
{"id":14141,"date":"2011-04-19T09:32:14","date_gmt":"2011-04-19T08:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14141"},"modified":"2011-04-20T22:09:04","modified_gmt":"2011-04-20T21:09:04","slug":"l%e2%80%99intesa-tacita-che-blocca-l%e2%80%99italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14141","title":{"rendered":"L\u2019INTESA PROTEZIONISTICA TACITA CHE BLOCCA L\u2019ITALIA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DA DECENNI IL NOSTRO PAESE ALZA LE BARRICATE OGNI VOLTA CHE UN INVESTITORE STRANIERO SI AZZARDA A INVESTIRE SU DI UN\u2019AZIENDA ITALIANA: IN QUESTO MODO RINUNCIAMO ALL\u2019UNICA RISORSA DI CUI DISPORREMMO ABBONDANTEMENTE PER RILANCIARE LA CRESCITA ECONOMICA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto al Senato durante la sessione antimeridiana del\u00a020 aprile 2011, nel corso dell\u2019esame dell\u2019articolo 7 del decreto-legge 31 marzo 2011 n. 34 (c.d. \u201cdecreto Omnibus\u201d) \u2013 In argomento v. anche la relazione introduttiva svolta\u00a0<a title=\"Slides Ferrara\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11060\" target=\"_blank\">a Ferrara il 5 novembre 2010<\/a> e il saggio del 2007 <\/em><a title=\"Saggio\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=305\" target=\"_blank\">Che cosa impedisce ai lavoratori di scegliersi l\u2019imprenditore <\/a>\u00a0&#8211; <em>Inoltre l&#8217;intervento del Presidente di Assonime Stefano Micossi del 13 e 14 aprile 2011, prossimamente <\/em>on line<em> su questo sito<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Signor Presidente, l\u2019articolo 7 di questo decreto-legge \u00e8, in ordine di tempo, l\u2019ultimo capitolo di una storia troppo lunga, che deve finire: quella di un\u2019Italia che, quando le imprese straniere si propongono di investire i loro capitali in aziende italiane, alza le barricate per impedirlo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbiamo visto questa storia \u2013 e mi limito all\u2019ultimo decennio \u2013 quando le barricate venivano alzate contro la olandese <strong>Abn Amro<\/strong> che intendeva investire sulla Banca Antonveneta: e allora abbiamo visto mobilitarsi per disporre i cavalli di Frisia addirittura la Banca d\u2019Italia del Governatore Fazio, con le sue truppe guidate da Giampiero Fiorani. Ma era ancora la stessa storia quando la statunitense <strong>AT&amp;T<\/strong> os\u00f2 attentare all\u2019italianit\u00e0 di Telecom Italia; o quando la spagnola <strong>Abertis<\/strong> os\u00f2 fare altrettanto con Autostrade. Lo stesso \u00e8 accaduto, anche se in modo meno aperto, in difesa della pochissimo prestigiosa italianit\u00e0 delle nostre <strong>Ferrovie<\/strong> e delle nostre <strong>Poste<\/strong>. E ultimamente la stessa storia si \u00e8 ripetuta quando si \u00e8 trattato di respingere <strong>Air France-KLM<\/strong> che intendeva rilevare Alitalia e si presentava con un assegno da un miliardo, pi\u00f9 la disponibilit\u00e0 ad accollarsi i debiti della nostra Compagnia di bandiera per un altro miliardo e mezzo: abbiamo preferito rinunciare a quei due miliardi e mezzo e metterci di tasca nostra un altro miliardo o gi\u00f9 di l\u00ec, fra prestiti senza ritorno per tenere in vita l\u2019azienda con la respirazione bocca a bocca e Cassa integrazione settennale per i dipendenti non assorbiti nella nuova impresa. Oltre a mettere in campo la clausola di esenzione per la nuova impresa dalle regole antitrust, in modo che il suo mantenimento in vita potesse essere garantito giorno per giorno dai viaggiatori ai quali l\u2019italianissima Alitalia pu\u00f2 far pagare, sulle rotte Milano-Roma e Torino-Roma, 300 euro per un biglietto che sulla rotta Londra-Glasgow ne costa soltanto 80.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ora aggiungiamo il capitolo delle barricate contro <strong>Lactalis<\/strong> che intende investire su Parmalat. Non se ne sentiva davvero il bisogno.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo discorso critico, beninteso, non riguarda soltanto una politica del centrodestra: esso \u00e8 rivolto semmai contro un\u2019intesa protezionistica implicita, mai verbalizzata, cui nell\u2019ultimo mezzo secolo hanno contribuito in qualche misura tutte le parti politiche, nessuna esclusa (se eccettuiamo alcune piccole formazioni interne ai grandi schieramenti contrapposti). Un\u2019intesa protezionistica tacita nella quale alla parte pi\u00f9 vecchia e conservatrice dell\u2019<em>establishment<\/em> industriale ha fatto da sponda la parte pi\u00f9 vecchia e conservatrice del nostro movimento sindacale. Il risultato di questa intesa sta nel dato che &#8211; come \u00e8 stato sottolineato in quest&#8217;aula l&#8217;altro ieri da Enrico Morando e ieri da\u00a0Maria Leddi,\u00a0vede l\u2019Italia penultima in Europa per capacit\u00e0 di intercettare gli investimenti nel mercato globale dei capitali: dietro a noi c\u2019\u00e8 soltanto la Grecia.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per avere un\u2019idea di quanto questa chiusura costi al nostro sistema economico, basti pensare che se l\u2019Italia avesse la stessa capacit\u00e0 di aprirsi agli investimenti stranieri di un Paese europeo che in quella classifica occupa una posizione mediana, come l\u2019Olanda (che riceve mediamente ogni anno un flusso di investimenti stranieri pari al 5 per cento del suo Pil), questo significherebbe per il nostro Paese ricevere un maggior flusso rispetto a quello attuale pari a circa il 3,6 per cento del Pil italiano, cio\u00e8 un maggior flusso pari a poco meno di 60 miliardi di euro ogni anno. In altre parole, questo significherebbe per noi ricevere ogni anno maggiori investimenti pari a circa 29 volte quello che la Fiat di Sergio Marchionne ci ha prospettato con il progetto \u201cFabbrica Italia\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non possiamo, dunque, esimerci dal chiederci che cosa chiuda cos\u00ec rovinosamente il nostro Paese agli investimenti stranieri. Ed \u00e8 la stessa domanda che si \u00e8 posta Confindustria con la recente costituzione del Comitato Investitori Esteri presieduto da Giuseppe Recchi. Le risposte a questa domanda sono, certo, molte. Tra le cause principali di questa chiusura va innanzitutto annoverato il <strong>difetto di efficienza delle nostre amministrazioni pubbliche<\/strong>, con il conseguente eccesso di <strong>burocrazia<\/strong> che pesa su tutte le attivit\u00e0 produttive.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Contribuiscono a questa chiusura, poi, i <strong>costi dell\u2019energia e dei servizi alle imprese<\/strong>, nettamente pi\u00f9 alti in Italia rispetto al resto d\u2019Europa, anche per difetto di concorrenza nei rispettivi mercati.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi contribuisce, certo, anche un sistema delle <strong>relazioni industriali<\/strong> che gli osservatori stranieri qualificano come \u201cvischioso e inconcludente\u201d, a causa della perdurante grave lacuna di norme chiare in materia di rappresentanza e democrazia sindacale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vi \u00e8 infine \u2013 non ultimo per importanza \u2013 <strong>il capitolo delle regole<\/strong>: regole con basso tasso di effettivit\u00e0, per difetto di senso civico diffuso e di cultura della legalit\u00e0 (e qui va detto che gli operatori stranieri sono riluttanti a impegnarsi in un Paese nel quale occorre anche \u201csapersi arrangiare\u201d nella zona grigia della semi-legalit\u00e0, quando non addirittura nell\u2019illegalit\u00e0 piena: zone, queste, nelle quali occorre possedere un <em>know-how<\/em> molto particolare, di cui tipicamente gli indigeni dispongono in maggiore misura). Per applicare le regole occorre innanzitutto poterle conoscere facilmente; le nostre, invece, sono inconoscibili, perch\u00e9 caotiche (come questo decreto &#8220;Omnibus&#8221; che stiamo discutendo), sono disorganiche, scarsamente suscettibili di traduzione in inglese; ma anche perch\u00e9 cambiano in continuazione; e talvolta \u2013 come nel caso della norma di cui stiamo discutendo \u2013 perch\u00e9 vengono cambiate deliberatamente \u201cin corso di partita\u201d al fine di ostacolare l\u2019investimento straniero. Magari per garantire a qualche produttore di latte padano la conservazione di una piccola rendita di posizione che potrebbe essere altrimenti insidiata dai concorrenti. Con buona pace della &#8220;frustata liberalizzatrice&#8221; annunciata dal Presidente del Consiglio meno di due mesi fa.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non venga, signor ministro, a dirci che questo \u00e8 necessario per ritorsione nei confronti di analoghe norme protezionistiche che in Francia assistono alcune produzioni considerate\u00a0 \u201cstrategiche\u201d: perch\u00e9 se questo dovesse davvero portarci a considerare come \u201cstrategici\u201d anche lo yogurt e lo stracchino, allora non si comprenderebbe pi\u00f9 perch\u00e9 mezzo secolo fa abbiamo dato vita al mercato comune europeo. E comunque la storia insegna che gli investimenti stranieri, in linea generale, fanno bene a chi li riceve, portando con s\u00e9 energie manageriali preziose, domanda di lavoro aggiuntiva, piani industriali innovativi che consentono di aumentare la produttivit\u00e0 delle aziende e del lavoro che in esse si svolge, allargando cos\u00ec i margini per il miglioramento del trattamento dei lavoratori.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Signor ministro, diciamo le cose come stanno: la norma che stiamo discutendo \u00e8 l\u2019ultimo capitolo di una pluridecennale storia infelice, che ha contribuito a ritardare gravemente la crescita del nostro Paese; una storia della quale tutti in qualche misura portiamo una parte di colpa. Ma l\u2019Italia ha un bisogno vitale di recuperare la capacit\u00e0 di attrarre quelle decine di miliardi che ogni anno restano fuori dai suoi confini: questa \u00e8 l\u2019unica leva di cui disponiamo per tornare a crescere in modo vigoroso, pur nella lunga e severa stagione di finanza pubblica all\u2019osso che ci attende.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oggi pi\u00f9 che mai dobbiamo avere il coraggio di riconoscere gli errori del passato e di rompere una volta per tutte quella tacita intesa protezionistica che tanto male ha fatto al nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA DECENNI IL NOSTRO PAESE ALZA LE BARRICATE OGNI VOLTA CHE UN INVESTITORE STRANIERO SI AZZARDA A INVESTIRE SU DI UN\u2019AZIENDA ITALIANA: IN QUESTO MODO RINUNCIAMO ALL\u2019UNICA RISORSA DI CUI DISPORREMMO ABBONDANTEMENTE PER RILANCIARE LA CRESCITA ECONOMICA Intervento svolto al Senato durante la sessione antimeridiana del\u00a020 aprile 2011, nel corso dell\u2019esame dell\u2019articolo 7 del decreto-legge [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-14141","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14141\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}