
{"id":14201,"date":"2011-04-29T09:14:49","date_gmt":"2011-04-29T08:14:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14201"},"modified":"2011-05-01T22:13:31","modified_gmt":"2011-05-01T21:13:31","slug":"sopravvivere-alla-precarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14201","title":{"rendered":"CONTRO LA PRECARIET\u00c0 OCCORRE (ANCHE) UNA RIFORMA INCISIVA DEL DIRITTO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NON BISOGNA AVERE PAURA A SOSTENERE UNA RIFORMA FORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO, CHE PREVEDA UN CONTRATTO UNICO DI LAVORO CON PROTEZIONE DELLA STABILIT\u00c0 CRESCENTE CON IL CRESCERE DELL&#8217;ANZIANIT\u00c0<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Eleonora Voltolina<\/strong>, pubblicato su <\/em>Il Fatto Quotidiano<em> il 21 aprile 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ho letto sul Fatto la lettera aperta firmata da Ilaria Lani, Salvo Barrano e Teresa Di Martino, tre dei promotori de \u00abIl nostro tempo \u00e8 adesso\u00bb. Essendo anch&#8217;io fra i promotori di quell&#8217;evento, vorrei sottolineare che fin da subito uno dei problemi pi\u00f9 scottanti \u00e8 stato capire come sarebbe stato gestito il &#8220;post 9 aprile&#8221;. Nella fase preparatoria avevamo scelto di rimandare questa decisione, puntando ad unificare le forze sotto il cappello di un appello molto ampio, che sottolineasse le enormi difficolt\u00e0 dei giovani italiani di oggi a trovare buona occupazione, salari dignitosi, ricambio generazionale.<br \/>\nOra Lani, Barrano e Di Martino indicano una loro strada: sostengono che si debba puntare all\u2019abolizione dei contratti temporanei, e che il dibattito tra flessibilit\u00e0 buona e flessibilit\u00e0 cattiva sia non pertinente. Penso sia importante a questo punto chiarire che tra coloro che hanno promosso la manifestazione, e tra le migliaia di giovani che hanno partecipato, vi \u00e8 anche chi crede in una linea diversa. Una linea che vuole prendere esempio dall&#8217;estero, dove la flessibilit\u00e0 buona \u00e8 una realt\u00e0 consolidata, i contratti &#8220;a tempo&#8221; non si trasformano automaticamente in precariet\u00e0 e i giovani sono molto pi\u00f9 valorizzati che da noi. Partendo dal confronto con gli altri Paesi e dall\u2019analisi della situazione italiana, bisognerebbe puntare a separare il bambino dall&#8217;acqua sporca: s\u00ec alla flessibilit\u00e0, che serve alle imprese a competere e quindi a creare non solo utili ma anche posti di lavoro, e per\u00f2 no alla precariet\u00e0.<br \/>\nChe vuol dire in pratica? Vuol dire, come giustamente dicono anche Lani Barrano e Di Martino, spingere per introdurre al pi\u00f9 presto retribuzioni e contributi pi\u00f9 alti per i contratti &#8220;a tempo&#8221;, e contemporaneamente abbassare i costi per quelli stabili. Ma vuol dire anche chiedere che sia sostenuta l&#8217;imprenditoria giovanile, con poderosi sgravi nei primi anni, e pretendere che sia introdotto dai sistemi bancari il credito ai giovani: sia per formarsi senza prosciugare le tasche dei genitori, sia per provare a realizzare un&#8217;idea imprenditoriale. Vuol dire lottare per una revisione delle politiche di <em>welfare<\/em> che introduca sostegni economici per tutti coloro che perdono il lavoro, vincolando questi sostegni a un impegno attivo di ciascuno nella ricerca di una nuova occupazione; e allo stesso tempo vuol dire rivoluzionare i centri per l&#8217;impiego, monitorandone l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia affinch\u00e9 siano competitivi sul mercato domanda-offerta. Vuol dire proporre l&#8217;introduzione di un salario minimo, sul modello per esempio dello Smic francese \u2013 che \u00e8 cosa molto diversa dal &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; che metterebbe in ginocchio le casse dello Stato. Del resto anche la Costituzione all&#8217;articolo 36 dice che \u00abil lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s\u00e9 e alla famiglia un&#8217;esistenza libera e dignitosa\u00bb.<br \/>\nE per\u00f2 vuol dire anche <strong>non avere paura a sostenere una riforma forte del diritto del lavoro, con l&#8217;introduzione di un contratto unico che preveda tutele progressive con il passare degli anni<\/strong>, sul modello di quelli elaborati da tanti esperti, da Pietro Ichino a Tito Boeri. Avere il coraggio di sostenere politiche che incentivino il merito, anche se questo significa perdere quei diritti di &#8220;inamovibilit\u00e0&#8221; che specialmente nel settore pubblico si sono consolidati negli ultimi 40 anni. Vuol dire premere sull\u2019Inps per risolvere l\u2019enorme problema taciuto delle (inesistenti) pensioni che tra trent\u2019anni (non) percepiranno i precari di oggi. Vuol dire lottare per i diritti ma non per i privilegi, che sono cosa ben diversa e bloccano ogni cambiamento.<br \/>\nA partire dalla protesta de \u00abIl nostro tempo \u00e8 adesso\u00bb, la proposta per risolvere i problemi dei giovani italiani pu\u00f2 essere declinata anche in un altro modo. Non per forza demonizzando il nuovo assetto del mercato del lavoro, bens\u00ec piuttosto cercando di migliorarlo e di impedire che al suo interno vi siano diseguaglianze tanto intollerabili tra chi ha un buon contratto e chi invece, da atipico, si ritrova cornuto e mazziato.<br \/>\nIl dibattito su come affrontare il post 9 aprile \u00e8 prezioso: dobbiamo sforzarci di farlo guardando avanti anzich\u00e9 indietro, perch\u00e9 solo cos\u00ec potremo ambire a costruire un futuro diverso per i giovani italiani. Un futuro in cui ci possa essere una \u00abflessibilit\u00e0 buona\u00bb, e non precariet\u00e0.<\/p>\n<p>(*)Eleonora Voltolina, membro del comitato Il nostro tempo \u00e8 adesso, <a title=\"Repubblica degli stagisti\" href=\"http:\/\/www.repubblicadeglistagisti.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.repubblicadeglistagisti.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON BISOGNA AVERE PAURA A SOSTENERE UNA RIFORMA FORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO, CHE PREVEDA UN CONTRATTO UNICO DI LAVORO CON PROTEZIONE DELLA STABILIT\u00c0 CRESCENTE CON IL CRESCERE DELL&#8217;ANZIANIT\u00c0 Articolo di Eleonora Voltolina, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 21 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-14201","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14201"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14201\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}