
{"id":13268,"date":"2011-03-04T23:12:12","date_gmt":"2011-03-04T22:12:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13268"},"modified":"2011-03-04T18:31:56","modified_gmt":"2011-03-04T17:31:56","slug":"benassa-il-mammut","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13268","title":{"rendered":"BENASSA IL MAMMUT"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI RIPORTA ALLA LUCE LE RADICI DI UN MODO VECCHIO DI INTENDERE E PRATICARE IL SINDACALISMO, CHE HA AVUTO I SUOI GIORNI DI GLORIA MA OGGI HA PERSO IL CONTATTO CON I SEGNI DEI TEMPI &#8211; NEL SUO LINGUAGGIO POETICO E VISIONARIO IL PROTAGONISTA AVVERTE GLI &#8220;AMICI E COMPAGNI&#8221;: E&#8217; STATO BELLO, MA ORA E&#8217; CAMBIATO TUTTO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato nella rubrica &#8220;Lettera sul lavoro&#8221; del <\/em>Corriere della Sera<em>, 5 marzo 2011<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 0pt;\" align=\"left\"><!--more-->Caro Direttore, quel Benassa, il capo-operaio della Supercavi protagonista del <em>Mammut<\/em> di Antonio Pennacchi, mi sembra di conoscerlo da sempre. Anzi, ne ho conosciuti pi\u00f9 d\u2019uno. Negli anni \u201970 \u2013 quando lavoravo al sindacato \u2013 ce n\u2019era uno in ciascuna delle fabbriche grandi e medie del centro-nord. Era, come Benassa, quello che in fabbrica contava pi\u00f9 del direttore del personale e anche pi\u00f9 del sindacato. Era quello a cui il direttore con deferenza chiedeva consiglio sulle questioni pi\u00f9 delicate e le cui proposte erano approvate sempre dall\u2019assemblea. Era quello che alla trattativa sapeva tirare la corda fino al punto giusto, avendo le idee chiare su quale fosse il punto giusto e sapendo bene che alla fine a un accordo occorreva sempre arrivare. Era, in definitiva, quello che amava la sua fabbrica pi\u00f9 di chiunque altro, compreso il padrone. Ma anche quello che con un cenno faceva fermare come d\u2019incanto tutti i reparti. Perch\u00e9 all\u2019epoca la forza formidabile del collettivo operaio si esprimeva nella capacit\u00e0 di bloccare istantaneamente la fabbrica in qualsiasi momento riprendendo il lavoro altrettanto istantaneamente mezz\u2019ora dopo; e la mezz\u2019ora di sciopero fatto in quel modo pesava al tavolo delle trattative incomparabilmente di pi\u00f9 dello sciopero che oggi necessita, per avere qualche speranza di riuscita, di essere collocato al venerd\u00ec o al luned\u00ec e di essere propiziato dal picchetto sulla porta, perch\u00e9 una volta entrati i lavoratori non li riprendi pi\u00f9.<br \/>\n<em>Mammut <\/em>\u00e8 una celebrazione appassionata e autentica di quella stagione: dell\u2019epopea della \u201cconflittualit\u00e0 permanente\u201d degli anni \u201970. Ma al tempo stesso ne \u00e8 una impietosa dissacrazione. Pennacchi, che quell\u2019epopea l\u2019ha vissuta in prima persona, non si limita a descriverla con profonda autoironia: ne mostra anche una crepa profonda che la percorre tutta, da cima a fondo.<br \/>\nE la sua crudelt\u00e0 di scrittore arriva al punto di far passare la crepa dentro l\u2019anima stessa del protagonista: fin dal prologo del romanzo compare una possibile grave ombra sull\u2019onorabilit\u00e0 operaia di Benassa, il sospetto di quello che potrebbe essere il suo tradimento finale. A ben vedere, per\u00f2, quello che pu\u00f2 sembrare un tradimento del capo-operaio non \u00e8 tale. Non \u00e8 per bassezza morale che Benassa accetta di ritirarsi in cambio del denaro del padrone, ma perch\u00e9 \u2013 \u00e8 lui stesso a dirlo ai \u201ccompagni e amici\u201d nell\u2019assemblea dell\u2019addio, con un discorso appassionatamente distruttivo \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 il tempo dello sciopero e dei blocchi stradali: per farsi sentire, i mezzi ora sono altri (\u201cse non andiamo in televisione, qua non concludiamo un tubo\u201d); e forse \u2013 alla fine del racconto siamo ormai negli anni \u201990 \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 neanche il tempo della centralit\u00e0 del collettivo operaio (\u201cl\u2019egemonia operaia? Ma per piacere\u2026 Siamo una classe estinta\u2026 Come il bisonte d\u2019Europa. Come i mammut\u201d). Insomma, Benassa non crede pi\u00f9 nell\u2019idea classista che ha mosso la parte maggiore del movimento sindacale nei vent\u2019anni precedenti. \u00c8 in grado di scorgere una nuova classe emergente, ma in modo talmente indistinto che nel suo discorso finale la equipara quasi a un popolo di extraterrestri, di lunari.<br \/>\nNel romanzo di Pennacchi il vecchio sindacato non muore solo simbolicamente, con il suicidio di Cesare, il compagno di mille battaglie di Benassa: \u00e8 proprio un\u2019intera pagina di storia del movimento operaio che si chiude. E nel libro non se ne vede aprire una nuova. Perch\u00e9 Mammut \u00e8 la storia di Benassa; e con il sindacalismo del terzo millennio Benassa non ha nulla a che fare.<br \/>\nNell\u2019era della globalizzazione, all\u2019imprenditore che pu\u00f2 andare a cercarsi la manodopera di livello medio-basso nei Paesi emergenti non ha pi\u00f9 alcun senso rispondere con lo sciopero. La risposta sta nella capacit\u00e0 di attirare in casa propria il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale per produzioni di livello medio-alto; e per questo occorre un sindacato \u201cintelligenza collettiva\u201d dei lavoratori, capace di valutare i piani industriali pi\u00f9 innovativi e \u2013 se la valutazione \u00e8 positiva \u2013 di negoziare a 360 gradi e in inglese la scommessa comune con l\u2019imprenditore che viene da lontano.<br \/>\n<em>Mammut <\/em>riporta alla luce le radici storiche di un modo vecchio di intendere e praticare il sindacalismo che sopravvive ancora in molte fabbriche e in molti servizi pubblici, ma che ha perso il contatto con i segni dei tempi. Nel suo linguaggio poetico e visionario Benassa avverte gli \u201camici e compagni\u201d: \u00e8 stato bello, ma ora \u00e8 cambiato tutto. Riproporre oggi quell\u2019epopea sarebbe pura follia.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 0pt;\" align=\"left\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI RIPORTA ALLA LUCE LE RADICI DI UN MODO VECCHIO DI INTENDERE E PRATICARE IL SINDACALISMO, CHE HA AVUTO I SUOI GIORNI DI GLORIA MA OGGI HA PERSO IL CONTATTO CON I SEGNI DEI TEMPI &#8211; NEL SUO LINGUAGGIO POETICO E VISIONARIO IL PROTAGONISTA AVVERTE GLI &#8220;AMICI E COMPAGNI&#8221;: E&#8217; STATO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-13268","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13268"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13268\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}