
{"id":13767,"date":"2011-04-03T09:07:33","date_gmt":"2011-04-03T08:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13767"},"modified":"2011-04-03T09:10:14","modified_gmt":"2011-04-03T08:10:14","slug":"perche-il-lavoro-degli-immigrati-cresce-mentre-il-nostro-diminuisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13767","title":{"rendered":"PERCHE&#8217; IL LAVORO DEGLI IMMIGRATI CRESCE MENTRE IL NOSTRO DIMINUISCE"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"color: #993300;\">DURANTE QUESTA GRAVISSIMA RECESSIONE IL TASSO DI OCCUPAZIONE DEGLI STRANIERI IN ITALIA \u00c8 NOTEVOLMENTE CRESCIUTO, NON SOLTANTO PER EFFETTO DELLE REGOLARIZZAZIONI,\u00a0MA\u00a0PERCH\u00c9 LA NOSTRA ECONOMIA CREA PREVALENTEMENTE POSTI DI LIVELLO PROFESSIONALE MEDIO-BASSO CUI LE NUOVE LEVE ITALIANE NON SONO DISPONIBILI<br \/>\n<\/span><\/div>\n<div><em><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/em><\/div>\n<div><em><span style=\"color: #000000;\">Articolo di fondo <strong>di Luca Ricolfi <\/strong>pubblicato su <\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">La Stampa<\/span><em><span style=\"color: #000000;\"> del 2 aprile 2011<\/span><\/em><\/div>\n<p><!--more--><br \/>\nLa situazione a Lampedusa si complica. Il mare grosso impedisce l\u2019arrivo di nuovi migranti, ma anche il trasferimento sul continente delle migliaia di persone sbarcate nelle ultime settimane. Le navi che dovevano assicurare \u00abin 48-60 ore\u00bb (parole di Berlusconi) lo sgombero dell\u2019isola non riescono nemmeno ad attraccare, mentre i tunisini ammassati nella tendopoli pugliese di Manduria fuggono (o sono lasciati fuggire?) scavalcando esili reti di recinzione, o passando attraverso varchi lasciati aperti. Quanto alle Regioni che avevano dato la loro disponibilit\u00e0 a gestire i nuovi arrivati, una dopo l\u2019altra fanno marcia indietro, o come minimo costellano di innumerevoli paletti e distinguo la loro volont\u00e0 di accoglienza: s\u00ec ma solo i rifugiati politici, s\u00ec ma non nelle tendopoli, s\u00ec ma solo se nessun&#8217;altra regione si tira indietro.<br \/>\nBruttissime figure, dunque, sono in arrivo per il governo in generale (l\u2019ennesima promessa tradita) e per la Lega in particolare, pronta a fare la faccia feroce in campagna elettorale, ma impotente &#8211; come chiunque &#8211; al momento di affrontare il problema dell\u2019immigrazione.<br \/>\nGi\u00e0, ma qual \u00e8 il problema? In questi giorni ho sentito due versioni. Una dice: se l\u2019Europa se ne lava le mani, e noi italiani non riusciamo a rimandarli indietro rapidamente, il segnale di impotenza che inviamo a tutti i disperati del Nord Africa avr\u00e0 conseguenze catastrofiche, perch\u00e9 i 20 mila migranti di questi mesi (tanti ma non tantissimi) potrebbero rapidamente diventare 50 mila, 500 mila, 1 milione. Per non parlare dei problemi di legalit\u00e0: uno Stato serio non pu\u00f2 accettare che sul proprio territorio circolino o transitino migliaia di persone non identificate, non tutte alla ricerca di un lavoro con cui campare.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche una seconda versione, che capita di ascoltare soprattutto in casa leghista: li vogliamo rimandare a casa perch\u00e9 in Italia c\u2019\u00e8 la crisi, manca il lavoro, e quel poco che c\u2019\u00e8 non basta nemmeno agli italiani. Insomma, i tunisini li vogliamo mandare via non perch\u00e9 siamo razzisti, ma perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la disoccupazione. La prima versione del problema immigrati &#8211; un Paese ha diritto di limitare gli ingressi e far rispettare le leggi &#8211; pone un mucchio di problemi morali, giuridici, pratici, ma \u00e8 comprensibile, al limite del puro buonsenso. Sulla seconda versione, che sottolinea la mancanza di lavoro, ho invece molti dubbi. Sembra logica anch\u2019essa, ma lo \u00e8 meno di quanto appaia a prima vista.<br \/>\nGiusto ieri l\u2019Istat ha comunicato i dati definitivi sull\u2019andamento dell\u2019occupazione nel 2010, nonch\u00e9 i dati provvisori dei primi due mesi dell\u2019anno. Ebbene, quei dati ci forniscono un quadro del mercato del lavoro tutt\u2019altro che sorprendente per gli studiosi, ma in forte contrasto con molte credenze diffuse nel mondo della politica e dei media. Proviamo a sintetizzare. Nei primi tre anni della crisi, ossia fra la fine del 2007 e la fine del 2010, l\u2019occupazione in Italia \u00e8 diminuita di circa 400 mila unit\u00e0 (senza contare la cassa integrazione).<br \/>\nQuella variazione, tuttavia, \u00e8 il saldo fra un crollo dell\u2019occupazione degli italiani, che hanno perso quasi 1 milione di posti di lavoro, e un\u2019esplosione dell\u2019occupazione degli stranieri, che ne hanno conquistati quasi 600 mila. Nel 2007, prima della crisi e dopo quasi vent\u2019anni di immigrazione, gli stranieri occupati in Italia erano circa 1 milione e mezzo, tre anni dopo erano diventati 2 milioni 145 mila, quasi il 40% in pi\u00f9. Un boom di posti di lavoro nel pieno della pi\u00f9 grave crisi dal 1929.<br \/>\nCome \u00e8 possibile? In parte lo sappiamo: gli italiani, pur non essendo molto pi\u00f9 istruiti degli stranieri regolarmente residenti in Italia, non sono disposti a fare tutta una serie di lavori che gli stranieri invece accettano. Ma questa non \u00e8 una novit\u00e0. La novit\u00e0 \u00e8 che durante la crisi l\u2019occupazione straniera \u00e8 esplosa, e continua a crescere a un ritmo elevatissimo.<br \/>\nAnche nell\u2019ultimo anno, con i primi timidi segnali di ripresa, gli italiani hanno perso qualcosa come 166 mila posti di lavoro, mentre gli stranieri ne hanno guadagnati ben 179 mila (+9,1%).<br \/>\n\u00c8 possibile che una parte dei nuovi posti di lavoro siano state semplici regolarizzazioni, soprattutto relative a \u00abbadanti\u00bb gi\u00e0 occupate. Ma questo meccanismo pu\u00f2 spiegare solo una parte dell\u2019aumento, visto che &#8211; nonostante la drammatica crisi dell\u2019edilizia &#8211; l\u2019occupazione degli stranieri maschi \u00e8 aumentata di quasi il 30% in soli 3 anni, e continua ad aumentare anche in questi mesi.<br \/>\nLa realt\u00e0, forse, \u00e8 un\u2019altra, pi\u00f9 difficile da digerire per noi italiani. Nella crisi, il nostro sistema produttivo \u00e8 diventato ancor meno capace di prima di generare posti accettabili per gli italiani. \u00c8 per questo che gli immigrati regolari stanno lentamente, ma implacabilmente, diventando uno dei segmenti pi\u00f9 dinamici e attivi della societ\u00e0 italiana, come mostrano l\u2019andamento del tasso di disoccupazione (in calo per gli stranieri ma non per gli italiani), il contributo al Pil, il valore delle rimesse verso i Paesi d\u2019origine, il moltiplicarsi in ogni parte d\u2019Italia delle partite Iva e delle micro-imprese gestite da immigrati: negozi, bar, officine, aziende di trasporti e di servizi. \u00c8 triste ammetterlo, ma gli stranieri occupati in Italia sono diversi da noi non gi\u00e0 perch\u00e9 \u00abloro\u00bb sono meno istruiti e meno ricchi, ma perch\u00e9 somigliano a quel che noi stessi eravamo negli Anni 50: un popolo uscito da mille difficolt\u00e0 e determinato a conquistarsi un futuro a colpi di sacrifici e duro lavoro.<br \/>\nVisto da questa angolatura il problema dell\u2019immigrazione assume contorni un po\u2019 diversi. Sul versante del mercato del lavoro, il problema dell\u2019Italia &#8211; per ora &#8211; non \u00e8 di essere invasa dagli stranieri, ma di essere pi\u00f9 adatta agli stranieri che agli italiani. Il nostro guaio non \u00e8 che gli stranieri ci portano via i posti di lavoro, ma che ci ostiniamo a creare posti che n\u00e9 noi n\u00e9 i nostri figli sono disposti a occupare. Camerieri, pizzaioli, fattorini, autisti, badanti, muratori continuano a servire al sistema Italia. Molto meno ingegneri, tecnici specializzati, ricercatori, tutti mestieri per i quali &#8211; se si \u00e8 davvero bravi &#8211; forse \u00e8 meglio guardare alle opportunit\u00e0 che si creano negli altri Paesi avanzati che sulla scuola, la ricerca e la cultura hanno puntato pi\u00f9 di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DURANTE QUESTA GRAVISSIMA RECESSIONE IL TASSO DI OCCUPAZIONE DEGLI STRANIERI IN ITALIA \u00c8 NOTEVOLMENTE CRESCIUTO, NON SOLTANTO PER EFFETTO DELLE REGOLARIZZAZIONI,\u00a0MA\u00a0PERCH\u00c9 LA NOSTRA ECONOMIA CREA PREVALENTEMENTE POSTI DI LIVELLO PROFESSIONALE MEDIO-BASSO CUI LE NUOVE LEVE ITALIANE NON SONO DISPONIBILI \u00a0 Articolo di fondo di Luca Ricolfi pubblicato su La Stampa del 2 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,9],"tags":[],"class_list":["post-13767","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13767"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13767\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}