
{"id":13321,"date":"2011-03-11T11:33:23","date_gmt":"2011-03-11T10:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13321"},"modified":"2011-03-12T17:49:13","modified_gmt":"2011-03-12T16:49:13","slug":"una-riflessione-critica-sugli-orientamenti-della-gerarchia-cattolica-italiana-sulla-fine-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13321","title":{"rendered":"FINE VITA E DINTORNI: PERCHE&#8217; CONCORDIAMO COL MAGISTERO CATTOLICO, MA NON CON LA CEI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">MENTRE IL DISEGNO DI LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO TORNA ALL&#8217;ORDINE DEL GIORNO DELLA CAMERA (DDL CALABR\u00d2), UN GRUPPO DI &#8220;CRISTIANI ADULTI&#8221; PROPONE UNA RIFLESSIONE CRITICA SUGLI\u00a0 ORIENTAMENTI ESPRESSI IN PROPOSITO DALLA GERARCHIA CATTOLICA ITALIANA<\/span><\/p>\n<p><em>Il testo che segue riproduce, con qualche taglio per motivi di spazio,\u00a0un documento <strong>del movimento ecclesiale <\/strong><\/em><strong>Noi siamo Chiesa<\/strong><em>, diffuso a Roma il 1\u00b0 marzo 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 E\u2019 in discussione alla Camera dei Deputati il c.d. testamento biologico (o disposizioni anticipate di trattamento, DAT, espressione usata da chi non vuole attribuire alla volont\u00e0 dichiarata per il proprio fine vita un carattere vincolante). Essa tocca le cosiddette \u201cquestioni al limite\u201d che sono state riproposte negli ultimi anni dai progressi della scienza medica. Nel nostro Paese, tale dibattito si \u00e8 svolto sulla base di ideologismi e contrasti in gran parte nati da altre vicende. Si \u00e8 cos\u00ec creata una contrapposizione, che sembra insanabile, tra l\u2019etica della sacralit\u00e0 della vita biologica e l\u2019etica della qualit\u00e0 della vita. Sono, al contrario, questioni cariche di risonanze su come vorremmo orientare la nostra societ\u00e0 e la nostra vita, che andrebbero perci\u00f2 affrontate con prudenza. A partire dalla nostra attiva presenza nella Chiesa cattolica, ci permettiamo qui di esprimere alcune riflessioni critiche sulle argomentazioni recentemente sostenute dalla Conferenza Episcopale Italiana, convinti che la mancanza di ascolto, all\u2019interno e all\u2019esterno della Chiesa, abbia dato luogo a prese di posizione non abbastanza meditate.<\/em>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<strong>\u00a0 L\u2019abbandono della linea del magistero: la \u201csvolta\u201d della CEI con i casi Welby ed Englaro<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Per confutare la confusione concettuale e terminologica diffusasi in questi mesi nelle campagne mediatiche, la cosa pi\u00f9 efficace, oltre che la pi\u00f9 \u201cortodossa\u201d, ci sembra il rifarsi al paragrafo Eutanasia del Catechismo della Chiesa cattolica del 1992. Il par. 2276 di tale Catechismo scrive del rispetto particolare dovuto alle persone in condizione di minorit\u00e0; il par. 2277 condanna esplicitamente l\u2019eutanasia diretta che consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate e prossime alla morte; il par. 2278 dovrebbe, da s\u00e9 solo, inquadrare bene il problema. Ci pare efficace la definizione che vi si d\u00e0 di accanimento terapeutico: esso esiste qualora comporti procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi. E cos\u00ec prosegue: l\u2019interruzione di tali procedure pu\u00f2 essere legittima. Non si vuole cos\u00ec procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacit\u00e0, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volont\u00e0 e gli intereressi legittimi del paziente.\ufffd<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il gesuita p. Mario Beltrami ha fatto una disamina rigorosa di questo paragrafo (\u201cIl diritto di morire: un documento disatteso\u201d, in<em> Dolentium Hominum<\/em>, n. 68\/2008, <em>Rivista del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari per la Pastorale della Salute<\/em>), sostenendo in particolare che esso trova il \u201csuo fondamento non in motivazioni di fede religiosa, qualunque essa sia, ma in argomenti puramente razionali\u201d. Nell\u2019esame della sproporzione tra le procedure mediche e i risultati attesi, indicata dal paragrafo citato, il Beltrami implicitamente risolve il caso Englaro in modo opposto alla posizione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana. Egli scrive anche che \u201cse si \u00e8 chiamati a vivere con dignit\u00e0, si deve anche poter morire con dignit\u00e0\u201d e afferma con forza a chi spetta decidere: il par. 2278 e l\u2019approfondita analisi che ne fa il Beltrami ci sembrano la base per fondare una normativa sul testamento biologico largamente condivisibile da diversi orientamenti culturali ed etici.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il magistero successivo al Catechismo conferma una linea che, con scarsa avvedutezza, \u00e8 stata poi\u00a0 abbandonata a partire dalle note vicende relative ai casi Welby ed Englaro. Infatti l\u2019autorevole Carta degli Operatori Sanitari del 1995, emessa dal competente Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, nei suoi paragrafi 119-121 riprende i contenuti del Catechismo. In particolare, idratazione e alimentazione, artificialmente amministrate vengono considerate \u201ccure\u201d che si possono sospendere quando risultino \u201cgravose\u201d per l\u2019ammalato (par. 120, terzo comma). Ad esse bisognerebbe aggiungere la ventilazione forzata.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Come reazione pacata alla campagna dei vertici della CEI \u00e8 utile ricordare il documento dei professori Stefano Semplici, Carmelo Vigna e Gianpaolo Azzoni del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA). Essi mettono in guardia dalla \u201cforzata e rischiosa trasposizione del bipolarismo del sistema politico in corrispondente bipolarismo bioetico, a sua volta interpretato nei termini della logora contrapposizione tra laici e cattolici\u201d. \u201cNon esiste il problema del fine vita, ma un fascio di questioni diversificate e complesse; bisogna ricercare \u201cl\u2019equilibrio tra due principi irrinunciabili dal punto di vista costituzionale: la tutela della vita come interesse della collettivit\u00e0 &#8230; e la libert\u00e0 con la quale ogni individuo decide il senso, l\u2019orientamento della sua esistenza\u201d. Il documento conclude che \u201coccorre evitare che una sovraesposizione di casi-limite e questioni di forte impatto \u2018simbolico\u2019 funzionino da strategia elusiva delle responsabilit\u00e0 e delle urgenze pi\u00f9 pressanti in tema di difesa della vita.\u201d<br \/>\n\u00a0\u00a0 Nei confronti della \u201csvolta\u201d operata dai vertici, non sono mancate inoltre parole chiare e forti provenienti dalla base \u201ccattolica\u201d, anche se esse sono poco conosciute.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 <strong>E\u2019 necessaria una riflessione serena sulla \u00a0fine della vita<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Risulta poco comprensibile, negli interventi di parte ecclesiastica e nel ddl votato dal Senato nel marzo 2009 , l\u2019accanita volont\u00e0 di intervenire sulla \u00a0fine della vita da una parte con tecnologie sempre pi\u00f9 sofisticate e invasive, dall\u2019altra con interventi autoritari di tipo legislativo. Questi interventi puntano a impedire, in casi estremi, la dignit\u00e0 del morire, e soprattutto una vera libert\u00e0 dell\u2019ammalato nel poter veramente disporre di s\u00e9 stesso, in particolare nel caso di perdita della conoscenza, attribuendo al personale medico un potere di decisione eccessivo (e non gradito).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 ci sembra tanto pi\u00f9 inaccettabile quando questa difesa della sopravvivenza ad ogni costo e con ogni mezzo viene da chi dovrebbe concepire la fine della vita come passaggio ad una condizione migliore. \u00a0A volte, nelle posizioni <em>prolife <\/em>ad ogni costo sembra quasi di trovarsi di fronte a una cultura materialista, ostile al compimento del cammino della creatura umana, attaccata alla prosecuzione a tutti i costi della vita terrena come se, oltre, non ci fosse nulla; mentre \u201cil problema di fondo sta, in definitiva, nell\u2019educazione sia della classe sanitaria sia dei singoli individui ad accogliere la morte come parte integrante della vita\u201d (p. M. Beltrami).<br \/>\n\u00a0\u00a0 Le autorit\u00e0 ecclesiastiche, in Italia oggi, sembrano lontane da una riflessione religiosamente ispirata, ossessionate dalle cosiddette \u201cderive di tipo eutanasico\u201d; esse sarebbero la conseguenza dell\u2019orientamento ormai prevalente nelle sentenze della magistratura, e dell\u2019eventuale approvazione di una legge del tipo di quella proposta dal sen. Ignazio Marino, che noi troviamo invece equilibrata e completa. Il <a title=\"ddl Marino sul testamento biologico\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/leggi_e_documenti\/raccoltenormative\/testamento_biologico\/Senato\/ddl0010.pdf\" target=\"_blank\">ddl Marino (firmato da altri 99 senatori), presentato al Senato il 29 aprile 2008<\/a>, prevede una distribuzione delle competenze sul fine vita tra il testamento biologico del malato (che ha l\u2019assoluta prevalenza), il fiduciario da esso nominato, i famigliari e il medico curante, fino al Comitato etico della struttura sanitaria e, in caso di dissenso non componibile, all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. La proposta prevede quanto manca nel ddl Calabr\u00f2: interventi per organizzare una rete nazionale di strutture per cure palliative (hospices), modalit\u00e0 di prescrizione dei farmaci, norme sui LEA (livelli essenziali di assistenza) e sulla formazione del personale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Per un diverso rapporto con la cultura laica\ufffd<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0 Una questione di lunga data che poniamo alla nostra Chiesa, e che ha riflessi importanti nel rapporto con la societ\u00e0 \u201claica\u201d, \u00e8 quella del rapporto tra norma etica e legge. Essa si ripropone continuamente per l\u2019incapacit\u00e0 di ascoltare veramente le riflessioni che in merito hanno percorso tutta la storia dei cattolici democratici. La differenza tra peccato e reato, la legge come strumento per affrontare situazioni e conflitti e non per vincere battaglie ideali o ideologiche, la necessit\u00e0 della mediazione, una volta definito il quadro generale dei principi e dei valori (Costituzione), sono le costanti consolidate di una posizione culturale e ideale che meriterebbe finalmente di essere fatta propria da tutto il cattolicesimo italiano.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Siamo convinti che la campagna avviata sul caso Englaro e ora in corso sulla legge in discussione alla Camera, e le demonizzazioni conseguenti, non servano alla societ\u00e0 italiana e alla vera missione della nostra Chiesa.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<strong>I medici e il buon senso sono contro il disegno di legge Calabr\u00f2\u00a0<\/strong><strong><br \/>\n\u00a0<\/strong> Non comprendiamo come si possa sostenere che l\u2019idratazione e alimentazione di pazienti in stato vegetativo permanente non debbano essere considerate trattamento sanitario e debbano quindi sottrarsi alle indicazioni contenute nella DAT. Non si dovrebbe nemmeno ricorrere alle posizioni ufficiali delle societ\u00e0 scientifiche, della Federazione Nazionale dell\u2019Ordine dei Medici; dovrebbe essere sufficiente il semplice buonsenso dell\u2019uomo della strada, debitamente informato<strong>.<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Ci chiediamo il perch\u00e9 dell\u2019ossessionante insistenza dei vescovi e delle associazioni da essi promosse sul fatto che idratazione e alimentazione di persona in stato vegetativo permanente e definitivo sarebbero \u201csostegno vitale\u201d, che non si devono sospendere e che sono tali quindi da non ricadere nella chiara nozione di accanimento terapeutico. Infatti, una terminologia che solitamente viene utilizzata nei documenti del magistero \u00e8 quella di \u201cmorte naturale\u201d: si dice sempre che la vita umana deve essere tutelata \u201cdal concepimento alla morte naturale\u201d. Ora \u00e8 possibile ancora utilizzare il termine \u201cmorte naturale\u201d a fronte di sistematici e diuturni interventi artificiali, non solo attraverso l\u2019idratazione e\u00a0 l\u2019alimentazione forzate (enterale o parenterale), ma anche attraverso consistenti dosaggi di farmaci, altrettanto necessari, che vengono somministrati per le medesime vie? In termini cristiani, \u00e8 pensabile che sia volont\u00e0 del Signore, padrone della vita come usa dire, sostenere in maniera indefinita, artificialmente, una sopravvivenza solo di tipo biologico, che rimane, senza alternative, inchiodata alla prossimit\u00e0 dell\u2019<em>exitus<\/em>?\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Una legge sul fine vita \u00e8 necessaria<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Per anni la linea dei vescovi \u00e8 stata quella di ritenere inutile una legge sul fine vita, preferendo una situazione indeterminata in cui non ci fossero diritti e doveri ben definiti e senza procedure certe a cui fossero tenuti i soggetti coinvolti (personale sanitario, famigliari e pazienti). La svolta si \u00e8 avuta nel luglio del 2008 in conseguenza della sentenza della Cassazione, dopo un interminabile iter giudiziario, sul caso Englaro. Il timore che il problema fosse risolto per via giurisprudenziale e in senso contrario alla posizione dei vescovi \u00e8 ci\u00f2 che ha portato al nuovo orientamento, che \u00e8 stato deciso nel Consiglio Episcopale Permanente della CEI nel successivo settembre. Da allora questa posizione \u00e8 diventata la linea della maggioranza di governo ed \u00e8 stata conosciuta, da una larga parte dell\u2019opinione pubblica, in relazione al caso Englaro. I contenuti del ddl Calabr\u00f2 infatti sono del tutto omogenei alle sollecitazioni della CEI.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0Che una legge fosse necessaria da troppo tempo lo si diceva. Al di fuori delle ideologie, con le nuove possibilit\u00e0 terapeutiche in materia di respirazione, idratazione e alimentazione artificiali si \u00e8 enormemente estesa l\u2019area di discrezionalit\u00e0 (e di responsabilit\u00e0 non gradita), attribuita nei fatti, soprattutto nei reparti di rianimazione, al personale sanitario, spesso in condizione di solitudine. Si \u00e8 cos\u00ec creata una \u201czona grigia\u201d nel fine vita, in cui decisioni fondamentali di vita e di morte non si capisce perch\u00e9 debbano essere affidate, soprattutto in caso di incidenti, a medici e\/o a famigliari, in modo quasi sempre improvvisato e casuale e con prassi del tutto diverse da presidio a presidio sanitario.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 I testamenti biologici \u201cautorganizzati\u201d<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Nell\u2019attuale vuoto legislativo (che in Europa esiste solo nel nostro paese) e come reazione alla possibile approvazione definitiva del ddl Calabr\u00f2, da quasi due anni molti si sono posti il problema di certificare la propria volont\u00e0 a futura memoria nel caso di malattia che li privasse in modo permanente della coscienza. La raccolta autorganizzata di testamenti biologici \u00e8 diventata operativa\u00a0 per iniziativa di molte amministrazioni comunali e della stessa Chiesa valdese. Tre ministri (dell\u2019Interno, della Salute e del Lavoro) hanno cercato di bloccare i Comuni con un\u2019apposita circolare (del 19 novembre 2010), che risulta ridicola se si pensa che sono in gioco valori costituzionalmente garantiti. Anche nei confronti di queste iniziative spontanee si \u00e8 attivata, con la consueta asprezza di toni, la campagna dei vertici ecclesiastici e dell\u2019<em>Avvenire<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 La volont\u00e0 del paziente<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Oltre a quella di ritenere \u201csostegno vitale\u201d l\u2019idratazione e l\u2019alimentazione di un paziente in coma vegetativo permanente, l\u2019altra conditio sine qua non per accettare una legge sul fine vita riguarda, per il Consiglio Episcopale della CEI, la volont\u00e0 del paziente. Essa dovrebbe essere in qualche modo \u201ccontrollata\u201d o \u201ccondizionata\u201d per evitare che si possa andare nella direzione della cosidetta \u201cderiva eutanasica\u201d (si veda l\u2019art. 7 del ddl Calabr\u00f2, che consente al medico di disattendere le indicazioni contenute nella DAT). Ci sembra, invece, che bisognerebbe affrontare il problema in modo rovesciato, riflettendo sul ruolo della coscienza del soggetto interessato, che fonda il suo diritto all\u2019autodeterminazione. E\u2019 necessario ricordare quanto il primato della coscienza sia valore cristiano (<em>Gaudium et Spes<\/em>, <em>Dignitatis Humanae<\/em>)? Esso deve essere uno dei pilastri del nuovo modo di vivere il Vangelo dopo la riforma conciliare.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Si ricorda, a questo proposito, la rilevante posizione assunta dalla Chiesa cattolica tedesca insieme con la Federazione delle Chiese evangeliche: nel 1999 (con alcune correzioni nel 2003), esse proposero congiuntamente a tutti i loro fedeli il Christliche Patientenverfugung (il cui testo pu\u00f2 essere letto su <a href=\"http:\/\/www.ekd.de\/patientenverfuegung\/cpv_1\">www.ekd.de\/patientenverfuegung\/cpv_1<\/a>). Questo testamento biologico \u201ccristiano\u201d \u00e8 gi\u00e0 stato sottoscritto, a quanto si sa, da quasi tre milioni di cittadini tedeschi, e le sue principali disposizioni sono quasi opposte a quelle sostenute dai nostri vescovi (e dal ddl Calabr\u00f2).<br \/>\n\u00a0\u00a0 Come \u00e8 possibile allora che la Chiesa cattolica italiana si \u201cappelli a Cesare\u201d perch\u00e9 renda necessario erga omnes ci\u00f2 che \u00e8 ancora avvolto nel dubbio, anche al proprio interno? Come \u00e8 possibile chiedere che venga dichiarato non vincolante \u201cil consenso informato\u201d, ormai da tempo, anche per il magistero tradizionale della Chiesa, oltre che per la deontologia medica, assunto indiscutibile? E come \u00e8 possibile attribuire allo Stato un tale potere di interferenza nella vita, nella sofferenza e nel fine vita di tutti i cittadini, prescindendo dal loro consenso?\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Fine vita e Costituzione<br \/>\n<\/strong>E\u2019 stato molte volte detto che il ddl Calabr\u00f2 contraddice articoli ben definiti della nostra Costituzione, tanto da fare ritenere probabile una futura censura della Consulta se non verr\u00e0 modificato. Si tratta degli stessi articoli (2, 13 e 22) cui si \u00e8 appellata la sentenza della Cassazione sul caso Englaro. Oltre all\u2019art. 2 sui diritti inviolabili dell\u2019uomo e all\u2019art. 13 sulla proibizione di ogni violenza a persone sottoposte a restrizione di libert\u00e0, come sono quelle in stato vegetativo, il testo pi\u00f9 esplicito \u00e8 quello dell\u2019art. 32, che vieta ogni trattamento sanitario obbligatorio, \u201cse non per disposizioni di legge\u201d, e comunque senza \u201cin nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana\u201d.<br \/>\n\u00a0Sono esplicite in materia anche le convenzioni internazionali: la Carta dei Diritti Fondamentali dell\u2019Unione Europea (art. 3), la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina promossa dal Consiglio d\u2019Europa (sottoscritta a Oviedo nel 1997 e ratificata dall\u2019Italia con la legge n. 145\/2001) e la Dichiarazione universale sulla bioetica e i diritti umani del 2005 promossa dall\u2019Unesco, che conferma il diritto all\u2019autodeterminazione del malato e la protezione di quello incapace (artt. 5,6,7).<br \/>\n\u00a0\u00a0 In definitiva ci chiediamo perch\u00e9 i vescovi non sappiano accettare, con serenit\u00e0, valutandone i contenuti umanistici (e quindi anche cristiani), questi articoli della nostra Costituzione, distorcendone il significato, avendo paura &#8211; si direbbe &#8211; della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 che essi attribuiscono alla persona, ipotizzando, nel caso in cui venga approvata una legge diversa da quella da loro auspicata, scenari di decadimento del senso della vita nella nostra societ\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 <strong>Conclusioni\u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\n\u00a0\u00a0 Molte altre questioni riguardano il testamento biologico, come quelle relative alle modalit\u00e0 di manifestazione della volont\u00e0, al ruolo del fiduciario, dei medici coinvolti, dei famigliari, dei Comitati etici previsti presso le strutture sanitarie. Ci siamo concentrati sui due punti sui quali lo scontro si \u00e8 sviluppato finora in Parlamento ed \u00e8 pesante l\u2019intervento dei vertici della CEI: la natura di alimentazione e idratazione forzate e l\u2019efficacia delle DAT. Abbiamo cercato di motivare perch\u00e9 una riflessione, all\u2019interno della nostra Chiesa e da cristiani \u201cadulti\u201d, seguendo la linea del magistero nei suoi documenti ufficiali, giunga a conclusioni ben diverse da quelle proposte dalla gerarchia ecclesiastica italiana.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Vogliamo chiedere ai nostri Pastori un ripensamento su tutta la questione; vorremmo che essi facessero un passo indietro e che assumessero la linea del dialogo con la cultura \u201claica\u201d e della ricerca di un terreno comune di fronte all\u2019incalzare delle questioni poste dal progresso tecnico-scientifico, per arrivare infine a una legge di largo consenso.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Siamo convinti che sarebbero ascoltati e che le loro preoccupazioni diventerebbero parte di un sentire comune, pur nel permanere di opinioni ancora diverse. Siamo convinti che, su una questione di cos\u00ec grande importanza, non ci debba essere il sospetto che l\u2019obiettivo di ottenere questa legge sia perseguito mediante compiacenze o silenzi nei confronti di politiche odiose sotto altri profili (legge sulla sicurezza, silenzio sulla moralit\u00e0 pubblica, rottura delle regole della vita democratica, eccessiva remissivit\u00e0 nei confronti di recenti gravi scandali, ecc.). E siamo convinti che nel mondo cattolico italiano vi sia una sproporzione tra l\u2019accanito impegno in difesa della vita biologica e quello, inferiore, per i tanti in condizioni di grave sofferenza personale e sociale.<br \/>\n\u00a0\u00a0<em> Chiediamo che su tali questioni si apra nella nostra Chiesa una discussione a tutto campo<\/em>, senza che nessuno sia etichettato a priori come ortodosso o come dissidente. Non esiste infatti un pensiero unico. L\u2019assenza di dibattito e una linea autoritariamente decisa potranno forse, nel breve periodo, soddisfare bisogni di identit\u00e0, o fragili convinzioni di principio, o, forse, ottenere una legge gradita. Ma siamo convinti che nel lungo periodo questa scelta sia perdente, sia dal punto di vista dell\u2019annuncio dell\u2019Evangelo sia dal punto di vista pastorale, e che lo scisma interno, gi\u00e0 esistente nella nostra Chiesa, possa estendersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MENTRE IL DISEGNO DI LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO TORNA ALL&#8217;ORDINE DEL GIORNO DELLA CAMERA (DDL CALABR\u00d2), UN GRUPPO DI &#8220;CRISTIANI ADULTI&#8221; PROPONE UNA RIFLESSIONE CRITICA SUGLI\u00a0 ORIENTAMENTI ESPRESSI IN PROPOSITO DALLA GERARCHIA CATTOLICA ITALIANA Il testo che segue riproduce, con qualche taglio per motivi di spazio,\u00a0un documento del movimento ecclesiale Noi siamo Chiesa, diffuso a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-13321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-laicita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13321\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}