
{"id":13374,"date":"2011-03-13T12:21:38","date_gmt":"2011-03-13T11:21:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13374"},"modified":"2011-03-14T00:25:03","modified_gmt":"2011-03-13T23:25:03","slug":"lo-sciopero-del-venerdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13374","title":{"rendered":"LO SCIOPERO DEL VENERDI&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SETTIMANA SCORSA CISL, UIL E UGL SI SONO PRONUNCIATE A FAVORE DI UNA DISCIPLINA DELLO SCIOPERO NEI TRASPORTI PUBBLICI BASATA SUL PRINCIPIO DI DEMOCRAZIA SINDACALE: LA SOLUZIONE PROPOSTA NEL MIO DISEGNO DI LEGGE N. 1409, DEL FEBBRAIO 2009 &#8211; IL GOVERNO, DAL CANTO SUO, \u00a0CHIEDE AL PARLAMENTO UNA DELEGA LEGISLATIVA, CIOE&#8217; MANO LIBERA: UNA SOLUZIONE ISTITUZIONALMENTE MACCHINOSA E POLITICAMENTE PERICOLOSA, CHE E&#8217; POSSIBILE EVITARE SE TUTTI GLI INTERESSATI FANNO LA LORO PARTE E L&#8217;OPINIONE PUBBLICA FA SENTIRE LA PROPRIA VOCE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale per la <\/em>Newsletter<em> n. 143, 14 marzo 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Uno degli handicap del nostro Paese &#8211; certo, non il pi\u00f9 grave, ma pi\u00f9 costoso di quanto comunemente si creda &#8211; \u00e8 lo sciopero mensile dei trasporti pubblici proclamato quasi sempre da sindacati minoritari, con benefici zero per i lavoratori della categoria interessata e danno grave per l&#8217;intera collettivit\u00e0. Per affrontare questo problema, due anni fa con altri senatori del Pd,\u00a0dell&#8217;Udc e del Pr ho presentato un disegno di legge che indica una soluzione semplice e ragionevole, in linea con quanto si pratica da decenni nel resto d&#8217;Europa. Il Governo ha risposto a questa iniziativa chiedendo al Parlamento una delega legislativa. L&#8217;<em>iter<\/em> dei due disegni di legge si \u00e8 avviato nei giorni scorsi alla Commissione Lavoro del Senato, con le audizioni dei sindacati maggiori. Ma prima di discutere di quanto sta accadendo in Parlamento, vediamo pi\u00f9 da vicino i termini del problema come si pone nella societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poich\u00e9 la legge n. 83\/2000 stabilisce un intervallo minimo tra uno sciopero dei trasporti e quello successivo, i sindacati autonomi sono soliti &#8220;prenotare&#8221; lo sciopero in tutti gli &#8220;slot&#8221; disponibili in calendario nei prossimi sei mesi: per che cosa si scioperer\u00e0 lo si decider\u00e0 poi di volta in volta. A Milano, anche se\u00a0allo sciopero aderisce\u00a0meno di un lavoratore su quattro, questo basta per far chiudere la metropolitana e per\u00a0indurre tutti i milanesi\u00a0che possono a recarsi al lavoro con l&#8217;auto: il solo annuncio ha l&#8217;effetto di paralizzare la citt\u00e0 (nel libro <em><a title=\"A che cosa serve il sindacato - Mondadori, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=237\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato<\/a><\/em> ho mostrato come uno sciopero dei trasporti pubblici a Milano, anche se vi aderisce soltanto un lavoratore su quattro, possa costare alla citt\u00e0 intorno ai 60 milioni di euro).\u00a0Immagino che lo stesso accada in tutte le altre citt\u00e0 maggiori.\u00a0Se l&#8217;agitazione riguarda treni o aerei, le agenzie di viaggio e turistiche sono abituate da tempo a cancellare ogni prenotazione che cada nel giorno del mese &#8220;riservato allo sciopero&#8221;.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma il nostro Paese non pu\u00f2 permettersi di fermarsi per un giorno al mese: tanto meno in questo momento difficilissimo in cui occorre fare tutto il possibile per &#8220;agganciare&#8221; la ripresa e aprirci agli investimenti stranieri. \u00a0Nella <em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 5.3.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13268\">Lettera sul lavoro<\/a> <\/em>della settimana scorsa ho parlato del libro\u00a0di Antonio Pennacchi, il cui protagonista, il <em>Mammut<\/em>, \u00e8 proprio questa\u00a0strategia sindacale della &#8220;conflittualit\u00e0 permanente&#8221;.\u00a0Se questo rito estenuato dello sciopero dei trasporti proclamato\u00a0con la cadenza mensile dettata dalla regola di &#8220;rarefazione&#8221; non fosse ormai un fossile preistorico,\u00a0i cobas e gli altri &#8220;autonomi&#8221; non\u00a0sarebbero costretti a proclamarlo sempre\u00a0rigorosamente al venerd\u00ec, per poter annoverare tra gli aderenti tutti i lavoratori che non disdegnano di allungare di un giorno il <em>week-end.<\/em> Per tutti gli osservatori stranieri, poi, \u00e8 incredibile \u00a0il fatto che questo salasso mensile inflitto all&#8217;esangue economia italiana sia quasi sempre motivato con <a><\/a><a><\/a><a><\/a>parole d&#8217;ordine\u00a0di estrema genericit\u00e0 e\u00a0di natura pi\u00f9 politica che sindacale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Puntuale e costoso come le tasse, venerd\u00ec scorso abbiamo avuto il nostro sciopero mensile, proclamato da Unione Sindacale di Base, Unicobas e\u00a0Snater (questa volta lo sciopero era proclamato come &#8220;generale&#8221;, cio\u00e8 esteso a tutte le categorie; ma l&#8217;unica categoria nella quale ha avuto qualche adesione &#8211; producendo molti danni &#8211; \u00e8 quella dei trasporti pubblici). Questi gli obiettivi dichiarati dello sciopero dell&#8217;11 marzo:<br \/>\n<em>Lo sciopero \u00e8 indetto: per difendere l&#8217;occupazione e il contratto nazionale e per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego; contro la precariet\u00e0 e la delocalizzazione degli impianti produttivi <\/em>(possiamo immaginare quanti imprenditori si siano indotti a rinunciare a una delocalizzazione, dopo la proclamazione di questo sciopero)<em>; contro il tentativo di imporre il modello Marchionne ed estenderlo a tutto il mondo del lavoro <\/em>(infatti, pare che da venerd\u00ec Marchionne ci stia ripensando)<em>; per un reddito certo per tutti<\/em><em>, per la difesa dei salari e delle pensioni pubbliche <\/em>(ma intanto si fa perdere una giornata di lavoro)<em>; per la tutela dei beni comuni, il diritto all&#8217;abitare ed il controllo delle tariffe,<\/em><em> per un fisco pi\u00f9 giusto, che faccia pagare le tasse agli evasori e riduca la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e sulle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, per la difesa della scuola, dell&#8217;universit\u00e0, della ricerca pubblica, contro la riforma Gelmini e per il diritto al sapere <\/em>(qui i promotori hanno dimenticato le questioni dell&#8217;inquinamento e della difesa della lingua italiana all&#8217;estero)<em>; per la regolarizzazione generalizzata di tutti i migranti e per la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza sindacale, affinch\u00e9 siano i lavoratori e non le aziende a scegliere da chi farsi rappresentare <\/em>(ma una legge sulla rappresentanza avrebbe come primo effetto proprio quello di ridimensionare il potere di interdizione di cui godono oggi le minoranze sindacali come quelle che hanno proclamato questo sciopero)<em>; contro la realizzazione del nuovo Patto sociale tra Governo, Confindustria, Cisl, Uil e Cgil attraverso il quale si vuole favorire e rendere sempre pi\u00f9 competitiva l&#8217;impresa peggiorando le condizioni ed il salario dei lavoratori <\/em>(come si possano migliorare le condizioni di lavoro in imprese non competitive, questo i promotori dello sciopero non spiegano)<em>.<br \/>\n<\/em><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Era agevolmente prevedibile che a uno sciopero proclamato su parole d&#8217;ordine siffatte aderissero ben pochi lavoratori, a parte quelli che per ragioni personali o familiari gradiscono di aggiungere un giorno di riposo al sabato e domenica. Infatti cos\u00ec \u00e8 stato. Ma, come al solito, nel settore dei trasporti pubblici il danno \u00e8 stato molto pi\u00f9 che proporzionale alla percentuale delle\u00a0adesioni allo sciopero. Leggiamo la cronaca di quello che \u00e8 accaduto a Milano venerd\u00ec pomeriggio, lo spettacolo incivile di una citt\u00e0 condannata al caos da una minoranza irresponsabile di addetti al servizio, nel messaggio email\u00a0di un utente giustamente furibondo:<br \/>\n<em><em>La fascia di protezione prevedeva che alle ore 15 venissero riaperte le stazioni e i treni\u00a0 riprendessero la circolazione dai capolinea. <\/em>Il primo treno in direzione Rho-Fiera della linea 1 della metropolitana\u00a0\u00e8 arrivato in Piazza Duomo solo alle ore 16.05\u00a0, un&#8217;ora e cinque minuti dopo il ripristino della circolazione dei treni previsto dalle ore 15 alle ore 18, fascia &#8220;protetta&#8221; quindi solo a parole. L<\/em><em>a rabbia dei cittadini\u00a0\u00e8 salita creando situazioni molto tese alle stazioni di Duomo e Cordusio, dove i dipendenti Atm in servizio hanno faticato non poco (e con un serio pericolo alla loro incolumit\u00e0) per contenere la rabbia dei viaggiatori che alle ore <\/em><em>15.25 ancora aspettavano l&#8217;apertura dei tornelli. <\/em><em>Nella stazione Duomo gi\u00e0 alle ore 15.00 numerosi viaggiatori imbufaliti si erano ammassati alle saracinesche iniziando a prenderle a calci e inveendo contro gli addetti alle pulizie che per l&#8217;occasione si erano dovuti reinventare agenti della sicurezza. <\/em><em>Una volta aperti i tornelli l&#8217;attesa dei viaggiatori in direzione Bisceglie\/Rho Fiera e&#8217; stata estenuante: un solo treno, ovviamente completamente affollato, in direzione Bisceglie, poi nessun convoglio per altri 20 minuti fino al primo treno per Rho-Fiera, solo alle ore 16.05. <\/em><em>Mi chiedo perch\u00e9 la Polizia Municipale, stante la situazione di ressa e di tensione che si \u00e8 scatenata in diverse stazioni della metropolitana non sia intervenuta a supporto del personale ATM che ha rischiato la propria incolumit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Ora, in tutto l&#8217;occidente industrializzato\u00a0(se escludiamo la Francia) vige la regola per cui lo sciopero &#8211; e non soltanto quello dei trasporti pubblici &#8211; pu\u00f2 essere proclamato solo da una coalizione sindacale che rappresenti pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori interessati &#8211; in Germania almeno il 75 per cento &#8211; oppure sulla base di un referendum nel quale la maggioranza si sia direttamente pronunciata a favore della proclamazione. A me sembra che sia il caso di attuare l&#8217;articolo 40 della Costituzione allineando la disciplina italiana della materia a quello standard internazionale. Questo \u00e8 quanto \u00e8 previsto <strong>nel <a title=\"D.d.l. 25.2.2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=758\" target=\"_blank\">disegno di legge 25 febbraio 2009 n. 1409<\/a> che due anni fa ho presentato con alcuni senatori del Pd, dell&#8217;Udc e del Pr<\/strong>.\u00a0Il Governo, dal canto suo, qualche tempo dopo ha presentato\u00a0il <a title=\"D.d.l. 23.3.2009 n.1473\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00409732.pdf\" target=\"_blank\">disegno di legge 23 marzo 2009 n. 1473<\/a>,\u00a0nel quale chiede\u00a0al Parlamento una delega legislativa su questa materia: delega che non si giustifica, poich\u00e9 &#8211; come il mio disegno di legge dimostra &#8211; la materia pu\u00f2 essere oggetto di una disciplina semplice e snella, elaborata e approvata direttamente dal Parlamento.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0La novit\u00e0 \u00e8 che mercoled\u00ec scorso Cisl, Uil e Ugl, nel corso dell&#8217;audizione disposta dalla Commissione Lavoro del Senato, si sono pronunciate in senso favorevole all&#8217;applicazione, in questa materia, del principio di democrazia sindacale cui si ispira il mio disegno di legge. Su questo punto, la Cgil \u00e8 rimasta pi\u00f9 sul vago, limitandosi a sottolineare la propria ferma opposizione al conferimento, su questa materia, di una\u00a0delega legislativa al Governo; in\u00a0passato essa per\u00f2 aveva mostrato un&#8217;apertura alla prospettiva di condizionare, nel settore dei trasporti, la facolt\u00e0 di proclamazione dello sciopero a una rappresentativit\u00e0 minima\u00a0del sindacato o coalizione interessato. Due anni fa questa soglia minima era indicata dalla Cgil intorno al\u00a05 o al 10 per cento dei lavoratori interessati; non sarebbe difficile a Cgil, Cisl e Uil, se si mettessero intorno a un tavolo con buona volont\u00e0, trovare il compromesso su di una\u00a0soglia minima di rappresentativit\u00e0 intermedia tra questi valori indicati dalla Cgil e\u00a0il\u00a050\u00a0per cento\u00a0indicato mercoled\u00ec scorso in Senato da Cisl e\u00a0Uil.\u00a0Quel compromesso potrebbe, a quel punto, diventare un &#8220;avviso comune&#8221; sottoscritto con le associazioni imprenditoriali maggiori.\u00a0E a quel punto maggioranza e opposizione dovrebbero soltanto impegnarsi a dare attuazione all&#8217;indicazione concordemente fornita dalle Parti sociali (il Partito democratico \u00e8 fin d&#8217;ora impegnato in questo senso).<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Opporsi con successo alla delega legislativa chiesta al Parlamento dal Governo, che\u00a0consentirebbe a quest&#8217;ultimo di legiferare senza vincoli su di una materia tanto difficile e delicata, \u00e8 possibile se i protagonisti del sistema delle relazioni industriali prendono posizione chiaramente su alcune poche regole di democrazia sindacale, suscettibili di tradursi facilmente in una legge approvata direttamente dal Parlamento.<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0 Se vogliamo che l&#8217;annoso problema si risolva positivamente e senza scontri politici al calor bianco, \u00e8\u00a0molto importante che nelle prossime settimane l&#8217;opinione pubblica &#8211;\u00a0e non solo quella di centro-sinistra &#8211; segua da vicino con molta attenzione questa vicenda parlamentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SETTIMANA SCORSA CISL, UIL E UGL SI SONO PRONUNCIATE A FAVORE DI UNA DISCIPLINA DELLO SCIOPERO NEI TRASPORTI PUBBLICI BASATA SUL PRINCIPIO DI DEMOCRAZIA SINDACALE: LA SOLUZIONE PROPOSTA NEL MIO DISEGNO DI LEGGE N. 1409, DEL FEBBRAIO 2009 &#8211; IL GOVERNO, DAL CANTO SUO, \u00a0CHIEDE AL PARLAMENTO UNA DELEGA LEGISLATIVA, CIOE&#8217; MANO LIBERA: UNA [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-13374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13374"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13374\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}