
{"id":14393,"date":"2011-05-07T14:32:54","date_gmt":"2011-05-07T13:32:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14393"},"modified":"2011-05-17T21:05:04","modified_gmt":"2011-05-17T20:05:04","slug":"il-mondo-impariamo-a-distinguere-la-sicurezza-del-lavoratore-dall%e2%80%99inamovibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14393","title":{"rendered":"IL MONDO: IMPARIAMO A DISTINGUERE LA SICUREZZA DEL LAVORATORE DALL\u2019INAMOVIBILIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SICUREZZA CHE VIENE OFFERTA AL LAVORATORE DA UN REGIME DI <em>FLEXSECURITY<\/em> \u00c8 MOLTO MAGGIORE E MIGLIORE RISPETTO A QUELLA OFFERTA DA UN REGIME DI INGESSATURA DEL RAPPORTO DI LAVORO: PERCH\u00c9 QUANDO VIENE L\u2019ACQUAZZONE ANCHE IL GESSO SI SCIOGLIE, E IL LAVORATORE RESTA CON UN PUGNO DI MOSCHE IN MANO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Intervista a cura di Gaia Fiertler in corso di pubblicazione su<\/em> Il Mondo, <em>maggio 2011 &#8211; In argomento, ultimamente su questo sito, leggi anche l\u2019<a title=\"Alberto Bisin\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14156\" target=\"_blank\">a<\/a><em><a title=\"Alberto Bisin\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14156\" target=\"_blank\">rticolo\u00a0di<strong> Alberto Bisin<\/strong><\/a>,\u00a0pubblicato su <\/em>il <\/em>Fatto Quotidiano<em> <em>il 13 aprile 2011\u00a0e il <em><a title=\"Scambio con S. Fassina\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13992\" target=\"_blank\">\u201cbotta e risposta\u201d tra <strong>Stefano Fassina e me<\/strong><\/a>\u00a0dell&#8217;8 e 9 aprile\u00a02011\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Dopo Pomigliano e Mirafiori il ciclone Marchionne ha investito anche le Officine Automobilistiche Grugliasco (ex-Bertone). E anche in questo caso il referendum dei dipendenti ha approvato le richieste Fiat a larga maggioranza (88%) ma, per la prima volta, con una Fiom spaccata. S&#8217;infiammano cos\u00ec di nuovo le discussioni sulle regole dei contratti di lavoro e sul futuro delle relazioni sindacali. Il modello Marchionne, con le divisioni che ha creato, secondo alcuni rinnova l&#8217;urgenza di applicare l&#8217;articolo 39 della Costituzione sulla rappresentativit\u00e0 sindacale per rendere governabili le imprese. E invoca una maggiore democrazia sindacale anche Pietro Ichino, giuslavorista e senatore pd, che nel 2009 ha presentato un disegno di legge (n. 1873) di riforma del diritto del lavoro che prevede tra l&#8217;altro la semplificazione normativa e una revisione dell&#8217;articolo 18. Che ora rilancia dalle pagine del <em>Mondo<\/em>.<\/p>\n<p><strong>DOMANDA. Che previsioni ha fatto di maggiore occupazione stabile (non soggetta al precariato selvaggio) se passasse la sua proposta?<br \/>\nRISPOSTA.<\/strong> Se si riferisce al <a title=\"ddl 1873\/09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1873<\/a>, cio\u00e8 alla riforma generale a regime, tutte le nuove assunzioni in posizione di dipendenza, da quel momento in poi, dovrebbero necessariamente avvenire in forma di lavoro dipendente regolare: i requisiti del lavoro dipendente, infatti, sarebbero immediatamente rilevabili dai tabulati dell\u2019Inps e da quelli dell\u2019Erario. Non occorrerebbe, dunque, inviare gli ispettori, oppure aspettare che il lavoratore faccia causa all\u2019azienda, per stanare l\u2019elusione o l\u2019evasione.<\/p>\n<p><strong>D. Quali sono questi requisiti del lavoro dipendente, secondo la sua riforma?<br \/>\nR.<\/strong> La definizione che propongo \u00e8 questa: \u00e8 lavoratore dipendente chi lavora continuativamente per un\u2019azienda, traendo dal rapporto pi\u00f9 di due terzi del proprio reddito di lavoro complessivo, quando la retribuzione non superi l\u2019equivalente di 40.000 euro annui. La stessa definizione \u00e8 stata adottata nel <a title=\"ddl Nerozzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7306\" target=\"_blank\">disegno di legge Nerozzi,<\/a> che recepisce il <a title=\"lavoce.info - progetto Boeri-Garibaldi\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/pagina1000075.html\" target=\"_blank\">progetto Boeri-Garibaldi<\/a>, e in quello presentato da <a title=\"ddl Della Vedova - Raisi 7 aprile 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14025\" target=\"_blank\">Benedetto Della Vedova ed Enzo Raisi<\/a> alla Camera il 7 aprile scorso, che \u00e8 esplicitamente ispirato al mio.<\/p>\n<p><strong>D. Quali forme di flessibilit\u00e0 eliminerebbe e quali lascerebbe e a che condizioni?<br \/>\nR. <\/strong>Resterebbero i contratti a termine e il lavoro temporaneo tramite agenzia, nei casi classici nei quali essi sono da sempre consentiti, il contratto di apprendistato, il <em>part-time<\/em>, il <em>job sharing<\/em>, e anche le stesse collaborazioni autonome coordinate e continuative. La novit\u00e0 sarebbe che, se il rapporto di collaborazione ha i requisiti della continuit\u00e0 e della monocommittenza di cui abbiamo parlato prima, si applica in tutti i casi la nuova disciplina della stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>D. Quale sarebbe questa nuova disciplina? Che cosa resterebbe dell&#8217;art. 18?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>L\u2019articolo 18 continuerebbe ad applicarsi nei casi in cui il giudice accerta la discriminazione. Si applicherebbe anche nel caso del licenziamento disciplinare, tranne che qui sarebbe data al giudice la facolt\u00e0 discrezionale di condannare l\u2019impresa al solo risarcimento e non alla reintegrazione. Cambierebbe invece radicalmente la disciplina del licenziamento per motivi economici od organizzativi.<\/p>\n<p><strong><strong>D.\u00a0<\/strong>Come renderebbe pi\u00f9 sicura la risoluzione del rapporto nei casi economici e organizzativi, senza il rischio di reintegra da parte del giudice?<br \/>\nR. <\/strong>In questo caso l\u2019impresa \u00e8 esentata dal controllo giudiziale sul licenziamento, ma \u00e8 automaticamente tenuta a corrispondere al lavoratore un\u2019indennit\u00e0 di licenziamento pari a un mese per ogni anno di anzianit\u00e0 di servizio, che il lavoratore pu\u00f2 parzialmente convertire in preavviso lungo. Il lavoratore che abbia maturato due anni di anzianit\u00e0 ha inoltre diritto a un \u201ccontratto di ricollocazione\u201d, che gli d\u00e0 diritto, a carico dell\u2019impresa, a un trattamento complementare di disoccupazione che porta, per il primo anno, il trattamento complessivo al 90 per cento dell\u2019ultima retribuzione, entro il limite di 36.000 euro annui. Nei due anni successivi l\u2019entit\u00e0 si riduce rispettivamente del 10 e del 20 per cento. Questo trattamento coster\u00e0 all\u2019azienda pochissimo il primo anno, molto di pi\u00f9 nei due successivi. Ma gi\u00e0 oggi l\u201980 per cento dei lavoratori che perdono il posto lo ritrovano entro il primo anno. L\u2019alto costo nel secondo e nel terzo anno serve a incentivare l\u2019impresa ad attivare i migliori servizi di <em>outplacement<\/em> e di riqualificazione professionale mirata, in modo da ridurre al minimo i casi di non rioccupazione entro il primo anno.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>E\u2019 comunque tutto un costo aggiuntivo per l\u2019impresa rispetto alla situazione attuale.<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Ma \u00e8 largamente compensato dalla soppressione del controllo giudiziale sul giustificato motivo oggettivo. L\u2019aggiustamento industriale, che oggi \u00e8 sempre fortemente ritardato, potr\u00e0 essere immediato e comporter\u00e0 costi predeterminabili in un minimo e un massimo.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Un dubbio \u00e8 che resti ancora molta discrezionalit\u00e0 nei giudici del lavoro che tendono a reintegrare.<br \/>\nR. <\/strong>Nel 95 per cento dei casi di licenziamento per motivi oggettivi dei quali i giudici del lavoro oggi si occupano, la discriminazione non viene neppure ipotizzata dal lavoratore ricorrente, perch\u00e9 effettivamente non \u00e8 ragionevolmente prospettabile. In tutti questi casi, il giudice non avrebbe alcuna discrezionalit\u00e0. D\u2019altra parte, la discriminazione \u00e8 una cosa molto concreta: non la si pu\u00f2 inventare.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Ha calcolato i costi dell&#8217;indennizzo di licenziamento e del trattamento complementare di disoccupazione?<br \/>\nR. <\/strong>S\u00ec. Secondo le simulazioni che abbiamo fatto, con un<em> turnover<\/em> molto alto, pari al 5 per cento annuo, che sia per met\u00e0 imputabile a licenziamenti, e con un tempo medio di ricollocazione dei licenziati di 6 mesi, il costo per le aziende sarebbe mediamente pari allo 0,5 per cento del monte salari. Si tratterebbe soltanto di utilizzare una frazione di quello che oggi le aziende spendono per tenere a libro paga i lavoratori che non servono pi\u00f9, destinandola ad accompagnarli in modo civile a una nuova occupazione.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Questo costo aggiuntivo non scoraggerebbe gli imprenditori dall\u2019assumere?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Le ripeto: il maggior costo del licenziamento sarebbe largamente compensato dalla cessazione del regime di sostanziale<em> job property<\/em> fondato sull\u2019articolo 18.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Viene obiettato che non abbiamo un sistema efficiente di formazione, riqualificazione e sostegno al reddito che accompagni le persone durante la ricerca di un nuovo lavoro. In pratica quel modello di <em>flexicurity<\/em> che ha funzionato in un paese piccolo e molto diverso dal nostro, come la Danimarca, da noi non funzionerebbe (e tra l&#8217;altro con la crisi \u00e8 saltato anche l\u00ec).<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>In Danimarca non \u00e8 saltato affatto questo modello: ha solo incontrato recentemente qualche difficolt\u00e0, che sta essendo superata. Quanto a noi, la riforma avrebbe l\u2019effetto di stimolare fortemente l\u2019impresa interessata ad attivare i migliori servizi di <em>outplacement <\/em>e di riqualificazione mirata disponibili nel mercato. E\u2019 vero che costano; ma le Regioni potrebbero \u2013 anzi, dovrebbero \u2013 intervenire con i contributi del Fondo Sociale Europeo a sollevare le imprese di gran parte se non la totalit\u00e0 del costo di questi servizi. Sarebbe, oltretutto, un buon modo per spendere finalmente questi fondi, che oggi per lo pi\u00f9 sperperiamo, o non riusciamo neppure a spendere. E poi, la Danimarca \u00e8 grande esattamente come il Piemonte; la Svezia esattamente come la Lombardia; e ha esattamente lo stesso reddito pro capite. Perch\u00e9 mai queste Regioni non potrebbero fare quello che si fa normalmente da decenni in quei Paesi?<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Non si rischia paradossalmente di precarizzare ancora di pi\u00f9? Perch\u00e9 in fondo le sue assunzioni a tempo indeterminato non sarebbero pi\u00f9 tali.<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Mi scusi, ma questa \u00e8 proprio una sciocchezza. Se fosse cos\u00ec, questo significherebbe che, tolta l\u2019Italia, in nessun altro Paese d\u2019Europa oggi ci sarebbero rapporti a tempo indeterminato, perch\u00e9 in nessun altro Paese \u00e8 applicabile una norma simile all\u2019articolo 18. Questo equivarrebbe a dire che al di fuori dell\u2019articolo 18 non ci sarebbe altro che precariet\u00e0 e <em>bad jobs<\/em>. Ovviamente non \u00e8 cos\u00ec. Il problema \u00e8 che in Italia siamo ormai assuefatti a confondere la sicurezza del lavoratore con il regime di inamovibilit\u00e0, di <em>job property.<\/em> In realt\u00e0, la sicurezza che viene offerta al lavoratore da un regime di <em>flexsecurity<\/em> \u00e8 molto maggiore e migliore rispetto a quella offerta da un regime di ingessatura del rapporto di lavoro: perch\u00e9 quando viene l\u2019acquazzone anche il gesso si scioglie, e il lavoratore si trova con un pugno di mosche in mano.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Quali altre proposte ci sono reali, alternative alla sua?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Sono quelle che ho menzionato prima: il <a title=\"ddl Nerozzi\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7306\" target=\"_blank\">disegno di legge Nerozzi<\/a>, ispirato al <a title=\"Boeri-Garibaldi\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/pagina1000075.html\" target=\"_blank\">progetto Boeri-Garibaldi<\/a>, e quello di <a title=\"Ddl Della Vedova\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14025\" target=\"_blank\">Benedetto Della Vedova<\/a>, ispirato al mio. Al di fuori di questi, e a parte qualche progetto stravagante di peso politico trascurabile, a sinistra come a destra regna la conservazione dell\u2019esistente.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Il primo maggio il segretario della Cgil Camusso ha detto: \u00abAbbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati pi\u00f9 deboli\u00bb. Giusto? Sbagliato?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>In un regime di pluralismo sindacale i dissensi tra le confederazioni maggiori dovrebbero considerarsi fisiologici. Occorrerebbe per\u00f2 una cornice essenziale di regole condivise, che consentisse di evitare che il dissenso produca paralisi, come accade oggi. Occorrerebbe che tutte le confederazioni maggiori fossero almeno accomunate da una cultura di democrazia sindacale: quella per cui in ogni luogo di lavoro la maggioranza rispetta i diritti della minoranza e la minoranza rispetta quelli della maggioranza.<\/p>\n<p><strong><strong>D. <\/strong>Sempre la Camusso ha definito il precariato \u00abil male insopportabile del nostro secolo\u00bb. D&#8217;accordo?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>S\u00ec. Ma la Cgil dovrebbe fare molto di pi\u00f9 per superarlo. Cio\u00e8 indicare il modo in cui si pu\u00f2 superare il dualismo del mercato del lavoro. Oggi i casi di false collaborazioni autonome che vengono contestati dagli ispettori o che vengono denunciati dai lavoratori interessati sono solo tre o quattro ogni diecimila. Il mio progetto consente di stanarli tutti immediatamente, sulla base dei soli tabulati dell\u2019Inps o dell\u2019Erario; ma al tempo stesso ridisegna il diritto del lavoro in modo da renderlo davvero applicabile a tutti. Ma per la Cgil ridisegnare il diritto del lavoro \u00e8 tab\u00f9; cos\u00ec ci teniamo anche l\u2019<em>apartheid<\/em> fra protetti e non protetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SICUREZZA CHE VIENE OFFERTA AL LAVORATORE DA UN REGIME DI FLEXSECURITY \u00c8 MOLTO MAGGIORE E MIGLIORE RISPETTO A QUELLA OFFERTA DA UN REGIME DI INGESSATURA DEL RAPPORTO DI LAVORO: PERCH\u00c9 QUANDO VIENE L\u2019ACQUAZZONE ANCHE IL GESSO SI SCIOGLIE, E IL LAVORATORE RESTA CON UN PUGNO DI MOSCHE IN MANO Intervista a cura di Gaia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-14393","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14393\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}