
{"id":14262,"date":"2011-04-29T13:47:03","date_gmt":"2011-04-29T12:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14262"},"modified":"2011-04-30T17:38:27","modified_gmt":"2011-04-30T16:38:27","slug":"destra-sinistra-le-paralisi-incrociate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14262","title":{"rendered":"LE RAGIONI (NON SEMPRE DEL TUTTO FONDATE) PER CUI SI VOTA A SINISTRA O A DESTRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;ELETTORE ITALIANO PERCEPISCE IL CENTRO-SINISTRA COME PI\u00d9 CAPACE DI RISOLVERE\u00a0I PROBLEMI OCCUPAZIONALI, IL CENTRO-DESTRA PI\u00d9 CAPACE DI RISOLVERE QUELLI DELLA CRESCITA ECONOMICA DEL PAESE, MA IN REALT\u00c0\u00a0LE DUE QUESTIONI SONO FORTEMENTE INTERCONNESSE E NON SI RISOLVE L&#8217;UNA SENZA RISOLVERE L&#8217;ALTRA<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Luca Ricolfi<\/strong>, pubblicato su<\/em> la Stampa <em>del 29 aprile 2011<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>E\u2019 tempo di elezioni, fra poco si vota a Milano, Torino, Bologna, Napoli e altre citt\u00e0. Perci\u00f2 i sondaggi elettorali si moltiplicano, spesso su campioni nazionali. Il voto dei prossimi mesi \u00e8 solo amministrativo, ma la curiosit\u00e0 per l\u2019esito di una eventuale consultazione politica spinge a commissionare sondaggi nazionali. E\u2019 il caso del sondaggio del Cise (il centro studi elettorali dell\u2019Universit\u00e0 Luiss), condotto nei giorni scorsi per \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb.<br \/>\nUn sondaggio interessante, perch\u00e9 non limitato alle solite domande sulle scelte di voto e molto attento alle percezioni degli elettori: problemi sentiti come prioritari, immagine del centro-sinistra e del centro-destra, rispettive capacit\u00e0 di affrontare i problemi del Paese.<br \/>\nIl sondaggio riserva qualche sorpresa. Non per le percentuali di consenso ai vari partiti e coalizioni, che sono da molti mesi sempre le stesse: il centro-sinistra e il centro-destra valgono un po\u2019 pi\u00f9 del 40%, il Terzo polo (Casini-Fini-Rutelli) vale un po\u2019 meno del 15%. Quel che colpisce, invece, \u00e8 come gli elettori valutano i problemi dell\u2019Italia, e quale fiducia hanno nella capacit\u00e0 delle forze politiche di risolverli. Per l\u2019elettore italiano medio il problema numero 1 \u00e8 il lavoro (55%), il problema numero 2 \u00e8 lo sviluppo economico (10%), il problema numero 3 \u00e8 l\u2019immigrazione (9%), e tutto il resto \u2013 legalit\u00e0 e giustizia incluse \u2013 conta pochissimo. Ma quando agli intervistati viene chiesto chi sarebbe pi\u00f9 capace di affrontare i due problemi principali dell\u2019Italia, ossia lavoro e sviluppo economico, cominciano le sorprese. Secondo gli elettori italiani per affrontare il problema dell\u2019occupazione funzionerebbe meglio il centro-sinistra (24,5% contro 13,1%), per affrontare quello dello sviluppo economico funzionerebbe meglio il centro-destra (24,6% contro 16,6%). In breve l\u2019elettore percepisce il centro-sinistra come specializzato sui problemi occupazionali, il centro-destra come specializzato sui problemi della crescita. Come dobbiamo leggere questo risultato?<br \/>\nFra gli studiosi prevale l\u2019idea che, almeno per il futuro, occupazione e crescita economico siano strettamente legati: senza crescita non ci sar\u00e0 nuova occupazione. Invece, a quanto pare, l\u2019elettore sembra pensare che i due problemi siano distinti, tanto che per risolvere l\u2019uno punta sul centro-sinistra, per risolvere l\u2019altro sul centro-destra. E\u2019 come se si credesse che possa esservi crescita senza nuova occupazione, o nuova occupazione senza crescita. Come se una parte degli italiani si preoccupasse solo dell\u2019occupazione, l\u2019altra solo della crescita economica.<br \/>\nMi sembra preoccupante. Non perch\u00e9, in certe circostanze, i due aspetti non possano andare ciascuno per suo conto. Nel passato \u00e8 gi\u00e0 successo, anche se a protagonisti invertiti: gli anni del primo centro-sinistra (1996-2001) non furono certo anni gloriosi per l\u2019occupazione, e quelli del secondo centro-destra (2001-2006) non lo furono per la crescita. Quel che \u00e8 preoccupante \u00e8 che i due schieramenti politici siano visti entrambi in modo cos\u00ec unilaterale, per non dire monco. A quanto pare l\u2019elettore italiano si aspetta che la sinistra al governo si occupi essenzialmente di creare posti di lavoro (primato dell\u2019occupazione sulla crescita), la destra di aumentare la produttivit\u00e0 (primato della crescita sull\u2019occupazione).<br \/>\nMa sono entrambe prospettive fallimentari. Occupazione senza crescita, infatti, significa una cosa soltanto: pi\u00f9 assistenzialismo, pi\u00f9 posti di lavoro fasulli, peggiori conti pubblici. Crescita senza occupazione significa perseguire guadagni di efficienza e di competitivit\u00e0 senza allargare la platea dei percettori di reddito, con conseguente probabile aggravamento delle disuguaglianze. Non possiamo permetterci di imboccare solo la prima strada (quella attribuita alla sinistra) o solo la seconda (quella attribuita alla destra), perch\u00e9 la nostra unica via di uscita \u00e8 di imboccarle entrambe. L\u2019Italia ha bisogno di tornare a crescere a un ritmo cos\u00ec sostenuto (almeno il 2%) da garantire sia un aumento dell\u2019occupazione, un\u2019occupazione fatta di posti veri, sia un aumento della produttivit\u00e0. Solo cos\u00ec avremo qualche speranza di ridurre il nostro debito pubblico, solo cos\u00ec avremo qualche possibilit\u00e0 di tornare ai livelli di benessere anteriori alla crisi del 2008-2009.<br \/>\nDa questo punto di vista quel che dobbiamo augurarci \u00e8 che la percezione che gli elettori hanno delle due coalizioni di centro-sinistra e centro-destra siano errate. Perch\u00e9 una sinistra incapace di promuovere lo sviluppo economico e una destra incapace di rilanciare l\u2019occupazione non potrebbero che condannare l\u2019Italia a restare nelle secche in cui \u00e8 incagliata da oltre un decennio. Mentre una classe dirigente che si facesse carico di entrambi i problemi, l\u2019occupazione e lo sviluppo, avrebbe qualche possibilit\u00e0 di riportarci in mare aperto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ELETTORE ITALIANO PERCEPISCE IL CENTRO-SINISTRA COME PI\u00d9 CAPACE DI RISOLVERE\u00a0I PROBLEMI OCCUPAZIONALI, IL CENTRO-DESTRA PI\u00d9 CAPACE DI RISOLVERE QUELLI DELLA CRESCITA ECONOMICA DEL PAESE, MA IN REALT\u00c0\u00a0LE DUE QUESTIONI SONO FORTEMENTE INTERCONNESSE E NON SI RISOLVE L&#8217;UNA SENZA RISOLVERE L&#8217;ALTRA Editoriale di Luca Ricolfi, pubblicato su la Stampa del 29 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-14262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}