
{"id":13709,"date":"2011-03-30T09:37:21","date_gmt":"2011-03-30T08:37:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13709"},"modified":"2011-03-31T08:40:30","modified_gmt":"2011-03-31T07:40:30","slug":"l%e2%80%99accoglienza-non-sa-far-di-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13709","title":{"rendered":"L\u2019ACCOGLIENZA NON SA FAR DI CONTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">OLTRE L\u2019EMERGENZA UMANITARIA: OCCORRONO FILTRI PIU&#8217; EFFICIENTI PER RENDERE L\u2019IMMIGRAZIONE, DELLA QUALE IN QUALCHE MISURA ABBIAMO BISOGNO, \u00a0PIU&#8217; FUNZIONALE AL SISTEMA ITALIA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Giorgio Barba Navaretti <\/strong>pubblicato sul <\/em>Sole 24 Ore <em>il 29 marzo 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more-->I governatori e i sindaci fanno a gara nel dichiararsi pronti ad accogliere o respingere i migranti di Lampedusa. A tener distanti gli estremi del veneto Zaia (\u00abprendiamo solo profughi, assoluta indisponibilit\u00e0 ai clandestini\u00bb) e del pugliese Vendola (\u00abluogo deputato per l&#8217;accoglienza\u00bb) ci sono calcoli politici e ammicchi populisti a elettori molto diversi. Ma se fosse invece l&#8217;economia a guidarne le dichiarazioni, entrambi sarebbero pi\u00f9 cauti e forse convergerebbero su un giusto mezzo.<br \/>\nL&#8217;esito probabile di quanto sta accadendo in questi giorni sulle coste del Mediterraneo \u00e8 un aumento permanente di nuovi immigrati in cerca di lavoro. Le immagini in presa diretta televisiva di giovani uomini con un sacchetto sulle spalle, che saltano le esili reti di cinta dei campi d&#8217;accoglienza per disperdersi nelle campagne non lasciano molti dubbi in merito. Le rigorose misure di rimpatrio non andranno molto oltre il raschiare la pentola. E anche la distinzione tra rifugiati politici e clandestini nel lungo periodo, dal punto di vista del mercato del lavoro, non \u00e8 di grande rilievo. I primi presto o tardi dovranno lavorare e i secondi in questi frangenti sono quasi impossibili da identificare.<br \/>\nIl conto economico di Zaia e Vendola deve dunque conciliare il costo dell&#8217;accoglienza nel breve periodo con le possibilit\u00e0 d&#8217;inserire gli immigrati nel mercato del lavoro.<br \/>\nI dati sulla distribuzione geografica della popolazione straniera in Italia ci dicono che le condizioni dei due governatori sono molto diverse. Mentre in Veneto, come in tutte le regioni del Nord e del Centro, la proporzione degli stranieri rispetto alla popolazione residente \u00e8 di circa il 10%, in Puglia \u00e8 circa il 2 per cento. Dato che gli immigrati vanno soprattutto dove c&#8217;\u00e8 maggiore possibilit\u00e0 di lavorare, \u00e8 molto probabile che domani i nuovi arrivati sciameranno verso il Nord del Paese e oltre-frontiera.<br \/>\nIl futuro economico dei rifugiati politici deve dunque essere governato dalla politica migratoria nazionale, con l&#8217;obiettivo d&#8217;inserire i profughi pi\u00f9 rapidamente possibile nel mercato del lavoro, possibilmente in modo equilibrato sul territorio.<br \/>\nMa la politica migratoria italiana non \u00e8 adeguata da questo punto di vista. La combinazione tra la restrizione dei flussi in arrivo e amnistie periodiche rende difficile il <em>match<\/em> tra domanda e offerta di lavoro e fa lievitare il numero dei clandestini, che in Italia sono oltre il 17% della popolazione residente straniera, ben pi\u00f9 che in altri Paesi europei. La clandestinit\u00e0 aumenta le tensioni sociali, alimenta l&#8217;economia sommersa e favorisce la criminalit\u00e0. \u00c8 soprattutto per questa ragione che la forte concentrazione degli immigrati al Nord determina problemi di congestione difficili da risolvere e che a loro volta rafforzano l&#8217;<em>appeal<\/em> politico di misure restrittive.<br \/>\nGestire i flussi migratori vuol dire in sostanza introdurre strumenti selettivi sui permessi di soggiorno volti a rafforzare l&#8217;incontro tra le competenze dei lavoratori stranieri e le richieste del mercato del lavoro e minimizzare i tempi e i numeri dei clandestini.<br \/>\nChe senso ha parlare di selettivit\u00e0 di fronte a un&#8217;emergenza umanitaria, di fronte a migliaia di persone che chiedono asilo politico e che non possono essere rispedite nel loro paese? Ne ha comunque molto. Se in Italia avessimo in passato riflettuto sugli strumenti necessari a conciliare domanda e offerta di lavoro immigrato, avremmo oggi delle basi informative che ci permetterebbero di trovare pi\u00f9 rapidamente e con maggiore efficacia lavoro anche per gli <em>asylum seekers<\/em>.<br \/>\nZaia ha tanti immigrati perch\u00e9 sul suo territorio ci sono pi\u00f9 imprese che li richiedono di quanto non ce ne siano in Puglia. Ma una politica migratoria pi\u00f9 attenta alle esigenze del mercato del lavoro potrebbe favorire una maggiore permanenza dei nuovi migranti in regioni come la Puglia, dove c&#8217;\u00e8 comunque una maggiore possibilit\u00e0 d&#8217;inserire lavoratori stranieri di quanto non indichino i dati aggregati dell&#8217;Istat.<br \/>\nIl ministro Maroni, giustamente, invoca l&#8217;aiuto europeo nella gestione dei rifugiati. Dovrebbe per\u00f2 spingersi oltre a favore di un&#8217;armonizzazione delle politiche migratorie nella Unione Europea. Il problema dei rifugiati del Nordafrica non sar\u00e0 pi\u00f9 solo nostro, di Lampedusa, di Vendola o di Zaia, nel momento in cui sar\u00e0 possibile trasferirli nell&#8217;Unione, dove c&#8217;\u00e8 bisogno del loro lavoro, evitando drammatici fenomeni di congestione.<br \/>\nIl ragionamento economico, insomma, ci ricorda che l&#8217;emergenza umanitaria si tradurr\u00e0 presto in un problema di mercato del lavoro che va oltre i confini delle nostre regioni. Ma che allo stesso tempo tutte le regioni, sia al Nord che al Sud, anche nell&#8217;emergenza, beneficerebbero moltissimo di una politica europea coordinata che concili domanda e offerta di lavoratori stranieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OLTRE L\u2019EMERGENZA UMANITARIA: OCCORRONO FILTRI PIU&#8217; EFFICIENTI PER RENDERE L\u2019IMMIGRAZIONE, DELLA QUALE IN QUALCHE MISURA ABBIAMO BISOGNO, \u00a0PIU&#8217; FUNZIONALE AL SISTEMA ITALIA Articolo di Giorgio Barba Navaretti pubblicato sul Sole 24 Ore il 29 marzo 2011<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-13709","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13709\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}