana ha pi\u00f9 bisogno \u00e8 di attirare i migliori laureati. Oggi vanno altrove perch\u00e9 sanno che nella scuola nessuno riconosce i loro meriti. Finch\u00e9 continueremo a parlare senza dare segnali concreti di cambiamento, continueranno ad andare altrove. La valutazione non serve tanto a cambiare chi nella scuola gi\u00e0 opera: serve soprattutto per attirare in essa persone pi\u00f9 preparate.<br \/>\nEra ragionevole attendersi che su questioni cos\u00ec rilevanti un governo serio intervenisse con provvedimenti coerenti, semplici da capire e ben studiati nei dettagli. Parliamo di queste cose, invece, perch\u00e9 in modo confuso, tasselli importanti del sistema di valutazione sono finiti nel decreto milleproroghe: uno strumento di governo illeggibile ai profani e che nel suo stesso nome sancisce il fallimento di un&#8217;amministrazione, la quale &#8211; non da ora &#8211; ammette spudoratamente di essere inadempiente rispetto a quanto da essa stessa precedentemente stabilito. Non credo esistano molti altri Paesi in cui un tale malcostume legislativo assuma le stesse dimensioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VALUTAZIONE NON SERVE TANTO A CAMBIARE CHI NELLA SCUOLA GI\u00c0 OPERA: SERVE SOPRATTUTTO PER ATTIRARE IN ESSA PERSONE PI\u00d9 PREPARATE E PER CONSENTIRE AGLI STUDENTI E ALLE LORO FAMIGLIE DI SCEGLIERE A RAGION VEDUTA Fondo\u00a0di Andrea Ichino, pubblicato su il Sole 24 ore il 28 febbraio 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-13233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}