
{"id":14999,"date":"2011-05-31T10:11:29","date_gmt":"2011-05-31T09:11:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14999"},"modified":"2011-06-01T14:28:32","modified_gmt":"2011-06-01T13:28:32","slug":"acqua-equivoci-referendari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14999","title":{"rendered":"ACQUA: EQUIVOCI REFERENDARI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER UN VOTO SENSATO AL REFERENDUM SUI SERVIZI IDRICI OCCORRE METTERE A FUOCO IN MODO PRECISO LE QUESTIONI IN GIOCO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento <strong>di Giancarlo Cor\u00f2<\/strong> (gi\u00e0 presidente della societ\u00e0 di gestione pubblica Acque Vicentine, poi presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 d&#8217;Ambito Territoriale Ottimale (AATO) Bacchiglione) in corso di pubblicazione sul<\/em> Giornale di Vicenza, giugno 2011 &#8211; <em>In argomento leggi anche: <a title=\"A. Boitani e A. Massarutto\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14775\" target=\"_blank\">l&#8217;a<\/a><em><a title=\"A. Boitani e A. Massarutto\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=14775\" target=\"_blank\">rticolo <strong>di Andrea Boitani e Antonio Massarutto<\/strong><\/a>, pubblicato su <\/em><\/em>lavoce.info<em><em> il 17 maggio 2011; <\/em>la <a title=\"Lettera sull'acqua 27 luglio 2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9619\" target=\"_blank\">l<\/a><a title=\"Lettera sull'acqua 27 luglio 2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9619\" target=\"_blank\">ettera pervenuta il 27 luglio 2010<\/a>, a seguito del mio <a title=\"Editoriale per la Newsletter n. 113 - 26.7.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9494\" target=\"_blank\">editoriale telegrafico per la Newsletter n. 113<\/a>; e lo <a title=\"Referendum sull'acqua\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13932\" target=\"_blank\">s<\/a><a title=\"Referendum sull'acqua\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13932\" target=\"_blank\">cambio di messaggi<\/a>\u00a0intercorso tra il\u00a05 e il 9 aprile 2011 con un sostenitore del \u201cs\u00ec\u201d al referendum<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Equivoci referendari<\/strong><br \/>\nIl dibattito sui servizi idrici impostato dai movimenti referendari continua a giocare su un insieme di equivoci che si riassumono in un principio di fondo: solo la \u201cgestione\u201d pubblica diretta pu\u00f2 assicurare l\u2019efficace tutela dell\u2019acqua. Il primo equivoco \u00e8 confondere l\u2019acqua come risorsa pubblica, che in realt\u00e0 nessuno mette in discussione, con i \u201cservizi idrici\u201d, cio\u00e8 l\u2019insieme di infrastrutture e attivit\u00e0 industriali per la captazione primaria e la distribuzione dell\u2019acqua per usi civili, la sua raccolta dopo gli usi in fognatura e la depurazione prima della restituzione ai fiumi. A parte il fatto che gli acquedotti intercettano non pi\u00f9 del 10-15% del deflusso idrico di un bacino \u2013 il resto va all\u2019agricoltura, all\u2019industria e alla produzione idroelettrica: tutti impieghi privati, a cui i referendari non sembrano interessati \u2013 \u00e8 necessario ribadire che, in base alla legge, <strong>non solo le \u201criserve idriche\u201d \u2013 in falda e in superficie \u2013 rimangono pubbliche, ma anche le \u201cinfrastrutture\u201d impiegate dai servizi idrici, che costituiscono demanio dei comuni. Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere messo a gara \u00e8 la gestione servizio, o la partecipazione minoritaria ad un\u2019azienda pubblica<\/strong>. In questo secondo caso avremo perci\u00f2 una azienda industriale controllata dal pubblico, mentre nel primo nulla esclude che a vincere la gara sia un\u2019azienda pubblica, purch\u00e9 dimostri di essere efficiente e finanziariamente solida almeno quanto una privata.<br \/>\nUn secondo equivoco \u00e8 insistere sull\u2019idea dell\u2019acqua come \u201cbene comune\u201d e poi, subito dopo, affermare che \u201cl\u2019acqua non si vende\u201d. Eppure, la famosa \u201ctragedia dei beni comuni\u201d dovrebbe ricordare che ci\u00f2 che viene regalato rischia, fatalmente, di venire sprecato. Perci\u00f2, se ai referendari stesse davvero a cuore la tutela delle risorse idriche, dovrebbero essere favorevoli ad un forte aumento delle tariffe, poich\u00e9 solo in questo modo si ridurrebbero i consumi di acqua, soprattutto quelli superflui che in Italia hanno pochi eguali al mondo: 240 litri pro-capite contro la media UE di 165, e siamo anche fra i primi (dopo l\u2019Arabia Saudita!) nel consumo di acque minerali (forse perch\u00e9, alla fine, ci fidiamo poco dell\u2019acqua del sindaco?). Un\u2019obiezione all\u2019aumento delle tariffe in regime di liberalizzazione \u00e8 che porterebbe solo maggiori profitti. Anche qui si rischia di alimentare un equivoco. Intanto, anche le organizzazioni pubbliche hanno i loro extra-profitti, solo che si chiamano diversamente: inefficienza, clientelismo, corruzione! Gli esempi, ahim\u00e9, non mancano, e i rischi di tali degenerazioni aumentano nell\u2019area grigia in cui operano le \u201cSpA pubbliche\u201d dove, in virt\u00f9 dell\u2019autonomia aziendale vengono allentati i controlli amministrativi, e in virt\u00f9 dell\u2019interesse generale si elimina la pressione concorrenziale. Tuttavia, il principale limite della discussione \u00e8 che tutta l\u2019attenzione \u00e8 concentrata sulla \u201cgestione\u201d dei servizi idrici e non invece sulla loro \u201cprogrammazione e regolazione\u201d. Bisogna invece ricordare che chi decide quanti investimenti servono ad un territorio \u2013 e dove fare gli acquedotti, le fognature, i depuratori \u2013 non sono i gestori, ma i Comuni attraverso le autorit\u00e0 d\u2019ambito (oggi l\u2019AATO, domani i Consigli di Bacino). Anche le tariffe del servizio non sono decise dal gestore, ma dell\u2019autorit\u00e0 di regolazione, che dovrebbe poi controllare che amministratori e manager (pubblici o privati che siano) non approfittino, magari con il consenso dei sindacati, della condizione di monopolio a spese degli utenti. E\u2019 proprio nelle funzioni di programmazione e regolazione dei servizi, molto pi\u00f9 che nella gestione operativa, che si sostanzia l\u2019interesse generale. Perch\u00e9 allora non dare alla creazione di autorit\u00e0 pubbliche di regolazione dei servizi idrici l\u2019importanza che merita? Certo, il tema delle authority indipendenti scalda poco il cuore dei cittadini, e poi \u00e8 visto con sospetto dai politici, che intravedono nella formazione di \u201cagenzie tecniche di regolazione\u201d una limitazione del loro potere decisionale. Tuttavia, autorevolezza tecnica e indipendenza politica di tali agenzie sono garanzie di tutela degli utenti e degli interessi di lungo periodo di una comunit\u00e0.<br \/>\n<strong>Un altro equivoco \u00e8 continuare a considerare i servizi idrici come branca della pubblica amministrazione e non, invece, un settore industriale con rilevanti fabbisogni di investimento e notevoli potenziali di sviluppo e innovazione tecnologica.<\/strong> Eppure, per quanti credono davvero al valore sociale ed ambientale dell\u2019acqua, \u00e8 qui che si gioca una partita decisiva. Da un lato, infatti, servono ingenti capitali finanziari per realizzare opere con lunghi tempi di ritorno: per raggiungere standard europei nei servizi idrici, sono necessari in Italia investimenti per 60 miliardi di euro, e i referendari dovrebbero spiegare dove trovare queste risorse se venisse abolita la remunerazione sul capitale! Dall\u2019altro lato ci sono innovazioni da introdurre con molta pi\u00f9 convinzione di quanto si \u00e8 finora riusciti a fare in Italia: telecontrolli in rete, impianti idrici duali, tecnologie per il micro-tunnelling, recupero energetico dei fanghi di depurazione, contatori intelligenti, servizi di comunicazione personalizzati agli utenti, ecc. Queste innovazioni possono portare sia ad un impiego pi\u00f9 efficiente dell\u2019acqua, sia una crescita di occupazione qualificata. Tuttavia, risorse finanziarie e incentivi all\u2019innovazione non sono manna dal cielo, ma fattori che si possono ottenere solo con una buona combinazione fra regolazione pubblica e organizzazione industriale. Nessuno di questi due aspetti viene considerato dai movimenti referendari. A dominare la scena \u00e8, invece, una ideologia statalista che \u2013 in un paese con un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro, una pressione fiscale che ha raggiunto il 45% del Pil e il pi\u00f9 basso tasso di crescita d\u2019Europa \u2013 rischia di impoverire ulteriormente i cittadini e l\u2019ambiente.<br \/>\nGiancarlo Cor\u00f2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER UN VOTO SENSATO AL REFERENDUM SUI SERVIZI IDRICI OCCORRE METTERE A FUOCO IN MODO PRECISO LE QUESTIONI IN GIOCO Intervento di Giancarlo Cor\u00f2 (gi\u00e0 presidente della societ\u00e0 di gestione pubblica Acque Vicentine, poi presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 d&#8217;Ambito Territoriale Ottimale (AATO) Bacchiglione) in corso di pubblicazione sul Giornale di Vicenza, giugno 2011 &#8211; In argomento leggi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-14999","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14999\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}