
{"id":13289,"date":"2011-03-06T21:37:16","date_gmt":"2011-03-06T20:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13289"},"modified":"2011-03-06T23:43:39","modified_gmt":"2011-03-06T22:43:39","slug":"8-marzo-le-donne-crescono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13289","title":{"rendered":"8 MARZO: ROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ANCHE UNA MISURA DI ROTTURA COME QUELLA DELLE QUOTE PUO&#8217; SERVIRE, IN VIA PROVVISORIA, PER SCIOGLIERE LA <em>CONVENTIO AD EXCLUDENDUM<\/em>\u00a0MASCHILE E\u00a0ROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO CHE VEDE LE DONNE RINUNCIARE A INVESTIRE SUL PROPRIO CAPITALE UMANO, PERCHE&#8217; PERCEPISCONO COME IMPROBABILE LA SUA VALORIZZAZIONE<\/span><\/p>\n<p><em>Fondo <strong>di Irene Tinagli<\/strong><\/em> <em>su <\/em>la Stampa <em>del 6 marzo 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Per quest\u2019anno si prevede un 8 Marzo meno stucchevole e pi\u00f9 pragmatico del solito. Un otto marzo che vede rianimato un dibattito sul ruolo della donna nella societ\u00e0 che si era un po\u2019 affievolito negli anni scorsi, e che comincia a ragionare in termini di azioni concrete, in Italia e altrove. Per una serie di coincidenze, infatti, nelle ultime settimane il dibattito sull\u2019emancipazione femminile si \u00e8 riacceso non solo a casa nostra (a seguito della manifestazione del 13 Febbraio e delle legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione che sta per essere approvata in Parlamento), ma anche in molti Paesi esteri.<br \/>\nNegli Stati Uniti, grazie anche ad un rapporto commissionato dall\u2019amministrazione Obama da cui emerge un consistente divario salariale tra donne e uomini, si \u00e8 riaperto il dibattito sul Paycheck Fairness Act, una legge che potenzierebbe gli strumenti per combattere il gap salariale e che, approvata da tempo dalla House of Representatives, attende ora l\u2019approvazione al Senato.<br \/>\nIn Inghilterra Lord Davies, ex banchiere ed ex ministro per il Commercio e gli Investimenti, ha recentemente riaperto la questione femminile dichiarando che le societ\u00e0 quotate a Londra dovrebbero raddoppiare entro il 2015 la presenza femminile nei loro consigli di amministrazione, passando dall\u2019attuale 12.5% ad almeno il 25%. E in Germania la Merkel, di fronte al continuo ritardo del mondo finanziario ed imprenditoriale tedesco (solo il 2.2% dei consigli di amministrazione delle prime 30 aziende quotate in borsa \u00e8 rappresentato da donne), ha minacciato di introdurre quote rosa del 40% per tutte le aziende pi\u00f9 grandi, scatenando un putiferio.<br \/>\nUna presa di posizione che ricalca quella della Commissaria Europea Viviane Reding che poche settimane fa a Davos ha lanciato la proposta di applicare quote rosa ai consigli di amministrazione delle maggiori 500 imprese europee. D\u2019altronde sono gi\u00e0 numerosi i Paesi Europei che hanno adottato misure simili (Norvegia, Spagna, Islanda, e, da poco, Francia). E, nonostante le perplessit\u00e0 e le polemiche iniziali, la loro introduzione si \u00e8 rivelata molto efficace. In Norvegia la quota di donne nei consigli di amministrazione \u00e8 passata dal 25% del 2004 al 42% del 2009, e in Spagna dal 4% del 2006 al 10% del 2010. E non sembra aver danneggiato in alcun modo le imprese (d\u2019altronde creare delle soglie minime di presenza non impedisce di sollevare da un incarico e sostituire una donna che non si dimostri all\u2019altezza).<br \/>\nAnche numerosi esperti ed economisti, che in passato avevano sollevato riserve verso qualsiasi tipo di restrizione alle scelte \u00ablibere\u00bb del mercato, si stanno ricredendo dopo aver osservato che l\u2019esclusione delle donne da posizioni di responsabilit\u00e0 non \u00e8 legata a differenze nella distribuzione del \u00abtalento\u00bb nella popolazione femminile, ma ad aspettative pregiudiziali del datore di lavoro sulla loro futura disponibilit\u00e0 di tempo e dedizione.<br \/>\nQuesti \u00abpregiudizi\u00bb non solo precludono opportunit\u00e0 di crescita alle donne, ma ne demotivano l\u2019impegno e le spingono indirettamente a lavorare di meno, alimentando quindi un circolo vizioso di inefficienze individuali e collettive. E\u2019 noto infatti che un pi\u00f9 elevato tasso di attivit\u00e0 femminile si traduce in maggior stabilit\u00e0 economica delle famiglie e maggior crescita economica per il Paese. Non solo, ma come dimostra uno studio della societ\u00e0 di consulenza McKinsey, le aziende con pi\u00f9 donne nei consigli di amministrazione hanno una migliore gestione del rischio, pi\u00f9 efficaci attivit\u00e0 di controllo e, in media, un reddito operativo che supera del 56% quello delle aziende con consigli di amministrazione solo maschili.<br \/>\nEcco, questo \u00e8 il contesto in cui si celebra questo 8 marzo 2011. Un dibattito i cui contorni ideologici si sono forse un po\u2019 indeboliti, ma in cui si sono inseriti elementi molto concreti, con contributi di esperti, economisti, ragionando su azioni politiche e disegni di legge. Un approccio che certo non pu\u00f2 sostituirsi al lavoro profondo e culturale che ogni individuo, famiglia e associazione civile dovr\u00e0 condurre in seno alla societ\u00e0 per combattere quotidianamente stereotipi e ingiustizie, ma che rappresenta comunque un passo avanti per le donne e per la crescita del Paese.<br \/>\nUn passo avanti perch\u00e9 chiama in causa non solo la buona volont\u00e0 dei singoli, ma l\u2019impegno delle politiche pubbliche, il cui compito \u00e8 quello di generare opportunit\u00e0 di crescita per i propri cittadini e rimuovere ogni ostacolo basato su pregiudizi e discriminazioni. In fondo, pensare a delle politiche che diano alle donne opportunit\u00e0 di realizzazione che non passino necessariamente ed esclusivamente attraverso il matrimonio o la maternit\u00e0, ma anche attraverso la propria ambizione personale ed il proprio lavoro \u00e8 una questione che va oltre il concetto di femminismo e o di efficienza economica, \u00e8 questione di civilt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANCHE UNA MISURA DI ROTTURA COME QUELLA DELLE QUOTE PUO&#8217; SERVIRE, IN VIA PROVVISORIA, PER SCIOGLIERE LA CONVENTIO AD EXCLUDENDUM\u00a0MASCHILE E\u00a0ROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO CHE VEDE LE DONNE RINUNCIARE A INVESTIRE SUL PROPRIO CAPITALE UMANO, PERCHE&#8217; PERCEPISCONO COME IMPROBABILE LA SUA VALORIZZAZIONE Fondo di Irene Tinagli su la Stampa del 6 marzo 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-13289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13289\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}