
{"id":14993,"date":"2011-05-31T09:35:37","date_gmt":"2011-05-31T08:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14993"},"modified":"2011-06-05T23:12:00","modified_gmt":"2011-06-05T22:12:00","slug":"theorema-una-politica-dell%e2%80%99immigrazione-radicalmente-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14993","title":{"rendered":"UNA POLITICA DELL\u2019IMMIGRAZIONE RADICALMENTE NUOVA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL BILANCIO DEL CENTRODESTRA SU QUESTO TERRENO \u00c8 FALLIMENTARE \u2013 OCCORRE GOVERNARE I FLUSSI DI IMMIGRAZIONE IN MODO SELETTIVO, OFFRIRE ED ESIGERE UN\u2019APPLICAZIONE DELLA LEGGE PI\u00d9 RIGOROSA, PREDISPORRE SERVIZI ADEGUATI FINANZIANDOLI CON LA REGOLARIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Marta Fresolone in corso di pubblicazione sul mensile <\/em>Theorema<em>, giugno 2011 \u2013 In argomento v. anche il mio scritto del 23 maggio 2009 <\/em><a title=\"Un traghetto per Lampedusa\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3454\" target=\"_blank\">Un traghetto per Lampedusa<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Che idea si \u00e8 fatto sulla situazione a Lampedusa all\u2019indomani della crisi libica e dell\u2019arrivo di molti migranti sulle nostre coste?<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea di una situazione scandalosa e tragica, frutto di una politica dilettantesca: male informata e male impostata.<\/p>\n<p><strong>Come pensa che vadano affrontati questi grandi flussi migratori?<br \/>\n<\/strong>Occorre distinguere il problema del governo dei flussi in entrata da quello di pura e semplice polizia di frontiera. Per quel che riguarda i flussi in entrata, la regola dovrebbe essere ispirata al favore per l\u2019agevole regolarizzazione dei rapporti di lavoro utili alla nostra economia o addirittura gi\u00e0 in atto: questo \u2013 con il riassorbimento di una vasta zona di lavoro sommerso dovuto esclusivamente all\u2019impossibilit\u00e0 della regolarizzazione \u2013 anche per un nostro interesse economico immediato. Ma occorrerebbe anche una programmazione selettiva molto pi\u00f9 attenta e raffinata di questi flussi. Dovremmo privilegiare gli studenti universitari e <em>post-graduate<\/em>, i dipendenti di multinazionali operanti in Italia, le molte centinaia di migliaia di\u00a0badanti che con la legge attuale costringiamo stupidamente a lavorare \u201cal nero\u201d, tutti i lavoratori dei quali abbiamo bisogno per la nostra industria, agricoltura e servizi.<\/p>\n<p><strong>E il problema della polizia di frontiera?<br \/>\n<\/strong>L\u00ec \u00e8 giusto applicare la legge con rigore. Anche quella che impone di accogliere profughi e rifugiati, ovviamente.<\/p>\n<p><strong>Resta il problema degli sbarchi clandestini a Lampedusa.<br \/>\n<\/strong>Due anni fa ho sostenuto \u2013 forse un po\u2019 provocatoriamente, ma non poi tanto \u2013 che dovremmo trasformare Lampedusa in zona extraterritoriale, con conseguente esenzione fiscale per i residenti, e istituire un traghetto regolare tra la costa africana e Lampedusa, senza controllo di passaporto (<em><a title=\"Un traghetto per Lampedusa\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3454\" target=\"_blank\">Un traghetto per Lampedusa<\/a><\/em>, su <em>il Riformista<\/em>, 23 maggio 2009). Tanto, gli africani a Lampedusa arrivano lo stesso: meglio che ci arrivino pagando regolarmente un biglietto, senza rischiare la vita e senza ingrassare gli scafisti.<\/p>\n<p><strong>La intende come misura umanitaria o come soluzione del problema del controllo del flusso?<br \/>\n<\/strong>Si tratterebbe, certo, di una misura essenzialmente umanitaria, volta a porre fine allo scempio delle centinaia di uomini, donne e bambini che muoiono annegati o assiderati durante la traversata. Ma potrebbe attuarsi a costo zero; e consentirebbe anche di controllare meglio il flusso, distinguendo pi\u00f9 agevolmente i profughi da chi non ha alcun titolo per entrare nel nostro territorio. Con i proventi del servizio di traghetto, oltre che compensare la perdita dei tributi finora pagati dai residenti dell\u2019Isola, si potrebbero, per esempio, istituire grandi centri di accoglienza presso il <em>terminal<\/em> africano e presso quello italiano, dove sarebbe possibile offrire a tutti coloro che vi si presentano informazione, orientamento, assistenza, anche con il contributo degli altri Paesi europei.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 fare una valutazione politica sull\u2019azione di Governo in questo campo?<br \/>\n<\/strong>Una politica miope, tutta centrata sulla ricerca dell\u2019annuncio capace di raccogliere il consenso effimero e superficiale di un\u2019opinione pubblica male informata. Con esiti pessimi: sia dal punto di vista umanitario, sia da quello dell\u2019immagine internazionale dell\u2019Italia, sia infine da quello dei risultati, in riferimento all\u2019obiettivo legittimo di contrastare l\u2019accesso dei clandestini.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa pensa del pacchetto di misure adottate dall\u2019Unione Europea per gestire i flussi dal Sud del Mediterraneo, come il sostegno alle nascenti democrazie per prevenire le migrazioni?<br \/>\n<\/strong>In questa crisi originata dalle rivoluzioni nord-africane l\u2019UE non ha brillato n\u00e9 per coesione, n\u00e9 per efficacia delle politiche adottate e praticate. Detto questo, va anche detto per\u00f2 che le risposte negative alle richieste di aiuto provenienti dal nostro Governo erano ampiamente prevedibili: che cos\u2019altro potevamo attenderci, dopo il comportamento provocatoriamente sordo a ogni istanza di coordinamento comunitario, tenuto dal nostro Governo nel decennio passato nei rapporti con Geddafi e con Putin e in generale nella sua politica estera?<\/p>\n<p><strong>Lei intravede la possibilit\u00e0 di un\u2019integrazione sociale? Quali dovrebbero essere le politiche da attuare in questo senso?<br \/>\n<\/strong>Un mondo nel quale si spostino liberamente, come oggi accade, le merci, i capitali, i piani industriali, le idee, ma non si spostino le persone, \u00e8 impensabile. La globalizzazione porter\u00e0 necessariamente un rimescolamento di razze, etnie, culture e religioni. Dovremo essere molto rigorosi nell\u2019offrire agli immigrati ed esigere da loro il rispetto delle nostre leggi; ma non potremo esimerci dal predisporre un ambiente esente da discriminazioni, una scuola capace di istruire anche i loro figli, un sistema sanitario capace di offrire loro la stessa assistenza che offre a noi, rapporti di lavoro e previdenziali regolati esattamente come i nostri, la libert\u00e0 e possibilit\u00e0 effettiva di professare le loro religioni.<\/p>\n<p><strong>Parliamo di lavoro. Esiste la speranza che molte di queste persone ottengano un lavoro nel nostro Paese?<br \/>\n<\/strong>Come dicevo prima, gi\u00e0 oggi la domanda di lavoro che gli extracomunitari soddisfano o potrebbero soddisfare \u00e8 molto superiore al numero dei permessi di soggiorno per lavoro che noi offriamo loro, oltretutto in modo irrazionale, disordinato, poco dignitoso, penoso per chi li riceve, anche sul piano fisico. Comunque \u00e8 dimostrato che, nella stragrande maggioranza dei casi, i lavori che gli extra-comunitari vengono a svolgere sono quelli per i quali noi non siamo pi\u00f9 disponibili: sia nel settore agricolo, sia in quello manifatturiero, sia in quello dei servizi.<\/p>\n<p><strong>Quali potrebbero essere gli ostacoli per un loro inserimento lavorativo?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 innanzitutto l\u2019ostacolo della lingua. Inoltre quello della carenza di abitazioni. Ma nel panorama europeo e anche in quello italiano ci sono molte esperienze positive alle quali dovremmo attingere, per riprodurle e generalizzarle: qui da noi, penso per esempio all\u2019esperienza della cooperativa milanese Dar-Casa animata da Piero Basso; oppure al grande lavoro di accoglienza e assistenza svolto dalla Caritas ambrosiana presieduta da don Virginio Colmegna; oppure ancora al lavoro prezioso di integrazione svolto da tanti insegnanti di scuola media, in silenzio e tra mille difficolt\u00e0, ma sovente con successo.<\/p>\n<p><strong>Viene obiettato che non abbiamo un sistema efficiente di riqualificazione e sostegno al reddito, come pensa che l\u2019Italia possa sostenere l\u2019arrivo in massa di nuovi \u201clavoratori\u201d?<br \/>\n<\/strong>Se fossimo capaci di regolarizzare tutti i rapporti di lavoro degli extracomunitari di fatto attivi nel nostro Paese, questo porterebbe un gettito fiscale e contributivo pi\u00f9 che sufficiente per garantire loro non solo il trattamento previdenziale cui hanno diritto, ma anche i servizi di formazione e riqualificazione di cui essi possono avere bisogno e i cosiddetti ammortizzatori sociali per il caso di sospensione o perdita del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Non si rischia, con questi flussi in entrata, di precarizzare ulteriormente una situazione gi\u00e0 di per s\u00e9 difficile?<br \/>\n<\/strong>La mia proposta, contenuta nel progetto del nuovo <em>Codice del Lavoro<\/em> semplificato (d.d.l. n. <a title=\"ddl 1873\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\">1873\/2009 <\/a>\u2013 <em>n.d.r.<\/em>), \u00e8 quella di un nuovo diritto del lavoro capace di applicarsi in modo universale a tutti i nuovi rapporti di lavoro: tutti a tempo indeterminato (salvi i casi classici di contratto a termine, per lavori stagionali, sostituzioni di malattia, ecc.), a tutti le protezioni essenziali, ma nessuno inamovibile. L\u2019idea \u00e8 di conservare il controllo giudiziale contro il licenziamento discriminatorio, ma non quello sul licenziamento per motivi economici od organizzativi: qui occorre invece, in cambio dell\u2019esenzione dal controllo giudiziale, responsabilizzare l\u2019impresa per una ragionevole sicurezza economica e professionale del lavoratore nel passaggio dal vecchio al nuovo lavoro. Questa riforma garantirebbe al tempo stesso una maggiore fluidit\u00e0 del mercato del lavoro e una maggiore sicurezza nel mercato stesso di tutti i nuovi lavoratori, comunitari o extra-comunitari che siano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL BILANCIO DEL CENTRODESTRA SU QUESTO TERRENO \u00c8 FALLIMENTARE \u2013 OCCORRE GOVERNARE I FLUSSI DI IMMIGRAZIONE IN MODO SELETTIVO, OFFRIRE ED ESIGERE UN\u2019APPLICAZIONE DELLA LEGGE PI\u00d9 RIGOROSA, PREDISPORRE SERVIZI ADEGUATI FINANZIANDOLI CON LA REGOLARIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO Intervista a cura di Marta Fresolone in corso di pubblicazione sul mensile Theorema, giugno 2011 \u2013 In [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,26],"tags":[],"class_list":["post-14993","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14993"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14993\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}