
{"id":1509,"date":"2009-01-29T18:37:32","date_gmt":"2009-01-29T17:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1509"},"modified":"2009-01-30T11:48:31","modified_gmt":"2009-01-30T10:48:31","slug":"risposta-a-donata-gottardi-e-luigi-mariucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1509","title":{"rendered":"RISPOSTA A DONATA GOTTARDI E LUIGI MARIUCCI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Rispondo analiticamente alle osservazioni critiche e agli interrogativi sul \u201cprogetto per la transizione a un sistema di flexsecurity\u201d, proposti da Donata Gottardi e Luigi Mariucci nei rispettivi documenti distribuiti ai membri della Consulta del Lavoro e del Welfare del Pd in preparazione della sessione del 4 febbraio prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\">1. Osservazioni critiche e interrogativi di Donata Gottardi (secondo il suo stesso ordine di esposizione) e relative risposte<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/pdl-ichino_gottardi.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-44\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/icona-dwl.png\" alt=\"&lt;\/div&gt;\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/pdl-ichino_gottardi.pdf\" target=\"_blank\">Scarica le osservazioni di Donata Gottardi<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\"><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\"><span style=\"font-size: 6pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/span><strong><em>In che senso parliamo di \u201cdualismo\u201d del nostro mercato del lavoro e tessuto produttivo?\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Essenzialmente nel senso della distinzione tra lavoratori stabili, a tempo indeterminato, da una parte, e, dall\u2019altra, lavoratori a termine, precari, in posizione di sostanziale dipendenza economica dall\u2019azienda, quale che sia la qualificazione formale del loro rapporto, e aspiranti-lavoratori.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">In questa divisione, come consideriamo i lavoratori \u201cin somministrazione\u201d?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Propongo di considerare <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">stabili<\/em> i lavoratori dipendenti dall\u2019agenzia fornitrice a tempo indeterminato (che vengano utilizzati sia per una sequenza di \u201cmissioni\u201d a termine, sia per rapporti di <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">staff leasing<\/em>), <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">precari<\/em> quelli assunti soltanto per la singola missione, in tutto e per tutto equiparabili ai lavoratori a termine dipendenti direttamente dall\u2019impresa utilizzatrice.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">E come consideriamo gli apprendisti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Oggi sono dei lavoratori a termine. Secondo il progetto l\u2019apprendistato diventa una clausola eventuale di un contratto di lavoro a tempo indeterminato (con la conseguenza che se, al termine l\u2019impresa intende licenziare il lavoratore, essa \u00e8 libera di farlo \u2013 salvo che per motivi discriminatori \u2011 ma in tal caso deve pagargli la relativa indennit\u00e0 e garantirgli assistenza per la fase di ricerca della nuova occupazione attraverso l\u2019ente a ci\u00f2 preposto). Questa, per\u00f2, come tutte quelle che seguono, \u00e8 soltanto la mia proposta per una sorta di \u201ccanovaccio\u201d del disegno di legge, sul quale credo debba svolgersi una vera e propria trattativa politica tra rappresentanti dei lavoratori e delle imprese circa il contenuto del disegno di legge: chiamiamo da qui in poi questa trattativa, per rapidit\u00e0, \u201cnegoziato preliminare\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Perch\u00e9 esentare dalla nuova disciplina le collaborazioni continuative autonome con retribuzione annua lorda superiore ai 40.000 euro?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una proposta dettata da considerazioni puramente pragmatiche: al di sopra di un certo livello di reddito si pu\u00f2 presumere una forza contrattuale effettiva del lavoratore tale da giustificare una minor protezione inderogabile. Ovviamente, anche la soglia dei 40.000 euro deve essere oggetto di verifica nel negoziato preliminare sul contenuto del disegno di legge: nulla in contrario, da parte mia, ad alzarla a 60.000, per esempio; oppure anche ad alzare la soglia fino al limite minimo delle retribuzioni dirigenziali applicandola anche al lavoro subordinato. Se si opta per quest\u2019ultima soluzione, sar\u00e0 comunque opportuno fare in modo che anche i dirigenti (per lo meno il <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">low<\/em> e <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">middle management<\/em>) possano fruire del nuovo sistema di sicurezza nel mercato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Che interesse possono avere le piccole imprese, cui oggi non si applica l\u2019articolo 18 St.lav., a scegliere il nuovo regime con il \u201ccontratto di transizione\u201d?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Interesse scarso, se non c\u2019\u00e8 un finanziamento pubblico dell\u2019ente bilaterale o consortile. Per questo il progetto prevede tale finanziamento, nella misura dello 0,5% del monte salari relativo ai nuovi assunti (sui criteri di determinazione di questa misura rinvio alla relazione introduttiva al disegno di legge). Si calcola che, nel caso estremo (e sicuramente non probabile, almeno nei primi anni di applicazione della nuova legge) in cui tutti i 3 milioni di dipendenti di piccole imprese fossero interessati da \u201ccontratti di transizione\u201d al nuovo regime, il costo aggiuntivo per l\u2019Erario ammonterebbe a circa 500 milioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Se le piccole imprese non saranno coinvolte, di quale superamento di dualismo stiamo parlando?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Il finanziamento pubblico di cui si \u00e8 detto costituir\u00e0 un incentivo rilevante alla stipulazione del \u201ccontratto di transizione\u201d anche nel settore delle piccole imprese. Il che significa anche nuovi spazi di azione del sindacato in un settore nel quale oggi la sua presenza \u00e8 molto debole. Non dimentichiamo, comunque, che le imprese con meno di 16 dipendenti costituiscono, s\u00ec, una larga maggioranza nel nostro tessuto produttivo rispetto al numero totale delle imprese; ma i loro dipendenti costituiscono soltanto un terzo del totale nel settore privato: circa due terzi dipendono da imprese alle quali l\u2019articolo 18 si applica (intorno ai 6 milioni).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Perch\u00e9 proprio dal Partito democratico dovrebbe provenire la riproposizione del superamento della tutela forte contro i licenziamenti, dopo il suo accantonamento per mancanza di interesse da parte delle stesse imprese e del Governo di destra?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Questa iniziativa spetta a noi per due motivi di grande rilievo: 1) perch\u00e9 essa costituisce il passaggio indispensabile per superare il dualismo tra protetti e precari di cui si \u00e8 detto all\u2019inizio; 2) perch\u00e9 nel nostro programma elettorale abbiamo indicato in modo molto netto l\u2019obiettivo di <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">\u201ccombattere la precariet\u00e0 del lavoro in tutte le sue forme, contrastare l\u2019ingiustizia dell\u2019esclusione di milioni di lavoratori dalla protezione della <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold;\">sicurezza del lavoro e del reddito<\/span>, assumendo come modello quello della migliore <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-style: italic;\">flexicurity<\/span><strong> <\/strong>europea; questo significa coniugare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 e adattabilit\u00e0 delle strutture produttive con la libert\u00e0 delle scelte di vita e con il massimo possibile di eguaglianza di opportunit\u00e0, di sicurezza e benessere per tutti i lavoratori, nessuno escluso\u201d<\/em> (manifesto \u201cPer dare valore al lavoro\u201d, 14 marzo 2008). Che il Governo Berlusconi non abbia interesse a questo obiettivo \u00e8 soltanto una conferma del fatto che questa iniziativa non ha alcun carattere di cedimento a istanze di destra. Quanto all\u2019interesse delle imprese, questo dipende dal buon equilibrio di tutti gli elementi del progetto, che va verificato mediante il negoziato preliminare di cui si \u00e8 detto all\u2019inizio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Abbiamo dimenticato la grande manifestazione di Roma del 23 marzo 2003 contro le modifiche dell\u2019articolo 18 proposte allora dal Governo Berlusconi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Quell\u2019iniziativa del Governo Berlusconi mirava soltanto a depotenziare l\u2019articolo 18. Questo progetto si propone invece la transizione a un modello di protezione che tutti \u2013 sinistra estrema compresa \u2013 riconoscono come il migliore al mondo per la sicurezza dell\u2019impiego e del reddito: quello che nei documenti dell\u2019Oecd \u00e8 indicato come il \u201cmodello danese\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Le riforme dovrebbero semplificare, ma non uniformare o massificare. Siamo in un mondo sempre pi\u00f9 complesso, con esigenze multiformi, non solo provenienti dalle imprese, ma anche dalle lavoratrici e dai lavoratori. Una regola uguale per tutti, mi pare un principio non adatto al \u2018mondo liquido\u2019<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Concordo pienamente. Proprio per questo preferisco non usare l\u2019espressione \u201ccontratto unico\u201d. Il senso della riforma proposta non \u00e8 quello di imporre un modello unico rigido di rapporto di lavoro, ma di promuovere uno standard minimo di protezione della stabilit\u00e0 per tutti i lavoratori in posizione di dipendenza economica, lasciando che in quel \u201cguscio\u201d universale si collochino rapporti dei tipi pi\u00f9 vari: dal part-time al <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">job-sharing<\/em>, dal lavoro in <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">staff leasing<\/em> al tele-lavoro dipendente, dall\u2019apprendistato (come fase iniziale di un rapporto di lavoro ordinario) al praticantato professionale, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Si dovrebbe finalmente riflettere anche sul \u201ccontratto di attivit\u00e0\u201d, proposto ormai un bel po\u2019 di anni fa in Francia, ma che richiede una revisione complessiva del sistema di Welfare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Giusto; ma anche questo mi sembra che possa e debba essere fatto rientrare nel \u201cguscio\u201d universale, se non vogliamo creare una nuova forma di precariato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">La contribuzione previdenziale viene rideterminata in misura uguale per tutti i rapporti. Ma questo, immagino, solo prendendo a riferimento la contribuzione nel rapporto tra lavoro subordinato e quella nel lavoro a progetto (e vecchie collaborazioni coordinate e continuative). Di nuovo mi chiedo: e l\u2019apprendistato? E il lavoro domestico? E potrei continuare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Giusta osservazione tecnica: sar\u00e0 bene inserire nel disegno di legge una disposizione che faccia salvi i regimi speciali.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Perch\u00e9 parlare di \u201cmodello danese\u201d, dal momento che ci separano da quel Paese dimensione territoriale, efficacia dei servizi, cultura del lavoro e della societ\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Le dimensioni medie di una\u00a0Regione italiana, che \u00e8 l&#8217;istituzione pubblica competente per il collocamento, l\u2019orientamento e la formazione professionale, non\u00a0sono diverse da quelle della Danimarca. Il progetto, peraltro, affida totalmente all\u2019autonomia collettiva (\u201ccontratto di transizione\u201d) la scelta delle dimensioni territoriali dell\u2019ente gestore dei servizi stessi. Quanto all\u2019efficienza ed efficacia di questi servizi, il progetto punta sulla creazione <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">ex novo<\/em> di strutture moderne, pungolate da un forte incentivo economico (qui a pagare, se i periodi di disoccupazione si allungano oltre il necessario, non \u00e8 pi\u00f9 Pantalone), proprio con l\u2019idea che esse si dotino fin da subito del <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">know-how <\/em>pi\u00f9 avanzato. Quanto, infine, alla cultura civile e del lavoro, chi ha progetti ulteriori per farla maturare li proponga: sar\u00e0 certo possibile coniugarli utilmente con questo di cui stiamo discutendo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Basterebbe forse anche solo decidersi ad applicare la normativa che gi\u00e0 abbiamo e che fonda le sue origini nelle riforme del primo governo Prodi, come nel caso dell\u2019obbligo di accettare proposte di formazione e di lavoro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Qui la mia risposta \u00e8, nettamente, \u201cno, non basterebbe\u201d: i nostri <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">servizi pubblici attuali<\/em> di collocamento, orientamento e formazione professionale sono troppo lontani dallo standard di efficienza minimo necessario perch\u00e9 su di essi possa incardinarsi credibilmente un processo di transizione verso il modello nord-europeo. Ed \u00e8 ormai da pi\u00f9 di un quarto di secolo che diciamo che occorre riqualificarli, e versiamo per questo fiumi di denaro pubblico, oltre che fiumi di inchiostro, con risultati troppo modesti. Rinvio, per il resto alla mia risposta \u2013 l\u2019ultima in questo documento \u2011 alla tesi analoga sostenuta da Luigi Mariucci.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Gli enti bilaterali, possono essere un utile strumento, ma \u00e8 evidente che tanto pi\u00f9 piccolo \u00e8 l\u2019ambito (settoriale) di riferimento, tanto minori possono essere le risorse a disposizione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l\u2019eventuale inefficienza dovuta a errore di dimensionamento grava sui bilanci delle imprese, si pu\u00f2 supporre che queste faranno bene i loro conti nel determinare l\u2019area di competenza di ciascun ente gestore. Non \u00e8 male, peraltro, nella logica del <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">try and go<\/em> cui l\u2019intero progetto si ispira, che anche su questo terreno si confrontino scelte diverse, in modo che i risultati possano essere confrontati.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center\" align=\"center\">SULLA RIFORMA DEL LICENZIAMENTO PER ESIGENZE DEL DATORE DI LAVORO<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Se esiste la scorciatoia del pagamento di una indennit\u00e0, gi\u00e0 prequantificata, perch\u00e9 il datore di lavoro dovrebbe dichiarare che il licenziamento ha natura disciplinare, quando effettivamente ce l\u2019ha?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, se la mancanza grave del lavoratore pu\u00f2 essere dimostrata, questo consente all\u2019impresa di risparmiare per intero il <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">firing cost<\/em> proprio del licenziamento di natura economico-organizzativa (preavviso, indennit\u00e0 di licenziamento e scatto della tariffa <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">bonus\/malus<\/em> nel contributo per il finanziamento dell\u2019ente bilaterale o consortile). Non \u00e8 poco. Inoltre perch\u00e9 il licenziamento disciplinare ha una finalit\u00e0 essenziale di deterrenza nei confronti dei possibili comportamenti scorretti futuri di altri dipendenti, che andrebbe in parte perduta se la natura sanzionatoria del provvedimento venisse occultata.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Dove si applicher\u00e0 il nuovo sistema di protezione, vedremo ridursi in maniera esponenziale la conflittualit\u00e0 in giudizio per licenziamento individuale. Forse \u00e9 questo l&#8217;obiettivo, data l&#8217;incombenza della recessione e della crisi occupazionale. Ma mi pare una risposta \u2018strana\u2019 nel momento \u2018sbagliato\u2019.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 affatto \u201cil momento sbagliato\u201d, per questa riforma: al contrario, \u00e8 il momento migliore per farla. Infatti: <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">a) <\/em>per i lavoratori attualmente in organico, se essi non scelgono di aderire al nuovo regime, non cambia nulla della disciplina del licenziamento: non vi \u00e8 dunque alcun pericolo che la riforma faciliti il loro licenziamento per crisi dell\u2019impresa; <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">b)<\/em> viceversa, per i lavoratori che aspirano a entrare o rientrare al lavoro, la situazione di crisi rende difficilissimo l\u2019accesso a un posto di lavoro a tempo indeterminato, nel vecchio regime; <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">c)<\/em> in questa situazione di crisi, quindi di marcata incertezza circa la situazione futura a breve e medio termine, le imprese che assumono sono molto pi\u00f9 disposte a farlo a tempo indeterminato se si offre loro la possibilit\u00e0 di applicare ai nuovi assunti il nuovo regime, piuttosto che se le si costringe a operare nel vecchio. Per riassumere: resta la vecchia tutela rigida contro il licenziamento per l\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">insider<\/em> che altrimenti vedrebbe aumentare il rischio di perdere il posto, ma si offre, con il nuovo regime, una prospettiva molto migliore per l\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">outsider<\/em> che rischia altrimenti disoccupazione pi\u00f9 lunga o precariet\u00e0. In altre parole, nella situazione attuale la promozione dei \u201ccontratti di transizione\u201d costituisce, dal punto di vista macro-economico, una misura marcatamente anticiclica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Per i licenziamenti disciplinari nel nuovo regime il progetto prevede che al giudice, quando abbia dato ragione alla persona licenziata, sia riservata la scelta tra la sanzione pi\u00f9 grave che coniuga reintegrazione e risarcimento economico, oppure la sola reintegrazione, oppure il solo risarcimento. In realt\u00e0, dunque, il progetto depotenzia in qualche misura l\u2019articolo 18 non solo nel caso di motivo oggettivo di licenziamento, ma anche nel caso di motivo soggettivo: ne siamo consci? \u00c8 questo che vogliamo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 detto nella relazione introduttiva al disegno di legge, questa disposizione \u00e8 presa di peso dal progetto di legge <span style=\"color: #000000;\">n. 6835\/2000, <\/span>presentato alla Camera dai <span style=\"color: #000000;\">deputati Treu, Fantozzi, Salvati, Lombardi e numerosi altri del Gruppo dell\u2019Ulivo il 3 marzo 2000: il riferimento \u00e8, in particolare, all\u2019articolo 2 di quel progetto. Non si tratta, dunque, di nulla di demoniaco. Questa disposizione non fa che allineare il nostro ordinamento, per questo aspetto (e limitatamente al licenziamento disciplinare), a quello tedesco, che \u00e8 pur sempre uno dei pi\u00f9 protettivi del mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Perch\u00e9 escludere dal nuovo sistema di protezione sul mercato del lavoro coloro che sono stati licenziati per motivi disciplinari (e il cui licenziamento non sia stato impugnato o sia stato ritenuto valido dal giudice)?<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il \u201ccontratto di ricollocazione\u201d, sul quale si impernia la garanzia di sicurezza del lavoratore nel nuovo regime, costa abbastanza caro al sistema delle imprese, soprattutto a causa del trattamento di disoccupazione; e offrirlo a chi \u00e8 stato licenziato per sua colpa sarebbe un premio indebito. L\u2019osservazione critica, comunque, pu\u00f2 essere accolta parzialmente, prevedendo che il lavoratore in questo caso abbia accesso ai soli servizi di riqualificazione e ricollocazione al lavoro, fruendo per il resto soltanto del trattamento di disoccupazione ordinaria a carico dell\u2019Inps, secondo il vecchio regime generale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Mi pare manchi nella proposta un collegamento con il licenziamento collettivo per riduzione di personale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Non manca: v. il sesto comma dell\u2019articolo 7 del disegno di legge: <span style=\"color: #333333;\">\u201cIl datore di lavoro che occupi pi\u00f9 di 15 dipendenti nell\u2019ambito della stessa provincia, quando il numero dei licenziamenti per motivi economici od organizzativi sia superiore a 4 nell\u2019arco di 120 giorni, \u00e8 tenuto ad applicare la procedura di informazione ed esame congiunto preventivo in sede sindacale e amministrativa prevista dalla disciplina comunitaria della materia\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Sotto il profilo comunitario: il Parlamento europeo \u2013 che non \u00e8 a maggioranza di sinistra, come \u00e8 noto \u2013 rifiuta l\u2019idea che si possa scambiare minore flessibilit\u00e0 in entrata con maggiore flessibilit\u00e0 in uscita.<\/em> <em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Proprio questo scambio, invece, sembra essere l\u2019essenza del progetto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 cos\u00ec: il progetto non scambia affatto la maggiore flessibilit\u00e0 in uscita con una \u201cminore flessibilit\u00e0 <em>in entrata<\/em>\u201d (quest\u2019ultima resta sostanzialmente immutata: la disciplina dei contratti a termine attiene all\u2019uscita e non all\u2019entrata), bens\u00ec scambia la maggiore flessibilit\u00e0 in uscita con un dispositivo di sicurezza ispirato ai migliori modelli nord-europei.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Il varco del lavoro autonomo e delle libere professioni (bastando l&#8217;iscrizione all&#8217;albo) potrebbe diventare di nuovo un&#8217;autostrada per mantenere il dualismo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Francamente, questo non mi sembra un rischio serio. Se lo fosse, comunque, la strada maestra per contrastarlo consisterebbe in un robusto sfrondamento della giungla degli albi e ordini istituiti nel corso dell\u2019ultimo mezzo secolo: a questo sarei fortemente favorevole.<\/p>\n<h2>2. Risposta alle osservazioni critiche di Luigi Mariucci<\/h2>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/diritto-ondivago_mariucci1.pdf\" target=\"_blank\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-132\" title=\"icona-dwl\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl.png\" alt=\"&lt;\/div&gt;\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/strong><\/a>\u00a0<strong><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/diritto-ondivago_mariucci1.pdf\" target=\"_blank\">Scarica le osservazioni di Luigi Mariucci<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Occorre rinunciare a disegni tanto ambiziosi quanto velleitari e inconcludenti di mega-riforme: carte dei diritti, statuti dei lavori, contratto unico appaiono essere, nelle condizioni date, inutili e retorici .propositi. Si lasci perdere!<\/em><\/strong><\/p>\n<div><strong><\/strong><\/div>\n<div><strong><\/strong><\/div>\n<p>Il progetto di cui stiamo discutendo si distingue dalle \u201cmega-riforme\u201d di cui parla L.M. proprio perch\u00e9, come \u00e8 chiarito nella relazione introduttiva del disegno di legge, esso si propone di promuovere il mutamento di equilibrio del nostro sistema:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0non con un improvviso \u2013 e improbabile \u2011 mutamento drastico della disciplina del mercato del lavoro e dei servizi in esso disponibili, bens\u00ec innescando un processo di superamento graduale del vecchio regime,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0puntando non su di una palingenesi istantanea del sistema, ma sul metodo del try and go, dove la sperimentazione \u00e8 oggetto di scelta contrattuale tra impresa e sindacato, cui la legge si limita a offrire una guida e una sponda;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0scommettendo, s\u00ec, sulla superiorit\u00e0 effettiva di un nuovo regime, quello ispirato ai migliori modelli della flexsecurity nord-europea, rispetto al nostro vecchio regime di protezione; ma su di una superiorit\u00e0 che non viene presunta a priori,bens\u00ec assoggettata alla verifica della negoziazione tra le parti e della sperimentazione concreta;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0puntando, dunque, non sull\u2019imposizione autoritativa, ma sull\u2019accordo spontaneo tra le parti interessate, auspicabilmente destinato \u2013 se la scommessa verr\u00e0 vinta \u2013 a estendersi a macchia d\u2019olio dopo le prime esperienze positive;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0puntando non, come sempre in passato, sull\u2019impegno di risorse pubbliche, ma sulla capacit\u00e0 del sistema di relazioni industriali di attivare autonomamente, e senza oneri per la collettivit\u00e0, un nuovo gioco a somma positiva nel quale i lavoratori stabili gi\u00e0 in organico non hanno alcunch\u00e9 da perdere, mentre i new entrants e le imprese hanno molto da guadagnare;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u2011\u00a0last but not least, puntando, non su di un improbabile, improvviso scatto di efficienza dei servizi pubblici di formazione e collocamento al lavoro, invano atteso da un quarto di secolo a questa parte, ma sull\u2019attivazione da parte delle imprese stesse di nuove strutture di servizi fortemente incentivate (anzi: a ben vedere costrette dal vincolo economico) a essere efficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00c8 sbagliata la diagnosi su cui il progetto si fonda, di conseguenza la terapia non pu\u00f2 funzionare. Non \u00e8 vero che esistono insiders e outsiders intesi come blocchi contrapposti secondo un dualismo unilineare. E\u2019 vero invece che esistono molti dualismi: nord-sud, pubblico-privato, tra i settori privati esposti alla concorrenza e quelli no, tra industria e terziario, tra imprese grandi e piccole. Con questi molti dualismi il diritto del lavoro ha sempre convissuto, in parte subendoli e in parte cercando di regolarli. Vanno affrontati uno ad uno, con politiche articolate, non con una ricetta unica.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello insider\/outsider costituisce da vent\u2019anni uno dei paradigmi fondamentali dell\u2019economia del lavoro post-keynesiana: non spetta certo a me difenderne l\u2019utilit\u00e0, n\u00e9 sul piano positivo, n\u00e9 su quello normativo. Quanto agli altri \u201cdualismi\u201d, certo il progetto di cui stiamo discutendo non ha la pretesa di affrontarli e risolverli tutti, bens\u00ec, soprattutto, quella di avviare a una progressiva riduzione due di essi: il dualismo-insider\/outsider e il gap nel regime di protezione della stabilit\u00e0 tra imprese piccole e imprese medio-grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Una salutare abstention of the law e una forte concentrazione sugli strumenti di una seria amministrazione del lavoro sarebbe la via maestra per tornare ai fondamenti e quindi alla utilit\u00e0 del diritto del lavoro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiamo a questo proposito la risposta alla tesi analoga sostenuta da Donata Gottardi. \u00c8 questa la tesi che porta alla \u201cmoratoria legislativa\u201d: una scelta che ha oggi molti sostenitori, anche in seno allo schieramento di centro-destra (qui capitanati dal ministro Maurizio Sacconi). \u00c8 una scelta ragionevolissima; ma con il superamento del dualismo di cui qui ci stiamo occupando ha ben poco a che fare. Alle nuove generazioni che si affacceranno nei prossimi anni sul mercato del lavoro, alle centinaia di migliaia di precari che in questo inizio di recessione stanno perdendo il posto per primi, senza un giorno di preavviso e senza una lira di indennizzo, ma anche a tutti gli altri lavoratori che dopo di loro perderanno il posto nelle crisi aziendali, quale tipo di lavoro prospettiamo credibilmente? In quali condizioni possono aspirare realisticamente a essere riassorbiti nel tessuto produttivo? Davvero pensiamo che possa soddisfarli, che possa costituire una proposta politica convincente, il solo nostro impegno a \u201cmigliorare il funzionamento degli attuali strumenti pubblici di amministrazione del lavoro\u201d?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispondo analiticamente alle osservazioni critiche e agli interrogativi sul \u201cprogetto per la transizione a un sistema di flexsecurity\u201d, proposti da Donata Gottardi e Luigi Mariucci nei rispettivi documenti distribuiti ai membri della Consulta del Lavoro e del Welfare del Pd in preparazione della sessione del 4 febbraio prossimo.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1509\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}