
{"id":13334,"date":"2011-03-11T21:49:48","date_gmt":"2011-03-11T20:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13334"},"modified":"2011-03-12T13:31:58","modified_gmt":"2011-03-12T12:31:58","slug":"la-sera-di-parma-perche%e2%80%99-all%e2%80%99italia-manca-l%e2%80%99imprenditoria-di-cui-avrebbe-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13334","title":{"rendered":"LA SERA DI PARMA: PERCHE\u2019 ALL\u2019ITALIA MANCA L\u2019IMPRENDITORIA DI CUI AVREBBE BISOGNO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE CAUSE DELLA NOSTRA CHIUSURA AGLI INVESTIMENTI STRANIERI,\u00a0MA ANCHE DELLE DIFFICOLTA\u2019 DELL\u2019IMPRENDITORIA NOSTRANA \u2013 E QUALCHE INDICAZIONE SU COME USCIRNE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a Massimo Capuccini pubblicata su<\/em> La Sera di Parma <em>l\u201911 marzo 2011, in occasione di un incontro pubblico nel quale i temi qui discussi sono stati al centro del dibattito<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Partiamo dal tema del convegno: \u201ccome riaprire il mercato del lavoro alle nuove generazioni\u201d. Qual \u00e8 la sua risposta?<br \/>\n<\/strong>Oggi il nostro mercato del lavoro \u00e8 caratterizzato da un regime di vero e proprio apartheid tra protetti e non protetti. Questo regime costituisce l\u2019effetto di un diritto del lavoro molto rigido, strutturato in modo tale, che pu\u00f2 applicarsi soltanto a met\u00e0 della nostra forza-lavoro: tutta la flessibilit\u00e0 di cui il sistema ha bisogno si scarica, cos\u00ec, sull\u2019altra met\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come si supera questo dualismo?<br \/>\n<\/strong>Occorre riscrivere il diritto del lavoro; delineare un ordinamento che sia realmente suscettibile di applicarsi a tutti. Si pu\u00f2 pensare di lasciare la vecchia disciplina per tutti i contratti di lavoro stipulati prima d\u2019ora; ma da qui in avanti, a tutti i nuovi rapporti si applica la nuova disciplina.<\/p>\n<p><strong>Facile a dirsi.<br \/>\n<\/strong>Io, per\u00f2, ho anche mostrato come si pu\u00f2 fare. I disegni di legge n. <a title=\"ddl 1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">1872<\/a> e <a title=\"ddl 1873\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">1873<\/a>\/2009, firmati con me da altri 54 senatori, mirano a sostituire tutta la legislazione sui rapporti individuali e collettivi di lavoro oggi vigente con un nuovo Codice del lavoro semplificato, composto di soli 70 articoli, tutti scritti in modo estremamente semplice e facilmente traducibili in inglese.<\/p>\n<p><strong>In sintesi?<\/strong><br \/>\nL\u2019idea di fondo \u00e8 che, se si escludono i casi classici di contratto a termine, tutti i nuovi rapporti di lavoro siano a tempo indeterminato; ma che nessuno dei nuovi assunti sia inamovibile. La protezione forte, di tipo tradizionale, sar\u00e0 soltanto quella antidiscriminatoria. In cambio della libert\u00e0 di licenziamento per motivi economici od organizzativi, l\u2019impresa dovr\u00e0 garantire ai lavoratori licenziati, con pi\u00f9 di due anni di anzianit\u00e0 di servizio, un trattamento complementare di disoccupazione crescente con l\u2019anzianit\u00e0 e un servizio di assistenza intensiva per la ricerca della nuova occupazione.<\/p>\n<p><strong>A otto anni dalla sua approvazione come giudica la legge Biagi?<br \/>\n<\/strong>Quella legge ha proseguito la riforma avviata con la legge Treu del 1997. Certamente non \u00e8 tra le cause dell\u2019aumento della quota di lavoro precario registratasi nell\u2019ultimo decennio. Altrettanto certamente essa non ha neppure risolto il problema del dualismo del mercato del lavoro di cui abbiamo parlato sopra.<\/p>\n<p><strong>Secondo autorevoli esperti il mercato del lavoro si rimette in moto anche favorendo la nascita di un\u2019imprenditoria giovane, fatta di idee, coraggio e voglia di mettersi in gioco. Cosa ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 sicuramente vero. Ma la leva pi\u00f9 importante su cui noi oggi dovremmo agire consiste nell\u2019apertura del nostro Paese agli investimenti stranieri. Su questo terreno siamo penultimi in Europa: peggio di noi fa soltanto la Grecia. Se fossimo capaci di attirare capitali in proporzione a quanto avviene in un Paese mediano, come l\u2019Olanda, avremmo ogni anno circa 57 miliardi di investimenti stranieri in pi\u00f9 rispetto a oggi. Che porterebbero non soltanto domanda aggiuntiva di manodopera, ma anche piani industriali innovativi.<\/p>\n<p><strong>Nel mondo dell&#8217;impresa esiste un problema di passaggio generazionale nella classe dirigente. Rischiamo di veder sparire imprese sane e competitive solo perch\u00e9 non si \u00e8 trovato un degno successore alla guida dell&#8217;azienda?<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 un altro effetto della nostra chiusura agli investimenti stranieri. Gli italiani sono l\u2019uno per cento della popolazione mondiale: se ci chiudiamo all\u2019imprenditoria straniera, perdiamo il 99 per cento delle risorse imprenditoriali di cui potremmo disporre.<\/p>\n<p><strong>Tassazione alta e accesso al credito, se si intervista un imprenditore, questi due temi sembrano essere il vero fattore che impedisce il rilancio delle aziende. Si tratta di pretesti o ci sono elementi che oggettivamente ostacolano il fare impresa?<br \/>\n<\/strong>Tassazione pi\u00f9 alta che altrove e accesso al credito costituiscono sicuramente due ostacoli gravi. Ma ci metterei anche una burocrazia pubblica pi\u00f9 lenta e vischiosa, il costo dei servizi alle imprese pi\u00f9 alto, per difetto di concorrenza nei rispettivi mercati, infrastrutture di trasporto e comunicazione meno efficienti. Sono gli stessi ostacoli che, insieme a un diritto del lavoro illeggibile e a un sistema di relazioni industriali arretrato e inconcludente, impediscono all\u2019Italia di intercettare i capitali nel mercato finanziario globale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE CAUSE DELLA NOSTRA CHIUSURA AGLI INVESTIMENTI STRANIERI,\u00a0MA ANCHE DELLE DIFFICOLTA\u2019 DELL\u2019IMPRENDITORIA NOSTRANA \u2013 E QUALCHE INDICAZIONE SU COME USCIRNE Intervista a Massimo Capuccini pubblicata su La Sera di Parma l\u201911 marzo 2011, in occasione di un incontro pubblico nel quale i temi qui discussi sono stati al centro del dibattito<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-13334","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13334","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13334"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13334\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}