
{"id":13897,"date":"2011-04-08T13:09:05","date_gmt":"2011-04-08T12:09:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13897"},"modified":"2011-04-09T11:23:08","modified_gmt":"2011-04-09T10:23:08","slug":"eliminare-il-diaframma-tra-domanda-e-offerta-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13897","title":{"rendered":"ITALIA OGGI: ELIMINARE IL DIAFRAMMA TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER SUPERARE IL DUALISMO CHE CARATTERIZZA L&#8217;APPLICAZIONE DEL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO, E&#8217; INDISPENSABILE RISCRIVERE IL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO, IN MODO DA RENDERLO DAVVERO APPLICABILE A TUTTI I LAVORATORI IN POSIZIONE DI DIPENDENZA ECONOMICA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Sergio Luciano, pubblicata su<\/em> Italia Oggi <em>il<\/em>\u00a0<em>9 aprile 2011 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito, l&#8217;a<em>rticolo\u00a0mio, di Luca di Montezemolo e Nicola Rossi, <\/em><\/em><a title=\"Corriere 8 aprile 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13893\" target=\"_blank\">Figli e padri contro l&#8217;<em>apartheid<\/em> e per il merito nel lavoro<\/a>, <em><em>pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera l&#8217;<em>8 aprile 2011<\/em><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Pietro Ichino non propone una ricetta specifica per risolvere l\u2019impasse dei precari del settore dell\u2019istruzione. Ma ha da tempo una proposta complessiva di riordino dei rapporti di lavoro che risolverebbe, insieme, anche quel caso: \u201cDobbiamo imparare a fare come fanno in Gran Bretagna, nei Paesi scandinavi, negli Stati Uniti di Obama: tutti i nuovi rapporti, d\u2019ora in avanti, devono essere stipulati a tempo indeterminato, tutti con le protezioni essenziali, ma nessuno dev\u2019essere pi\u00f9 inamovibile\u201d.<br \/>\nSembra provocatore, ma \u00e8 solo esplicito, Ichino. In realt\u00e0, si considera \u2013 ed \u00e8 \u2013 assai pi\u00f9 garantista di tanti difensori a oltranza dello <em>status quo<\/em>. Ma ritiene che per ridurre abusi e precariato si debba procedere a una riforma radicale del contratto di lavoro. E ne parla diffusamente con <em>Italia Oggi<\/em>. \u201cCosa intendo per \u2018protezioni essenziali\u2019? Tutte quelle contro le discriminazioni, la salvaguardia della salute e sicurezza nel luogo di lavoro, il sostegno del reddito per il caso di malattie serie. Tutto il resto, o quasi, deve essere oggetto di contrattazione collettiva, non di norme legislative\u201d.<br \/>\nSecondo Ichino, la pretesa di normare tutta questa materia in via legislativa presenta \u201cil forte rischio di diventare una protezione degli <em>insiders<\/em> (<em>cio\u00e8 i lavoratori protetti, gi\u00e0 interni al sistema, ndr<\/em>) contro la concorrenza di<em> outsiders<\/em> (<em>i disoccupati o i precari, ndr<\/em>) e <em>new entrants<\/em> (<em>quelli in cerca di prima occupazione, ndr<\/em>), quindi un diaframma dannoso tra domanda e offerta di lavoro. Come effettivamente accade oggi: il precariato non \u00e8 che l\u2019altra faccia dell\u2019iper-protezione dei lavoratori \u201cregolari\u201d.\u201d<br \/>\nNaturalmente, da sinistra, queste posizioni di Ichino vengono attaccate per asserita scarsit\u00e0 di garantismo. In particolare perch\u00e9 non sarebbero sufficientemente forti contro gli abusi che vengono compiuti contro la nuova normativa introdotta in Italia con la cosiddetta riforma Biagi \u201cGli abusi ci sono, s\u00ec: ma non rispetto a norme nuove introdotte da quella legge o da altre\u201d, rettifica per\u00f2 il professore. \u201cPer esempio, la figura dell\u2019insegnante precario, in contrapposizione a quella del lavoratore di ruolo, \u00e8 sempre esistita. Cos\u00ec come sono sempre esistite le collaborazioni autonome continuative, le partite Iva, o l\u2019associazione in partecipazione. Pi\u00f9 il lavoro \u201cregolare\u201d \u00e8 stato circondato di protezioni e bardature, pi\u00f9 il tessuto produttivo ha cercato la flessibilit\u00e0 necessaria \u2013 e magari anche quella non necessaria \u2013 in quelle forme \u201catipiche\u201d di collaborazione continuativa\u201d.<br \/>\nSecondo Ichino, la strada concettuale per superare questa rinnovata contraddizione tra i protetti e i precari l\u2019ha indicata il governatore della Banca d\u2019Italia Mario Draghi, in un suo recente discorso agli studenti di Ancona: \u201cBisogna riscrivere il diritto del lavoro in modo che sia realmente applicabile a tutti i rapporti di lavoro sostanzialmente dipendente che si costituiranno da qui in avanti. Ripeto: tutti a tempo indeterminato, tutti protetti contro le discriminazioni, a tutti una protezione essenziale della salute e sicurezza, ma nessuno inamovibile\u201d. Tuttavia Ichino \u2013 che \u00e8 stato per dieci anni responsabile del coordinamento dei servizi legali della Cgil milanese ed \u00e8 tuttora iscritto alla confederazione di Corso d&#8217;Italia \u2013 non elude il problema: sa perfettamente che quell\u2019espressione \u201cnessuno inamovibile\u201d viola il tab\u00f9 dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che proibisce i licenziamenti individuali. Come se ne esce? \u201cNel caso dei licenziamenti discriminatori, il <a title=\"ddl 1873\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">disegno di legge n. 1873\/2009<\/a>, che ho presentato con altri 54 senatori, prevede l\u2019applicazione di una norma simile all\u2019articolo 18. Stessa cosa per i licenziamenti disciplinari, quando la prova della mancanza grave non venga raggiunta: in questo caso, per\u00f2, la proposta \u00e8 di lasciare l\u2019alternativa tra la reintegrazione e il risarcimento del danno. Nel caso, invece, di licenziamento per motivi economici od organizzativi, la nostra proposta \u00e8 di sostituire drasticamente il controllo giudiziale con una responsabilizzazione economica dell\u2019impresa. In altre parole: chi licenzia deve assicurare al lavoratore una indennit\u00e0 proporzionata all\u2019anzianit\u00e0 di servizio e, quando il lavoratore abbia pi\u00f9 di due anni di anzianit\u00e0 di servizio, un trattamento complementare di disoccupazione e un servizio di <em>outplacement<\/em>\u201d. Insomma, tanti soldi: un onere per\u00f2 gestibile (per esempio, perch\u00e9 assicurabile) da parte delle imprese, a fronte della possibilit\u00e0 pratica di operare l\u2019aggiustamento industriale in modo pi\u00f9 immediato, o di sostituire il pelandrone con uno pi\u00f9 bravo, dando cos\u00ec finalmente un contenuto pratico concreto al principio meritocratico.<br \/>\nEppure una riforma di questo respiro rischia nuovamente le sabbie mobili della passivit\u00e0, e degli imbarazzi, della politica. Quante <em>chances<\/em> ha la proposta di Ichino e dei suoi 54 co-firmatari di diventare legge? \u201cBe\u2019, certo, la metabolizzazione del mio progetto ha richiesto qualche tempo non solo nel movimento sindacale, ma anche in seno alla maggioranza e a Confindustria e Confcommercio. Ma molti segnali ora dicono che i tempi ormai sono maturi per questa riforma. Il pi\u00f9 importante \u00e8 la <a title=\"Mozione Rutelli\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11112\" target=\"_blank\">mozione in questo senso \u2013 primo firmatario Rutelli<\/a> \u2013 votata dal Senato il 10 novembre scorso con larghissima maggioranza: 255 voti a favore, 24 soli i contrari e gli astenuti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER SUPERARE IL DUALISMO CHE CARATTERIZZA L&#8217;APPLICAZIONE DEL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO, E&#8217; INDISPENSABILE RISCRIVERE IL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO, IN MODO DA RENDERLO DAVVERO APPLICABILE A TUTTI I LAVORATORI IN POSIZIONE DI DIPENDENZA ECONOMICA Intervista a cura di Sergio Luciano, pubblicata su Italia Oggi il\u00a09 aprile 2011 &#8211; In argomento v. anche, su questo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-13897","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13897"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13897\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}